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Silvio Torelli
e la sua Sala di ascolto tipo

Prefazione:
Fine settembre 2006 , il momento della ripresa della
attività audiofila , ricevo una telefonata da un
cordialissimo signore che parla con uno spiccato accento
laziale , si rivela una telefonata veramente molto
interessante.
Il signore in
questione mi racconta di essere uno specialista in
acustica ambientale , mi spiega quello che ha realizzato e mi
chiedeva gentilmente se potevo pubblicargli alcuni
suoi lavori.... Accidenti , certo che
lo pubblico .. anzi con immenso piacere , mi piace molto
trattare questo argomento , purtroppo troppe volte si spendono
tantissimi soldi per impianti fantasmagorici senza investire
nulla in acustica ambientale.
Il Sig. Torelli
e un perito acustico ambientale , nato a Roma ma trapiantato a
Mantova con alle spalle una lunga carriera , testi
specializzati pubblicati, sale professionali realizzate
e la possibilità di farsi dare delle consulenze per migliorare
la propria sala di ascolto.
Di seguito
pubblico alcuni suoi consigli e realizzazioni , come
spiegato sopra potete contattarlo per farvi dare
consulenze .
ACUSTICA ARCHITETTONICA
saladamusica
di Silvio Torelli
sitore@libero.it
0.0
Generalità
0.1
Molteplici sono le cause che possono frustrare la
correttezza sonora e la piacevolezza dell’ascolto musicale.
Fra le tante, oltre a quelle di natura marcatamente
esecutiva o strumentale, sovente la causa principale risiede
in un aspetto della questione tipicamente misconosciuto o
non considerato nella giusta importanza: l’acustica
della sala; o meglio, l’iterazione della sorgente
sonora con l’ambiente d’ascolto.
Infatti, è
la scarsa dimestichezza con le modalità fisiche e
psicoacustiche del suono e della percezione uditiva che
spesso induce la mancata adozione di alcuni accorgimenti di
correzione acustica dell’ambiente d’ascolto
a far risultare - conseguentemente - una timbrica distorta,
la sminuzione del fraseggio sonoro della partitura
riprodotta ed una severa penalizzazione degli sforzi
compiuti sia per la costruzione della sala sia per rendere
correttamente la partitura.
Non si
sarà mai richiamata abbastanza, pertanto, l’attenzione
sul fatto che la resa acustica finale è fortemente
condizionata dall’acustica del locale. In merito basterebbe
considerare che il messaggio sonoro irradiato all’interno
di un ambiente chiuso, quando giunge all’orecchio, è
composto da suoni diretti e da suoni riflessi (o
riverberati).
0.2. L’ambiente
non influenza il suono diretto, mentre determina con le sue
caratteristiche fisiche il suono riverberato. Il campo
sonoro diretto risulta essere preponderante, rispetto a
quello di riverberazione, per posizioni di ascolto situate
in prossimità della sorgente (generalmente entro distanze
dell’ordine di qualche metro); mentre, a mano a mano ci si
allontana da questa, è il campo sonoro riverberato a
prevalere. Inoltre, maggiore è la riverberazione presente in
ambiente, più estesa è la zona su cui il campo di
riverberazione prevale sul campo diretto.
0.3. Va
detto, comunque, che non è contenendo la riverberazione che
si migliora la qualità del suono nel locale, bensì la
corretta risoluzione di alcuni dei principali problemi,
comuni a tutti gli ambienti da musica, sui quali,
molto brevemente, qui di seguito ci soffermiamo.
0.3.1 Il
tempo di arrivo dei suoni di prima riflessione nel punto di
ascolto (che si presuppone essere il fattore più importante
fra i suoni riverberati) non ha linearità in frequenza, a
causa del fatto che materiali aventi differenti poteri
fonoassorbenti alle varie frequenze (mobili, poltrone,
vetrate, ecc.) sono, ovviamente, posizionati in luoghi
diversi. Tale fatto, specialmente per le basse frequenze,
può far combinare in ambiente le emissioni del suono diretto
e del
suono
riverberato in opposizione di fase, causando la
cancellazione di varie frequenze.
