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Luca e il suo reportage della mostra di Zurigo 2004

 

Prefazione: L'amico Luca ci ha fatto dono di un ottimo reportage di questa interessante fiera , per chi non lo conoscesse abbiamo gia visto una sua  opera  col la costruzione di questo diffusore:

 

 

Ora ci manda  questo ottimo reportage .... grazie tante !!!

 


 

Pfäffikon, Zurigo, Svizzera.  5-8 Novembre 2004

 

Quando si arriva a Chiasso le parole della gente e le punto parcheggiate ti sanno ancora di Italia, man mano che sali i paesaggi cambiano, e con loro i dialetti e il modo di vivere. Attraversando la Svizzera quasi interamente sono giunto a Zurigo…

Advance, che fa parte della Swiss Hi End society, è giunta alla quarta edizione e si è tenuta all’hotel Seedamm Plaza, albergo moderno cinque stelle alla periferia di Zurigo.

La manifestazione si è svolta sostanzialmente su tre piani di cui il piano terra ospitava le esposizioni di software, il reparto usato, quello analogico e alcune sale dove convivevano più costruttori e importatori.

Al primo piano c’erano sale piccole e altre più grandi dove di solito si trovavano aziende più importanti, spesso con una vasta presentazione e dimostrazione di prodotti. Al secondo piano si continuava con sistemi stereofonici, multicanale e audio-video.

 

 

    

Alcuni tra i banchi dell’usato esibivano amplificatori valvolari vintage, come quello a sinistra. Tra quelli in vendita c’era questo splendido McIntosh(sulla destra) di parecchi anni…un fascino intramontabile. C’era anche una macchina (al centro)da prova per valvole, con numerose zoccolature.

Venerdì pomeriggio si sono aperte le porte al pubblico…Arrivando giovedì ho potuto assistere alle fasi di montaggio e posizionamento, molto importanti per i sistemi di altoparlanti al fine di ottenere risultati quantomeno vicini a quelli sperati. Non dedicare la giusta attenzione al posizionamento, significa anche confondere il pubblico meno esperto, che spesso non comprende come sia importante questo per ottenere una riproduzione del messaggio musicale quanto più realistica possibile.

 

 

Di sicuro uno dei posizionamenti più discutibili: queste Stone+Wood Scan studio 12” con altoparlanti scanspeak e pareti in marmo erano    disposte parallelamente a 50 cm una dall’altra.

Qui a sinistra un esemplare di Avalon Opus, disegnate da Neil Patel: cinque ohm per ottantasette decibel di efficienza, una risposta in camera anecoica dichiarata da 28Hz a 24 Khz a più o meno un decibel e mezzo! Sarebbe stato interessante ascoltarle, ma non erano collegate a niente! Pazienza.

Sotto vediamo le elettroniche Energy pilotare un sistema di altoparlanti Mirage 5.1, i      diffusori grandi ai lati ospitano il modulo superiore con sistema  Omnipolar più quello per i bassi attivo con controllo di livello e frequenza di taglio. Nello stand coesistevano anche numerosi prodotti Onkyo:il  Key account manager Riccardo mi raccontava come in Svizzera specialmente, le tendenze del pubblico stanno tornando verso un livello di impianti ben superiori a quelli che si vendono nelle grandi catene di negozi, per questo i marchi di livello medio stanno incontrando numerosi riscontri positivi…Speriamo bene!

 

Tra ascolti e incontri con costruttori, importatori, rivenditori e pubblico il tempo passa in fretta. Fortunatamente per me si incontravano anche italiani e svizzeri che parlavano la nostra lingua:in quelle occasioni il riferimento alla situazione che abbiamo nel nostro paese era d’obbligo, sia per quanto riguarda i mercati, sia per quel che concerne le manifestazioni che si trovano sul nostro territorio e, non ultime, le testate giornalistiche che possiamo vantare di avere insieme a tanti personaggi noti e non che si adoperano attivamente per questo settore.

