ECCO UNA NUOVA E SPERO  INTERESSANTE  SEZIONE  - DOMANDE E RISPOSTE HI-FI - 

Le risposte di Giuseppe

Pag. 7

Domanda di  Marco:

 

Ciao Giuseppe   Cercherò di essere il più breve possibile.  Desidero migliorare il mio impianto scavalcando lo  status di commerciale che adesso ha.  Non menziono le sigle degli apparati perchè  semplicemente non le ricordo e perché in definitiva   la domanda è un'altra.   Iniziai con un ampli e cd sony ed una coppia di   epicure usate(modello sconosciuto) avendo così il   mio primo impianto.   In seguito, viste le differenze di opinione con la   mia famiglia sul corretto uso della manopola del  volume mi sono fatto prendere dal vortice dell'hifi  car.
 

In pratica ai tempi la vettura si classificò terza   nei capionati italiani. In quel periodo   l'installatore mi fece acquistare un proton usato   che accoppiato alle fostx 103 sigma (progetto uguale   a quello di Mauro) mi aprì una nuova dimensione   all'ascolto della musica jazz nelle mura domestiche.  Cambiata auto smontato impianto, la famiglia a   carico mal si concilia con certe spese, per non  parlare di carrozzine e passeggini da far entrare  nel portabagagli già pieno di suo.   Non intendevo più pensarci sopra e passare al   miglioramento dell'accoppiata proton fostex con   l'aggiunta di una coppia di casse ricavata dai 4   woofer 2 mid e 2 tw dynaudio montati in macchina e   di un lettore cd più potabile (molto intrigante  l'Esound E5 signature).

 

Adesso con l'articolo sulla  multiaplificazione di Riccardo torna il tarlo.  Posseggo un 4 canali Adcom classe A ed un 8 canali   Ads, un symmetry della rockford che serviva da pre,   equalizzatore e cross-over elettronico e come   sorgente 7939R alpine.  A parte qualche problema sulla reperibilità di circa  80A a 12Vcc la cosa potrebbe funzionare.  ...la cosa potrebbe funzionare?   Il costo sarebbe quasi nullo (giusto 2 batterie da   camion) e la resa ritengo buona.   Il consiglio che ti chiedo è: battere questa strada  ottenendo un impianto domestico sicuramente atipico  (okkio al risparmio) o battere la strada canonica e   molto lentamente risparmiare per migliorare ciò che   già posseggo come home.

 Un cordiale saluto  Marco

 

Risponde Giuseppe:

 

Ciao Marco,  Grazie per la tua domanda e per la descrizione dettagliata dei prodotti.  Non è la prima voltache mi viene chiesto se   "riciclando" prodotti car adibendoli ad home si   possono ottenere buoni risultati.   Uno dei problemi che assilla l'audiofilo è relativo   all'alimentazione ed al filtraggio della componente   residua alternata.  Con l'alimentazione a batterie scavalchi a piè pari  questo problema, diciamo pure che non si potrebbe   desiderare di meglio per il prorpio impianto home.   Purtroppo alcuni prodotti car in tuo possesso,  soprattutto i finali Proton, adottano un'alimentazione   switch per innalzare la tensione della batteria da 12   a XXX Volt.
 

Come sai questo tipo di alimentazione "switch"  introduce residui di armoniche ad alte frequenze che   non piacciono per niente  al nostro segnale audio.   E poi con due batterie per camion, vista la sete di corrente, saresti vincolato ad usare un  caricabatterie, dovresti cmq monitorare di continuo  che la tensione non scenda sotto i 12 Volt altrimenti  qualche apparecchio pur continuando a funzionare lo

farebbe sicuramente male....   Non sò, la cosa non mi convince.  Forse è meglio vendere tutto e concentrarsi su prodotti studiati per l'home.   Saluti Giuseppe

 

 

Domanda di  Marco:

Carissimo Giuseppe   Sono impressionato dalla velocità con la quale mi   hai risposto e dalla cortesia dimostrata.   Premetto che non voglio innescare una querelle tra   home e car, tantomeno appartengo alla categoria de:   "il mio è meglio di quello degli altri" né voglio   rubare il tuo tempo approfittando della tua   cortesia. Mi piace però un sano confronto e scambio   di opinioni (semprechè tu o chiunque possa o voglia   leggerci sia disposto ad andare avanti).   Tu obbietti che l'alimentazione switch crei dei  problemi, problemi che avrei dovuto avere in  macchina e che invece non c'erano.
 

