EDITORIALI

Un editoriale al mese

 

EDITORIALE SETTEMBRE 2021

Provocazioni stereofoniche low-cost & made in China – Parte 1

 

 

DI CRISTIANO

 

 

 

L'ARTICOLO

 

Negli ultimi anni, grazie anche alla prepotente affermazione di nuove forme di commercio ed alludendo chiaramente all’e-commerce, che con la pandemia da Covid-19 su scala mondiale ha oltremodo subìto una considerevole spinta, persino il minuscolo mercato dell’alta fedeltà ha beneficiato dell’incontenibile new-wave targata made in China e dintorni. Se, nel corso almeno dell’ultimo decennio alcuni brand cinesi hanno saputo ritagliarsi una certa fetta di mercato della stereofonia di qualità e d’élite, guadagnandosi persino il rispetto degli audiofili più esigenti, oggi le maggiori piattaforme web di e-commerce pullulano di un’incredibile quantità e varietà di oggetti per alta fedeltà, sovente venduti a prezzi popolari nonostante esistano anche prodotti di costo sostenuto ed addirittura esclusivo.
Focalizzandoci ad esempio sul popolarissimo sito Aliexpress, servizio di negozi online composto soprattutto da piccole imprese cinesi che offrono online i loro prodotti con una visibilità sui quattro angoli del pianeta, è possibile trovare qualsiasi elettronica, a valvole o a stato solido, nonché una quantità inimmaginabile di accessori audio, anche per autocostruzione.
Non è difficile imbattersi in incogniti brand come Nobsound, Breeze Audio - BRZhifi, Douk Audio, Aiyima, Dartzeel, Weiliang, Zerozone che, in più di un caso, commercializzano anche lo stesso articolo offrendo soprattutto interessantissimi sistemi di amplificazione low-cost: a valvole, a stato solido, in classe D, ibridi, cloni o comunque libere ispirazioni a famosissimi progetti di storici marchi dell’hi-end mondiale (MBL, Mark Levinson, Naim, Marantz, Accuphase, ecc). Qualcuno è alla ricerca di un preamplificatore passivo a matrici di resistenze e/o con uscita a trasformatori? Un finale minuscolo in classe D, magari monofonico e con ingressi bilanciati, capace però di erogare 500W su 8 ohm? Un adattatore d’impedenza a valvole? Lo chassis clone di un Mark Levinson? Questo è il posto giusto!

Complice il lungo periodo di lock-down a colori governativo a discapito di pressoché tutte le regioni italiane (ed io vivo in quella in cima alla lista demografica del Bel Paese) per la ben nota emergenza sanitaria cagionata dal virus SARS-CoV-2, alcune mie “esigenze” audiofile di ottimizzazione sinergica fra le varie apparecchiature, da tempo stabili nei miei impianti d’ascolto, sono state esaudite con altrettante importazioni e-commerce.
Ne sono consapevole, un bel ‘chissenefrega lo merito, però…

Interfaccia digitale GUSTARD U16
…Possiedo ad esempio un eccellente dac MSB Power Dac Gold Four, sprovvisto di ingresso USB; nonostante il collegamento col PC tramite alcune economiche ma valide interfacce digitali quali M-Tech Hi-Face Two o Audiophonics U-XMOS384, l’ascolto di musica liquida ad alta risoluzione è sempre stato qualitativamente paragonabile ad un’altra unità di conversione: M-Tech Young prima versione, con la marginale nota di un rapporto del listino prezzi che nel periodo di commercializzazione di entrambi era quasi di 5:1!
Ad onor del vero il mio dac Young è da tempo alimentato da un poderoso alimentatore esterno lineare a 18Vcc e 3,5A (l’alimentatore in dotazione eroga 15 Vcc e max 400 mA) che, per puro caso si tratta di un Weiliang Audio mod. 50W… Ed ecco un nuovo ‘chissenefrega, però…
… probabilmente lo Young si lasciava preferire per una gamma media più liquida e setosa; eppure intuivo che l’MSB palesasse delle potenzialità inespresse.
A seguito di centinaia di scorribande nel web mi convinco che, per costruzione, progetto e soprattutto, prezzo di vendita, il Gustard U16 potesse migliorare l’interfacciamento fra computer e dac; Shenzen Audio Store era l’unico venditore che ne possedesse qualche esemplare, poiché la fabbrica d’assemblaggio dell’apparecchio era temporaneamente out per la pandemia da Covid-19 (notizia poi appresa da un fitto scambio di email col rivenditore). L’attesa dopo l’acquisto a “scatola chiusa” sfora largamente i soliti 30-45 giorni di consegna: qualcosa è andato storto nella spedizione e S.A.S. mi propone il rimborso completo ovvero l’invio di un secondo esemplare con i soli costi doganali da sostenere. Scelgo la busta n°2 e, incredibilmente, in meno di una settimana il Gustard U16 in finitura silver mi viene consegnato a casa.
Per questa specifica esperienza, non posso che encomiare l’assistenza e la serietà di Shenzen Audio Store!
Il collegamento è abbastanza semplice, nonostante i S.O. Windows 10 necessitino di appositi driver di installazione (di cui consiglio caldamente l’aggiornamento): in ogni caso i drivers, il manuale d’uso e installazione drivers (redatto in lingua inglese) e gli aggiornamenti, sono tutti facilmente scaricabili direttamente dal sito web di Shenzen Audio Store. Seguendo le indicazioni del manuale d’uso, non ho avuto problemi d’installazione su Windows 10.

