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Audiorstube e le
sue considerazioni / informazioni
1a puntata

Il primo
tipo di valvola
Caro Davide leggendo la posta
pubblicata sul sito due cose mi saltano all'occhio in maniera
evidente: primo siamo un gruppo animato da una gran passione
per l'ascolto di buona musica (e per buona musica intendo una
buona riproduzione, poi c'è chi ama l'opera e chi l'heavy-metal...),
secondo esiste una gran voglia di comprendere come e cosa
influenzi i nostri ascolti. Ora immagino che tu conosca già
tutto il detto e pure l'indicibile riguardo l'hi-fi...quelle
meravigliose fiabe sul suono dei condensatori, o quelle
splendide storie sulle resistenze, per non parlare di triller
dei cavi, i racconti noir sulle “casse” ed infine le magiche
saghe tra valvole e transistor...niente da obbiettare, anche
perchè le piu' belle storie di pura fantasia si basano in
qualche maniera sulle esperienze di vita di coloro i quali le
scrivono e riscrivono...e come tali contengono anche grandi
verità. Ma per chi muove i primi passi nell'autocostruzione,
od anche abbia solo voglia di comprendere meglio tali storie,
dicevo, credo abbia una lunga strada da percorrere...ecco
questo articoletto spero aiuti qualcuno a compire il primo
passo su questa lunga ed impervia strada.
Ora di articoli e trattati su
tutti i vari componenti (e componenti dei componenti
aggiungerei io) di una catena audio, ne sono stati scritti in
abbondanza in modo piu' o meno approfondito, in salse piu' o
meno digeribili per i vari stomaci in lettura. Molti di questi
articoli sono stati scritti da persone che sono pure molto
preparate ed hanno un bagaglio tecnico-pratico-scientifico che
io definirei pure invidiabile, tale per cui non credo proprio
al momento di poter aggiungere una virgola a quanto
eloquentemente già esposto. Qui magari si può cercare di
discriminare tra vari autorevoli autori (vedi B.Aloia,
A.Maltese, A.Bellino o il mitico Viappiani solo per citare
persone dall'approccio sostanzialmente differente ma
sicuramente valido ed autorevole-e stiamo parlando solo di
altoparlanti e diffusori-) da certi pseudo guru che espongono
la materia dei diffusori come un puzzle: due tagli ben
assestati e due marchi altisonanti ed ecco il kit....se poi
suona un pochino spento si potrebbe cambiare il wf X con
Y...et voilà ecco i bassi, per i tw se mancano gli alti
possiamo utilizzare gli Z...anche se la grana del suono e
grossa come i ciotoli del Po...tanto l'unica grana che si
ottiene, o meglio si perde, con tali articoli...è quella che
esce dai nostri portafogli. Ora il discorso, tale e quale, vi
prego di estenderlo al resto della catena audio e vi chiedo di
fare una riflessione...riflettuto? Un esempio: al Milano
HI-End di febbraio '05 mentre amabilmente cercavo di carpire
alcuni “segreti” da un noto commerciante siciliano di valvole
nos, nel bel mezzo della nostra amabile conversazione spunta
un signore distinto sulla cinquantina che voleva rivalvolare
il proprio finale di 300B.
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Essendo un finale
veramente pregiato il signore voleva rivalvolare con 300B
WE NOS perchè i suoi amici gli avevano detto che sono le
migliori. E difatti lo sono, almeno in determinate
condizioni di lavoro che non sono quelle operative
richieste da quel determinato finale: beh so che non mi
crederete ma il rivenditore si sforzava di proporgli
valvole di un'altra marca (AA.VV) universalmente
riconosciute la migliore produzione moderna ad un costo di
350€ la coppia e che sicuramente gli avrebbero dato
risultati vincenti (non a caso il costruttore stesso del
finale in oggetto monta tale marca sulla versione
Reference), mentre il nostro cinquantenne traboccante di
presunzione e saccenza ha scaricato 600€ per acquistare le
sue WE sentendosi dire dal rivenditore: “Se poi non è
contento non dica in giro che le ha comprate da me, al
massimo le rivenda come usate a 400€ o le permuti con
quelle che le avevo proposto io”. Adesso una domanda: come
possiamo pensare che il governo sospetti che l'italiano
medio è in crisi economica se in preda a certe crisi
mistiche riesce a sperperare tanti fogli da 200€ dietro a
certi...beh io di politica non ci capisco piu' di voi, ma
chi è causa del proprio male pianga se stesso...comunque
spero abbiate voglia di scoprire per il gusto di sapere,
invece che per lenire certe scottature... |
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Come ogni audiofilo anch'io
“tengo” fisime, paturnie e preconcetti...li conosco e cerco di
conviverci cercando mai giudizzi assoluti: sicuramente quando
ascolto Strauss con il mio umile valvolare avverto brividi
caldi salirmi dalla schiena perchè adoro il suono valvolare,
mentre ascoltando Fagen il ritmo, l'estensione ed il controllo
del mio altisonante stato solido sono realmente di un'altra
classe. E' sicuro che ci sono finali valvolari con prestazioni
anche superiori al mio AM, e magari tra qualche anno sarò
riuscito a realizzarlo od acquistarlo, mentre con il
transistor potrebbe essere piu' facile realizzare un tale
scopo... ma ascoltando Fagen con un valvolare sono
più a mio agio tutto qui.