Riguardo all'alimentazione, l'impianto suonava anche a motore spento (una batteria optima garantiva una   discreta autonomia) e ritengo che non una ma 2  batterie dovrebbero assolvere al bisogno. Il calo di  tensione potrebbe essere monitorato da un  comparatore di soglia fatto con un modesto mA741 e   dare spazio alla fantasia per staccare il carico con   un preavviso di qualche minuto; la cosa è fattibile   perché gli ampli car usano un filo di consenso per   accendersi e quindi basta intervenire su quello,   anche a carico attivo, senza nessun problema (non   tutti abbassano il volume prima di spegnere   l'impianto, almeno il progettista prevede anche  questo...).   Un'ultima domanda, forse conosci mia moglie? Anche  lei non fa altro che dirmi di vendere tutto...
 Salutoni Marco

 

Risponde Giuseppe:

Ciao Marco,  Sono con te, nessuna querela o nulla del genere ma   solo un sano scambio di opinioni tra persone che per   il solo fatto di confrontarsi con domande e risposte   sono da ammirare, in quanto si mettono in discussione.   Vedi, devo precisare, in merito ai disturbi generati  dalle alimentazioni switching, che non si tratta di  obbiezioni ma di dati misurabili e quindi   dimostrabili.  Visto il seguito della tua mail,nella quale descrivi   il monitoraggio con un comparatore, immagino che   mastichi di elettronica.   Dunque sai che uno switching per funzionare utilizza  un PWM che può funzionare da 50 Khz fino a qualche Mhz  (in realtà esistono dei PWM che funzionano a frequenze   subsoniche, ma vengono usati negli   elettromedicali)inevitabilmente sulla tensione di   uscita avrai un ripple, ma non si tratta di un ripple   "tradizionale" dove la capacità dell'alimentatore si   carica e scarica a  100Hz e basta.   Ma stiamo parlando di un ripple che viene fuori da un  dispositivo che oscilla a frequenze molto più alte, e   che quindi genera tutta una serie di armoniche.


Se provi ad utilizzare un alimentatore switching per amplificare un segnale microfonico o peggio un  amplificatore per cuffie, ascolterai musica come la si  ascolta da un comune PC, non mi dire che ti accontenti  della qualità audio che ti offre un PC.....   E pensa che nel PC l'alimentazione è uno switching   curatissimo e molto performante.....  Si potrebbe in teoria ovviare a questi segnali spuri  che sporcano il segnale audio, si potrebbe realizzare   un pozzo di corrente con dispositivi mosfet.... Ti assicuro (per esperienza professionale) che almeno  sui Proton l'alimentazione switching non è definibile  con prestazioni da Hi-End.  In più in macchina non è sicuramente possibile   apprezzare la ricchezza di dettagli musicali che si  possono godere a casa,  una scena acustica in 2mq ??  E a volumi sostenuti in volumi d'ascolto ridotti non   credo che si possa apprezzare la Musica.  Mi piace il modo con cui vuoi monitorare la tensione   delle tue batterie, e due batterie ti consentirebbero   di avere una consistente riserva di energia.   Non conosco tua moglie, ma se già due persone ti hanno  consigliato di vendere tutto, non credi che forse  valga la pena di vagliare a fondo la tua scelta ?  Spero di averti stuzzicato.....;-> e quindi aspetto una contro/contro risposta.   Ti saluto affettuosamente. Giuseppe

