“Chet” Chet BAKER 

 

Chesney H. BAKER, questo il nome per intero dell’artista che voglio proporvi; nato nell’Oklahoma il 23/12/1929. Vita difficile e tormentata in perfetto stile “noir” per questo pregevole artista morto ad Amsterdam nel 1988 in circostanze misteriose,  omicidio o forse suicidio, le perizie non sono riuscite a determinare le cause della morte. Inizia giovanissimo a suonare da prima il trombone per poi passare alla tromba. Dopo una parentesi nell’esercito ha la fortuna di incontrare a Los Angeles numerosi artisti del calibro di  Charly PARKER, Stan GETZ, Dexter GORDON; ed è qui che inizia a suonare con Gerry MULLIGAN dando vita al “Pianoless Quartet” che riscuoterà un buon successo a livello mondiale. Purtroppo questo incontro avrà una vita breve proprio a causa dei problemi di BAKER con la droga. Costretto a lasciare gli Stati Uniti a causa dei numerosi arresti e ricoveri, si trasferisce in Europa dove resterà per circa 5 anni, per poi nuovamente tornare negli Stati Uniti nel 1964 dove, probabilmente, incide  le sue cose migliori; ma le sue disavventure con la droga non terminano, anzi, a causa di problemi legati a partite di droga non pagate, viene pestato gravemente da alcuni spacciatori perdendo tutti i denti, impedendogli pertanto di continuare a suonare. Tornerà di nuovo alla tromba dopo un periodo di vita vissuta ai margini della società, conoscendo una nuova giovinezza, nonostante la necessita di modificare la sua tecnica a causa della difficoltà di trovare la posizione della tromba sul labbro. Ma la sua dipendenza dalla droga terminerà la sua esistenza in piena notte in un Albergo di Amsterdam. Il disco che vi propongo è questo “Chet” dove suonano inoltre, Bill EVANS al piano, Pepper ADAMS al sax baritono, Paul CHAMBERS al basso. Disco inciso tra il dicembre 1958 ed il gennaio 1959 e ristampato e rimasterizzato nel 1987; Chet con la sua tromba malinconica è più toccante che mai, a volte lirica a volte poetica, manifestando tutto il suo disagio per una vita vissuta con sofferenza. E’ facile pensare a Miles DAVIS come suo ispiratore con le sue sonorità e quell’accenno di vibrato, ma sempre con stile proprio che lo ha visto trionfare nel 1953 come migliore trombettista nel referendum indetto tra i critici internazionali  da alcune riviste specializzate. Ascoltatelo, lui con la sua tromba saprà aprire il suo cuore e trasmettervi con le sue note vissute il suo testamento musicale di “artista maledetto”.

Ciao alla prossima

 Franco

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