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Come scegliere un impianto di Davide Sbisa'

Corretto da carlo Morsiani

Consigli pratici per chi è all'inizio e non solo

 

 

Prefazione:    Dopo anni che faccio questo mestiere e che ho avuto tante esperienze , penso di essere abbastanza preparato per dare alcuni consigli a chi vuole costruirsi un impianto dall'inizio , ma anche a chi è già esperto e vuole capirci qualcosa di più.

La base di tutto comunque sono le vostre sensazioni  e percezioni , quindi  cercate di farvi una cultura con le vostre  orecchie e non scegliete quello che vi viene propinato , oppure quello che è semplicemente più costoso!!!

Le mie indicazioni  sono quelle di massima,  dettate dalla mia esperienza e valide per l'ottanta per cento dei casi , non il cento percento , ci saranno sicuramente eccezioni , ma vi assicuro che saranno rare.  Precisazione importante , queste cose le  ha scritte il sottoscritto , che di elettronica sa veramente molto poco , sono dettata dall'esperienza , ci saranno sicuramente scritte cose non correttissime  e   l 'amico Carlo Morsiani  mi ha aiutato a sistemare alcune cose ,  lo ringrazio tantissimo e  se anche voi avete qualcosa da aggiungere o correggere fatevi avanti  info@audiocostruzioni.com .

 

1. Il budget a disposizione -

 

Diciamo  che un vero e proprio  costo di partenza non esiste , si può ascoltare bene  con un Tamp ( amplificatore in classe D dal costo di 50 euro ) se prediligete la musica non ad alto volume ma di qualità , una coppia di diffusori usati da 150 euro , un lettore cd usato di alcuni anni di vita ma che era di alta gamma  150-200 euro .

Questo per farvi capire  che si può fare tutto , diciamo che più semplicemente si può ipotizzare una spesa di circa 1000 euro per un impianto entry level a transistor da 50 watt circa e circa 1500 euro  per un impianto a valvole , sempre entry level.   (dopo vedremo anche le differenze tra valvole e transitor)

 

2. Ma parto subito con un buon impianto , magari posizionandomi su prodotti di media qualità  o proprio con un entry level -

 

Difficile  questo consiglio , queste sono tutte sensazioni personali , dovrete guardare dentro  di voi e capire  cosa vi da più emozioni , un prodotto rifinito bene  importante , oppure un prodotto semplice.

Sappiate  che molti audiofili esperti  con il passare degli anni si costruiscono impianti meravigliosi , poi di punto in bianco  vendono  tutto  e ripartono con impianti minimalisti molto più economici , trovando ottime sensazioni anche con quelli.

 

3. Ma scelgo valvole oppure transistor ??

 

 

Una volta questa domanda praticamente non si faceva , il costo di apparecchi valvolari era veramente alto , quindi a disposizione di pochi appassionati oppure persone con buone disponibilità economiche .

Ora con l'arrivo dei prodotti cinesi si possono trovare oggetti interessanti a prezzi molto buoni e anche il mercato dei prodotti non cinesi usato si e ridimensionato.

Veniamo alle differenze tra i due , la potenza innanzitutto , per apparecchi valvolari difficilmente si superano i 50 watt e questo essenzialmente per due motivi , la potenza di un apparecchio valvolare da circa 50 watt sembra maggiore ad apparecchia stato solido di fascia bassa da 100 watt e oltre .

Questo avviene perchè, quando gli apparecchi a stato solido superano il massimo della potenza,avviene un aumento improvviso della distorsione,chiamato in gergo tecnico "clipping".

Invece negli amplificatori valvolari,al superamento della potenza massima,la distorsione aumenta in modo più graduale.

La scelta della amplificazione dovrebbe dipendere dalla casse.

Alcune casse hanno filtri crossover complessi,e un andamento della impedenza particolarmente basso,queste vengono pilotate meglio da amplificatori a stato solido,perchè sono capaci di erogare una maggiore corrente al diminuire della impedenza di carico.

Con i valvolari saranno da preferire casse meno difficili da pilotare,come per esempio le case caratterizzate da maggiore efficienza ,e filtri meno complicati,ed un a impedenza maggiore.
 

Insomma con un valvolare anche super potente , non riuscirete mai a pilotare come si deve diffusori particolarmente ostici. Non c'è nulla da fare , bisogna passare alla forza e la dinamica del transistor.

Ora molti di voi mi diranno , ma quali sono i diffusori difficili da pilotare ??? sotto quando affronteremo il paragrafo diffusori proverò ad elencarvene alcuni che conosco e in ogni caso vi indicherò sicuramente quali sono.

 

 

4. Il suono prodotto  dai valvolari e diverso da quelli a transistor ???

 

Si è  diverso ,ora vi spiego la differenza a grandi linee poi entro nel dettaglio tra i vari valvolari e transistor.

