Credo sia venuto il momento di parlare anche del grande, in tutti i sensi vista anche la sua statura, Oscar PETERSON pianista Canadese che vanta una discografia mastodontica che pochi artisti al mondo hanno, con collaborazioni con quasi tutti i  più grandi musicisti in circolazione. Nato a Montreal il 15 agosto 1925, inizia a suonare all’età di sei anni spinto da suo Padre musicista. E’ sempre rimasto fedele al proprio stile rimasto immutato negli anni nonostante qualche piccola defezione nel blues o riprendendo brani rock come “Satisfaction” dei Rolling Stone insieme a Milt JACKSON al vibrafono nell’album “Reunion Blues”. Uno stile fatto di tecnica, swing e raffinatezza, nelle sue interpretazioni prevale sempre la sua prorompente vitalità, insomma uno che ascoltandolo non riesci a non seguire il tempo con il piede, la sua musica mette allegria con quella sua faccia da nonno buono che ogni nipote vorrebbe avere. Il disco preso in considerazione è questo “Live from Chicago” registrato  tra il settembre e l’ottobre del 1961 al London House di Chicago, partecipano con lui la sua fedele “spalla” Ray BROWN al contrabbasso, con il quale esiste una sorta di legame simbiotico, ed alla batteria Ed THIGPEN. Un disco piacevolissimo, solare, che scorre via tutto di un fiato, gradevolissimo senza eccessi, senza virtuosismi sfrenati o accattivanti artifici, semplicemente bello da ascoltare, con i pregevoli assoli di PETERSON e, magistrale, quello di BROWN al contrabbasso nel brano n° 5 che si intitola, per l’appunto, “ Sometimes I,m happy”. Se volete trascorrere 47 minuti senza pensieri ascoltando della buona musica interpretata sempre in maniera raffinata e precisa per poi, all’occorrenza, esplodere con tutta la sua brillante carica di swing prepotente e frizzante, e soprattutto, “nonno” Oscar non vi chiederà nessun particolare impegno, per questo forse accusato di essere “commerciale”,  allora questo disco è per voi; credo possa essere anche un ottimo approccio con i primi rudimenti del Jazz, e con questo Artista che non ha eguali come carica trascinante e mordente.

Nonostante sia stato colpito nel 1993 da paralisi che gli ha parzialmente ridotto l’uso della mano sinistra, grazia alla sua grande forza d’animo alla passione per questa musica ed a prezzo di notevoli sforzi, ha ripreso a suonare ed ad incidere dovendo però rinunciare ai concerti.

Ciao alla prossima.

 

Franco

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