 

-----------------------------------------------------------------------

 

Domanda di  Giuseppe:

Ciao Giuseppe, mi chiamo Giuseppe Leone e sono della   provincia di caserta.  Seguo da tempo il sito autocostruzioni di davide  sbisa in quanto appassionato di hi fi (di basso  livello)  Vorrei approfittare delle tue conoscenze per avere  un tuo parere.(preferirei definirlo aiuto) in merito all'acquisto di componentistiche per il mio nuovo   impianto.   Per qunto riguarda la componentistica del mio   impianto momentaneamente è composta da lettore   harman/kardon hk 750 ed amplificatore kh 670 i  diffusori sono infinity alpha 30.Vorrei passare a :

lettore pioneer dv 585 modificato lab-tek B
amplificatore hk 670 dac north star al momento non  ricordo al sigla)

diffusori sonus faber concertino  home.

 

Proprio sui diffusori sono in apprensione e ti   spiego il perché.Un mio conoscente ha fatto delle  modifiche alle alpha 30 e le ho sentite nel suo   impianto (di valore+/- simile al mio) ed   effettivamente il suono mi sembra piu dettagliato ma   siccome non le ho provate con il mio impianto non so   se questa differenza è dovuta alla differente   componentistica della catena audiofila.Mi ha detto   che ha effettuato delle modifiche sostituendo il  crossower e ricablando i cavi.   Nelle note delle tua presentazione specificavi che  conosci il marchio infinity, secondo te credi che   effettuando tale modifica è possibile un salto di   qualità per quanto concerne i diffusori?   Scusami se mi sono dilungato se approfitto della tua   disponibilità.   Saluti.   Peppino

 

Risponde Giuseppe:

 

Ciao Giuseppe,  Grazie per la tua domanda  Premesso che il marchio infinity, come qualsiasi altro   brand tra l'altro, deve cercare di ottenere il massimo   ricavo con la minima spesa, e questo potrebbe in   alcuni casi a preferire componentistica "commerciale"   a quella ""esoterica""; non credo che però si possa   sbagliare nel proggettare un cross over.   Mi spiego meglio, immagina un'ingegnere che si trova a   dover convincere alcuni altoparlanti ad entrare in un   cabinet e ancora a convincersi di dover lavorare entro   un certo range di frequenze.....in un certo modo, e a   dover cercare di "tirare la cinghia" per non salire   troppo con i costi della tua relaizzazione e allo   stesso tempo ottenere il massimo dai trasduttori in   tuo possesso.....
 

Avresti due strade percorribili:   la prima sarebbe quella di realizzare un cross over   che funzioni egregiamente quindi elettronicamente  ottimizzato per quei trasduttori, ma..... ma dovendo  contenere il costo non ci metti il condensatore X in   carta e olio e le resistenze con  reofori d'oro ec...   ma componenti "mortali"   La seconda sarebbe quella di proggettare un cross over   che lavori così così, con qualche componente in meno  ma quelli che ci sono, sono costosissimi.   Otterresti due cross over uno bello da guardare  l'altro bello da sentire.   Siccome il nostro cross over si trova nella cassa, non   frega a nessuno se è bello da guardare, ma che tiri   fuori dalla cassa il massimo , questo frega   all'ingegnere, al marketing e quindi all'infinity,   infine a te.


In sisntesi se il tuo amico si è limitato a sostituire  i componenti ORIGINALI con altri più PREGIATI ma   elettricamente con lo stesso VALORE....allora è   possibile che il diffusore suoni un pò meglio, giusto   un pò.  Ma se si è inventato il cross over da capo, senza   conoscere i parametri elettrici e fisici degli  altoparlanti, e dice che il suono è  migliorato.....vuol dire che non ha una catena  d'ascolto ma una catena vera e propria  , o magari ha un'ambiente d'ascolto così mal messo che   è stato costretto (faccio solo ipotesi) a tagliare più   in alto o più in basso i suoi diffusori.    La cosa importante che scrivi è che non avendole  sentite nel tuo ambiente d'ascolto con la tua catena   hi-fi, non puoi esprimere un giudizio.  Non sarebbe possibile mettere a confronto le due   coppie di diffusori mettendole sulla stessa catena ?  Mi raccomando segnati le matricole delle tue....così  non rischi nella confusione di portarti a casa le   sue...
Saluti Giuseppe   PS fatti dire che modifiche ha fatto sul cross over.