 

Pregi della valvola -  è un suono molto più delicato e adatto a chi ama circondarsi di musica , ama ascoltare per diverso tempo senza affaticarsi troppo .  Il suono della valvola, a differenza del transistor,  arriva in maniera meno diretta dal diffusore a dove siamo noi , la spazialità aumenta diciamo che il diffusore  scompare davanti agli occhi.  Certi strumenti o voci si spaziano molto di più davanti a voi.

 

5. Vediamo le differenze tra valvole - di solito  si legge push pull oppure monotriodo oppure single ended parallelo .

 

Push pull a valvole , è il più diffuso, tradotto alla lettera,significa "Spingi-tira",ma non è che sia una valvola per spingere e una per tirare i poveri elettroni..

Una valvola amplifica la semionda positiva ,mentre l'altra amplifica la semionda negativa.

Per fare questo è necessario una stadio detto invertitore di fase,che precende lo stadio di potenza.

Nella maggior parte degli apparecchi,per ragioni di economia ,lo stadio invertitore è è a valvola,solo in alcuni apparecchi particolarmente costosi è a trasformatore.

Il push-pull aumenta di molto la potenza , per intenderci due valvole che da sole posso produrre circa 8 watt , usate in questo modo la potenza può arrivare a 50 watt . Ilpush pull produce un suono piuttosto corposo e ricco di bassi , a volte con una leggera impastatura del suono. A molte persone questa rotondità di suono piace molto e in caso di diffusori o ambienti difficili , può aiutare parecchio.

 

Monotriodo a valvole sono quegli amplificatori che montano una sola valvola finale per ogni canale , sono prodotti per persone già esperte .I monotriodi hanno il pregio di lavorare in classe A , che alcuni audiofili puristi prediligono.

Questo avviene perchè il circuito è più semplice,e l'unica valvola amplifica tutta l'onda.

La potenza è però esigua,per cui andrebbero associati a casse molto efficenti.In caso contrario la distorsione diventa eccessiva.

 

Ampli con valvole in parallelo sono quelli che montano più di due valvole per ogni canale ,possono essere push-pull oppure single ended.

(Se sono in parallelo ,ma non a push-pull,per fare un esempio, con un parallelo di 3 valvole per canale da 5 watt , avremo 15 watt in tutto ).

 

Ma che suono hanno le varie valvole ??  Partiamo  dal concetto che  come ho scritto sopra , una valvola che lavora come single ended ( anche chiamato monotriodo ) suona in maniera diversa che in push - pull .  Diciamo per semplificare  che in push - pull il basso aumenta sempre e il suono  risulta più gonfio , poi naturalmente ogni amplificatore  avrà il suo modo di suonare e di conseguenza farà lavorare la valvola in maniera diversa , comunque io cercherò di spiegarvi la cosa in maniera semplice.

 

Le più economiche  le EL8 84 - oppure PLC 86 -   Sono valvole molto  economiche e che spesso gli autocostruttori usano perche' suonano bene  e si riescono a fare amplificatori piuttosto economici ma ben suonanti .  Naturalmente  anche grandi marchi hanno usato questa valvole ecco un esempio i Berad  recensiti su questo sito.  Un gran suono molto dolce  e melodioso , diciamo che sono valvole con un suono leggermente  spostato nel medio alto .   Hanno il pregio che costano poco , si trovano ovunque di tante marche e uno si può divertire a cambiarle senza svenarsi. Dispongono  una potenza di circa 2 watt monotriodo - 10 watt circa in push - pull.

 

Le più usate le EL 34 - Famosissime , usate praticamente da tutti possono anche essere sostituite dalle 6CA7 , sopratutto in configurazione push pull , suono piuttosto centrato , diciamo che sono meno dolci rispetto all EL 84 descritte sopra , ma direi più complete come suono .  Le trovate ovunque in vendita a partire dai 12 euro cadauna  circa fino ad arrivare alle ricercatissime Mullard o altre storiche con prezzi che possono arrivare anche a 80 - 100 euro cadauna.   Dispongono di una potenza di circa 6 watt monotriodo , 30-40 watt push - pull.

 

Le KT 88 rese famose da McIntosh - Anche queste usatissime da tanti marchi , un nome su tutti MC , i suoi finali modello 275 hanno fatto la storia dell'hi-fi.  Sono valvole molto generose come potenza e hanno un suono piuttosto ricco di bassi ,con una grana non troppo fine  simile alle EL34.  Possono essere sostituite con le 6550 che sarebbero la versione americana delle KT 88 , queste sono meno generose come bassi e a me sinceramente piacciono di più , le trovo molto bilanciate. Dispongono di una potenza  di circa 8 watt monotriodo , 40-50 watt push - pull.

 

Le 300B -  Veramente molto musicali , una grana finissima e una musicalità veramente altissima .  Gli amplificatori  che montano questa valvola  sono molto massicci , necessitano di trasformatori molto grossi e pesanti.   Ottime in configurazione monotriodo , dispongono di una potenza di 8 watt in configurazione monotriodo oppure circa 20-25 watt push - pull.   E una delle valvole che io preferisco.