0.3.2 La
risposta in frequenza delle onde riflesse varia in funzione
della direzione con cui queste pervengono nelle posizioni di
ascolto - tra l’altro - per i summenzionati
motivi. Del resto, il concetto stesso di campo acustico
di riverberazione presuppone tanto che la media
quadratica del livello di pressione sonora sia costante in
tutto l’ambiente, quanto che il flusso di energia
acustica sia probabilisticamente uguale in tutte le
direzioni. Ma a causa della geometria e delle dimensioni
fisiche del locale in questione, al disotto di frequenze
incentrate intorno ai 500 Hz, il fenomeno acustico
preponderante è quello dell’instaurarsi di un
sistema di onde stazionarie che, facendo risuonare il locale
a frequenze modali proprie relativamente spaziate fra di
loro, enfatizzano e distorcono sensibilmente - appunto - i
toni bassi emessi.
0.4. Al
fine di riuscire a rendere nella maniera il più possibile
accettabile (o corretta) un suono emesso nella sala,
occorrerà trovare la migliore posizione di installazione di
un adeguato numero di superfici assorbenti, nella quale,
eccitando il minor numero dei modi propri di risonanza, si
contengono - per quanto possibile - i rinforzi acustici che
determinano l’esaltazione in ambiente di
determinate frequenze modali. Chiaramente, l’ottenimento
di corrette situazioni acustiche ambientali presuppongono l’effettuazione
di valutazioni e calcoli adeguati al fine di determinare il
tipo di correzioni da adottarsi per l’ottenimento
dell’effetto voluto.
0.5. Il
corretto approccio delle analisi da effettuarsi per una
seria valutazione delle condizioni acustiche ottenibi li
nell’ambiente designato, contrariamente a quanto
viene dai più ritenuto, non è quello - come s’è detto - di
rilevare il solo tempo di riverberazione, convenzionalmente
definito quale tempo necessario (espresso in secondi)
affinché in un determinato punto di un ambiente chiuso il
livello sonoro si riduca di 60 dB rispetto a quello
rilevabile nell’istante in cui la sorgente sonora
ha cessato, dopo un certo lasso di tempo, di funzionare, ed
in seguito a ciò tappezzare, più o meno completamente, la
stanza con materiali fonoassorbenti. Infatti, tenendo
presenti un alto numero di fattori pratici, risulta che la
misurazione del decadimento del suono in una data stanza,
per ogni data banda di ottava o di terzo d’ottava
dell’intervallo tonale uditivo, rivela solo quali componenti
dei segnale presenti in quella banda acustica decadono in
quel dato punto della stanza e – appunto - la variabilità di
tali decadimenti che si riscontra durante le misurazioni, a
seconda dei punti di rilevamento, dimostrano che ci si trova
nella situazione di campo sonoro non diffuso.
0.6. Il
modo più consono di procedere per risolvere le situazioni
acustiche generalmente riscontrabili nella fattispecie della
tipologia della sala, per altro abbastanza facilmente
realizzabile, è quello, una volta nota sia la frequenza che
la distribuzione spaziale dei principali modi di risonanza
dell’ambiente, di
individuare
quali sono quelli più
fastidiosi
e, come s’è accennato, minimizzarli e
contenerli installando in posizioni ben definite dei
pannelli assorbitori appositamente costruiti.
1.0. IL TIPO PROPOSTO DI
SALA
1.1 Il
tipo di ambiente che si propone di realizzare si basa sull’ottenimento
di una risposta in frequenza piatta a seguito di riflessioni
controllate combinando elementi propri dì una camera
anecoica (senza le eco) con quelli di una camera
riverberante.
1.2 Nelle
varie realizzazioni questo nuovo tipo di locale ha mostrato
- in confronto alle convenzionali sale da musica più o meno
trattate acusticamente - caratteristiche acustiche
qualitative eccellenti.