 

-----------------------------------------------------------------------

 

Domanda di Silvio:

 

Ciao Giuseppe,  sono Silvio da Taranto, un frequentatore del sito   Audiocostruzioni e di tutto quello che riguardal'audio riprodotto in un "certo modo" cioè quelloche si definisce hi-fi o se si hanno euro da   spendere hi-end. Come frequentatore del sito non hopotuto fare a meno di leggere la tua rubrica e mi farebbe davvero piacere sapere un tuo parere su una mia scelta futura in fatto di audio. Posseggo un giradischi acquistato da circa sei mesi, un ThorensTD295mk4. A mio modo di vedere la pecca dello stessoè il braccio che monta (TP42) non al livello del resto. Non ti nascondo che varie volte sono stato tentato di venderlo e altre di sostituire il bracciostesso con un Rega RB300 ma tra il dire e il fare..., possiedo una discreta conoscenza dell'elettronica e dell'autocostruzione (mio vecchio hobby di  gioventù, sono un 44enne!!) ma mai mi sono   addentrato in questo. Cosa mi consiglieresti in   merito? potresti occuparti te della sostituzione e  delle relative modifiche al giradischi? o mi  conviene vendere il giradischi ed acquistarne   dell'altro? a volte si riescono a trovare bracci  usati di livello notevole a prezzi interessanti.   Scusa delle tante domande ma sai il nostro "tarlo"  della musica è piuttosto raro e quando si ha la   possibilità di scambiare qualche parere....  Ti saluto e ti ringrazio anticipatamente per il   tempo che vorrai dedicarmi.  Ciao, SILVIO

 

Risponde Giuseppe:

 

Ciao Silvio,  Grazie per la domanda  Sinceramente, quando ho visto per la prima volta il TD295 mi è sembrato di vedere un giradischi Project, in particolare il TTs. Penso che il tuo Thorens non sia tanto male, anzi. L'unica pecca è proprio il braccio, sembra che si pieghi da solo.... Devo dire però che all'ascolto si comporta benissimo, per la sua fascia di prezzo è un prodotto riuscitissimo, migliore sicuramente del 170 ! D'altra parte i piatti Thorens già nascono "nobili". Il TD295 è un telaio rigido (haimè), e ha bisogno di un'ottima base di appoggio, solida e sorda, pena suoni fantasmi di tanto in tanto, in più bisogna sfilare sempre il coperchi durante l'ascolto.


Personalmente ritengo che il suono che ne scaturisce sia aperto e dinamico, molto corretto, e con buone registrazioni le casse spariscono frequentemente dalla scena acustica.  Certo che montare un Rega RB300 sarebbe un'altra storia, ma non so fino a che punto ti convenga mettere e mani per modificarlo. Magari ti conviene venderlo e comprare qualche cosa che già monta questo braccio,comunque un Rega RB300 si trova sui 300 euro,e non dovrebbe essere molto complicato montarlo.

