Quando si arriva a Chiasso le parole della
gente e le punto parcheggiate ti sanno ancora di Italia, man
mano che sali i paesaggi cambiano, e con loro i dialetti e il
modo di vivere. Attraversando la Svizzera quasi interamente
sono giunto a Zurigo…
Advance, che fa parte della Swiss Hi End
society, è giunta alla quarta edizione e si è tenuta all’hotel
Seedamm Plaza, albergo moderno cinque stelle alla periferia di
Zurigo.
La manifestazione si è svolta sostanzialmente
su tre piani di cui il piano terra ospitava le esposizioni di
software, il reparto usato, quello analogico e alcune sale
dove convivevano più costruttori e importatori.
Al
primo piano c’erano sale piccole e altre più grandi dove di
solito si trovavano aziende più importanti, spesso con una
vasta presentazione e dimostrazione di prodotti. Al secondo
piano si continuava con sistemi stereofonici, multicanale e
audio-video.

Alcuni tra
i banchi dell’usato esibivano amplificatori valvolari vintage,
come quello a sinistra. Tra quelli in vendita c’era questo
splendido McIntosh(sulla destra) di parecchi anni…un fascino
intramontabile. C’era anche una macchina (al centro)da prova
per valvole, con numerose zoccolature.
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Venerdì pomeriggio si sono
aperte le porte al pubblico…Arrivando giovedì ho potuto
assistere alle fasi di montaggio e posizionamento, molto
importanti per i sistemi di altoparlanti al fine di
ottenere risultati quantomeno vicini a quelli sperati. Non
dedicare la giusta attenzione al posizionamento, significa
anche confondere il pubblico meno esperto, che spesso non
comprende come sia importante questo per ottenere una
riproduzione del messaggio musicale quanto più realistica
possibile.
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Di
sicuro uno dei posizionamenti più discutibili: queste
Stone+Wood Scan studio 12” con altoparlanti scanspeak e
pareti in marmo erano disposte parallelamente a 50 cm
una dall’altra.
Qui a
sinistra un esemplare di Avalon Opus, disegnate da Neil
Patel: cinque ohm per ottantasette decibel di efficienza,
una risposta in camera anecoica dichiarata da 28Hz a 24
Khz a più o meno un decibel e mezzo! Sarebbe stato
interessante ascoltarle, ma non erano collegate a niente!
Pazienza.
Sotto
vediamo le elettroniche Energy pilotare un sistema di
altoparlanti Mirage 5.1, i diffusori grandi ai lati
ospitano il modulo superiore con sistema Omnipolar più
quello per i bassi attivo con controllo di livello e
frequenza di taglio. Nello stand coesistevano anche
numerosi prodotti Onkyo:il Key account manager Riccardo
mi raccontava come in Svizzera specialmente, le tendenze
del pubblico stanno tornando verso un livello di impianti
ben superiori a quelli che si vendono nelle grandi catene
di negozi, per questo i marchi di livello medio stanno
incontrando numerosi riscontri positivi…Speriamo bene!
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Tra ascolti e incontri con
costruttori, importatori, rivenditori e pubblico il tempo
passa in fretta. Fortunatamente per me si incontravano anche
italiani e svizzeri che parlavano la nostra lingua:in quelle
occasioni il riferimento alla situazione che abbiamo nel
nostro paese era d’obbligo, sia per quanto riguarda i mercati,
sia per quel che concerne le manifestazioni che si trovano sul
nostro territorio e, non ultime, le testate giornalistiche che
possiamo vantare di avere insieme a tanti personaggi noti e
non che si adoperano attivamente per questo settore.
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Sopra
le elettroniche Accuphase: preamplificatore, finale di
potenza, condizionatore di rete, lettore cd e
multiprocessore digitale. Molto accattivanti esteticamente
e “raffinati” di suono, pilotavano le Mission Pilastro,
un’ottima costruzione che non ha bisogno di spiegazioni.