 

 

Le 845 - Sono valvole meravigliose , piuttosto grandi  e sono forse quelle che si illuminano di più , forse non hanno una grana così fina come le 300B , ma ci siamo molto vicino ,  hanno una gran potenza e possono venire usate in monotriodo con una potenza di  ben 20 watt , con tutti i pregi del monotriodo e una buona potenza.  Hanno bisogno di trasformatori molto grandi e quindi  gli amplificatori  risultano veramente molto pesanti .  Attenzione però con diffusori ad altissima efficienza possono essere leggermente rumorose.

 

Triodo Ultralineare ma che roba è ???  In alcuni amplificatori a valvole troviamo un selettore che cambia il modo in cui si usano le valvole , nell'uso a triodo la valvola  produce meno potenza , ma con un suono più controllato e preciso , nell'uso ultralineare invece la potenza è quella massima dell'apparecchio , il basso risulta molto più in evidenza , ma con un controllo minore.

 

Ma le valvole si possono cambiare ?? Si è possibile cambiarle con alcuni accorgimenti , partiamo dalle valvole driver ( quelle che normalmente sono davanti più piccoline ) non hanno bisogno di particolari regolazioni , di solito hanno costi anche  contenuti e possono dare buoni miglioramenti al suono , attenzione non sempre prendendo valvole più costose si ha un aumento di prestazioni . Le valvole finali , possono essere sostituite  con modelli simili , dello stesso tipo ma con alcuni accorgimenti , la taratura del bias è una operazione molto semplice per un tecnico,  abbastanza  impegnativa per un semplice appassionato.   Di solito  per  gli appassionati  che vogliono cambiare le valvole  senza fare questa operazione io consiglio di acquistare delle valvole selezionate e simili ( dei quartetti in caso di push pull ) che possono essere montate senza grossi problemi .  Diciamo che questo è un compromesso , i puristi  non monterebbero mai delle valvole  senza la adeguata taratura del bias , ma vi assicuro che la differenza tra il suono di un apparecchio con il bias tarato bene oppure ,  male è minima.     Pero'  cambiare valvole può avere controindicazioni , sopratutto se fatto da non esperti , alcune valvole fanno lavorare l'ampli in maniera diversa assorbendo più corrente di altre ecc ecc   e questo può anche provocare  dei guasti.

 

Quanto durano le valvole ? -  E' difficile dare una durata precisa , dipende molto se la valvola lavora bene oppure male , diciamo che si ipotizza in 5.000 ore la durata di valvole di potenza finali , 10.000 ore per le valvole drivers.   Quando le valvole sono usate da parecchio tempo il suono  diventa più lento e meno aggressivo .  Va detto  che alcuni appassionati sono dell'idea  che la valvola deve aver suonato molto  per andare bene !!!!

 

Consiglio personale - lette tutte queste cose sugli ampli a valvole ed essendovi fatta  la vostra idea io azzardo un consiglio per chi è all'inizio ma non solo ( cosi mi faccio un pochino di pubblicità )  , esistono due apparecchi di produzione cinese della Ming Da  il modello MC 368  e il modello MC 368-90  che sono ampli costruiti benissimo , massicci 30 kg circa , piuttosto potenti , circa 50 watt  che possono montare svariati tipi di valvole e che hanno la regolazione per l'uso sia ultralineare che a triodo.  Questa può essere una ottima scelta , proprio per la loro versatilità  e sono prodotti che io consiglio sempre.

 

Pregi del transistor - Una dinamica veramente notevole e un grado di pilotaggio maggiore  rispetto ai valvolari , il colpo di basso lo potete percepire  come si dice in gergo " nella pancia" , il grado di controllo degli  altoparlanti e sicuramente maggiore.Il suono di solito è maggiormente definito e dettagliato , ma con  una percezione del diffusore davanti a noi , maggiore rispetto ad un valvolare , diciamo con più fatica di ascolto.

 

Classe A oppure no ?? Si fa un gran parlare di questa classe A e molte volte mi viene da sorridere quando un inesperto me ne parla come che fosse basilare e assolutamente indispensabile possedere un ampli con questa lettera davanti !!!!!  La verità e che le differenze sonore da un classe A ad un AB sono veramente poche .  In classe A la gamma alta può essere preferibile ,ma questo a volte va a discapito del controllo in gamma bassa,mentre in classe B c'è maggior controllo della gamma bassa ,ma la gamma alta può anche non essere altrettanto buona.  Dipende più dal progettista che non dalla tipologia circuitale,la scelta alla fine è soggettiva.

L'unico dato oggettivo è che un ampli in classe A scalda molto di più di un ampli classico e di conseguenza consuma molta più corrente.

