“The Koln Concert” Keith JARRETT    A CURA DI FRANCO

 

Quando sento parlare di pianoforte non riesco a non associare questo strumento ad un artista, questo artista  è Keith JARRETT, indiscutibilmente il maggiore interprete attualmente in circolazione; bimbo prodigio a tre anni suonava il pianoforte ed a sette teneva concerti di musica classica. Della sua imponente discografia ho scelto un album “storico” il concerto per piano solo che JARRETT ha tenuto il 24 gennaio 1975 all’Opera di Koln, appunto “ The Koln Concert ”. La storia di questo album è travagliata inizia la notte prima del concerto con un JARRETT insonne a causa di un fortissimo mal di schiena, prosegue con la indisponibilità del suo pianoforte di sempre  uno Steinway, introvabile in tutta Colonia, è giocoforza costretto a ripiegare su un altro pianoforte e, neanche a farlo apposta di due a disposizione gli assegnano quello non controllato, nonostante ciò JARRETT inventa quattro brani di una bellezza ipnotica; l’album vince numerosi premi tra cui quello come migliore album dell’anno ed è attualmente il disco di piano solo più venduto al mondo. JARRETT corre con quelle mani sulla tastiera quasi ne avesse il doppio, batte il tempo con il piede, geme, fa vibrare le corde del suo piano quasi ci fosse una intera orchestra al suo interno; MERAVIGLIOSA, un’opera che toglie il fiato, non dimenticherò mai la prima volta che l’ho ascoltato, in casa del mio amico Rino mio Mentore, ho provato ogni tipo di sensazione, dall’emozione, all’ansia, al dolore per culminare in uno stato di profondo appagamento che solo le vere opere d’arte riescono a dare. Cito, come sempre, un unico brano il primo della durata di 26 minuti (ne sentite un assaggio nella pubblicità della BMW), di un’ora e sei minuti dell’intero album, dove c’è tutto il suo background classico. DISCO IMPERDIBILE, assolutamente non fatevelo mancare. Per dovere di cronaca informo che è uscito il suo nuovo album con la formazione solita che lo accompagna dagli anni ottanta, Jack DeJohnette alla batteria e Gary Peacock al basso, il disco si intitola “Up for it”.

 

Ciao alla prossima

 Franco

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