Peccato per una cosa: non sono riuscito a capire perché
tra il finale e i diffusori utilizzavano svariati metri di
cavo, essendo costretti poi ad “arrotolarlo” appena dietro
le Mission. Non si potevano usare cavi di potenza da due
metri? Forse li avevano dimenticati. In compenso in questo
stand avevano offerto del buon vino rosso e questo può far
perdonare parecchio!
Sotto
c’e un finale di una casa francese: Kora. Non conoscevo
questo marchio ma mi son intrattenuto a parlare con Cyril
Canod, adetto alla produzione. In particolare questo
finale valvolare in classe A da 50watt per canale pilotava
delle Kef Q5 nere. Da questa accoppiata veniva fuori una
notevole sensazione di forza sulle frequenze medio-basse.
In alcuni pezzi davano la giusta “soddisfazione”… |
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Il lettore cd Audiomeca “Obsession II”, insieme al convertitore D/A
“Hermes 2” e il pre
“Crescendo”, entrambi realizzati da Kora.
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Nella parte alta della Svizzera è
difficile trovare persone che parlino italiano, di solito si
usa il tedesco, ma io non lo capisco molto. Diciamo pure che
non ne capisco proprio niente. Per questo ero costretto a
chiedere aiuto spesso, per colloquiare con costruttori e
rappresentanti. In particolare è stato divertente quando ho
conosciuto il fondatore della Piega Sa in quanto nonostante
avessimo delle idee in comune eravamo costretti a comunicare a
volte esprimendoci come due uomini primitivi, con tanto di
gesti e disegni (non su pietra ma su carta).
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Qui sotto lo stand Piega (www.piega.ch)
audio-video ma anche due canali. Questa azienda, nata nel
a1986, è tra le più quotate in Svizzera per i suoi sistemi
di altoparlanti. |
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Sulla destra si può ammirare un’esemplare di C-40 LTD,
diffusore da pavimento tre vie, che utilizza per le basse
frequenze cinque woofer da 18 centimetri di cui due sono
attivi e tre passivi. Per il resto della banda da
riprodurre viene impiegato un particolare trasduttore
coassiale a nastro che riproduce medie e alte frequenze.
Quattro ohm di impedenza e ottantanove di efficienza, il
peso è di appena 75 kilogrammi. Sotto la foto ricordo con
Kurt Scheuch, fondatore della Piega, disponibile e
simpatico. E’ importante, soprattutto per un giovane
appassionato come me, trovare persone sincere nello
sguardo e visibilmente

Non hanno certo bisogno di
presentazioni le Grandi Utopia Be di Jmlab qui a destra.
La
Jmlab si trovava in due stand differenti: uno presentava
le serie minori della casa, l’altro era interamente
dedicato alla sorella maggiore della serie Utopia. In
entrambi i casi venivano utilizzati amplificatori Pathos,
valvolari e ibridi. Non sempre però questa scelta
all’ascolto mi ha conquistato più di tanto. Per le Grandi
Utopia c’era un finale ibrido da 80 watt per canale, molti
audiofili si sarebbero aspettati potenze maggiori. Le
dimostrazioni qui erano programmate, con frequenza di
circa una ogni due ore, però questo provocava un grande
affollamento che impediva di godere a pieno del suono di
questi giganti, soprattutto quando il caldo aumentava e le
tracce scelte per la dimostrazione facevano attendere
qualche minuto prima di sfoggiare contrabbasso e batteria! |

intenzionate nel perseguire i propri obbiettivi. I buoni
costruttori a mio parere, soprattutto quelli di aziende
non grandi, partecipano con entusiasmo per descrivere al
pubblico le proprie idee direttamente. Particolarmente
dolce l’impressione che si avverte ascoltando questo
altoparlante coassiale, che si trova in numerose serie
prodotte attualmente dalla casa svizzera.