In tanti casi costa molto di più a parità di potenza a volte con risultati favolosi a volte molto meno.    Insomma il mio consiglio e quello  di ascoltare  prima di decidere.


 

6. Che potenza devo avere per sentire bene ??

 

Anche in questo  caso dipende molto da come vi piace ascoltare la musica  , se non avere pretese da concerto e avete diffusori normali  può  andare benissimo un ampli da 5/10 watt a valvole oppure 30 watt a transistor , per avere una cosa che  può andare bene per tutto ( anche chi ama  alzare il volume senza voler rompere i vetri ) 30/40 watt a valvole e 70 watt a transistor sono quello che vi serve.

 

7. Veniamo a i diffusori . Quali prendo ??

 

Qui bisogna fare una considerazione importantissima : ogni ambiente ha bisogno del suo tipo di  diffusore , inserire un diffusore di piccole dimensioni in un ambiente grande , produce il risultato di un suono leggero , senza consistenza , se prendiamo lo  stesso  diffusore e lo portiamo in una stanza delle giuste dimensioni  rispetto al diffusore, praticamente  ascolteremo un altra cosa , le proporzioni basso e medio alte risulteranno corrette e tutto risulterà più omogeneo , vi assicuro che il cambiamento è notevole.

 

Altresì un diffusore con altoparlanti troppo grandi  oppure  con troppi  altoparlanti  può avere l'effetto  di saturare l'ambiente , avremo un risultato pessimo , un suono rimbombante e un basso che va a coprire le altre frequenze.    Quindi il mio  consiglio è questo , cercate di  farvi guidare  bene dal negoziante in base alle dimensioni della stanza , oppure se è possibile provatele nel vostro  ambiente.    Molte volte però  questo non è possibile , vi parlo da commerciante , dare a casa dei  clienti i diffusori in prova  è una cosa problematica , ritornano sempre con piccoli segnetti e smiccature  e la risposta è sempre la stessa " io le ho trattate benissimo  e non sono stato io " .

 

Per ovviare a questo problema un buon consiglio può essere l'usato , questo vi permette di provare il prodotto con calma nel vostro  ambiente  e nel caso che non vada bene  lo potete rivendere o ridare dentro al negoziante  con meno problemi e sopratutto con meno rimessa economica.

 

Diffusori reflex -  Sono diffusori  con un foro , chiamato reflex , che può essere posizionato in qualsiasi punto del diffusore , davanti , sotto oppure dietro , questo sistema permette di ottenere buoni bassi con misure esterne contenute .  Però dovete stare attenti a dove andrete  a posizionare i diffusori , se avete poco spazio e dovete metterli a ridosso del muro , non sono adatti i diffusori con reflex dietro , produrrebbe un certo rimbombo.    Questo vale anche per i diffusori da libreria , se dovete metterli  in una libreria , piuttosto incassati  e bene che il foro reflex sia davanti. ** Sono di facile manutenzione , la  riparazione degli altoparlanti è semplice  e non troppo costosa , esistono professionisti in grado di ricostruire le sospensioni e anche il filamento interno .   Una attenzione particolare va data agli altoparlanti con sospensione in carta , non si riescono a riparare e di solito i professionisti del settore mettono sospensioni in gomma al posto di quella in carta se rovinata  , ma che alterano leggermente le prestazioni.

 

 

Diffusori a sospensione pneumatica - In questi diffusori  non troverete nessun foro , ma come potete comprendere dal nome sono sigillati , a differenza dei reflex  di solito sono di dimensioni maggiori , il basso e meno soffiato e leggermente più trattenuto , hanno meno problemi  di posizionamento in ambiente. ** leggere paragrafo sopra.

 

Diffusore isodinamico e elettrostatico - Chiamati anche planari , i più famosi sono Quad e Martin Logan(elettrostatici)  , Magneplanar (planari isodinamici a magnete permanente).

Le elettrostatiche devono essere collegate alla rete elettrica per la polarizzazione.

I planari in genere hanno sempre bisogno di tanta corrente e quindi sono consigliati amplificatori a transistor di alta gamma .Le Quad 57 possono anche essere pilotate a valvole,è in definitiva una questione di gusti.  I planari emettono a dipolo,questo significa che suonano sia davanti che dietro , quindi la spazialità e ottima a patto che si riescano a posizionare lontano dal muro di fondo.

Sono piuttosto impegnative e soggette ad usura , quindi attenzione con l'usato , alcune si posso fare riparare con costi sempre alti , altre quando si rompono non si riesce più a ripararle.. Sono favolose per le voci , sembra che il cantante sia lì davanti a voi , ma di solito non hanno bassi molto estesi.

 

Diffusori monovia -  di solito sono diffusori a media alta efficienza , si pilotano  anche con pochi watt e sono particolarmente adatti a piccole amplificazioni valvolari.    E' abbastanza semplice trovarle nei vari mercatini come usato autocostruito  a ottimi prezzi , quindi  se volete fare una prova vi consiglio di cercare bene.  Attenti al suono , potrebbe essere leggermente nasale e senza molta estensione nei bassi.