Sopra le elettroniche Accuphase: preamplificatore, finale di potenza, condizionatore di rete, lettore cd e multiprocessore digitale. Molto accattivanti esteticamente e “raffinati” di suono, pilotavano le Mission Pilastro, un’ottima costruzione che non ha bisogno di spiegazioni. Peccato per  una cosa: non sono riuscito a capire perché tra il finale e i diffusori utilizzavano svariati metri di cavo, essendo costretti poi ad “arrotolarlo” appena dietro le Mission. Non si potevano usare cavi di potenza da due metri? Forse li avevano dimenticati. In compenso in questo stand avevano offerto del buon vino rosso e questo può far perdonare parecchio!

Sotto c’e un finale di una casa francese: Kora. Non conoscevo questo marchio ma mi son intrattenuto a parlare con Cyril Canod, adetto alla produzione. In particolare questo finale valvolare in classe A da 50watt per canale pilotava delle Kef Q5 nere. Da questa accoppiata veniva fuori una notevole sensazione di forza sulle frequenze medio-basse. In alcuni pezzi davano la giusta “soddisfazione”…

Il lettore cd Audiomeca “Obsession II”, insieme al convertitore D/A “Hermes 2” e il pre “Crescendo”, entrambi realizzati da Kora.

Nella parte alta della Svizzera è difficile trovare persone che parlino italiano, di solito si usa il tedesco, ma io non lo capisco molto. Diciamo pure che non ne capisco proprio niente. Per questo ero costretto a chiedere aiuto spesso, per colloquiare con costruttori e rappresentanti. In particolare è stato divertente quando ho conosciuto il fondatore della Piega Sa in quanto nonostante avessimo delle idee in comune eravamo costretti a comunicare a volte esprimendoci come due uomini primitivi, con tanto di gesti e disegni (non su pietra ma su carta).

Qui sotto lo stand Piega (www.piega.ch) audio-video ma anche due canali. Questa azienda, nata nel a1986, è tra le più quotate in Svizzera per i suoi sistemi di altoparlanti.

Sulla destra si può ammirare un’esemplare di C-40 LTD, diffusore da pavimento tre vie, che utilizza per le basse frequenze cinque woofer da 18 centimetri di cui due sono attivi e tre passivi. Per il resto della banda da riprodurre viene impiegato un particolare trasduttore coassiale a nastro che riproduce medie e alte frequenze. Quattro ohm di impedenza e ottantanove di efficienza, il peso è di appena 75 kilogrammi. Sotto la foto ricordo con Kurt Scheuch, fondatore della Piega, disponibile e simpatico. E’ importante, soprattutto per un giovane appassionato come me, trovare persone sincere nello sguardo e visibilmente

Non hanno certo bisogno di presentazioni le Grandi Utopia Be di Jmlab qui a destra.

La Jmlab si trovava in due stand differenti: uno presentava le serie minori della casa, l’altro era interamente dedicato alla sorella maggiore della serie Utopia. In entrambi i casi venivano utilizzati amplificatori Pathos, valvolari e ibridi. Non sempre però questa scelta all’ascolto mi ha conquistato più di tanto. Per le Grandi Utopia c’era un finale ibrido da 80 watt per canale, molti audiofili si sarebbero aspettati  potenze maggiori. Le dimostrazioni qui erano programmate, con frequenza di circa una ogni due ore, però questo provocava un grande affollamento  che impediva di godere a pieno del suono di questi giganti, soprattutto quando il caldo aumentava e le tracce scelte per la dimostrazione facevano attendere qualche minuto prima di sfoggiare contrabbasso e batteria!

intenzionate nel perseguire i propri obbiettivi. I buoni costruttori a mio parere, soprattutto quelli di aziende non grandi, partecipano con entusiasmo per descrivere al pubblico le proprie idee direttamente. Particolarmente dolce l’impressione che si  avverte ascoltando questo altoparlante coassiale, che si trova   in numerose  serie prodotte attualmente dalla casa svizzera.