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Gli abbinamenti che si trovavano
negli stand tra elettroniche e diffusori potevano essere
dettati da “analogie di mercato”, ma anche da una ricerca
minuziosa delle migliori combinazioni possibili per ottenere
il giusto suono. Infatti, a volte ho visto per l’albergo
girare anche standisti e produttori con cavi e amplificatori
per provare gli stessi con impianti diversi. Sono proprio
capitato durante una discussione dove si era raggiunto
“l’accordo” per una prossima manifestazione! Questo la dice
lunga sulla bontà di persone che, quando trovano ciò che gli
aggrada, sono contenti come bambini davanti al loro giocattolo
preferito. Indubbiamente può solo far piacere.
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Lo
stand Canton, con questi diffusori che anche se un po’
strani esteticamente, affrontano i problemi inerenti le
pareti parallele nei box. A buon intenditor…
Qui a muovere le membrane si trovava
un ampli integrato T+A insieme al giradischi G10. Il sito
della casa tedesca è
www.taelekttroakustik.de.
Sotto
foto ingrandita per l’amplificatore valvolare V10: cinque
coppie fra triodi, pentodi e doppi triodi. Accanto a
questo si trovava lo stand di T+A al completo.
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Nonostante le dimensioni della foto, i finali Pass Labs
arrivano a dimensioni notevoli. Qui c’è il modello X250
con 250 watt in uscita per canale su 8ohm nominali. Il
fratello maggiore, X1000, dichiara un migliaio di watt di
potenza in uscita su otto ohm, trenta ampère di corrente
massima e centoquattordici chili di peso!! Un passante mi
ha chiesto:”scusa ma perché non sono collegati?” Gli
faccio:”semplice! Non avevano diffusori tanto potenti!!” |

Sopra uno
degli impianti più “audiophile” della mostra: lettore cd
Audiomeca Mephisto II, con pre e finali McIntosh più diffusori
Kef Reference 207. Decisamente invidiabile. Lo stand che
accoglieva McIntonsh e Kef era particolarmente trattato sotto
il profilo acustico, con pannelli installati lungo le pareti
laterali per ridurre il tempo di riverberazione, problema che
ha afflitto non pochi impianti alla mostra. Qui c’è una foto
del finale mono Mc 1201, il display indicatore della potenza
ha un fondoscala di 1200 watt, potenza erogata in
configurazione a ponte. Sotto la vista posteriore di alcuni
McIntosh.

Ho assistito anche, per curiosità,
alla dimostrazione audio-video dell’impianto McIntosh con
sistemi di altoparlanti Kef. Prescindendo dalla qualità in
senso assoluto dell’impianto, nei momenti più importanti il
pavimento in un raggio di venti metri tremava più o meno come
una foglia…
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Altro
impianto di riferimento in uno degli stand più grandi:
diffusori B&W assistiti da elettroniche Classè e Rotel per
stereo e multicanale.
Sotto
una delle serie migliori della Bowers And Wilkins:
Nautilus 802. Nella sala erano presenti anche le serie 600
e 700.
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Il
CDP100 classè con il finale CA2100 da 100 watt per canale
su 8 ohm. Ho dialogato con Michele D’arpino,
rappresentante per la svizzera di B&W, chiedendogli che
fine avessero fatto le elettroniche Classè di vecchio
stampo, che riscuotevano grande successo tra gli audiofili.
Mi ha risposto che non le rivedremo più. Peccato. Sono
sicuro della bontà dei progetti di questo
marchio(acquisito da B&W), ma la decisione di progettarli
con un occhio rivolto al controllo di altri impianti
gemelli per altre stanze in stile demotica, penso sia
opinabile sul piano della stereofonia tradizionale, anche
se per il futuro degli impianti casalinghi audio-video è
una scelta giusta. |
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Presso
la postazione di Authentic Fidelity, si trovavano numerosi
esemplari di Dynaudio. A sinistra le Confidence C4 e le C2
(più piccole). Al centro invece le Contour S5.4:il modello
più grande della seria Contour.
Dynaudio è uno dei pochi costruttori ad impiegare un
baffle frontale disaccoppiato dal resto del cabinet.
