Editoriali

 

 

 

 Di cosa si tratta

Editoriale


L'importanza di iscrivervi alla newsletter

Scritto  da

Cristiano

 Caratteristiche

Tanta informazione gratuita

 


AUDIOCOSTRUZIONI

“e-DITORIALE” del MESE

di Cristiano


Sono ormai trascorsi almeno 45 anni da quando il rock è esploso nel mondo in tutta la sua veemenza, dai suoi primordiali vagiti hard alle più disparate contaminazioni psichedeliche e progressive, sino a lambire il lato più elettrico del jazz e della sperimentazione.

A distanza di decenni, il rock non è per nulla defunto, ma pare contaminare continuamente i nostri sensi, metaforicamente in continua mutazione genetica al pari del virus HIV.

Anche il 2012 ha musicalmente riservato non poche sorprese ed elargito notevoli spunti artistici: fra questi vorrei segnalare il ritorno di una giovane cantautrice di grande talento, la statunitense Marissa Nadler.

Nel suo ultimo disco “The Sister”, la trentenne di Washington DC si spoglia di alcuni arrangiamenti sin troppo atrofizzati e di certe divagazioni sperimentali degli ultimi due dischi, per tornare agli albori della sua carriera. Arpeggi classici e un particolare fingerstyle chitarristico, una voce intensa eppure lunare e ancestrale, per via di alcune linee melodiche sovente malinconiche che rimandano alla cultura celtico-gaelica, si concretizzano in brani pur sempre scarni eppure capaci di plagiare l’ascolto. Un paragone al maschile potrebbe essere sostenuto dai Kings of Convenience, che personalmente comunque preferisco per la loro capacità di suggellare semplici eppure memorabili quadretti acustici.

E’ ciò che infine forse ancora manca a Marissa: un’aria, un motivo, una linea melodica capace di stamparsi indelebilmente nel cervello. Si tratta in ogni caso di un disco molto bello, ove almeno i primi cinque degli otto brani che compongono la scaletta di “The Sister” denotano un elevato livello compositivo, di sicuro coinvolgimento.

 

 

 

 

Sul piano diametralmente opposto della galassia rock, invito all’ascolto di “Quarter Turns Over A Living Line” (etichetta Blackest Ever Black), esordio del duo londinese Joe Andrews e Tom Halstead, aka Raime, dopo tre EP apripista: post-industrial, rumore, muri di suono intrisi di elettronica, con le tre tracce iniziali a disegnare un’atmosfera tetra, a tratti spettrale. La sensazione più immediata è di una colonna sonora degna di una futuribile ambientazione post-bellica nucleare, eppure mai ripetitiva né noiosa: piuttosto, inquietante.

Un disco certamente non facile, ma il cui ascolto potrebbe nel tempo insinuarsi nei meandri del cervello come un morbo incurabile.

Nel mezzo, un cavo di potenza poliedrico: cosa c’entra? Beh, il Van den Hul CS122 è un cavo adatto per entrambi i generi musicali, e non solo. L’ho ascoltato, riascoltato, confrontato, e mi sono fatto un’idea: è un cavo di medio prezzo, eppure di alto livello. Esisteranno sicuramente prodotti migliori e più esclusivi, eppure il CS122 svolge egregiamente il suo lavoro anche quando connesso fra finali di potenza e diffusori di alto lignaggio. Il suo timbro è tendenzialmente neutro, con un pizzico di calore sul medio-basso, un’ottima estensione e pulizia sugli acuti, un estremo basso presente e ben modulato. In definitiva, si tratta di un prodotto non eccezionale eppure validissimo, in simbiosi col valore dei due dischi suggeriti poc’anzi.

Non sarà il capolavoro professionale del suo ideatore e progettista, ma potrebbe comunque costituire una scelta definitiva anche a lungo termine, in particolare se inserito in una catena di medio o medio-alto livello economico. E’ vero, non costa infine così poco al metro sciolto, ma si potrebbe comunque considerare un campione nel rapporto qualità/prezzo, addirittura forse il migliore della pur vasta e variegata produzione del marchio olandese.

 

 

I due conduttori, costituiti da ben 147 fili di diametro 0,16 mm ciascuno e ricoperti da un rivestimento in argento puro, piuttosto spesso (per una sezione complessiva pari a 2,96 mm ², 12,5 AWG), scorrono parallelamente distanziati da una guaina piatta in HULLIFLEX ® 3, un materiale isolante molto flessibile e contraddistinto da eccellenti caratteristiche meccaniche.

I due conduttori sono ricoperti da uno strato di carbonio conduttivo a struttura lineare (Linear Structured Carbon ®), ideato per migliorare le prestazioni soniche e per contenere il campo magnetico irradiato, ritrasformandolo (a detta del Costruttore) nuovamente nel segnale audio.

Caratteristiche salienti del VdH CS122: resistenza per 100 metri lineari pari a 0.58 Ohm; capacità tra i due cavi: 32 pF / metro lineare.

Continuiamo a parlare di cavi: da qualche tempo ormai fra gli audiofili nazionali si parla della linea di cavi B.C.D. ideati da Claudio Bertini, chief designer di Audio Analogue (BCD = Bertini Chief Designer?).

La produzione si è focalizzata sia sui cavi di alimentazione, forniti di serie con le elettroniche Audio Analogue più esclusive, sia su quelli di segnale e di potenza, per i quali il costruttore ha diversificato in tre linee contraddistinte dai colori verde, viola e blu, i livelli qualitativi di base, intermedio e hi-end.

