Max IONATA Quartet

 "Little Hand”

 

 

E’ con molto piacere che apro questa nuova sezione del sito parlando di Max IONATA e del suo disco “Little Hand”. Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Massimiliano, e di scambiare quattro chiacchiere con lui. Un ottimo ragazzo, un musicista di valore. Nato in un paesino, Atessa, in provincia di Chieti. Inizia a suonare il sax da giovanissimo, nella banda del Paese. Vincitore del premio Massimo Urbani nel 2000 nella sezione fiati. Vincitore, con il suo quartetto, del Concorso Nazionale di Jazz “Baronissi 2000”. Primo premio del pubblico al Concorso Internazionale “Tramplin Jazz d’Avignon” in Francia, ancora con il suo quartetto. Questi riconoscimenti, e la grande passione per la musica, hanno fatto si che Ionata decidesse di abbandonare il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla musica. Grazie per questa scelta Max!! Importanti le collaborazioni, con musicisti come: A. Gravish. C. Atti, F. Bosso, K. Potter, R. Casale, M. Giammarco, G. Renzi, E. Cisi.

 

Il minimo è stato che ascoltassi il suo primo disco da leader: “Little Hand”. L’approccio iniziale è stato di diffidenza, a causa della mia atavica ed innaturale prevenzione in tutto ciò che nel Jazz è “nuovo”. Devo riconoscere che questa cattiva predisposizione è svanita non appena iniziato l’ascolto. Uno di quegli esordi che creano uno stuzzicante disappunto. Ripetersi, o meglio migliorarsi, sarà una sfida decisamente stimolante, alla quale il nostro Max non si tirerà certo indietro. Se progredire vuol dire crescere, andare oltre,  non so cosa aspettarmi da Ionata ed il suo quartetto. Il sax tenore di Max è di quelli presenti, propulsivo ma senza eccessi.

 

 Un sound nuovo, pur riconoscendo tra le pieghe, la grande passione di questo Artista per i tenoristi del passato come Coltrane e Rollins. Il disco è di quelli che si fanno voler bene da subito. Questa percezione si ha già dalle prime note della prima traccia, “I hope I wish”, un titolo dal sapore propiziatorio. Si intuisce il buon lavoro svolto da Massimiliano e compagni. Brano trascinante, di quelli che  fanno ritmare il tempo con il piede. Sapientemente rilassante la scelta melodica nella seconda track, dal titolo “La night melody”,  brano composto da Ionata. Quì Max lascia il sax tenore per dimostrare quanto sappia essere struggente la voce del suo sax soprano. Via via che il suono corre, ogni brano che segue è una gradevole scoperta, come in “Blue Art” – il mio preferito -. L’incontro dei quattro è perfetto. Un’ esecuzione che da modo di farci apprezzare singolarmente tutte le loro potenzialità. Un ispiratissimo Luca Mannutza accarezza i tasti del suo pianoforte con grazia decisa. Un talento, una mente. La batteria di Nicola Angelucci presente mai eccessiva, un timing millimetrico. Il contrabbasso di Marco Loddo a dettare i tempi con precisione chirurgica. Aggiungiamo a quanto detto il sax tenore di Ionata, il risultato: un groove esplosivo. Una ballad delicatissima “Soft Landing”, dove Loddo e Mannutza si dimostrano anche ottimi compositori. Piacevolmente carico di swing, il personale omaggio di Luca Mannutza a Jerry Bergonzi, il tenorista Italo-Americano, con il brano “Mr J.B.”. Un equilibrio strumentale proprio dei musicisti di talento.

 

Un altro brano delicatissimo, da assaporare, come ogni cosa di gusto. Godiamoci, con la settima e penultima traccia, questo momento di Jazz rilassante, con il brano “Jugglin”. Un limpido esempio di destrezza dei quattro. Un’ atmosfera d’altri tempi, pur nella sua novità. Il disco termina con l’unica composizione non originale dell’intero album: “Yes or No” di Wayne Shorter. Consacrando definitivamente il loro splendido interplay, il loro trovarsi senza cercarsi. La degnissima conclusione per un disco veramente molto ma molto bello.

 

Bravi! Bravo Marco Loddo, grazie per come “addomestichi” quel complicato strumento che è il contrabbasso. Bravo Nicola Angelucci, grazie per lo swing che riesci a regalarci. Bravo Luca Mannutza, grazie per quel tuo modo raffinato ed elegante con cui suoni il pianoforte. Ed un immenso bravo a Max Ionata che con questo cd ha dimostrato, oltre alle sue doti di ottimo tenorista in continuo miglioramento – teniamolo d’occhio!! – anche il grande “fiuto” nella scelta dei musicisti che compongono il suo quartetto. Così dimostrandosi profondo conoscitore del mondo musicale, nonostante i soli quattro anni di attività. Grazie anche per quel tuo sound “di cuore” che riesci a trasmettere. Grazie per questo bellissimo disco.

In conclusione, spero e auguro di vedervi sempre più spesso suonare insieme. A presto con un nuovo disco: ma non fatemi aspettare molto!!

A voi che avete avuto la pazienza di leggere queste righe dico: è un disco da non perdere, se poi siete, come ero un tempo io , diffidenti verso le novità, trovererte una piacevole sorpresa con questo “Little Hand”. Il sax tenore di Max è di quelli che restano ben tracciati nella memoria.

Ciao alla prossima.

 

Franco GIUSTINO   fgiustino@libero.it

 

 

Altre notizie su Max Ionata:

 

www.maxionata.com/

www.abeatrecords.com

www.jazzitalia.net/articoli/int_maxionata.asp

 

 

 Cosa dire !!!   Bravissimo Franco  un vero professionista !!! Grazie  da Davide