Questo stratagemma, se messo a punto a dovere, può aiutare
a risolvere notevoli effetti negativi che si manifestano
proprio in corrispondenza del pannello frontale dei
diffusori.
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Al
piano terra, nello stand Audio Tools, ho ascoltato con
piacere un impianto analogico in particolare. Mi ha
sorpreso non poco questo sistema di altoparlanti Penaudio(sulla
destra) denominato Chara+Carisma. In effetti si tratta di
un due vie accoppiato ad un’unita per basse frequenze in
bass reflex. Nella parte superiore troviamo un mid-woofer
da 120millimetri con ogiva rifasatrice e un tweeter al
ferrofluido con membrana in seta a cupola da 20millimetri
di costruzione danese, nella parte inferiore invece è
disposto su lato un woofer da 176millimetri. Non conosco i
segreti di questo progetto ma all’ascolto ho sentito
davvero una enorme dinamica, accompagnata da una grande
presenza degli strumenti come disposizione spaziale
ordinata. Forse è anche merito di ottime registrazioni,
rigorosamente su supporto vinilico, che hanno reso
possibile l’ascolto. |

Davvero
imponente questo giradischi Clearaudio Master Reference.
L’oggetto di colore giallo che si vede tra la testina e il
perno centrale, è una livella per la regolazione del
braccio che collega il perno centrale del piatto con il
telaio sulla destra. Il suono è molto convincente, e la
vista fa certamente la sua parte. Dal vero rendeva molto
più che in fotografia…Come pre phono si utilizzavano due
stadi separati, uno per canale.
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Durante la mia permanenza in
Svizzera a farmi un po’ da cicerone, ma anche interprete
quando necessario, c’è stato Patrick Wermelinger. A fine
giornata, quando la stanchezza prendeva il sopravvento, sono
stati numerosi i caffé che ho dovuto preparare con piacere per
accompagnare i nostri approfonditi dialoghi. Così ho avuto
tempo e modo di realizzare questa breve intervista a lui, ma
anche all’azienda che rappresenta.
Wermelinger Research : l’intervista.
Raccontaci un po’ di
Wermelinger, come è nata?
Anzitutto tengo a precisare che i diffusori portano il marchio
W-research mentre Wermelinger
electroacoustic-research che a maggio
2005 compie 2 anni di esistenza, è il nome della ditta che
oltre a costruire questi diffusori, si occupa anche di
istallazioni fisse nel campo professionale come discoteche,
studi di registrazione, regie radiofoniche, televisive e altro
ancora.
Cosa posso raccontare... la passione per il campo
elettroacustico è scaturita circa 16-18 anni fa, quando mosso
dalla passione per la musica e per tutto ciò che poteva
riprodurre suoni, mi ritrovai a smontare le Infinity K9 di mio
padre, lascio a voi immaginare le conseguenze, perchè per
smontare intendo proprio "aprire col taglierino" questo
accadde nel 1988, poco più tardi mio padre intuii il perchè di
questa mia azione folle (che costò non pochi soldi) e per
natale mi regalò un libro in tedesco che parlava di
autocostruzione. Fu così che abbastanza rapidamente imparai ad
avere dimestichezza con i parametri di Thiele-Small e
cominciai a sperimentare costruzioni reflex e poi a tromba Non
fu facile e agli inizi collezionai una lunga serie di
progetti mal funzionanti, anche perchè non mi ritenevo
soddisfatto delle mie opere, per fortuna è proprio grazie a
questa mia insoddisfazione che andai avanti nella ricerca di
testi, libri, corsi, strumenti di misura e tanto altro, fino
ad arricchire le mie conoscenze al punto da poter capire che è
questo il lavoro che avrei voluto fare.
Cosa si aspetta Wermelinger per
il prossimo futuro?
È difficile prevedere cosa ci riserva il futuro, attualmente
ci sono
vari progetti in cantiere, come la Sincera-16 e la Sincera-13,
versioni ridotte in dimensioni e prezzo però con invariate
caratteristiche sonore, della Sincera attuale, diffusore due
vie reflex da scaffale, oppure altri progetti un po’ più
esoterici come un 3vie coassiale che punta alla sorgente
puntiforme.
