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Felice Clemente Quartet

Musicisti:
Felice
Clemente: Sax tenore e soprano
Danny
Grissett: piano
Valerio Della
Fonte: Contrabbasso
Gregory
Hutchinson: batteria
Brani:
01. African
sea (F. Clemente)
02. My secret desire (F. Clemente)
03. Deep night (F.
Clemente)
04. Di per sé (V. Della Fonte)
05. Inner strength (F. Clemente)
06. Derrìteme chica (T. Tracanna)
07. Perfect world (F. Clemente)
08. Conversation with a limpid dawn (V. Della Fonte)
09. Oblivion (A. Piazzolla)
PICANTO |
RECORDS 2006
Uscito nel
2006, “Perfect World” di Felice Clemente ( cui ha fatto
seguito una versione live uscita nel corso di quest’anno)
costituisce la terza prova da solista, questa volta optando
per una formazione quasi inedita, un quartetto di assoluto
rilievo .
Quella del
sassofonista è una scelta internazionale e di peso , con la
presenza di artisti del calibro di Hutchinson alla batteria
(collaborazioni con Joshua Redman, Dianne Reeves e Dee Dee
Bridgewater), Grisset (batterista di Tom Harrell), oltre
all’amico e compagno di diverse avventure musicali, Valerio
Della Fonte, con il quale divide alcuni dei 9 temi allestiti
per questo album, oltre a due interessanti riletture di
Piazzola e Tracanna.
Del cd
volentieri si ascoltano lo spirito della profonda conoscenza
della tradizione e dei linguaggi ad essa legati, le accurate
espressioni moderne ed il grande senso melodico.
Dotato di
grande impulso naturale, che si estrinseca splendidamente
nell’uso del soprano che ne pone in luce con ampiezza le
capacità, Felice sembra spesso intenzionato a trasformare la
comunicazione musicale in una sorta di intimo segreto, segnato
da un vigore espressivo ben supportato e controllato da una
perizia e da un’eleganza tutt’altro che comuni.
Numerosi sono
i momenti improvvisativi in cui è intuibile una raziocinante
inventiva alla ricerca di equilibrio e volontà comunicativa;
lo spessore creativo appare opportunamente privo di angolature
e spigolosità intellettualistiche, vivace secondo l’intenzione
di proporre spontanea tonicità, peraltro elegantemente
disposta in brani quali “African Sea” e, soprattutto, “Oblivion”,
magnifico evergreeen di Astor Piazzola.
Stimolante è
il dialogo con i comprimari: da leader esperto gestisce
l’attenzione del complesso organizzativo del gruppo,ed il
risultato non può che giovarsi del grande interplay dei
quattro. Una prova convincente, dunque, piacevole all’ascolto
e di intelligente disposizione estetica.
A vantaggio
dei lettori riportiamo alcune considerazioni di Felice
Clemente sui brani del proprio album:
“-Perfect world:
E’ un auspicio per un mondo migliore e la musica è il tramite
o uno dei tramiti attraverso cui realizzarlo. Il brano
rappresenta la somma di sensazioni, sentimenti contrastanti
che convivono in noi e ci fanno sentire la gioia e il disagio
di vivere: gioia e dolore, la felicità e l’infelicità,
sacrificio e appagamento. Non c’è un momento, una scintilla
che ha avviato la composizione, è cresciuta poco alla volta,
vivendo i momenti si e quelli no. Scrivevo ed ascoltavo quasi
ci fosse qualcuno vicino che mi guidava a rappresentare nelle
note il mio mondo ideale.
- Deep night: E’ una notte insonne. Di quelle che ti
tormentano senza un motivo preciso. E’ l’ansia della vita,
dell’incertezza, dell’irrequietezza. Mi affaccio alla
finestra, pioviggina e c’è un velo di nebbia che ricopre
tutto. Le luci dei lampioni si stemperano in quella bruma. Ed
ho immaginato New York le sue atmosfere struggenti, città
simbolo e mito per tutti gli amanti della malinconia e di come
sia stata rappresentata dal jazz di Miles Davis di Dexter
Gordon.
- Dragon fly: era il 2001 e a quel tempo mangiavo pane e
Sonny Rollins, conditi con Dexter Gordon e Joe Henderson. Ho
consumato i loro dischi. Volevo scrivere qualcosa che avesse
la loro forza d’urto, la loro capacità espressiva e di
comunicare. Ma nello stesso tempo volevo trovare la loro
leggerezza e facilità di fraseggio. Mi è venuta in mente una
libellula: leggera, elegante, ma anche forte, capace di
resistere anche ai venti più intensi e di percorrere centinaia
di chilometri. Quando ho finito di scrivere il brano (lavoro
lungo e passato attraverso ripensamenti, dubbi, revisioni
maniacali) ho scoperto che aveva poco a che fare con i miei
idoli, ma era mio e ne ho fatto il mio porta fortuna.
– African sea: questo brano racchiude in se tutto
l’amore che ho per l’Africa nera di pelle e bianca di sorrisi
con tutte le sue contraddizioni, la sua straordinaria capacità
di calamitare chiunque abbia la voglia di sentire il suo
richiamo, per lo straordinario patrimonio musicale che ci ha
donato e per la sua estrema elasticità a contaminarsi e a
contaminare culturalmente, per l’energia e la solarità. C’è
inoltre l’amore che ho per il mare, tanto da pensare che in
un’altra vita fossi stato un pesce o qualcosa d’altro marino.
-
My secret
desire:
questo brano è nato inseguito ad uno straordinario desiderio
di vivere la mia vita accanto ad una donna che ho conosciuto,
ma con la quale sarebbe stato impossibile realizzarlo.
Sai
quando incontri la persona che hai sempre immaginato nei tuoi
più reconditi sogni e desideri, la donna che avresti visto al
tuo fianco, ma che capisci invece che la storia sia
impossibile. A volte la vita è anche questo!”
Franco Giustino e Fabrizio
Ciccarelli
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