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EDITORIALE

“e-DITORIALE” del MESE

 

EDITORIALE OTTOBRE 2019 L’usato esoso Correva l’ottobre di 9 anni fa, quando venne presentato presso l’Università IULM di Milano, il Rapporto 2010 Economia della Musica in Italia, realizzato da Fondazione Università IULM e coordinato dal professor Luca Barbarito, docente presso il medesimo ateneo. Tale Rapporto, che fu promosso da Dismamusica (Associazione distribuzione industria strumenti musicali e artigianato), FEM (Federazione Editori Musicali), SCF Consorzio Fonografici e SIAE, mise in luce un fatturato complessivo dell’intero settore musicale italiano nel 2009, pari a 3,7 miliardi di euro, peraltro in calo di un -9% rispetto al 2008.

 

La flessione fu comunque determinata dal pesante calo del comparto dell’elettronica di consumo audio, che in un solo anno aveva registrato un -25%. Se consideriamo che nell’ambito dell’elettronica di consumo, il settore audio no-compromise rappresenta soltanto una piccola fetta del suo intero fatturato e che nel corso dell’ultimo decennio tale mercato non abbia di certo recuperato grandi posizioni, possiamo ragionevolmente comprendere quanto sia elitario il nostro hobby. Se correliamo poi tale volume alla vendita del solo nuovo o ex-demo e potessimo contare quanti audiofili economicamente attivi sopravvivano ancora fra gli italici confini, potremmo trarre almeno due possibili considerazioni:

 

L’acquisto del nuovo è ad appannaggio di una sola frazione di appassionati ed il prezzo medio d’acquisto è sensibilmente rilevante; Se il numero complessivo di audiofili è in assoluto comunque sparuto ma, tutto sommato, ancora relativamente buono (possiamo pensare a svariate migliaia di appassionati) allora l’interesse è spostato necessariamente sull’usato. Da anni seguo con cadenza quasi quotidiana sia i listini dei principali brand hi-end, sia soprattutto il variegato mondo dell’usato fra privati e in offerta da esercizi commerciali.

 

Ritengo che la speculazione fra privati, soprattutto in tempi recenti, abbia raggiunto livelli di indecenza, tanto da rendere assolutamente competitivo l’analogo usato commerciale. E’ vero: nessuno vuol essere fatto fesso, ognuno è libero di contrattare e di aver sufficiente barlume per abbandonare proposte esose e, forse, persino speculative. Qualche esempio? Preamplificatore Audio Research LS2B, prodotto a cavallo fra gli ’80 e ’90: cinque o sei anni fa lo si poteva trovare fra privati in offerta iniziale, mediamente a 1.100 euro.

 

Oggi il prezzo di partenza è arrivato in più di un’occasione a 1.350 euro. Sarà anche un Audio Research, ma con tutti i progetti usciti a posteriori e con un’età anagrafica tale da renderlo già un vintage, probabilmente un prezzo adeguato (e comunque ancora molto alto) potrebbe essere di 700-900 euro. I miei Albarry M408: comprati presso un negozio in Inghilterra a 500 euro, proposti 5-6 anni fa in Italia a 1.100-1.200 euro, oggi il prezzo di partenza arriva anche a 1300-1350 euro. OK, suonano bene, sono piuttosto rari, sono pure bellini, ma sono esageratamente e stupidamente sopravvalutati (economicamente parlando).

 

 Sonus Faber Concertino: l’usato di oggi è più alto del nuovo di 25 anni fa! Eppure si vendono…. Potrei continuare con le assurdità di valvole proposte a 1000 (mille) euro cadauna, usato al 30% in meno rispetto al listino iniziale, sfanculando lo street-price e l’IVA al 20-22% che nessun idiota pagherebbe la seconda volta.

 

Esistono fortunatamente venditori privati “onesti”, ma su 1000 annunci, ne possiamo contare un paio di dozzine. Si potrebbe obiettare che l’hi-end costituisca anche una forma di collezionismo; la considerazione potrebbe essere condivisibile ma, permettetemi, personalmente preferirei pensare al collezionismo anche quale forma di investimento economico, così come accade nella filatelia, nella numismatica, nel mondo degli orologi esclusivi, ecc. Non perdiamo di vista lo scopo della nostra passione:

 

l’ascolto della musica nel miglior modo possibile, in cui la ricostruzione virtuale dell’evento musicale possa avvicinarsi il più possibile alla realtà; o, più semplicemente, un ludico appagamento sensoriale.

 

L’audiofilo però si crogiola talvolta più con la vista che con l’udito, osservando compiaciuto la sua coppia di catafalchi in legno ed il finale di potenza, una corazzata d’artiglieria pesante che consuma quanto una centrale elettrica e scalda come una stufa. Magari, non si rende conto di essere un poco deriso di nascosto dal figlio che pure ascolta dignitosamente musica attraverso un buon lettore mp3 e delle cuffie di buona qualità (frutto oltremodo di un nostro investimento “traviante”) e che considera il nostro amatissimo stereo come un mucchio di inutile ed incomprensibile ferraglia….

 

Se usato deve essere, almeno che possa avere un minimo di garanzia di funzionamento, aspetto che forse può fornire solo un rivenditore serio. Purtroppo l’esperienza di molti audiofili ha contemplato anche il cattivo affare: un investimento costato magari caro, per poi rivelarsi con qualche deficit di funzionamento o, peggio, manipolato o modificato al suo interno, anche in maniera poco professionale. Forse il mondo hi-end è alla deriva, privo di regole e di riferimenti (basti invece osservare quanto sia strutturato l’usato dell’automotive), col mercato del nuovo accessibile spesso a pochi, pochissimi, fortunati e tanto, tanto, usato altrettanto pompato.

 

Non sorprendiamoci di qualche downgrade e disinnamoramento, magari a favore di altri bellissimi hobbies. Quando parlo di alta fedeltà con altri appassionati, in ambienti diversi dal nostro mondo (es. sul lavoro, al bar, etc.) ho la sensazione che il normal-people arrivi amichevolmente a compatirci, ignorando quale strana deviazione mentale ci abbia contagiato.

 

Forse, questi colleghi ed amici accetterebbero maggiormente una comunque strampalata passione per le piante d’arredo o i lepidotteri, loro che praticano sport estremi, macinano centinaia di km in mountain-bike, sono allenatori di calcio e perdono la vista imparando a memoria tutto ciò che funzioni a benzina, a due e quattro ruote. Forse anche la nostra dolce metà…. Ottimi ascolti.

 

Cristiano Nevi – ottobre 2019 ( per contatti: "http://www.audiocostruzioni.com/p_u/amici/cristiano-mn/cristiano-mn.htm"

 

 

 
 

 


 

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