La W-research ha sempre offerto un prodotto di nicchia,
destinato a soli intenditori, ogni progetto viene curato fino
al minimo dettaglio, acustico ed estetico, poi passa alla
produzione, che si limita a piccole serie da 100 fino a 200
pezzi e fino ad oggi è stata proprio questa la chiave di un
piccolo successo. Se un giorno gli ordini dovessero crescere
vertiginosamente inizierei a preoccuparmi. Essere un marchio
commerciale non è mai stato nella mia politica!
Oracle IV, quali sono i suoi
obiettivi primari?
Oracle, posso dirlo sinceramente, è il primo progetto
sviluppato
come W-research. I precedenti si rifacevano a miei progetti
passati, per questo è diventato in un certo senso il cavallo
di battaglia della W-research, quello che porta l'immagine,
come altre case spesso chiamano la “serie reference”. A me non
piace questa parola perchè l'unico vero riferimento non può
essere altro che un orchestra che suona dal vivo. Con Oracle
sono stato molto esigente, realizzando un diffusore forte
nella tecnologia utilizzata, con un occhio rivolto alla
sorgente puntiforme, abbinando il tutto con un design fresco e
piacevole.
Non vorrei prolungarmi parlando di dati tecnici o altro, il
concetto ORACLE IV bisogna sentirlo, vederlo e toccare con
mano per capire effettivamente le potenzialità che nasconde.
Patrick parlaci della
produzione attuale.
La produzione è una cosa sempre abbastanza difficoltosa, per
via degli spazi. La W-research dispone momentaneamente di 72mq
di laboratorio più una ventina per gli uffici. In questo
spazio, diciamo pure abbastanza ristretto, non è mai facile
muoversi, per fortuna lo stabile, di costruzione industriale,
ha al suo interno un corridoio molto lungo e anche abbastanza
largo, dove posso allestire una piccola catena di montaggio.
Solitamente si trovano sul banco di lavoro 24 pezzi per volta
che passano le varie fasi di lavorazione fino al collaudo,
dove in base ai parametri dei crossover, precedentemente
selezionati, verranno sposate e imballate a coppie. Al momento
è Sincera ad essere la più venduta.
Perfetto. Qualcosa da
aggiungere?
Prima di chiudere vorrei solo dire che sono grato in generale
a tutti coloro che hanno fatto ricerca nel campo
dell'elettroacustica mettendo poi il loro sapere a
disposizione di scuole, libri e riviste specializzate per
tutti gli appassionati.

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Sopra
lo stand della W-research, da sinistra: Patrick
Wermelinger, Luca e Francesco Peroni, responsabile vendite
della casa svizzera. Sulla destra una fase del montaggio e
posizionamento di impianto, diffusori, e soprattutto dei
pannelli fonoassorbenti che abbiamo dovuto utilizzare per
ridurre il riverbero della camera e limitare l’effetto
soprattutto delle prime riflessioni. Essendo la stanza
quasi cubica con tutte le parati parallele abbiamo dovuto
lavorare molto d’orecchio per riuscire ad ottenere un
campo riverberato accettabile. |

Qui,
molto stanco, ma anche soddisfatto, ci sono io accanto a
uno dei diffusori.
Questi
sono della tipologia detta “da pavimento”, con due
mid-woofer in cassa chiusa collegati in parallelo, e un
altoparlante coassiale al centro: il Twindriver Sec della
italianissima Ciare. Da notare il grosso woofer da 32
centimetri di diametro e il condotto del reflex che guarda
in basso sul pannello frontale.
Per i dettagli il sito internet è
www.wermelinger-research.ch
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Quando ho cominciato a vedere
treni in ritardo e quasi tutte le automobili a gasolio, ho
capito di essere tornato in Italia. Pazienza, qui almeno
spaghetti e caffè non mancano!!
mlaudio@blu.it
Cosa dire grazie
Luca troppo gentile
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