 

8. La sorgente quale prendo ?? - Naturalmente la sorgente principale al giorno d'oggi è il CD , ne trovate di tanti prezzi e categorie e nonostante che DVD e SACD  abbiano provato a scalfire il trono del CD  ancora non ci sono riusciti.  Il DVD che ora è molto commercializzato ha il problema che usato come sorgente a due canali audio  suona  quasi sempre in maniera molto asciutta e spigolosa , SACD se suonato con macchine di alto livello da' risultati veramente ottimi , ma ha il problema che se ascoltato con lettori di fascia bassa , ha prestazioni mediocri e con un alto costo del supporto.  Fatte queste considerazioni  ci rimane sempre il classico CD , troviamo ottime macchine  usate , con alcuni anni sulle spalle  che costano poco  e vanno ancora molto bene , si può anche inziare  con prodotti da 150-200 euro  senza problemi.

 

Ma che differenza trovo tra un CD datato e gli ultimi modelli magari valvolari ?? -  Ultimamente con le nuove  conversioni sono stati fatti dei passi in avanti notevoli, il suono è sempre più analogico , ci avviciniamo al suono del vinile , che rimane un riferimento , la fatica all'ascolto è sempre minore e riescono a riprodurre fedelmente tutta la gamma sonora lasciando tanta aria tra gli strumenti e come dicevo prima con molta facilità all'ascolto.  Il discorso CD valvolare  ci lascia un ulteriore possibilità di intervento da parte nostra , possiamo sostituire le valvole e divertirci a sentire il risultato , anche aiutati dal fatto che alcuni lettori valvolari hanno due uscite , una  classica a transistor e l'altra appunto valvolare.  Unica cosa non pensiate che un valvolare suoni sempre più caldo di un transistor perchè non è sempre cosi.

 

E se volessi un giradischi ?? - Ultimamente il caro e vecchio vinile è tornato di moda e chi prima chi poi torna sempre a questo favoloso oggetto , si trovano negozi specializzati nella vendita di dischi sia usati che nuovi , anche online ( scusate qui apro una parentesi ma è doveroso , visitate questo sito http://www.lavendettadeldisconero.it/  il titolare è  una persona squisita e preparatissima e trovate circa 40.000 dischi tra cui scegliere )  oppure sul classico ebay non avrete che l'imbarazzo della scelta.  

Bisogna considerare  che  il giradischi ha una uscita  RCA particolare, detta a basso livello  e bisogna che il vostro amplificatore sia provvisto di questa entrata , di solito è  contraddistinta dalla scritta phono.   Se pero' non la trovate , non vi preoccupate , esistono apparecchi esterni , chiamati pre phono che possono ovviare a questo inconveniente , ne troviamo da tutti i prezzi , anche in vendita sul mio sito , a partire 100 euro fino ad arrivare a cifre stratosferiche. Esistono anche alcuni giradischi con il pre phono incorporato  anche con prezzi piuttosto abbordabili.  Ora finalmente passiamo al giradischi vero e proprio, anche qui non c'è che la scelta , se vogliamo incominciare a divertirci  troviamo degli oggetti , come il Project Debut  che con 245 euro ci offre un giradischi completo di puntina,  gia' montata, pronto all'uso.

 

Il giradischi  usato oppure nuovo ?? - Se siete all'inizio  il mio consiglio è di qualcosa di nuovo , con puntina nuova magari già montata , questo perchè è facile che nei giradischi usati  ci sia sempre qualcosa che non va !!!  Di solito sono modelli datati ,  magari con cinghie e  pezzi di ricambio introvabili  e sopratutto con portatestine non a norma , che li rendono quasi inutilizzabili.     Naturalmente a volte si trovano usati perfetti , a costi davvero bassi e con buonissime prestazioni ,in questo caso   mettervi nelle mani di chi ve lo vende.

 

Ma che puntina devo montare ? - Come detto sopra , molti giradischi nuovi entry level , hanno gia la sua puntina  montata e quasi sempre è una puntina denominata MM  ad alta uscita.   Scusate se complico sempre più le cose ma non si può fare diversamente , esistono due tipo di puntine , quelle ad alta uscita  denominate MM , e quelle a bassa uscita  denominate MC , diciamo che le seconde  sono più difficili da gestire ma con alte prestazioni e prezzi.    Anche in questo caso bisogna vedere se il vostro ampli accetta  questo tipo di puntine , sempre guardando dietro , se troveremo la scritta Phono MC e MM  potremo montare  la puntina che vogliamo.  Nel caso di pre phono esterni in molto casi vi e la doppia possiblità.    Concludendo  questa chiacchierata sulle puntine , il mio consiglio è di prendere una puntina MM  sopratutto se siete all'inizio e/o volete una gestione  semplificata  ed economica della cosa.

