ADDERLEY “Cannonball” Julian  - "Somethin’ Else”

Salve e ben ritrovati, questa volta parliamo di un “grande”, anche fisicamente, ADDERLEY Julian “Cannonball”, storpiatura di “Cannibal” a causa del suo insaziabile appetito. Probabilmente il meno noto degli artisti precedentemente trattati, anche se i più attenti lo ricorderanno nella recensione di Miles DAVIS - “The Kind of Blue”. Nato in Florida a Tampa il 15/9/1928 e morto nell’Indiana a Gary l’8/8/1975. Seguendo gli insegnamenti del Padre, suonatore di tromba, si dedica agli studi musicali divenendo Direttore della Banda Musicale di Fort Lauderdale in Florida. Nel 1955 decide di trasferirsi a New York, per continuare gli studi Universitari, ma viene ben presto rapito dalle notti newyorkesi, al tempo fucina e punto di incontro dei maggiori musicisti Jazz del paese; è qui che incontra, al “Caffè Bohemia”, Oscar PETTIFORD ed è qui che si perde nel fascino del sax contralto. Viene subito incoronato come l’erede naturale del mitico Charlie PARKER tanto da guadagnarsi l’appellativo di “the new Bird”; anche se egli si sentiva musicalmente ispirato più da Benny CARTER piuttosto che PARKER. Fondò il suo primo quintetto insieme al fratello minore Nat, con alterni successi. Durante una delle sue esibizioni ebbe la fortuna di essere notato da Miles DAVIS che, da profondo conoscitore, capì subito le potenzialità di “Cannonball”; tanto da divenire in seguito, il sax alto nel mitico sestetto di DAVIS. Dopo due anni, dal 1957 al 1959, di “militanza” con DAVIS, tornerà di nuovo a formare un quintetto con il fratello Nat, con il quale inciderà cose pregevoli, che gli varranno l’appellativo di padre della corrente che prenderà il nome di “Soul Jazz”; un genere musicale segnato dalle sonorità prossime al gospel, al rhythm blues: cioè  tutta quel background che rappresenta la tradizione musicale afroamericana. ADDERLEY ha scritto senz’altro una pagina importante del Jazz mondiale essendo uno dei migliori sax alto e soprano mai ascoltati, le collaborazioni con DAVIS e COLTRANE hanno sicuramente plasmato la sua vena artistica. E’ stato inoltre un lungimirante produttore scopritore di talenti musicali, un nome su tutti Chuck MANGIONE. Dalla sua discografia ho scelto “Somethin’ Else”; disco registrato nel 1958, splendidamente rimasterizzato a 24 bit nel 1998. Oltre ad ADDERLEY al sax alto, collaborano con lui, Miles DAVIS alla tromba, Hank JONES al piano, Sam JONES al contrabbasso e Art BLAKEY alla batteria; il disco conta sei brani, di cui l’ultimo un “bonus track” non inserito nell’incisione originale. Vi è anche una bellissima rivisitazione di un brano, probabilmente il più “manipolato” da molti interpreti Jazz, “Autumn Leaves” – a questo proposito apro qui una piccola parentesi per segnalare una versione sublime di questo pezzo nell’ultimo album di Keith JARRETT “Up for it” –. Tornando a “Somethin’ Else”, si tratta di un album bello, suonato con garbo e precisione da ottimi strumentisti, nessun acuto ma stilisticamente ineccepibile; il sax alto di “Cannonball” è di quelli che lasciano il segno, magistrali i duetti con DAVIS, la batteria di BLAKEY sempre discreta e raffinata in ogni interpretazione, Hank JONES con i suoi interludio mai prevedibili. Da ascoltare è veramente “Qualcosa D’altro”. Vorrei consigliare inoltre anche uno splendido LP doppio “Coast to Coast”, non sono al corrente se esista anche la versione su CD, in coppia con il fratello Nat, veramente pregevole. Ciao alla prossima.

Franco

ADDERLEY “Cannonball” Julian  - "Somethin’ Else”