John COLTRANE  “Soultrane”

Ben ritrovati, quest’oggi voglio parlarvi di John William COLTRANE, nato nel Nord Carolina  il 23 settembre 1926, morto a New York, a soli 41 anni, per un tumore al fegato. Il suo primo incontro musicale è stato con il clarinetto, per poi passare allo studio del sax contralto. Agli inizi Coltrane rimase affascinato dal suono del sax, ma non sentendosi ancora pronto per affrontare il genere musicale predominante al tempo il Be Bop che richiedeva doti tecniche elevate, scelse di suonare con una band di blues. Un importante incontro sarà quello che avrà con Charlie PARKER nel 1947, uno dei maggiori interpreti Jazz dell’epoca e non solo, ed in seguito con Dizzie GILLESPIE con il quale suonerà per circa due anni per poi interrompersi bruscamente a causa della dipendenza di COLTRANE dall’alcool e dalla droga, una dipendenza dalla quale riuscirà ad uscirne alcuni anni dopo, ma che gli costerà anche nel rapporto con Miles DAVIS, con il quale lavorerà per alcuni anni. Dalla difficoltà nella gestione dei rapporti con altri grandi del Jazz, decide intorno agli anni ’60 di creare un suo gruppo; inizierà quindi una collaborazione con il pianista McCoy Tyner, il contrabbassista Steve Davis e Billy Higgins alla batteria, che verrà in seguito sostituito dal genio di  Elvis Jones; è con questa formazione che COLTRANE deciderà di passare al sax soprano, strumento fino ad allora quasi dimenticato nel panorama Jazz. Inizia con loro la sua fase mistico-religiosa che sfocerà nell’album “A love Supreme” del 1964, un disco intriso di spiritualità ,dove egli come una sorta di nuovo Messia lancia i suoi messaggi di pace ed amore, un album considerato il capolavoro di COLTRANE (caldamente consigliato). Il disco preso in considerazione è invece “Soultrane” inciso nel 1958 (ma splendidamente rimasterizzato in digitale) insieme a  COLTRANE suonano, Red GARLAND al piano, Paul CHAMBERS al contrabbasso e Art TAYLOR alla batteria, il titolo prende il nome dal nick dato a COLTRANE appunto “trane”, una sorta di storpiatura di train (treno), datogli per il vigore con il quale suona il suo sax. Con questa incisione inizia un lavoro di esplorazione e ricerca di suoni a volte complessi, superando lo stesso Be Bop, tanto da considerarlo il più creativo tra i sassofonisti Jazz la cui espressione musicale è assolutamente unica ed inconfondibile sempre alla ricerca del “limite”, sarà fonte inesauribile di ispirazione per gli artisti che lo seguiranno. Cinque brani belli e poetici carichi di pathos che fluiscono con grande armonia melodica senza tralasciare le splendide improvvisazioni di cui COLTRANE è maestro. Unico neo di questo album è la sua breve durata, purtroppo solo 40 minuti, così come è stata troppo breve l’esistenza di John COLTRANE.

Ciao alla prossima.

Franco      fgiustino@libero.it