Cos’è e la qual è la tecnologia del Gustard U16?
L’U16 è un’interfaccia audio esclusivamente digitale: accetta in ingresso soltanto un segnale digitale via USB con porta Tipo-B femmina, supporto USB2.0. E’ presente anche un ingresso Clock esterno via BNC 10M con impedenza di ingresso pari a 50 Ohm; invece la versatilità dei connettori d’uscita è decisamente più interessante ovvero:
 uscita RCA coassiale S/PDIF, con impedenza di uscita 75 Ohm, livello di uscita 500mVpp a 75 Ohm di carico 24bit 44,1k-384k/DOP64-128
 uscita XLR AES3, con impedenza di uscita 110 Ohm, livello di uscita 2.1Vpp @110 Ohm carico 24bit 44,1k-384k/DOP64-128
 uscita TOSLINK ottica: 24bit 44.1k-192k /DOP64
 uscita BNC multifunzione: impedenza di uscita 75 Ohm, livello di uscita S/PDIF: 750mVpp @75 Ohm di carico; specifica di supporto S/PDIF (quando S/P OUT è selezionato): 24bit 44.1k-384k/DOP64-128;
 uscita Word Clock con livello di uscita: 3.3Vpp MAX @ noload; frequenza di uscita Word Clock (quando è selezionato WCK OUT): PCM: 44.1k-768k. DSD: 2,82M-22,57M
 uscita IIS su interfaccia HDMI (interfaccia HDMI non standard): segnale differenziale I2S con livello di uscita LVDS, PCM: 32bit 44,1k-768k, DSD: 2,82M-22,57M (DSD64-DSD512)

Il progetto si basa su di un chip specifico di interfaccia audio USB, l’ESS ES8620, che supporta fino a PCM 32bit/768KHz e DSD512 ed in grado di supportare sia il DoP che il DSD nativo.
Una SDRAM da 128 MB viene utilizzata come buffer di sistema e come elaborazione audio digitale FIFO (Firs In First Out, che in parole povere è la gestione del traffico tra memorie ed unità logiche e operative).
Il costruttore dichiara inoltre che: “al fine di ottenere prestazioni audio digitali ottimali, l'effettiva capacità di elaborazione audio digitale FIFO è ridotta al minimo per garantire il più basso ritardo nel dominio digitale e le migliori prestazioni di jitter in uscita digitale. Per garantire la massima qualità dei segnali audio digitali e le migliori prestazioni di jitter del clock, l'U16 utilizza fino a tre FPGA (dispositivi logici programmabili) per implementare la gestione del clock dell'interfaccia audio USB e i sintetizzatori di frequenza di clock audio nel circuito di clock esterno da 10M. Questa parte del circuito è alimentata in modo indipendente, per evitare interferenze reciproche del cablaggio interno dell'FPGA”.
Fra gli altri aspetti tecnico-circuitali, occorre menzionare almeno che la sorgente di clock audio locale utilizza una coppia di clock a femtosecondi, ovvero due pregiati cristalli a bassissimo rumore di fase della ACCUSILICON, tipo AS318-B come sorgente di clock audio locale, per un jitter RMS dichiarato in soli 88 femtosecondi (10Hz-1MHz).