1.3.0 Per
i motivi che abbiamo precedentemente illustrato, spesso le
sale audio, progettate secondo le tecniche dell’architettura
acustica per grandi ambienti, non hanno un’appropriata
qualità, anzi, accade sovente che intervenendo su di un
ambiente con tecniche convenzionali si ottengano risultati
peggiori che se non si fosse fatto nulla.
1.3.1
Questo tipo di approccio, infatti, adotta metodi simili a
quelli usati per progettare grandi auditori, combinando
materiali con differenti coefficienti di assorbimento
acustico per ottimizzare il tempo di riverberazione ed avere
un fattore assorbente in ambiente che sia indipendente dalla
frequenza. Viene adottato, generalmente, ad esempio:
- un
pannello in legno con intercapedine per l’assorbimento delle
basse frequenze;
- un
pannello forato per assorbire le medie frequenze (poiché
forma migliaia di
risuonatori Helmohltz);
-
uno strato di materiale fibroso per gli
acuti.
1.3.2 Un
ambiente progettato acusticamente secondo le suddette
tecniche convenzionali arriva a mostrare un RT60
accuratamente controllato, ma la qualità totale del
suono non è buona quanto ci si possa aspettare di ottenere.
1.3.3 Le
sale acustiche convenzionali generalmente risultano afflitte
dalle seguenti maggiori tipologie di problemi:
a)
La risposta in frequenza delle onde riflesse
non è lineare.
Nelle
stanze convenzionali ogni materiale assorbente che copre
frequenze differenti viene posizionato in luoghi diversi,
così il tempo di arrivo all’ascoltatore della prima
riflessione (che si presuppone esser la più importante) non
ha linearità in frequenza.
b)
La risposta in frequenza delle onde riflesse
varia in funzione della direzione con cui queste arrivano
all’ascoltatore (per gli stessi motivi di cui al
punto precedente).
Il
suono delle frequenze basse tende a divenire cupo.
I pannelli
lignei usati per l’assorbimento delle basse
frequenze hanno di solito un ampio fattore di merito
Q
e tendono a vibrare anche dopo l’estinzione
dell’onda acustica che li ha colpiti.
La gamma
di frequenze normalmente considerabili è troppo ristretta
per garantire un ascolto corretto di tutte le frequenze. In
genere il calcolo dei tempi di riverberazione RT60
va dai 125 agli 8k Hz, che è estremamente limitativo
per le esigenze musicali che si estendono ben al di sotto
dei 50 Hz e decisamente al disopra dei 15k Hz.
2.0.
DESCRIZIONE
2.1.0 TIPOLOGIA DEI
MATERIALI
2.1.1 Le
superfici della sala d’ascolto dovrebbero essere
idealmente composte da un materiale dotato di coefficiente
di assorbimento indipendente dalla frequenza, in maniera da
soddisfare sia le esigenze del rapporto volume/superficie
sia dei valori RT60 desiderati. Dal
momento che tale materiale non esiste ancora, il metodo
tradizionale adotta materiali diversi per ciascuna gamma di
frequenze; ma con ciò, come si è visto, non è possibile
ottenere un
buon suono.
2.1.2 Il
tipo di stanza acustica proposto sarà realizzato usando solo
due tipologie di materiali: uno essenzialmente riflettente e
uno essenzialmente assorbente, virtualmente attraverso
l’intera gamma delle frequenze udibili.
2.1.3 La
parte riflettente sarà costituita da materiale solido di
adeguato spessore.
2.1.4 La
porzione assorbente della sala sarà costituita lastre di
materiale fonoassorbente, di estetica analoga a quello
riflettente, avente adeguato spessore.
2.1.5 Le
pareti laterali della sala, Se architettonicamente
attuabile, nella parte destinata all’ascolto
saranno opportunamente divergenti dal fondo verso la
sorgente sonora.
2.1.6 Il
soffitto sarà attrezzato con porzioni di superficie
assorbenti e riflettenti, e – sempre se architettonicamente
praticabile - procederà secondo una sagomatura “a denti di
sega”, e sarà digradante verso il fondo (parte deputata
all’ascolto) della sala.