 

E se volessi usare un lettore MP3 come sorgente ?? - Partiamo dalla connessione è una cosa molto semplice , esistono cavetti appositi , che hanno da una parte il jack e dall'altra RCA , in modo da usare un qualsiasi lettore MP3 con uscita cuffia e mandarlo dentro a un qualsiasi ampli .  Veniamo al suono , in termini assoluti  un MP3 non arriverà  mai a i livelli di un lettore CD e men che meno ad un vinile , quindi se volete della qualità lasciate perdere questa sorgente , d'altro canto però con una buona compressione dei file MP3 e con la comodità di avere tanta musica a disposizione può essere molto comodo.

 

9. Accessori - Cavi e cavettini ?? - Ecco  che andiamo sul  difficile è la materia più contrastata dell'hi-fi , molti affermano che i cavi contano poco , altri che contano moltissimo,  è difficile dare un consiglio .   Diciamo che posso consigliare sicuramente  questo , come cavi per i diffusori , cercate di prendere cavi  di buona sezione , che siano cavi elettrici o hi.fi  direi che 4 mmq di sezione vanno molto bene , terminati  con connettori super favolosi oppure no in termini di prestazioni cambia ben poco e sopratutto una questione di praticità e di estetica.  Tanto per pubblicizzare un pochino la mia roba , nella sezione  materiale sciolto  trovate ottimi cavi a prezzi competitivi  oppure nella sezione cavi terminati , trovate buoni cavi già pronti all'uso  con prezzi piuttosto contenuti . Per darvi un' idea esistono ottimi cavi sciolti a metratura  dal costo di circa 6 euro il mt e terminati a 60 euro  circa.   Come cavi RCA di interconnessione , stesso discorso , tranne che per il fatto  che forse qui e meglio prenderli già terminati .    Per i cavi di alimentazione  il mio consiglio e quello di usare un cavo di buona sezione  per l'amplificatore come prima cosa , poi proseguendo  anche per le altre elettroniche .  Nel mio sito trovate un cavo schermato  di sezione 3 x 1,5 oppure il più grande 3 x 2,5  chiamato SB3  che con costi a partire da 45 euro cad. danno ottimi risultati.

 

Atri  accessori ?? - Ultimamente stanno prendendo piede delle sfere da inserire sotto le elettroniche chiamate magic dream  che danno ottimi risultati  e non costano molto , sopratutto se usate sotto il CD.    Un altro accessorio che può aiutare sono i coni , se posizionati sotto i diffusori riducono i rimbombi e si ha una immagine più stabile.   Il mio consiglio e sempre lo stesso , l'accessorio può migliorare  le prestazioni , ma prendetelo come un divertimento , lo portate a casa  e appena avete tempo lo provate , vi riascoltate tutti i vostri Cd  o vinili preferiti  e traete le vostre conclusioni divertendovi.  In questa sezione del sito  trovate tanti accessori , con foto ,recensioni e prezzi.

 

10. Ma quanto devo spendere per i vari componenti ?? -    Prima di tutto  dobbiamo decidere dove  vogliamo arrivare , se vogliamo costruire un impianto a se stante , diciamo bilanciato,  il mio consiglio e quello  di investire un 30- 35  % per l'amplificatore  un rimanente 30 - 35 % per i diffusori,  un altro 20 - 25 % per la sorgente  e il rimanente per i cavi.  Per chi vuole  invece  fare la cosa in due tempi , magari cominciando  ad ascoltare subito con qualche lacuna dell'impianto , puo' investire  quasi tutto il budget  per Amplificatore   e Diffusori  e accontentarsi di uno di quei lettori DVD  da 30 euro  che trovate nei mercatoni ,  poi successivamente  passate ad una sorgente all'altezza del resto.

 

 

Attendo  i vostri commenti , consigli e correzioni e considero questo articolo in continua evoluzione

quindi fatevi avanti   info@audiocostruzioni.com

 

 

Davide Sbisa'

 

I consigli di Paolo :

 

Gent.mo sig. Sbisà

Innanzitutto mi complimento per la evidente passione e la capacità di iniziativa nel gestire comunicazioni in mondo audio, cosa che le invidio.

Mi chiamo Paolo, sono un consumato audiofilo, ove "consumato" indica la perenne insoddisfazione che l'impianto regala dopo l'entusiamso inziale, quella che solo chi ha questa "malattia" può capire.

Escludo tassativamente che "consumato" possa essere interpretato come "esperto", convinto come sono che nel mondo del gusto (di questo parliamo) non esista chi possa dettare legge.

Ciò non toglie comunque significato ai dettagli tecnici che ci vengono incontro per migliorare l'ipmianto e il suono che questo è in grado di erogare.

La "scienza", in questo campo, è solo data dal gradimento statistico dei veterani, e personalmente escluderei l'aspetto puramente scientifico perchè innanzitutto è pieno di lacune, poi non è detto che un impianto tecnicamente perfetto suoni per forza bene mentre alcuni vecchi valvolari regalano un godimento unico.

