| ECCO UNA NUOVA E SPERO INTERESSANTE SEZIONE - DOMANDE E RISPOSTE HI-FI - | ||
|
Le risposte di Giuseppe Pag. 7 |
||
|
Domanda di Marco:
Ciao Giuseppe Cercherò di essere il più breve possibile.
Desidero migliorare il mio impianto scavalcando lo status di
commerciale che adesso ha. Non menziono le sigle degli apparati
perchè semplicemente non le ricordo e perché in definitiva
la domanda è un'altra. Iniziai con un ampli e cd sony ed
una coppia di epicure usate(modello sconosciuto) avendo
così il mio primo impianto. In seguito, viste
le differenze di opinione con la mia famiglia sul corretto
uso della manopola del volume mi sono fatto prendere dal vortice
dell'hifi car. In pratica ai tempi la vettura si classificò terza nei capionati italiani. In quel periodo l'installatore mi fece acquistare un proton usato che accoppiato alle fostx 103 sigma (progetto uguale a quello di Mauro) mi aprì una nuova dimensione all'ascolto della musica jazz nelle mura domestiche. Cambiata auto smontato impianto, la famiglia a carico mal si concilia con certe spese, per non parlare di carrozzine e passeggini da far entrare nel portabagagli già pieno di suo. Non intendevo più pensarci sopra e passare al miglioramento dell'accoppiata proton fostex con l'aggiunta di una coppia di casse ricavata dai 4 woofer 2 mid e 2 tw dynaudio montati in macchina e di un lettore cd più potabile (molto intrigante l'Esound E5 signature).
Adesso con l'articolo sulla multiaplificazione di Riccardo torna il tarlo. Posseggo un 4 canali Adcom classe A ed un 8 canali Ads, un symmetry della rockford che serviva da pre, equalizzatore e cross-over elettronico e come sorgente 7939R alpine. A parte qualche problema sulla reperibilità di circa 80A a 12Vcc la cosa potrebbe funzionare. ...la cosa potrebbe funzionare? Il costo sarebbe quasi nullo (giusto 2 batterie da camion) e la resa ritengo buona. Il consiglio che ti chiedo è: battere questa strada ottenendo un impianto domestico sicuramente atipico (okkio al risparmio) o battere la strada canonica e molto lentamente risparmiare per migliorare ciò che già posseggo come home. Un cordiale saluto Marco
Risponde Giuseppe:
Ciao Marco, Grazie
per la tua domanda e per la descrizione dettagliata dei prodotti.
Non è la prima voltache mi viene chiesto se "riciclando"
prodotti car adibendoli ad home si possono ottenere buoni
risultati. Uno dei problemi che assilla l'audiofilo è
relativo all'alimentazione ed al filtraggio della
componente residua alternata. Con l'alimentazione a
batterie scavalchi a piè pari questo problema, diciamo pure che
non si potrebbe desiderare di meglio per il prorpio
impianto home. Purtroppo alcuni prodotti car in tuo
possesso, soprattutto i finali Proton, adottano un'alimentazione
switch per innalzare la tensione della batteria da 12 a
XXX Volt. Come sai questo tipo di alimentazione "switch" introduce residui di armoniche ad alte frequenze che non piacciono per niente al nostro segnale audio. E poi con due batterie per camion, vista la sete di corrente, saresti vincolato ad usare un caricabatterie, dovresti cmq monitorare di continuo che la tensione non scenda sotto i 12 Volt altrimenti qualche apparecchio pur continuando a funzionare lo farebbe sicuramente male.... Non sò, la cosa non mi convince. Forse è meglio vendere tutto e concentrarsi su prodotti studiati per l'home. Saluti Giuseppe
Domanda di Marco:
Carissimo Giuseppe Sono impressionato dalla velocità con
la quale mi hai risposto e dalla cortesia dimostrata.
Premetto che non voglio innescare una querelle tra home e
car, tantomeno appartengo alla categoria de: "il mio è
meglio di quello degli altri" né voglio rubare il tuo
tempo approfittando della tua cortesia. Mi piace però un
sano confronto e scambio di opinioni (semprechè tu o
chiunque possa o voglia leggerci sia disposto ad andare
avanti). Tu obbietti che l'alimentazione switch crei dei
problemi, problemi che avrei dovuto avere in macchina e che
invece non c'erano.
