Gianluca Renzi

 "Looking for the right line

 

 

Ventinove anni, questi gli anni di Gianluca Renzi. Non bisogna lasciarsi ingannare dalle sua giovane età, stiamo parlando di uno dei più apprezzati e celebrati contrabbassisti italiani. Nato a Frosinone nel 1975. Inizia, da autodidatta, lo studio del contrabbasso. Si diplomerà in seguito, presso il Conservatorio “L. Refice” di Frosinone. Perfeziona i suoi studi alla “Saint Louis Music Academy” di Roma. Frequenta  numerosi corsi di aggiornamento.

Un elenco di collaborazioni che, per citarle tutte, non basterebbero le pagine del sito: E. Pieranunzi, S. Grossman, J. Girotto, A. Salis, E. Rava, R. Gatto. Ha suonato in numerosi Festival sia in Italia che all’estero, riscuotendo sempre lusinghieri riscontri. Qui è alle prese con il suo primo disco da leader: “Looking for the right line”. Il disco conta dieci brani tutti - ad esclusione dell’ultimo - nati dalla visione di Renzi. Una visione improntata ai temi più cari del Bop e dell’Hard Bop, a lui tanto vicini. Nitida è la passione per i grandi bassisti del passato, come Mingus e Holland. Questo disco è il frutto di numerosi anni di “gavetta”, maturata suonando ed incidendo con i migliori musicisti italiani e stranieri. Un lavoro ragionato, ma non ammiccante. Il naturale compimento di un ciclo, proprio di chi possiede quel particolare in più, tale da renderlo “sopra le righe”. Particolare anche il suo strumento, il contrabbasso, sempre troppo poco celebrato, la cui presenza, nell’economia di una formazione, risulta sempre di fondamentale incidenza. In questo caso, nelle mani di Renzi, diviene una vera e propria “arma musicale”. Semplice comprendere l’apporto

costruttivo del contrabbasso, basta per un attimo focalizzare l’attenzione sul solo suono di Renzi; ci si accorge con immediatezza del lavoro preciso e accurato, la perfezione assoluta nel condurre i tempi, riuscendo a rendere pulsante ogni composizione. Da uno della sua esperienza la scelta dei musicisti non poteva che risultare indovinatissima: Giovanni Amato alla tromba, determinante il suo innesto; Max Ionata al sax tenore e soprano (nostra “vecchia” conoscenza), di cui credo avere detto abbastanza; Raffaele Carotenuto al trombone; Pietro Lussu al piano, altra pedina fondamentale e Pietro Iodice alla batteria, uno tra i più stimati batteristi Jazz.

Il disco si apre con il brano che da il titolo all’album “Looking for the right line”. In chiave hard bop dal piglio deciso, sinonimo di grande sicurezza con cui Renzi ha inteso esordire. Significanti le presenze di Amato, Carotenuto e Ionata. Perfettamente diretti da Gianluca, grazie inoltre al prezioso appoggio fornito da Pietro Iodice. Segnalerei, nel finale del brano, l’intervento in solo di Lussu. A seguire “My dear Hill”, in splendida evidenza la tromba di Amato ed il sax di Ionata, con Lussu in versione elettrica. Il sestetto si lascia andare a qualche accenno di free appena sfiorato. Molto bello e trascinante anche il brano “Another Time”, tra i miei preferiti. La delicata “Anna and Sevy”, con l’utilizzo da parte di Renzi dell’archetto. Piacevole la scelta del tema su ritmi delicatamente Latini. Il brano va in crescendo con l’ingresso, prima del sax soprano di Ionata, ed a seguire la soffusa presenza del trombone di Carotenuto, per poi esplodere in tutta la potenza della sezione fiati intera. Una presenza, veramente notevole, quella della tromba di Amato. Un bravo a Pietro Iodice impeccabile nel timing. Un brano veramente d’impatto. Lo ascolto e lo riascolto, trovando sempre sfumature diverse – il mio preferito -. Lasciatemi sbilanciare, ritengo che Gianluca abbia creato, con questo brano, un piccolo capolavoro. In “Traying”, come recita lo stesso titolo, una prova delicatamente asimmetrica, con stop, ripartenze, cambi di tempo. Gradevolissimo anche l’omaggio che Renzi tributa a Wayne Shorter con “Wayne’s Way”. Indovinata la scelta del ritmo sofisticatamente orientale in “Mete Arua”, accompagnata da una mescolanza di suoni e ritmi. Una ballad “A Song for You”, con un inizio lasciato alla bravura di Pietro Iodice e Carotenuto, in grado di creare toccanti atmosfere. Bella la languida ed appassionata tromba di Amato. Non poteva mancare, da parte di un contrabbassista, il ricordo del grande Mingus, con il brano “I Remember Mingus”, la cui dominante è il senso del Blues, tanto caro al contrabbassista di Nogales. Il brano finale, come accennavo in precedenza - l’unico non di Renzi - “Three views of a secret” di J. Pastorius, con cui termina in solo questa eccellente incisione. Un gran bel lavoro, una scelta accurata ed indovinata dei musicisti, con cui Gianluca ha voluto condividere questa preziosa avventura. Con questo disco si ritaglia uno spazio, come musicista/compositore, di assoluto talento. Una conferma di quanto di buono di lui si dica. L’appuntamento è ad ottobre con l’uscita del suo secondo disco da solista: “Don’t Stop your Mind”, che si preannuncia ricco di sorprendenti novità. Ho avuto il piacere (e l’onore) di ascoltarlo, a casa di Gianluca, prima ancora che andasse in stampa. Per ora voglio dirvi solo………….Wow!!, Ne sentirete delle belle!! Ma questa è un’altra storia.

 

Franco GIUSTINO

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