Mi permetta infatti una considerazione: se la tecnologia avesse davvero un senso assoluto, stando alle caratteristiche tecniche gli impianti da un certo livello in su non dovrebbero suonare tutti uguali??? eppure sappiamo bene che non è così.

Dopo questa noiosa premessa mi permetto, sentendomi "invitato" alla fine dell'articolo in oggetto, due considerazioni sullo stesso.

La prima è una opinione diversa sulla distribuzione del budget: personalmente sono convinto che la metà ed oltre debba essere dedicato ai diffusori acustici, dato che questi "pesano" la metà ed oltre nella generazione del suono. In merito alle difficoltà della scelta suggerirei di pregare un amico con un po di esperienza ad accompagnarci un po in giro ad ascoltare suoni diversi: indicandogli il tipo di suono che ci piace lui potrà suggerire la tipologia di diffusore più adatta alla amplificazione idonea ai nostri gusti musicali ma specialmente all'ambiente in cui questi saranno inseriti. Sarebbe secondo me molto importante scegliere dove posizionare impianto e diffusori PRIMA di andare a cercarli.

Una seconda nota merita la sua considerazione sul confronto fra classe A e classe AB.

La classe AB, rispetto alla A, sposta il centro di amplificazione dell'onda acustica; se dal punto di vista elettronico questo non si avverte, è esperienza abbastanza comune che la scena acustica se ne avvantaggi, e per i novizi la cosa potrebbe essere poco apprezzata, ma costituirebbe comunque un principio di educazione acustica.

Spero di essere stato sopportabile,e porgo con l'augurio di proseguire su questa strada i più

cordiali saluti

Paolo Marino

 

I consigli di Michele :

 

Ciao Davide,

relativamente alla scelta dell’impianto mi premeva dire la mia.

Premetto che da circa vent’anni mi piace ascoltare bene la musica e ho avuto la possibilità di avere diversi impianti di fascia entry level e media, sempre con ampli integrato, passando e ripassando da giradischi, lettori cd, dac (sia formati flac che al denigrato mp3).

Mi sono poi avvicinato all’autocostruzione per avere qualcosa in più a costi contenuti e mi piace ascoltare musica di generi molto diversi, insomma un amante della musica con necessità di risparmio.

Premetto anche che il mio budget limitato e le necessità dell’integrazione casalinga dell’impianto non mi hanno permesso di ascoltare elettroniche sopraffine, grandi sistemi multivia, tw a tromba ed elettrostatici, dei quali non conosco praticamente nulla.

Per la scelta dell’impianto giusto partirei dal genere musicale preferito. La mia esperienza mi porta ad affermare che con budget di spesa limitati, l’impianto potrà favorire alcuni generi musicali e sarà per contro sempre carente in altri.

Rock, Rap, limitatamente Pop: musica di immediato e forte impatto emotivo, con bassi potenti più che profondi, per dare la giusta emozione ha bisogno di volumi sonori alti. Le incisioni veramente buone sono poche, anche tra quelle molto recenti, se confrontate con altri generi. Spesso sono presenti tare (che si esprimono con suoni molto alti, piatti, chitarre, voci stridule,…) che provocano disturbo nell’ascolto, se riprodotti con eccessiva precisione.

Io credo che un buon impianto sia formato da una discreta sorgente (ad esempio un buon dac permette di ascoltare molta musica a costi contenuti), e da un ampli a transistor di buona fattura, di adeguata potenza, con buona capacità di esprimere le “botte” del basso, a partire da 60 watt su 8 ohm. Casse di sensibilità contenuta, con ottima capacità di esprimere la potenza e il vigore del basso, attraverso un woofer grande, anche se per contro si avrà una imprecisione di controllo (ma che importa, è un basso rock!). Un due vie è secondo me la scelta migliore, con tweeter poco sensibile e robusto. Credo che vi siano esempi ottimi anche nell’autocostruzione.

Con una cifra contenuta è possibile ottenere ottimi risultati, difficili da superare, anche spendendo molto di più.

Jazz, musica solista strumentale, voce: il mio gusto mi porta necessariamente alla scelta di un suono caldo, preciso sul controllo dei toni, senza particolari necessità agli estremi di banda, sia alta che bassa. Le incisioni possono essere ottime (soprattutto le più recenti ) o molto datate e a volte con qualità ridotta, e si sente; ma se vogliamo ascoltare i grandi dal Jazz, da qui dobbiamo partire.