Ho collegato l’U16, via cavo bilanciato WireWorld Eclipse, al mio dac MSB, collegato in bilanciato WireWorld Eclipse Silver 6 al preamplificatore Audia Flight Pre, che ha pilotato alternativamente un Mark Levinson N°29.5, un Nakamichi PA5eII, una coppia di Albarry M408 e l’immancabile Moth 30, l’unico economicamente comparabile ai circa €300 di listino del Gustard (nei primissimi anni ‘90 il Moth costava attorno alle vecchie 900.000 lire). Ho affidato la “voce” del sistema alle piccole torri Totem Arro, per la loro notevole trasparenza, relegando seppure con cura maniacale la sezione del basso più profondo a due Velodyne Microvee, uno per canale.
Già dai primissimi ascolti sul mio viso si è stampato un sorrisone di felicità: mai avrei immaginato che un apparecchio/accessorio così economico potesse contribuire ad un avvertibile miglioramento di tutti i parametri acustici temporali e spaziali, mediamente ben oltre a qualsiasi altro inserimento di elettroniche anche di pregio nella mia catena audio!
In generale, nel suo complesso il suono ha acquistato trasparenza, dettaglio, ricchezza armonica, veridicità negli attacchi e nei decadimenti armonici degli strumenti acustici, stage virtuale del palcoscenico, dislocazione e stabilità degli strumenti e delle voci al suo interno, intelligibilità e plasticità dei vari piani sonori. In tre sole parole: naturalezza d’emissione!
Ad un ascolto comparato lo Young, che rimane comunque un fine esecutore musicale contraddistinto da una rimarchevole piacevolezza d’ascolto per certe sue analogie analogiche, rimane avvertibilmente indietro.
Anche se collegato via RCA o XLR direttamente al Gustard U16, bypassando il suo ingresso USB interno, i miglioramenti apportati dal Gustard U16 allo Young rimangono marginali seppure avvertibili, ma distanti da quelli ottenuti col MSB Gold 4, del quale si confermano dunque le scelte progettuali no-compromise ed in particolare della sezione di conversione digitale-analogica, basata su due convertitori discreti di 2° generazione Sign Magnitude R2R ladder.
Il Gustard U16 è dunque un accessorio low-cost ed ammazza-giganti? Per come è costruito, per la tecnologia che contiene e la cura progettuale, sicuramente vanta un rapporto qualità/prezzo elevato. A conferma delle innumerevoli esperienze accumulate negli anni dall’intero mondo audiofilo, anche il Gustard U16 può sortire degli insperati quanto rimarchevoli miglioramenti in una catena audio, probabilmente solo in condizioni sinergiche d’interfacciamento, sovente quale conseguenza di prodotti ad elevato contenuto tecnologico e progettuale.
In altri termini, in abbinamento a convertitori già dotati di validi ingressi USB, progettualmente comunque ineccepibili quale ad esempio è lo Young di MTech, il Gustard U16 può apportare margini di miglioramento alle prestazioni musicali, probabilmente (mi sia concesso il termine di paragone) proporzionali al suo valore d’acquisto.
D’altro canto, il Gustard U16 potrebbe invece far decollare nel mondo della musica liquida proprio quei convertitori progettati quando tale tecnologia era agli albori o addirittura non ancora nata: le produzioni successive del MSB Power Dac Gold 4 furono dotate di un ingresso USB qualitativamente pari al resto dell’apparecchio, ma alludo ad altri notevolissimi convertitori del passato, che all’epoca della loro commercializzazione costituivano la summa della risoluzione a 16 bit, ma anteriori all’era digitale dei 24 bit. Sarebbe ad esempio veramente interessante abbinare l’U16 (anche solo per l’ascolto di musica liquida lossless a 16 bit) a prodotti come Wadia 25, Wadia X64-4, Goldmund Mimesis, Audio Note Dac5, etc.
Con poca spesa si potrebbe realizzare una massima resa.

Nella seconda parte si parlerà invece di un preamplificatore cinese con circuitazione totalmente bilanciata, pressoché sconosciuto e liberamente ispirato al progetto del celebre Mark Levinson JC-2; completerà la mia attuale amplificazione made in China, un altro progetto altrettanto sconosciuto, potentissimo e operante (orrore!) in pura classe D. Prezzi d’acquisto? Ovviamente, sempre entro €300!!!



Ottimi ascolti senza preconcetti.


Cristiano Nevi – settembre 2021
( per contatti: http://www.audiocostruzioni.com/p_u/amici/cristiano-mn/cristiano-mn.htm

 

 

 

 

Home