 

Gli abbinamenti che si trovavano negli stand tra elettroniche e diffusori potevano essere dettati da “analogie di mercato”, ma anche da una ricerca minuziosa delle migliori combinazioni possibili per ottenere il giusto suono. Infatti, a volte ho visto per l’albergo girare anche standisti e produttori con cavi e amplificatori per provare gli stessi con impianti diversi. Sono proprio capitato durante una discussione dove si era raggiunto “l’accordo” per una prossima manifestazione! Questo la dice lunga sulla bontà di persone che, quando trovano ciò che gli aggrada, sono contenti come bambini davanti al loro giocattolo preferito. Indubbiamente può solo far piacere.

Lo stand Canton, con questi diffusori che anche se un po’ strani esteticamente, affrontano i problemi inerenti le pareti parallele nei box. A buon intenditor…

Qui a muovere le membrane si trovava un ampli integrato T+A insieme al  giradischi G10. Il sito della casa tedesca è www.taelekttroakustik.de.

Sotto  foto ingrandita per l’amplificatore  valvolare V10: cinque coppie fra triodi, pentodi e doppi triodi. Accanto a questo si trovava lo stand di T+A al completo.

 

       

Nonostante le dimensioni della foto, i  finali Pass Labs

arrivano a dimensioni notevoli. Qui c’è il modello X250 con 250 watt in uscita per canale su 8ohm nominali. Il fratello maggiore, X1000, dichiara un migliaio di watt di potenza in uscita su otto ohm, trenta ampère di corrente massima e centoquattordici chili di peso!! Un passante mi ha chiesto:”scusa ma perché non sono collegati?” Gli faccio:”semplice! Non avevano diffusori tanto potenti!!”

 

Sopra uno degli impianti  più “audiophile” della mostra: lettore cd Audiomeca Mephisto II, con pre e finali McIntosh più diffusori Kef Reference 207. Decisamente invidiabile. Lo stand che accoglieva McIntonsh e Kef era particolarmente trattato sotto il profilo acustico, con pannelli installati lungo le pareti laterali per ridurre il tempo di riverberazione, problema che ha afflitto non pochi impianti alla mostra. Qui c’è una foto del finale mono Mc 1201, il display indicatore della potenza ha un fondoscala di 1200 watt, potenza erogata in configurazione a ponte. Sotto la vista posteriore di alcuni McIntosh.

  

Ho assistito anche, per curiosità, alla dimostrazione audio-video dell’impianto McIntosh con sistemi di altoparlanti Kef. Prescindendo dalla qualità in senso assoluto dell’impianto, nei momenti più importanti il pavimento in un raggio di venti metri tremava più o meno come una foglia…

Altro impianto di riferimento in uno degli stand più grandi: diffusori B&W assistiti da elettroniche Classè e Rotel per stereo e multicanale.

Sotto una delle serie migliori della Bowers And Wilkins: Nautilus 802. Nella sala erano presenti anche le serie 600 e 700.

Il CDP100 classè con il finale CA2100 da 100 watt per canale su 8 ohm. Ho dialogato con Michele D’arpino, rappresentante per la svizzera di B&W, chiedendogli che fine avessero fatto le elettroniche Classè di vecchio stampo, che riscuotevano grande successo tra gli audiofili. Mi ha risposto che non le rivedremo più. Peccato. Sono sicuro della bontà dei progetti di questo marchio(acquisito da B&W), ma la decisione di progettarli con un occhio rivolto al controllo di altri impianti gemelli per altre stanze in stile demotica, penso sia opinabile sul piano della stereofonia tradizionale, anche se per il futuro degli impianti casalinghi audio-video è una scelta giusta.

Presso la postazione di Authentic Fidelity, si trovavano numerosi esemplari di Dynaudio. A sinistra le Confidence C4 e le C2 (più piccole). Al centro invece le Contour S5.4:il modello più grande della seria Contour.