L’impianto va costruito con attenzione, con una buona sorgente (giradischi, cd, dac,….qualsiasi, ma valida). La potenza di suono sarà di fatto sempre contenuta e questo è un grande vantaggio perché e possibile concentrasi su ampli di basso wattaggio ma di grande qualità. Per il mio gusto i migliori sono gli ampli valvolari con quel loro suono caldo e coinvolgente, se e vi piace l’idea di trovarvi nel locale dove sta suonando Evans, Miles, Dizzy, Parker,… Ho però recentemente ascoltato anche un amplificazione tipo T-amp con belle sorprese (precisione ottima con assenza di coloriture).

Scegliere la cassa adatta non è facile, ma sicuramente è necessario qualcosa che valorizzi la qualità del suono e che sia in grado di esprimersi al meglio anche con potenze veramente contenute; direi che un parametro fondamentale è l’alta sensibilità dei transienti, e qui non c’è risparmio. Ottima l’autocostruzione attenta. Servono sistemi che si concentrino sulla qualità indiscussa dell’emissione media, con bassi anche deboli ma ben controllati. Io sto ottenendo risultati molto soddisfacenti con un sistema monovia a tubo ripiegato, ma ottimi anche sistemi a due vie con woofer-midrange di ottima qualità, con taglio alto per il tweeter (tipo monovia allargato in alto da supertw).

Impianti questo tipo sono a mio parere pessimi per l’ascolto del rock potente.

Se vi piace l’autocostruzione e non siete prevenuti verso le elettroniche “orientali” E’ possibile contenere ragionevolmente la spesa.

 

Musica classica orchestrale, opera: io credo che qui l’impianto debba mettere il meno possibile del proprio, evitando ogni coloritura e lasciare tutto lo spazio alla composizione, alla direzione e all’esecuzione; il coinvolgimento sta nella grandezza delle partiture, precisione dell’esecuzione, ampiezza del palco e della scena sonora. Serve la massima precisione possibile e credo che sia proprio questo il caso dove chi può spendere molto posso trovare risultati superlativi. Per noi, gente “normale” è necessario accontentarsi puntando con decisione sull’obiettivo. Sceglierei la miglior sorgente possibile accoppiata con un ampli dal suono pulito e preciso, senza coloriture (io mi trovo meglio con i transistor), con superlativa capacità di controllo dei toni e del basso in particolare, di potenza discreta ma non troppo ridotta, in relazione al carico da pilotare. Casse? Bel dilemma. Devono essere in grado di ricostruire al meglio l’ampiezza della scena sonora e al contempo controllare il tutto con grande precisione. Serve alta sensibilità e trovare il giusto compromesso tra dimensione della stanza, volume richiesto e capacità emissiva. Io non mi trovo a mio agio con piccole due vie, anche se di alta qualità. Preferisco i sistemi multivia (tre vie, anche reflex), ma buoni davvero per precisione emissiva. Molta attenzione va posta nel controllo del basso che nel pieno orchestrale deve davvero dare molto, ma con grande precisione, altrimenti tutto si perde in rimbombi e riflessi molto disturbanti (fondamentale è curare l’acustica del locale d’ascolto e il posizionamento dell’impianto). Il mio gusto mi porta a preferire sistemi a pavimento di buon litraggio, con woofer di media dimensione anche accoppiati. Molta attenzione va rivolta ai reflex e ai sub iperattivi, che possono reagire male alle frequenze molto basse (e qui ci sono davvero, più che in ogni altro genere musicale).

Per testare il peggior risultato provate ad ascoltare musica orchestrale con il tipico impianto due vie molto adatto al rock, per contro se ascoltate rock con un impianto “raggiungibile”, adatto alla classica otterrete un risultato poco coinvolgente.

Risparmiare qui è possibile solo con l’autocostruzione, realizzando passo passo, molto attentamente il proprio sistema.

Ultima considerazione, per me la scelta migliore per testare un impianto è quella di metterlo a confronto diretto con un altro, li nella vostra sala d’ascolto. Allora le differenze appaiono ben evidenti ed è molto più semplice, anche per noi approssimati ascoltatori, capirne limiti e doti e avvicinarsi con buon successo alla proprio obiettivo.

Buon ascolto a tutti

Michele Capretti

 

I consigli di Walter :

 

Gent.mo Davide,

ho letto con molto interesse questo articolo che trovo molto stimolante.

Sono un autocostruttore da molti anni e ascolto musica quasi ogni giorno.

Ho costruito di tutto e mi sono accorto che la teoria dell'impianto che deve funzionare bene con alcuni tipi di musica non è corretta, nè tantomeno che un'impianto suona bene solo con  dischi audiofili, mi trovo in totale disaccordo poi fra la differenza di ascolto fra valvole e transistor (alcune realizzazione in classe A a mono mosfet fanno impallidire qualsiasi 300b)
 

In realtà la complessità di un buon ascolto sonoro dipende del giusto equilibrio che si riesce a trovare fra i vari componenti.

A volte non occorre spendere cifre enormi bastano poche scelte ma ben azzeccate e la magia si ripropone.

Il consiglio è ascoltare con tanta pazienza.
 

Saluti.Walter
 

 

 

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