Riguardo all'alimentazione, l'impianto suonava anche a motore spento
(una batteria optima garantiva una discreta autonomia) e
ritengo che non una ma 2 batterie dovrebbero assolvere al
bisogno. Il calo di tensione potrebbe essere monitorato da un
comparatore di soglia fatto con un modesto mA741 e dare
spazio alla fantasia per staccare il carico con un
preavviso di qualche minuto; la cosa è fattibile perché
gli ampli car usano un filo di consenso per accendersi e
quindi basta intervenire su quello, anche a carico attivo,
senza nessun problema (non tutti abbassano il volume prima
di spegnere l'impianto, almeno il progettista prevede
anche questo...). Un'ultima domanda, forse conosci
mia moglie? Anche lei non fa altro che dirmi di vendere tutto... Risponde Giuseppe: Ciao Marco, Sono con te, nessuna querela o nulla del genere ma solo un sano scambio di opinioni tra persone che per il solo fatto di confrontarsi con domande e risposte sono da ammirare, in quanto si mettono in discussione. Vedi, devo precisare, in merito ai disturbi generati dalle alimentazioni switching, che non si tratta di obbiezioni ma di dati misurabili e quindi dimostrabili. Visto il seguito della tua mail,nella quale descrivi il monitoraggio con un comparatore, immagino che mastichi di elettronica. Dunque sai che uno switching per funzionare utilizza un PWM che può funzionare da 50 Khz fino a qualche Mhz (in realtà esistono dei PWM che funzionano a frequenze subsoniche, ma vengono usati negli elettromedicali)inevitabilmente sulla tensione di uscita avrai un ripple, ma non si tratta di un ripple "tradizionale" dove la capacità dell'alimentatore si carica e scarica a 100Hz e basta. Ma stiamo parlando di un ripple che viene fuori da un dispositivo che oscilla a frequenze molto più alte, e che quindi genera tutta una serie di armoniche.
-----------------------------------------------------------------------
Domanda di Giuseppe: Ciao Giuseppe, mi chiamo Giuseppe Leone e sono della provincia di caserta. Seguo da tempo il sito autocostruzioni di davide sbisa in quanto appassionato di hi fi (di basso livello) Vorrei approfittare delle tue conoscenze per avere un tuo parere.(preferirei definirlo aiuto) in merito all'acquisto di componentistiche per il mio nuovo impianto. Per qunto riguarda la componentistica del mio impianto momentaneamente è composta da lettore harman/kardon hk 750 ed amplificatore kh 670 i diffusori sono infinity alpha 30.Vorrei passare a :
lettore pioneer dv 585 modificato lab-tek B diffusori sonus faber concertino home.
Proprio sui diffusori sono in apprensione e ti spiego il perché.Un mio conoscente ha fatto delle modifiche alle alpha 30 e le ho sentite nel suo impianto (di valore+/- simile al mio) ed effettivamente il suono mi sembra piu dettagliato ma siccome non le ho provate con il mio impianto non so se questa differenza è dovuta alla differente componentistica della catena audiofila.Mi ha detto che ha effettuato delle modifiche sostituendo il crossower e ricablando i cavi. Nelle note delle tua presentazione specificavi che conosci il marchio infinity, secondo te credi che effettuando tale modifica è possibile un salto di qualità per quanto concerne i diffusori? Scusami se mi sono dilungato se approfitto della tua disponibilità. Saluti. Peppino
Risponde Giuseppe:
Ciao Giuseppe,
Grazie per la tua domanda Premesso che il marchio infinity, come
qualsiasi altro brand tra l'altro, deve cercare di
ottenere il massimo ricavo con la minima spesa, e questo
potrebbe in alcuni casi a preferire componentistica
"commerciale" a quella ""esoterica""; non credo che però
si possa sbagliare nel proggettare un cross over.
Mi spiego meglio, immagina un'ingegnere che si trova a
dover convincere alcuni altoparlanti ad entrare in un
cabinet e ancora a convincersi di dover lavorare entro un
certo range di frequenze.....in un certo modo, e a dover
cercare di "tirare la cinghia" per non salire troppo con i
costi della tua relaizzazione e allo stesso tempo ottenere
il massimo dai trasduttori in tuo possesso..... Avresti due strade percorribili: la prima sarebbe quella di realizzare un cross over che funzioni egregiamente quindi elettronicamente ottimizzato per quei trasduttori, ma..... ma dovendo contenere il costo non ci metti il condensatore X in carta e olio e le resistenze con reofori d'oro ec... ma componenti "mortali" La seconda sarebbe quella di proggettare un cross over che lavori così così, con qualche componente in meno ma quelli che ci sono, sono costosissimi. Otterresti due cross over uno bello da guardare l'altro bello da sentire. Siccome il nostro cross over si trova nella cassa, non frega a nessuno se è bello da guardare, ma che tiri fuori dalla cassa il massimo , questo frega all'ingegnere, al marketing e quindi all'infinity, infine a te.
