“Flamingo” Stèphane GRAPPELLI & Michel PETRUCCIANI


 

Questa volta parliamo di due Mostri Sacri purtroppo recentemente scomparsi,  Michel PETRUCCIANI e Stèphane GRAPPELLI; non mi riesce facile parlare di loro temo di non riuscire a rappresentare quello che  hanno dato alla musica Jazz, comunque tenterò so che apprezzerete comunque lo sforzo profuso. Michael PETRUCCIANI nasce nel 1962 ad Orange in Francia da una famigli di musicisti,  muore a soli 36 anni in una Clinica di New York nel 1999 . La vita con lui non è stato benevola, nasce con una grave malattia delle ossa che non gli consente la crescita con gravi problemi di deambulazione. A quattro anni rimane colpito dalla musica che Duke Ellinton riesce a trasmettere da quello strano strumento e deciderà che il pianoforte sarà la sua immensa passione; nonostante il suo metro di altezza ed i suoi 25 chilogrammi di peso; dalla sua musica traspare tutta la sua voglia di vivere quasi una sorta di ringraziamento alla vita nonostante tutto, vivendo profondamente e con intensità ogni minuto, senza compromessi o rinunce; con uno stile musicale completamente suo fatto di una sapiente conoscenza del Jazz e della musica classica ,  con quel suo particolare tocco sulla tastiera, forse anche dovuto alla forzata ed

innaturale posizione dei polsi. Sicuramente uno dei più bravi e prolifici musicisti Jazz. Tra le sue innumerevoli collaborazione c’è anche quella con Stèphane GRAPPELLI, nato nel 1908 e scomparso nel 1997; la particolarità di Grappelli è stata quella di riuscire a far apprezzare le sonorità di uno strumento, per altro di quasi esclusivo appannaggio della musica classica,  come il violino in un mondo che non fosse il suo “naturale”, ma nel Jazz. I due si incontrano nel 1995 in uno studio di incisione Parigino insieme a Roy HAYNES alla batteria ed a  Gorge MRAZ al contrabbasso, dando vita ad un quartetto mitico dal quale nasce un album, “Flamingo”,  che è sicuramente un punto fermo nelle carriere di GRAPPELLI e PETRUCCIANI. Un album bello, intenso, magico, un connubio tra violino e pianoforte capace di creare atmosfere raramente udibili. Il solito unico brano che vi segnalo “Little Piece in C for you”.

Ciao alla prossima

 Franco

fgiustino@tiscali.it