Dynaudio è uno dei pochi costruttori ad impiegare un baffle frontale disaccoppiato dal resto del cabinet. Questo stratagemma, se messo a punto a dovere, può aiutare a risolvere notevoli effetti negativi che si manifestano proprio in corrispondenza del pannello frontale dei diffusori.

 

Al piano terra, nello stand Audio Tools, ho ascoltato con piacere un impianto analogico in particolare. Mi ha sorpreso non poco questo sistema di altoparlanti Penaudio(sulla destra) denominato Chara+Carisma. In effetti si tratta di un due vie accoppiato ad un’unita per basse frequenze in bass reflex. Nella parte superiore troviamo un mid-woofer da 120millimetri con ogiva rifasatrice e un tweeter al ferrofluido con membrana in seta a cupola da 20millimetri di costruzione danese, nella parte inferiore invece è disposto su lato un woofer da 176millimetri. Non conosco i segreti di questo progetto ma all’ascolto ho sentito davvero una enorme dinamica, accompagnata da una grande presenza degli strumenti come disposizione spaziale ordinata. Forse è anche merito di ottime registrazioni, rigorosamente su supporto vinilico, che hanno reso possibile l’ascolto.

Davvero imponente questo giradischi Clearaudio Master Reference. L’oggetto di colore giallo che si vede tra la testina e il perno centrale, è una livella per la regolazione del  braccio che collega il perno centrale del piatto con il telaio sulla destra. Il suono è molto convincente, e la vista fa certamente la sua parte. Dal vero rendeva molto più che in fotografia…Come pre phono si utilizzavano due stadi separati, uno per canale.

 

Durante la mia permanenza in Svizzera a farmi un po’ da cicerone, ma anche interprete quando necessario, c’è stato Patrick Wermelinger. A fine giornata, quando la stanchezza prendeva il sopravvento, sono stati numerosi i caffé che ho dovuto preparare con piacere per accompagnare i nostri approfonditi dialoghi. Così ho avuto tempo e modo di realizzare questa breve intervista a lui, ma anche all’azienda che rappresenta.


Wermelinger Research : l’intervista.

 

Raccontaci un po’ di Wermelinger, come è nata?

Anzitutto tengo a precisare che i diffusori portano il marchio

W-research mentre Wermelinger electroacoustic-research che a maggio

2005 compie 2 anni di esistenza, è il nome della ditta che oltre a costruire questi diffusori, si occupa anche di istallazioni fisse nel campo professionale come discoteche, studi di registrazione, regie radiofoniche, televisive e altro ancora.

Cosa posso raccontare... la passione per il campo elettroacustico è scaturita circa 16-18 anni fa, quando mosso dalla passione per la musica e per tutto ciò che poteva riprodurre suoni, mi ritrovai a smontare le Infinity K9 di mio padre, lascio a voi immaginare le conseguenze, perchè per smontare intendo proprio "aprire col taglierino" questo accadde nel 1988, poco più tardi mio padre intuii il perchè di questa mia azione folle (che costò non pochi soldi) e per natale mi regalò un libro in tedesco che parlava di autocostruzione. Fu così che abbastanza rapidamente imparai ad avere dimestichezza con i parametri di Thiele-Small e cominciai a sperimentare costruzioni reflex e poi a tromba Non fu facile e  agli inizi collezionai una lunga serie di progetti mal funzionanti, anche perchè non mi ritenevo soddisfatto delle mie opere, per fortuna è proprio grazie a questa mia insoddisfazione che andai avanti nella ricerca di testi, libri, corsi, strumenti di misura e tanto altro, fino ad arricchire le mie conoscenze al punto da poter capire che è questo il lavoro che avrei voluto fare.

Cosa si aspetta Wermelinger per il prossimo futuro?

È difficile prevedere cosa ci riserva il futuro, attualmente ci sono

vari progetti in cantiere, come la Sincera-16 e la Sincera-13, versioni ridotte in dimensioni e prezzo  però con invariate caratteristiche sonore, della Sincera attuale, diffusore due vie reflex da scaffale, oppure altri progetti un po’ più esoterici come un 3vie coassiale che punta alla sorgente puntiforme.