Ora nelle pagine di alta fedeltà
le prime cose che saltano agli occhi di un lettore sono le
cifre: tendenzialmente potenza, risposta in frequenza,
distorsione, sensibilità, efficienza...ecc ecc. Ma conosciamo
realmente il significato di queste parole, e come mettere in
relazione il singolo dato con gli altri per comprendere la
prestazione reale di tale macchina una volta scesa dal banco
di misura e collegata con il resto della nostra catena?
Prendiamo ad esempio la distorsione e per semplificare il
discorso esaminiamo solo il suo valore: sono sicuro che molti
di noi sarebbero pronti a sacrificare 3000 o 4000€ piu' il
loro, fino ad allora, soddisfacente finale od integrato a
stato solido che fosse, per passare da machina con tasso di
distorsione di 0.01% ad una di 0.0009%. Scelta sicuramente non
deprecabile ma, queste orecchie da pipistrello che riescono ad
avvertire queste finezze, forse non sanno che sistemi di
diffusori dal nome altisonante posti a valle di tale finale
introducono tassi di distorsione prossimi al 5% e dico
prossimi a sfavore perchè altri sistemi piu' commerciabili
passano senza colpo ferire il valore di 10 o 11%, ma questo un
buon negoziante non ve lo direbbe mai, concesso e non ammesso
che lo sappia, a meno di non puntargli una pistola alla testa
e forse mentirebbe lo stesso. E forse farebbe pure bene.
Potrebbero certe verità rovinare i sonni di qualcuno o gli
impianti di qualcun'altro?
Quindi, riprendendo le fila del
discorso, vorrei fare un pochino di luce su alcuni concetti
basilari dei diversi componenti una catena audio definibile,
almeno, hi-fi. Quindi essendo convinto che i
diffusori sono i maggiori responsabili, in un impianto
omogeneo per qualità e costi, del risultato sonico
dell'impianto stesso, vorrei partire proprio da loro sperando
di riuscire a sfatare qualche mito ed al contempo essere
abbastanza chiaro nell'esposizione dei segreti di Pulcinella.
In questi anni in cui assistiamo
ad un reflusso di vecchie tecnologie come le valvole, dove
tutti sappiamo non sia semplice estrarre molti watt dai nostri
ferri, si sente sempre piu' spesso parlare di sistemi ad alta
efficienza o, meglio, di elevata sensibilità. E su questo non
ci piove, siamo credo tutti d'accordo. Se fossimo in un' aula
di scuola credo vedrei molte facce compiaciute, qualcuna
schifata per l'inutilità di certe mie affermazioni ed altre
incerte perchè la lezione non l'hanno ancora letta. Dicevo che
su certe affermazioni fatte poche righe sopra non ci piove...perchè
regna sovrana la nebbia e nella nebbia, chi vive nella pianura
padana lo sa bene, non si distinguono bene i contorni delle
cose che si cerca di osservare...ed in elettrotecnica l'efficenza
indica un rendimento, mentre la sensibilità indica una soglia
in cui si ottiene un determinato lavoro. Approfondiamo...
L'efficienza di un sistema
indica la misura in cui tale sistema converte la potenza
elettrica fornitagli da un generatore (nel nostro caso un
amplificatore ad un altoparlante o ad un diffusore) in potenza
acustica. Per potenza si definisce la quantità di lavoro
(elettrico, meccanico, acustico ecc..) compiuto nell'unità di
tempo (sec, h, gg ecc...). Vi ricordo che in acustica le cose
si complicano perchè i rapporti non sono perfettamente lineari
ma logaritmici con l'esponente delle trasformate che è circa
1,4. Cosa vuol dire? Per semplificare ricordatevi di questo
esempio: la distanza di riferimento nelle rilevazioni per gli
altoparlanti è di 1mt, a tale distanza 1W acustico corrisponde
ad una pressione acustica di circa 113dB SPL dove 3dB hanno un
rapporto di 2 mentre 10dB comportano un rapporto pari a 10.
Vuol dire che di questi 113db ad 1W, 110dB sono 0,5W e 103dB
sono solo 0,1W. Difatti un buon woofer con 93dB/W/mt avrà un'
efficienza (rendimento) del 1%.
