“JAZZ AT THE PAWNSHOP”

 

Poteva mancare in questo spazio una recensione su questo disco? La risposta è no, in quanto trattasi di uno dei dischi più ascoltati e più “chiacchierati” in campo audiofilo; i motivi sono diversi, qualità dell’incisione, particolarità del disco, valore artistico dei musicisti, è da questo mix che nasce una opera, che nonostante i suoi quasi trenta anni, è ancora uno dei dischi jazz più venduti. A volte accade che le cose nate quasi per caso si rivelano poi essere dei capolavori, e “Jazz at the Pawnshop” ne è la riprova. Inciso nel dicembre del 1976, rigorosamente dal vivo, in un piccolo locale dove si ascolta del jazz a Stoccolma, lo “Stampen”: forse per la particolare morfologia del locale, forse per la disposizione del palco, di certo grazie alla sapiente regia di uno smaliziato tecnico del suono Gert PALMCRANTZ, ecco prendere vita, è proprio il caso di dire, un disco che sprizza vitalità da ogni solco, in cui la musica si fonde con il rumore dei bicchieri, al parlare della gente, tutto questo ha dato a questa incisione un qualcosa di mitico e di irripetibile in campo musicale. La band è composta da Arne DOMNERUS al sax alto e clarinetto, Beng HALLBERG al piano, Lars ERSTRAND al vibrafono; Georg RIEDEL al contrabasso ed Egil JOHANSEN alla batteria, nomi sicuramente a noi non noti ma in Scandinavia conosciutissimi e molto apprezzati, riprendono brani di Ellington, Gershwin, Desmond, Parker, Hawkins, interpretandoli con piacevolissima maestria e raffinatezza tecnica. Il disco, nato inizialmente come solo LP, è stato in seguito riprodotto in CD, anche se di qualità sonica inferiore al vinile ma sempre in un ottimo standard, è recente l’ uscita anche in versione HDCD e SACD anche se a prezzi che io ritengo eccessivi. Direi un acquisto da segnalare tra i “necessari” per l’appassionato. Un saluto alla prossima.

Franco

fgiustino@libero.it