Ma mi piacerebbe sapere, oltre che alla consistenza del braccio, se vogliamo dà solo fastidio "visivo", molto fragile, se hai altre "lamentele" o magari hai delle impressioni di ascolto deludenti ?  Oltre il Rega, c'è un'altro braccio molto accessibile come costo e di qualità ottima è lo SME 3009. Non sò però se si può montare sul Thorens senza mettere mano al mobile..... Se vuoi conservare il telaio rigido del tuo Thorens e fargli fare un salto in avanti cambiando il braccio, ti consiglio di fissare un budget, metterti alla ricerca del braccio che ti garba e magari risentirci. Se vuoi posso occuparmi io delle modifiche, sul thorens oltre che mettere delle punte al posto dei piedini in gomma , non c'è da fare null'altro.....o se preferisci, posso provare volentieri a darti una mano via rete con scambio di mail e magari foto.... Premesso che possiamo continuare a scambiare impressioni di ascolto, consigli e pareri ongi qualvolta lo desideri, ti saluto cordialmente.

A presto   Giuseppe.

 

-----------------------------------------------------------------------

 

 

Domanda di

Salve Giuseppe sono Manuel anche io perito ma solo   da diploma....a parte   piccole cose nell' hifi, da sempre la mia passione.   ho trovato il tuo   indirizzo sul sito www.audiocostruzioni.com. ho   letto che sei disponibile a  rispondere anche a domande e che sei un tecnico   professionista.Io ho un   vecchio amplificatore della rotel(ra714) che mi sta   dando alcune noie....in   pratica ha un a canale che se tenuto a basso volume   anche fino a "metà"   suona tranquillamente ma se  alzato oltre stacca il   relè di protezione   secondo lei cosa può provocare un simile   problema?spero di non crearle   problemi o farle perdere tempo con le mie domande....

Cordiali saluti Manuel Ferrara  Cassino
 

Risponde Giuseppe:

Ciao Manuel,
Nessun problema o perdita di tempo, anzi grazie per la  domanda.  La causa del problema potrebbe  essere in due sezioni:  La prima relativa alla sezione finale, potrebbe esserci qualche "addetto" alla polarizzazione che fa i  capricci quando si trova a erogare un pò di corrente in più. La seconda è relativa allasezione di protezione, con   qualche componente che non funzionando più  correttamente ha starato la soglia di intervento della protezione di un canale, facendola intervenire prima del dovuto.
A pensarci bene ci potrebbe essere anche un'altro   motivo, forse c'è un condensatore elettrolitico che,   vista l'età del rotel, invecchiando ha perso il suo  valore originale, e a volume sostenuto lascia passare   della continua che proprio non piace ai tuoi diffusori   e tantomeno al sistema di protezione che prontamente  (e per fortuna) stacca il relay.
Ti saluto e aspetto info sui risvolti  Giuseppe

 

-----------------------------------------------------------------------

 

 

Domanda di Pietro:

Ciao Giuseppe,  mi chiamo Pietro e sono un amante della musica che   utilizza l'elettronica   per goderne al meglio....   Ho acquistato un integrato guasto, al quale erano   saltati i finali e alcune   resistenze  e dopo la riparazione l'apparecchio ha   ripreso a funzionare solo   che....scalda in una maniera paurosa! Premetto che   una parte della   componentistica (resistenze ceramiche/a film) è   esattamente come l'originale   mentre per la coppia di MOSFET sono ricorso ai   modelli attualmente   disponibili ma che, stando alle descrizioni    tecniche, sono l'esatta   controparte degli originali (in particolare Toshiba  2SK1529 che sostituisce   2SK405 e 2SJ200 che sostituisce 2SJ115)  Che io sappia l'ampli non è in classe A e comunque  se lo fosse avrebbe ampie superfici di dissipazione: secondo te il fatto di  non aver usato i MOSFET uguali potrebbe determinare un simile problema?
Grazie,  Pietro

 

Risponde Giuseppe:

Ciao Pietro, il 2SK1529 non è l'esatto sostituto del 2SK405, così   come per i complementari, se scarichi i datasheet ti   accorgi che alcuni parametri variano.  Tutto sommato potrebbero starci.  Se l'integrato scalda troppo (per scaldare troppo vul  dire che non puoi tenere le dita sulle alette per non    rischiare un'ustione) è possibile che ci sia qualche  problema nella polarizzazione, o i mosfet montati non  sono adeguati per la sostituzione.  Personalmente procederei così, in modo da vedere se  almeno i nuovi arrivati si trovano in condizioni di  avoro adeguate alle loro caratteristiche:   con gli ingressi cortocitcuitati misura la corrente di  drain e la tensione di polarizzazione tra drain e   source sia per la sezione a canale n che p.    Riporta questi valori sui grafici dei datasheet e  controlla se non sei fuori range.  Fatto questo, se qualcosa non quadra sui grafici vuol   dire che o i mosfet utilizzati non vano bene, o hai   qualche altro problema prima della sezione finale   hai regolato male il bias.  Procedi con queste verifiche e fammi sapere , a  proposito di che integrato si tratta, hai lo schema.
 Attendo notizie. Saluti Giuseppe

 

 

Domanda di Pietro:

Ciao Giuseppe,     prima di tutto mille grazie per la tua cortese e   dettagliata risposta:   io purtroppo non sono un tecnico e mi sono fidato   delle molte   indicazioni riguardo alla sostituzione dei mosfet e  in particolare   (anche se anch'io da perfetto profano avevo notato    che i valori non sono   uguali)  -2SJ115 è sostituito dal 2SJ200  -  2SK405 è sostituito dal  2SK1529   Ho acquistato dalla segor.de che in catalogo ha   _

http://cgi.segor.de/user-cgi-bin/sidestep2.pl?foto=1&Q=2sk405&M=1 

http://cgi.segor.de/user-cgi-bin/sidestep2.pl?foto=1&Q=2sj200&M=1

 che come puoi notare viene definito come sostituto   del 405 e 

http://cgi.segor.de/user-cgi-bin/sidestep2.pl?foto=1&Q=2SJ115&M=1  

http://cgi.segor.de/user-cgi-bin/sidestep2.pl?foto=1&Q=2SJ115&M=1 

che sostituisce il 115  Un mio amico tecnico ha effettuato  la riparazione


Ora il discorso è che l'ampli riscalda molto sotto   (fai conto c'è una   piastra dissipatrice che è quasi ustionante) ma la   cosa che mi preoccupa   è che TUTTO lo chassis si scalda: il frontale, i   lati....   Un altro indizio riguarda il fatto che l'ampli è   sfornito di alette (tipiche dei classe A).....   Aggiungo: la riparazione doveva essere fatta solo su   un canale quindi il  mio amico tecnico aveva originariamente sostituito   solo una coppia di  mosfet e lasciato sull'altro canale la coppia   originale.  In questo modo l'ampli non riscaldava: poi, siccome   avevo gli altri due   mosfet nuovi, gli ho chiesto di montarli tutti  uguali e da li sono nati   i problemi.  L'ampli è della tedesca Meracus modello IA-160 ma è   stato costruito in  Inghilterra dall AC Magnum  <http://www.magnumaudio.com/>   Non ho lo schema elettrico.   Ma da dove di regola il bias? forse da due piccole   viti di plastica  azzurra????  MILLE GRAZIE, Pietro

 

Risponde Giuseppe:

Ciao Pietro, Da quello che descrivi sembra ci siano problemi  Dunque, se con una coppia di mosfet originale e una  no, l'ampli non scaldava, e se sostituendo amche  l'altra coppia quella sana.....mi sembra che durante  questo passaggio sia andato storto qualche cosa.  Se il tecnico è un'amico puoi chiedere di farti  rimontare la coppia originale sul canale , e   ricontrollare se scalda come ora.

Se non dovesse scaldare allora dovresti fare alcune   prove:

Smontare i finali da entrambi i canali.   montare i finali sostitutivi prima su un canale e poi  sull'altro, non insieme attenzione ma sempre e solo un  canale per volta deve avere i finali montati.  Osservare se c'è riscaldamento anomalo, se non dovesse  esserci montare anche sull'altro canale l'altra coppia  di finali.