Mentre per la sensibilità la
soglia presa a riferimento è un valore di tensione (e non una
potenza) applicata alla bobina di un altoparlante che genererà
una certa pressione sonora: il valore di tensione di
riferimento è 2.83V RMS (V picco-picco diviso 1.4142... ovvero
radice quadrata di 2...=V RMS). Perchè questo valore di
tensione e non un altro? Semplifichiamo per un momento il
discorso e concentriamoci solo sul valore resistivo di una
bobina in continua dimenticandoci che il segnale musicale è
sinusoidale e che la bobina con un siffatto segnale sviluppa
anche le sue caratteristiche induttive (dette reattive ovvero
XL) ecc... ci torneremo poi. Ora la potenza
dissipata da un componente passivo ideale ( e lo sottolineo
ideale) è uguale ad W=V2\R. Ora la R dichiarata dai
costruttori nei sistemi casalinghi nella maggior parte dei
casi è di 8ohm quindi sostituiamo i valori ed otteniamo V2(
ovvero 2,83X2,83)\8=1W.
Fin qui tutto fila liscio. E se
misuriamo un Woofer uso car? In questo caso l'impedenza (R+XL)
è uguale a 4ohm, continuando a semplificare e facendo per ora
conto che 4ohm corrispondano solo ad R, a parità di tensione
erogata dall'amplificatore la potenza applicata, o meglio
dissipata dalla bobina mobile, è doppia.
Facciamo attenzione al grafico
della misura d'impedenza di un qualsiasi woofer:

Come si vede il valore
dell'impedenza varia a seconda della frequenza e tali
variazioni sono caratteristiche per ogni woofer, anche
riferendosi a produzioni di altissima qualità vi sono
variazioni nella curva caratteristica di ogni lotto di circa +
o - il 5%. Ricordo che il grafico riporta il modulo
dell'impedenza, e che noi per semplicità poniamo uguale ad R.
Questo ci dice che il dato
dichiarato dalla sensibilità in realtà non ci permette di
avere direttamente il dato dell'efficenza: dovremmo in realtà
conoscere il valore del modulo R e dell'argomento XL
ad ogni frequenza, quindi la potenza attiva e reattiva
dissipata dal woofer ad ogni frequenza, quindi potremo
determinare il rendimento o efficienza di questo woofer. Per
chi vuole approfondire questo argomento di calcolo basta una
mail e sarà soddisfatto.
Questa la teoria, ma in pratica
cosa sente l'orecchio umano?
Un esempio pratico e tagliamo la
testa al toro: abbiamo tre altoparlanti con impedenze
dichiarate di 4, 8 e 16 ohm e per tutti e tre viene dichiarata
una sensibilità di 90dB. Come prima simuliamo un comportamento
dei tre puramente resistivo: come sappiamo la sensibilità è
dichiarata a 2,83V a cui corrisponde una potenza dissipata di
2W per il primo, 1W per il secondo e 0,5W per il terzo. Se
facessimo dissipare ad ogni altoparlante dell'esempio 1W
otterremmo una emissione sonora di circa 87dB dal primo, 90dB
per il secondo e 93dB per l'ultimo. In soldoni significa che
un amplificatore da 1W ottiene 93dB con l'altoparlante da
16ohm, mentre quello da 4ohm vuole almeno 4W per ottenere i
nostri 93dB: con un aplificatore da 50W a stato solido cosa
succede? Bene, attacchiamo l'altoparlante da 16ohm e ruotiamo
la manopola del volume a circa ore 10: il mio amplificatore
stà erogando 10W ed io mi ascolto beato circa 100dB di
emissione sonora. Ora stacco quello da 16ohm ed attacco quello
da 4ohm, il volume come prima, ed ascolto ancora i miei 100dB,
ma non piu' tanto beatamente in quanto ora l'amplificatore
eroga la bellezza di 40W.
Di convesso: ascolto due
diffusori con diversa efficienza che suonano ad ugual volume,
eppure uno si aspetterebbe che un'efficenza maggiore produca
un volume di ascolto piu' alto a parita di manetta del volume.
Ma ciò in questo caso non avviene perchè la cassa piu'
efficiente ha un' impedenza maggiore e
quindi..........sensibilità simile.
Così abbiamo visto come il dato
della sensibilità possa far sembrare piu' efficiente una cassa
da quattro ohm: ma lo scherzo funziona solo con finali a stato
solido che hanno una resistenza interna bassissima e fanno
sembrare un sistema a 4ohm piu' performante di uno di 16ohm,
ma solo apparentemente. Con i finali valvolari vedremo tutto
un altro comportamento. Sui perchè e come
ciò avvenga lo vedremo poi.
Per ora mi fermerei qui,
rimandandovi il seguito al piu' presto. Per chi volesse dei
chiarimenti o volesse due nozioni matematiche in piu' può
contattarmi al seguente indirizzo e-mail
mailto:audiorstube@tiscali.it.
Un links interessante
http://it.wikipedia.org/wiki/Valvola_termoionica
Viene ben spiegata la valvola
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