-----------------------------------------------------------------------
Domanda di Silvio:
Ciao Giuseppe, sono Silvio da Taranto, un frequentatore del sito Audiocostruzioni e di tutto quello che riguardal'audio riprodotto in un "certo modo" cioè quelloche si definisce hi-fi o se si hanno euro da spendere hi-end. Come frequentatore del sito non hopotuto fare a meno di leggere la tua rubrica e mi farebbe davvero piacere sapere un tuo parere su una mia scelta futura in fatto di audio. Posseggo un giradischi acquistato da circa sei mesi, un ThorensTD295mk4. A mio modo di vedere la pecca dello stessoè il braccio che monta (TP42) non al livello del resto. Non ti nascondo che varie volte sono stato tentato di venderlo e altre di sostituire il bracciostesso con un Rega RB300 ma tra il dire e il fare..., possiedo una discreta conoscenza dell'elettronica e dell'autocostruzione (mio vecchio hobby di gioventù, sono un 44enne!!) ma mai mi sono addentrato in questo. Cosa mi consiglieresti in merito? potresti occuparti te della sostituzione e delle relative modifiche al giradischi? o mi conviene vendere il giradischi ed acquistarne dell'altro? a volte si riescono a trovare bracci usati di livello notevole a prezzi interessanti. Scusa delle tante domande ma sai il nostro "tarlo" della musica è piuttosto raro e quando si ha la possibilità di scambiare qualche parere.... Ti saluto e ti ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrai dedicarmi. Ciao, SILVIO
Risponde Giuseppe:
Ciao Silvio, Grazie per la domanda Sinceramente, quando ho visto per la prima volta il TD295 mi è sembrato di vedere un giradischi Project, in particolare il TTs. Penso che il tuo Thorens non sia tanto male, anzi. L'unica pecca è proprio il braccio, sembra che si pieghi da solo.... Devo dire però che all'ascolto si comporta benissimo, per la sua fascia di prezzo è un prodotto riuscitissimo, migliore sicuramente del 170 ! D'altra parte i piatti Thorens già nascono "nobili". Il TD295 è un telaio rigido (haimè), e ha bisogno di un'ottima base di appoggio, solida e sorda, pena suoni fantasmi di tanto in tanto, in più bisogna sfilare sempre il coperchi durante l'ascolto.
-----------------------------------------------------------------------
Domanda di Salve Giuseppe sono Manuel anche io perito ma solo da diploma....a parte piccole cose nell' hifi, da sempre la mia passione. ho trovato il tuo indirizzo sul sito www.audiocostruzioni.com. ho letto che sei disponibile a rispondere anche a domande e che sei un tecnico professionista.Io ho un vecchio amplificatore della rotel(ra714) che mi sta dando alcune noie....in pratica ha un a canale che se tenuto a basso volume anche fino a "metà" suona tranquillamente ma se alzato oltre stacca il relè di protezione secondo lei cosa può provocare un simile problema?spero di non crearle problemi o farle perdere tempo con le mie domande....
Cordiali saluti Manuel Ferrara Cassino Risponde Giuseppe:
Ciao Manuel,
-----------------------------------------------------------------------
Domanda di Pietro:
Ciao Giuseppe, mi chiamo Pietro e sono un amante della musica
che utilizza l'elettronica per goderne al
meglio.... Ho acquistato un integrato guasto, al quale
erano saltati i finali e alcune resistenze e
dopo la riparazione l'apparecchio ha ripreso a funzionare
solo che....scalda in una maniera paurosa! Premetto che
una parte della componentistica (resistenze ceramiche/a
film) è esattamente come l'originale mentre
per la coppia di MOSFET sono ricorso ai modelli
attualmente disponibili ma che, stando alle descrizioni
tecniche, sono l'esatta controparte degli originali (in
particolare Toshiba 2SK1529 che sostituisce 2SK405 e
2SJ200 che sostituisce 2SJ115) Che io sappia l'ampli non è in
classe A e comunque se lo fosse avrebbe ampie superfici di
dissipazione: secondo te il fatto di non aver usato i MOSFET
uguali potrebbe determinare un simile problema?
Risponde Giuseppe:
Ciao Pietro, il 2SK1529
non è l'esatto sostituto del 2SK405, così come per i
complementari, se scarichi i datasheet ti accorgi che
alcuni parametri variano. Tutto sommato potrebbero starci.
Se l'integrato scalda troppo (per scaldare troppo vul dire che
non puoi tenere le dita sulle alette per non
rischiare un'ustione) è possibile che ci sia qualche problema
nella polarizzazione, o i mosfet montati non sono adeguati per
la sostituzione. Personalmente procederei così, in modo da
vedere se almeno i nuovi arrivati si trovano in condizioni di
avoro adeguate alle loro caratteristiche: con gli ingressi
cortocitcuitati misura la corrente di drain e la tensione di
polarizzazione tra drain e source sia per la sezione a
canale n che p. Riporta questi valori sui grafici
dei datasheet e controlla se non sei fuori range. Fatto
questo, se qualcosa non quadra sui grafici vuol dire che o
i mosfet utilizzati non vano bene, o hai qualche altro
problema prima della sezione finale hai regolato male il
bias. Procedi con queste verifiche e fammi sapere , a
proposito di che integrato si tratta, hai lo schema.