La W-research ha sempre offerto un prodotto di nicchia, destinato a soli intenditori, ogni progetto viene curato fino al minimo dettaglio, acustico ed estetico, poi passa alla produzione, che si limita a piccole serie da 100 fino a 200 pezzi e fino ad oggi è stata proprio questa la chiave di un piccolo successo. Se un giorno gli ordini dovessero crescere vertiginosamente inizierei a preoccuparmi. Essere un marchio commerciale non è mai stato nella mia politica!

Oracle IV, quali sono i suoi obiettivi primari?

Oracle, posso dirlo sinceramente, è il primo progetto sviluppato

come W-research. I precedenti si rifacevano a miei progetti passati, per questo è diventato in un certo senso il cavallo di battaglia della W-research, quello che porta l'immagine, come altre case spesso chiamano la “serie reference”. A me non piace questa parola perchè l'unico vero riferimento non può essere altro che un orchestra che suona dal vivo. Con Oracle sono stato molto esigente, realizzando un diffusore forte nella tecnologia utilizzata, con un occhio rivolto alla sorgente puntiforme, abbinando il tutto con un design fresco e piacevole.

Non vorrei prolungarmi parlando di dati tecnici o altro, il concetto ORACLE IV bisogna sentirlo, vederlo e toccare con mano per capire effettivamente le potenzialità che nasconde.

Patrick parlaci della produzione attuale.

La produzione è una cosa sempre abbastanza difficoltosa, per via degli spazi. La W-research dispone momentaneamente di 72mq di laboratorio più una ventina per gli uffici. In questo spazio, diciamo pure abbastanza ristretto, non è mai facile muoversi, per fortuna lo stabile, di costruzione industriale, ha al suo interno un corridoio molto lungo e anche abbastanza largo, dove posso allestire una piccola catena di montaggio. Solitamente si trovano sul banco di lavoro 24 pezzi per volta che passano le varie fasi di lavorazione fino al collaudo, dove in base ai parametri dei crossover, precedentemente selezionati, verranno sposate e imballate a coppie. Al momento è Sincera ad essere la più venduta.

Perfetto. Qualcosa da aggiungere?

Prima di chiudere vorrei solo dire che sono grato in generale a tutti coloro che hanno fatto ricerca nel campo dell'elettroacustica mettendo poi il loro sapere a disposizione di scuole, libri e riviste specializzate per tutti gli appassionati.

Sopra lo stand della W-research, da sinistra: Patrick Wermelinger, Luca e Francesco Peroni, responsabile vendite della casa svizzera. Sulla destra una fase del montaggio e posizionamento di impianto, diffusori, e soprattutto dei pannelli fonoassorbenti che abbiamo dovuto utilizzare per ridurre il riverbero della camera e limitare l’effetto soprattutto delle prime riflessioni. Essendo la stanza quasi cubica con tutte le parati parallele abbiamo dovuto lavorare molto d’orecchio per riuscire ad ottenere un campo riverberato accettabile.

Qui, molto stanco, ma anche soddisfatto, ci sono io accanto a uno dei diffusori.

Questi sono della tipologia detta “da pavimento”, con due mid-woofer in cassa chiusa collegati in parallelo, e un altoparlante coassiale al centro: il Twindriver Sec della italianissima Ciare. Da notare il grosso woofer da 32 centimetri di diametro e il condotto del reflex che guarda in basso sul pannello frontale.

Per i dettagli il sito internet è   www.wermelinger-research.ch  

 

Quando ho cominciato a vedere treni in ritardo e quasi tutte le automobili a gasolio, ho capito di essere tornato in Italia. Pazienza, qui almeno spaghetti e caffè non mancano!!

mlaudio@blu.it

Cosa dire  grazie Luca  troppo gentile

     

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