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Paolo
Fresu Quintet
ROSSO
VERDE GIALLO E BLU
Blue
Note 2007
Paolo Fresu
- Trumpet
Roberto
Cipelli – Piano
Tino
Tracanna - Tenor Sax
Attilo
Zanchi – Bass
Ettore
Fioravanti – Drums
1) Rosso
verde giallo e blu
2) Hip hop
3)
Variazione 13
4) Bi-sogni
aerei
5) Valzer
del ritorno
6) Nightfly
On Blue Note
7) Almeno Tu
Nell'universo
8) Rock
9) Khula
Mntwana
10)
Sull'estremo Confine Del Mare
11) Shoah
27/01/2005
12)
Echauffement Corporel
13) Khula
Mntwana
14) Ulixes
Tanto
piacevole quanto facile è perdersi tra le note dell'ultimo
lavoro di Paolo Fresu, artista dalle originali qualità
compositive oltre che di particolare sensibilità
interpretativa: le melodie scorrono con cauta naturalezza,
senza troppe inscrizioni chiaroscurali, sonorità che sovente
restano sospese a mezz'aria, accompagnate da un personale buon
gusto che elude felicemente stanche ricadute su toni
eccentrici o troppo ricercati, senza mai omettere sia inquieti
sia sereni impressionistici sbalzi d'umore.
Chiara è l’
impronta stilistica: il quintetto propone brani difformi per
natura armonica, spaziando tra tonalità intimistiche,
trasognanti, e momenti di puro edonismo jazzistico, fino alla
reinterpretazione di “Almeno tu nell’universo” del Lauzi che
ben intuì Brassens , song raramente presa in
considerazione , ed ingiustamente, nel mondo delle blue
notes: la band ripropone l’hit in forma di
ballad in un modo morbido, sottile, carezzevole,
struggente a tratti, sicuramente un opportuno omaggio
all’artista genovese recentemente scomparso.
Avvolgenti
linee melodiche si fondono e rincorrono in "Rosso, verde,
giallo e blu", brano segnato da particolare intuito cromatico
e da una meditativa spontaneità esecutiva – e non poteva non
dare il nome all'album – come piccole gemme che vengono alla
luce lentamente, dove il pianismo di Roberto Cipelli scuote,
affascina, dando luce ad un paesaggio dell’anima scandito da
note che sembrano sempre arrivare tardive ma perfette. Ed è
qui che l’interplay del quintetto scandisce con
eleganza e proprietà intuitiva ritmi essenziali sapientemente
“incerti”, allo scopo di infondere una sonorità ampia e
ben formulata, sintatticamente definita da un sound
caldo ed equilibrato, colorito nel fraseggio oscillante ed
energico dell’ alternarsi del duo di fiati.
Una timbrica
intensa, stemperata, quella di Paolo Fresu, dai mille
riflessi, di cultura che rifugge per disposizione intima
pirotecnie e sillabazioni avventurose, oscillante lentamente
per rotondità armoniche che molto ancora hanno da raccontare,
evocativa e di sensibile impatto: una timbrica solare tesa
all’esplorazione di linguaggi aperti, come nel caso di
“Sull’estremo confine del mare”, dove la performance
del quintetto dona spazio ad improvvisazioni tenui, sottili,
dilatate dall’espressività melodica di Attilio Zanchi e
Tino Tracanna, scandita in perfetto equilibrio dal timing
luminoso di Ettore Fioravanti.
Meta di
questo incursivo vagare tra climi senza tempo e rarefatte
sintonie appare “Ulixes”, ballad dal tema arioso da cui
traspare una gradevole positività , introspettiva ed
antispettacolare, concettualmente “orfica” nel soffondere
risonanze profonde, che riconduce l’ascolto ad una plasticità
innovativa, in punta di piedi, sussurrando una lirica e
disarmante catarsi.
Fabrizio
Ciccarelli e Daniel Bologna
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