2.1.7 Le
caratteristiche direzionali di emissione delle sorgenti
sonore verranno condizionate e controllate mediante
l’adozione di una “conchiglia acustica” (parte
opportunamente riflettente contenente le sorgenti sonore),
opportunamente dimensionata ed interfacciata alle
caratteristiche acustiche dell’area d’ascolto.

3.0 CARATTERISTICHE
ACUSTICHE PECULIARI
3.1.0
Analizzando le caratteristiche dell’ambiente,
realizzato secondo i principi illustrati, vedremo - tra l’altro
– che:
a)
Ogni suono riflesso risulterà indipendente
dalla frequenza.
Una
superficie
rigida
ha un coefficiente di riflessione che tende
essenzialmente ad essere
indipendente dalla frequenza dei suoni incidenti
nella gamma delle frequenze udibili e indipendente dalla
posizione di ascolto (o di rilevamento) del suono.
b)
Anche una breve pulsazione preserva la
propria
forma d’onda.
La riproduzione di una forma d’onda
impulsiva è di notevole importanza per la riproduzione
musicale, che contiene numerosi picchi e transitori. In una
stanza convenzionale, le componenti ad alta e bassa
frequenza di una riflessione pulsante assumono traiettorie
differenti e – quindi - giungono all’ascoltatore
in tempi diversi. Tale disparità viene percepita come una
differenza nella qualità acustica totale.
3.2.0 Una
superficie rigida “non vibra”.
Dal
momento che tale superficie semplicemente riflette le onde
acustiche, non vibrando da sé come un semplice pannello, non
diviene - a sua volta – sorgente spuria d’irraggiamento
di onde acustiche.
Per questo
motivo non si ingenerano distorsioni d’intermodulazione,
come accade per i materiali assorbenti che vibrano nelle
convenzionali sale acustiche.
3.3.0 Dal
punto di vista estetico-funzionale, la sala acustica,
costruita appunto secondo i dettami di quanto illustrato,
sul “davanti” è la più larga, rispetto
al resto digradante verso il fondo.
3.3.1
Anche il soffitto attrezzato procederà secondo una
sagomatura digradante.
3.4.0
Specialmente per locali di dimensioni riscontrabili con
quelle dell’ambiente in
questione, seppur ampie,
le sagomature perimetrali – tra l’altro – oltre a servire ai
fini dell’acustica, danno all’utente l’impressione
ottica di un locale più ampio, con la parte più bassa non
incombente o soffocante.
3.5.0 La
parte designata ad accogliere la “sorgente
sonora”, costituita da apposita conchiglia che,
opportunamente dimensionata, con le sue caratteristiche
riflettenti/diffondenti conterrà le differenze di
posizionamento all’ascolto.
3.6.0 C’è
– infine – da osservare che nonostante tale approccio
progettuale necessiti di un volume assoluto maggiore di
quello impiegato utilizzando metodi tradizionali, esso offre
uno spazio interno di ascolto più ampio di questi e svolge
anche una funzione architettonica e decorativa razionale ed
esteticamente confortevole.
4.0.0
Foto di realizzazione fatta con materiale composito
autoportante in conglomerato di sughero, racchiuso tra due
lamierini di alluminio; avente superficie a vista
fotosensibile (è possibile scegliere qualsiasi tipo di
immagine: essenze dei legni, tessuti, violti, ecc., ecc.).

5.0.0
Foto di realizzazione fatta con materiale tecnico
fonoassorbente “a vista” precolorato in superficie.





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di Silvio Torelli |
ACUSTICA AMBIENTALE E TRATTAMENTI ACUSTICI |
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Mail-to:
sitore@libero.it
Iscrizione Elenco Regionale Tecnici Competenti in
Acustica: Determinazione n. 299/26.03.03 – B.U.R. Lazio
n. 13/10.05.2003
Iscrizione Collegio Periti-Esperti e Consulenti Tecnici
del Lazio : Roma No. d’ordine 996
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