Leitmotiv della serie è l’adozione di reofori solid-core e il loro peculiare e attento percorso all’interno delle guaine d’isolamento.

Nel mio attuale sistema stereofonico sono impiegati i modelli di segnale L.G.D. (Low Group Delay) e di potenza P.I.C.P.O. (Power Interconnect Cos Phi Optimized), entrambi con guaina esterna di un bel colore blu elettrico ed entrambi rappresentanti la summa tecnologica B.C.D.

 

 

Trattasi di prodotti d’alta classe costruttiva e sonica: quelli di segnale presentano al loro interno tre conduttori in rame OFC solid-core, adatti anche per la realizzazione di collegamenti bilanciati, separati da tre strati di polimeri isolanti (PVC e polipropilene) e da un’anima centrale isolante di PVC, nonché protetti da doppia schermatura in rame stagnato e in alluminio.

I P.I.C.P.O. appaiono ancor più particolari, con la disposizione di ben 14 conduttori a corona circolare alternati fra polo positivo e negativo, supportati all’interno da uno spesso tubo di morbido PVC al cui centro scorre un’anima nuovamente in materiale polimerico isolante.

La flessibilità complessiva non è particolarmente elevata, ma più che sufficiente per un cablaggio privo di difficoltà di connessione fra amplificatori e diffusori.

La sensazione di trasparenza, pulizia, ricchezza armonica, estensione di frequenza, appare facilmente percepibile, ma arriva realmente a esaltarsi con l’uso combinato dei due cavi. Ecco allora che divengono impressionanti la pulizia e l’articolazione delle frequenze più gravi, ben estese e finanche presenti, solide, senza mai diventare eccessive o incontrollate.

La scena acustica, peraltro punto di forza delle mie Audio Physic e dei monofonici Albarry M408-II, è molto dilatata lungo tutti e tre gli assi dimensionali, quasi “imperiale” (aggettivo certamente fuori luogo in siffatto contesto, ma che ritengo efficace per l’immaginario del lettore) e del tutto analoga (per fornire un esempio mnemonico) alle tipiche performances delle elettroniche Nagra o Audio Research di maggior prestigio.

I cavi B.C.D. possono essere inseriti anche in sistemi audio di alto pregio economico, costituendo infine una validissima alternativa tutta nazionale ai soliti mostri sacri del settore (MIT, Van den Hul, ecc.); con un minimo di sconto, possono essere vantaggiosamente acquistati anche dall’appassionato a reddito fisso, pur sempre con qualche sacrificio. Certo, di questi tempi, non ci sono poi molti margini per trastullarsi con dei cavi elettrici, quando spesso è a repentaglio persino il posto di lavoro, dunque la capacità di mantenere e creare benessere economico e sociale. Ma ciò che più induce rabbia e risentimento nel comune cittadino è la diffusa sensazione che le attuali forze politiche sembrano non rendersene affatto conto, anteponendo col massimo interesse questioni “formali” del diritto pubblico alle reali esigenze del Bel Paese.

E’ un vero rammarico, discutendo proprio poco tempo fa con un gruppo di giovani industriali friulani, recepire la grande difficoltà con la quale oggi essi affrontano il mercato: eccessiva e arzigogolata burocrazia, pressione fiscale, disincentivazione allo sviluppo e agli investimenti, sino all’emigrazione di intere attività produttive verso le vicine regioni extranazionali (Slovenia, Carinzia, Croazia). Al contempo, è davvero apprezzabile la grande volontà di questi giovani non solo di “portare avanti la baracca”, ma anche di poter creare nuovo lavoro attraverso un’affermazione maggiore sul mercato interno (indipendentemente dall’attività) e su quello europeo/internazionale, anche contrastando la fortissima concorrenza dei Paesi emergenti che, a differenza dell’Italia e dell’Europa, ancora “non pagano” un codice etico ancor prima che un civile contratto collettivo del lavoro, l’impegno ambientale, l’igiene, la salute e la sicurezza del lavoro, ma anche l’ingessata burocrazia ed amministrazione, stavolta tipicamente nazionale.

Da semplice audiofilo quale io sono, seppure ormai piuttosto navigato, sono orgoglioso quando un marchio completamente italiano, che produce e/o trasforma pressoché interamente in Italia con manodopera nazionale o comunque di cittadinanza italiana, riesce a emergere e ad imporsi in questo settore ormai divenuto elitario nella galassia dell’elettronica di consumo. Mi rammarico invece quando qualche altro blasonatissimo brand ha cominciato a costruire le sue linee più economiche in Estremo Oriente, ma ogni società è libera di credere nelle proprie strategie.

Fra i miei gioielli audio, da sempre svariati modelli, sventolano il tricolore; i cavi B.C.D. ”serie blu” di segnale e di potenza andranno sicuramente ad aumentare la percentuale dei manufatti italiani nella mia collezione.

P.S.: fra i migliori dischi del 2012, assolutamente da non perdere è il live “Berlin” dei Walkabouts, sintesi assolutamente emozionante del concerto tenuto al C-Club di Berlino sabato 14 luglio 2012, durante il loro tour europeo.

E’ il primo live ufficiale dei Walkabouts, rimane un’opera di grandissimo spessore artistico, a mio modesto parere il miglior live in ambito pop & rock del 2012.

I Walkabouts continuano a stupire…

Cristiano N.– maggio 2013

(free reviewer per contatti: http://www.audiocostruzioni.com/p_u/amici/cristiano-mn/cristiano-mn.htm)

 

 

 


Hit Counter

Home