CD  e Vinile  le recensioni di Frengo

 

Simone GUIDUCCI  "My secret love

 

 

 

 

Uno dei miei numerosi limiti, come accennavo in alcune precedenti occasioni, è quello di essere poco aperto alle novità. Se a questo aggiungiamo la scarsa passione che ho per la chitarra nel Jazz – pur avendo “strimpellato” questo strumento in gioventù -, vi lascio immaginare con quali e quanti dubbi mi sono accostato all’ascolto di “My Secret Love”, del chitarrista Simone Guiducci – inciso per la giovane ed intraprendente etichetta Abeat. Alla luce di queste “devastanti” premesse, eccomi alle impressioni, ma prima due cenni biografici.

Simone Guiducci, nato a Torino 42 anni fa – mantovano d’adozione -, ha al suo attivo circa una decina di dischi a suo nome. Partecipazioni ad importanti rassegne Jazz. Collaboborazioni di prestigio con musicisti come: E. Rava, P. Fresu, G. Trovasi. Classificatosi al 2° posto nel 1997 al Top Jazz, importante manifestazione riservata ai giovani talenti emergenti. Apprezzato musicista anche fuori confine. Il titolo del cd risulta una dichiarazione d’intenti, che l’artista esplicitamente confessa. Scegliere alcuni dei brani a lui più cari, appartenenti a compositori ed epoche diverse, rivisitarli con l’occhio – e l’orecchio – di chi ama la musica. Un progetto ambizioso richiede la collaborazione di musicisti di peso come: Ares Tavolazzi  al basso, uno degli appartenenti alla storico ed innovativo gruppo degli “Area”. Apprezzatissimo bassista internazionale. Paolo Birro al pianoforte, anch’egli affermato musicista. Ha suonato con i migliori Jazzman sia italiani che stranieri, come: L. Konitz, S.Grossman, Art Farmer, E Rava. Alla batteria Riccardo Biancoli, sulla breccia da oltre 25 anni. Ed infine Javier Girotto al sax soprano, attualmente uno dei solisti più originali ed inimitabili – avrei voluto sentirlo di più, non solo in due brani -. Passiamo alle sensazioni d’ascolto. Il disco si compone di sei brani (la sequenza tra il 4° ed il 5° brano nel libretto è invertita!), come accennavo, tratti dai più disparati repertori. La coraggiosa scelta, fatta tra le numerose melodie, risulta indovinata, sia per la varietà, che per l’esecuzione “da pelle d’oca” che caratterizza l’intero album. Il pezzo d’esordio, quello che da il titolo all’album, “My Secret Love”, una splendida esecuzione con in magistrale evidenza la chitarra di Guiducci. Oltre alla batteria di Biancoli ed il basso di Tavolazzi. Le cose di buona fattura sono immediate, mi rendo subito conto che questo è un gran bel lavoro. La musica scorre piacevole, una vera delizia per le orecchie. Rilassante il brano che segue “Old Folks”, atmosfera da club, da ascoltare con tutti i sensi. Con il terzo brano iniziano le gustose sorprese. Guiducci usa ogni centimetro della sua chitarra per introdurci in “Aquarela do Brasil” di Ary Barroso. Rielaborata, tralasciando giustamente il suo originario suono, rivitalizzandola in maniera nuova ed assai piacevole, un brano che ha subito miriadi di metamorfosi. Quando si decide di cimentarsi nell’esecuzione di brani unanimemente conosciuti, il rischio è di creare un banale clone. Con l’esecuzione di Simone e compagni, questo standard si ritaglia una sua personale immensità. Grazie anche all’utilizzo del sax soprano da parte di Girotto, suonato in modo superbo, di quelli che ti entrano nella pelle. Alcuni particolari registri, certe atmosfere, solo uno strumento come questo consente di calarci in un clima liristico e appassionato. Javier riesce, con la maestria che lo ha reso uno dei migliori sassofonisti in circolazione, ad esprimere tutta la sua brama esecutiva. Veramente molto bella. Un omaggio al famoso chitarrista zingaro Jean “Django” Reinhardt, con il brano “Nuages”. Uno dei più bei temi da lui composti. Eseguito con gusto e raffinatezza. Godiamoci il virtuosismo di Guiducci. Ancora un omaggio ad un grande musicista di casa nostra, Pino Daniele. Il brano scelto è “Quando”, certamente tra i più belli del cantautore napoletano. L’equilibrio tra batteria, pianoforte, contrabbasso sembra miracoloso. Una performance che mette i brividi, di una bellezza che lascia incantati. Un dialogo di una intensità che ti fa tirare il fiato. Il contrabbasso di Tavolazzi, una presenza moderata, ma assolutamente viva. Impossibile smarrirsi, quando indica i tempi. L’ingresso di Guiducci completa quest’altra pregevole gemma. Da solo può valere il prezzo del cd!! Il brano con cui il disco termina è dedicato ad uno dei maggiori interpreti della musica francese, Charles Aznavour, il brano la notissima “Ed io tra di Voi”. Che dire, potrei esaurire tutti gli aggettivi in mio possesso. Posso solo suggerirvi, credetemi, è un gran bel disco. Trasuda amore per la musica, ricordi, passioni, esperienze, palpiti emotivi. Soprattutto la voglia di rendere omaggio ad una persona a lui molto cara. Ma questo vorrei lo leggeste nelle note in copertina. Concludendo, un’ottima prova del chitarrista lombardo, intensa e mai “ruffiana”, raggiungendo una perfezione stilistica degna di un grande chitarrista. Eccellente l’apporto costruttivo dei musicisti che lo hanno aiutato in questo proponimento.

Franco GIUSTINO

 

 

Altre info su Simone GUIDUCCI:

http://www.simoneguiducci.com/home.php

http://www.abeatrecords.com/

 

 

 

 

 

 

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