A questo punto dovresti riuscire ad individuare quale  delle due coppie di finali si riscalda così tanto  rispetto all'altro canale da rendere l'aletta un   braciere.   A questo punto individuato il canale che riscalda  troppo....bisogna riuscire a capire perchè, si può  cominciare a misurare (sensa finali collegati) le  tensioni di polarizzazione di ogno ramo e di ogni  canale, se i due canali sono perfettamente uguali  allora il problema potrebbe essere in un mosfet che si  trova leggermente in dispersione ( ma la prova di  invertire i mosfet tra un canale e l'altro avrebbe gia  dovuto darti la possibilità di individuare tale  fenomeno), se le tensioni non dovessero essero  uguali...hai individuato il possibile difetto, un  canale viene pilotato male e probabilmente hai trovato  anche la causa della prima rottura dei finali  originali.   Infatti prima di sostituire i finali avresti dovtuo  eseguire il controllo su descritto, non è detto che i   finali si rompino sempre per motivi loro, possono  anche rompersi perchè qualche dispositivo prima di  loro li "pilota" male.  Se il tuo amico tecnico è abbastanza smaliziato  dovrebbe risolvere il problema in una mezza   giornata....  Il bias pottrebbe essere quello con le "viti azzurre"  trovato da te....ma attenzione a muoverlo senza sapere   cosa andare a misurare e controllare.  Fammi sapere, sono a tua disposizione per altri   consigli.....  PS. attento è un bel prodotto non rovinarlo.

 

-----------------------------------------------------------------------

 

 

Domanda di  Mattia:

Salve  Mi chiamo Mattia, mi sto cimentando nella prima  autocostruzione valvolare, adottando lo schema in  allegato che mi sembra sufficientemente semplice per  me.  Sono già a buon punto, ma ho scoperto che il  circuito connesso ai filamenti delle 2A3, che se non  sbaglio viene considerato il catodo, è il sistema di   regolazione del bias, la mia domanda a questo punto   è molto semplice, ovvero: dove devo andar ad  infilzare il circuito con i puntali dell'amperometro   per misurare la corrente di taratura delle 2A3, visto che se hanno adottato un potenziometro di  regolazione obbligatoriamente vi si dovrà avere un  riscontro strumentale certo?  Premetto che pur essendo ancora "in fasce" in questo   campo ho comunque una certa dimestichezza con   l'energia elettrica e le alte tensioni, dato il  lavoro che svolgo, non ho nessun problema a   maneggiare fili e componenti sotto tensione ecc.   Ti ringrazio a priori della disponibilità e   ringrazio indirettamente Davide Sbisà e il suo sito  che mi ha permesso di conoscere i suoi amici tecnici come te.
Cordiali saluti  Mattia

 

Risponde Giuseppe:

 

Ciao Mattia, Grazie per la tua domanda,  Ho visto il circuito, ma non vi è alcuna regolazione  di bias.  La regolazione del bias infatti dovrebbe agire sulla  tensione di griglia rendendola più o meno negativa  rispetto all'anodo.  Nel tuo caso invece quel potenziometro che troverari  spessisimo nei circuito con DHT tipo 211, 300B 2A3 o  magari 10Y serve solo per regolare il minimo hum in   uscita. L'"hum" è quel seganle spurio a frequenza di 50Hz che   inevitabilmente ritroviamo in uscita all'ampli quando  alimentiamo in alternata il catodo del nostro triodo,  quel potenziometro quindi ,scusa se mi ripeto, serve  proprio a minimizzare questa spiacevole   "carattteristica".  Niente strumenti da infilzare, ma solo orecchio per  ascoltare.

 

-----------------------------------------------------------------------

 

 

Potete tranquillamente scrivere a Giuseppe  devilsea2001@yahoo.it  per i vostri questiti , tenendo presente che lui lo fa per passione , quindi senza nessun obbligo , verranno  riportate i queste pagine.

 

 Torna all'elenco domande e risposte

 

Hit Counter

  home