BILL EVANS

 

Bill EVANS Trio "Valtz for Debbie

Senza dubbio William John “Bill” EVANS “è stato uno dei più grandi artisti del XX Secolo”,  sfido chiunque a contraddire questa affermazione fatta da Chick COREA, anche egli pianista d’eccezione. Bill EVANS nato il 16 agosto del 1929 nel New Jersey, dopo aver studiato il violino, il flauto, per approdare infine al “suo” pianoforte. Cresciuto in un famiglia borghese, fu felicemente influenzato sia dalla musica classica, Chopine, Debussy, che da autori come Tristano o Konitz. Dopo alcuni anni di collaborazione con diversi artisti, venne ingaggiato da Miles DAVIS nel 1958 che, da grande trombettista, comprese immediatamente le grandi potenzialità di questo quasi sconosciuto pianista. Nonostante la collaborazione con la band di DAVIS, EVANS non smise di comporre brani di notevole successo, e di questo periodo la stessa “Waltz for Debbie”, e di suonare con altri musicisti, tra cui spiccherà la formazione che darà origine ad un famoso Trio in collaborazione con Scott LaFARO al contrabbasso e Paul MOTIAN alla batteria. Questo sarà un Trio che provocherà uno sconvolgimento nei rapporti tra lo strumento di EVANS, il pianoforte, e gli altri strumenti, che non saranno solo un “accompagnamento” al solista, ma diventano protagonisti attivi, creando una interazione ed un dialogo continuo tra i tre musicisti, grazie al particolare feeling creatosi tra loro. La fusione umana e musicale tra i tre,  darà origine a quattro splendide incisioni di grande intensità; delle quattro ho scelto “Waltz For Debbie”, una registrazione fatta dal vivo nel giugno del 1961 in un noto locale Newyorkese il Village Vanguard, rimasterizzata ottimamente nel 1987 grazie alla sapiente regia dei tecnici della JVC. La formazione è quella citata, una grande performance di EVANS con il suo elegante Swing inconfondibile mai banale, ogni interpretazione anche del medesimo brano rimane ognuna un tassello unico ed originale, originale come il suo incedere etereo; l’eleganza mai invadente della batteria di MOTIAN ma nello stesso tempo presente, il contrabbasso di LaFARO possente e preciso, sapientemente controllato grazie alla sua straordinaria sensibilità, che lascerà un segno indelebile nello stile evansiano. Un dosaggio assoluto degli strumenti. L’album conta 10 brani di cui tre dei quali riproposti in diverse versioni, proprio a dimostrazione della grande capacità creativa del Trio, che musicalmente proponeva qualcosa fino ad allora mai ascoltato. Purtroppo dieci giorni dopo questa indimenticabile performance il Trio subirà la prematura perdita di Scott LaFARO per un incidente d’auto, lasciando EVANS e MOTIAN in uno stato di profondo dolore che li lascerà fuori dalle scene per circa sei mesi; ed anche quando il trio si ricomporrà, con l’arrivo di Chuck ISRAEL, contrabbassista sicuramente dotato ma non all’altezza ed incapace di riaccendere quell’interplay terminato con la scomparsa di LaFARO, la nuova formazione verrà ribattezzata “The Second Trio”. In trentanni di attività musicale EVANS influenzerà positivamente, con la sua “rivoluzione”, diverse generazioni di pianisti. Si spegnerà nel settembre del 1980, a soli 51 anni, a causa delle devastazioni subite dal suo corpo dovute all’uso di stupefacenti. In conclusione direi che è uno di quegli album che ritengo NON possa assolutamente mancare. Grazie Bill, Scott e Paul, vorrei essere stato lì con voi quella sera del 25 giugno 1961 al Village Vanguard di New York. Ciao alla prossima.

 Franco

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