Domanda di Pietro: Ciao Giuseppe, prima di tutto mille grazie per la tua cortese e dettagliata risposta: io purtroppo non sono un tecnico e mi sono fidato delle molte indicazioni riguardo alla sostituzione dei mosfet e in particolare (anche se anch'io da perfetto profano avevo notato che i valori non sono uguali) -2SJ115 è sostituito dal 2SJ200 - 2SK405 è sostituito dal 2SK1529 Ho acquistato dalla segor.de che in catalogo ha _ http://cgi.segor.de/user-cgi-bin/sidestep2.pl?foto=1&Q=2sk405&M=1 http://cgi.segor.de/user-cgi-bin/sidestep2.pl?foto=1&Q=2sj200&M=1 che come puoi notare viene definito come sostituto del 405 e http://cgi.segor.de/user-cgi-bin/sidestep2.pl?foto=1&Q=2SJ115&M=1 http://cgi.segor.de/user-cgi-bin/sidestep2.pl?foto=1&Q=2SJ115&M=1 che sostituisce il 115 Un mio amico tecnico ha effettuato la riparazione
Risponde Giuseppe:
Ciao Pietro, Da quello
che descrivi sembra ci siano problemi Dunque, se con una coppia
di mosfet originale e una no, l'ampli non scaldava, e se
sostituendo amche l'altra coppia quella sana.....mi sembra che
durante questo passaggio sia andato storto qualche cosa.
Se il tecnico è un'amico puoi chiedere di farti rimontare la
coppia originale sul canale , e ricontrollare se scalda
come ora. Smontare i finali da entrambi i canali. montare i finali sostitutivi prima su un canale e poi sull'altro, non insieme attenzione ma sempre e solo un canale per volta deve avere i finali montati. Osservare se c'è riscaldamento anomalo, se non dovesse esserci montare anche sull'altro canale l'altra coppia di finali. A questo punto dovresti riuscire ad individuare quale delle due coppie di finali si riscalda così tanto rispetto all'altro canale da rendere l'aletta un braciere. A questo punto individuato il canale che riscalda troppo....bisogna riuscire a capire perchè, si può cominciare a misurare (sensa finali collegati) le tensioni di polarizzazione di ogno ramo e di ogni canale, se i due canali sono perfettamente uguali allora il problema potrebbe essere in un mosfet che si trova leggermente in dispersione ( ma la prova di invertire i mosfet tra un canale e l'altro avrebbe gia dovuto darti la possibilità di individuare tale fenomeno), se le tensioni non dovessero essero uguali...hai individuato il possibile difetto, un canale viene pilotato male e probabilmente hai trovato anche la causa della prima rottura dei finali originali. Infatti prima di sostituire i finali avresti dovtuo eseguire il controllo su descritto, non è detto che i finali si rompino sempre per motivi loro, possono anche rompersi perchè qualche dispositivo prima di loro li "pilota" male. Se il tuo amico tecnico è abbastanza smaliziato dovrebbe risolvere il problema in una mezza giornata.... Il bias pottrebbe essere quello con le "viti azzurre" trovato da te....ma attenzione a muoverlo senza sapere cosa andare a misurare e controllare. Fammi sapere, sono a tua disposizione per altri consigli..... PS. attento è un bel prodotto non rovinarlo.
-----------------------------------------------------------------------
Domanda di Mattia:
Salve Mi chiamo Mattia, mi sto cimentando nella prima
autocostruzione valvolare, adottando lo schema in allegato che
mi sembra sufficientemente semplice per me. Sono già a
buon punto, ma ho scoperto che il circuito connesso ai filamenti
delle 2A3, che se non sbaglio viene considerato il catodo, è il
sistema di regolazione del bias, la mia domanda a questo
punto è molto semplice, ovvero: dove devo andar ad
infilzare il circuito con i puntali dell'amperometro per
misurare la corrente di taratura delle 2A3, visto che se hanno
adottato un potenziometro di regolazione obbligatoriamente vi si
dovrà avere un riscontro strumentale certo? Premetto che
pur essendo ancora "in fasce" in questo campo ho comunque
una certa dimestichezza con l'energia elettrica e le alte
tensioni, dato il lavoro che svolgo, non ho nessun problema a
maneggiare fili e componenti sotto tensione ecc. Ti
ringrazio a priori della disponibilità e ringrazio
indirettamente Davide Sbisà e il suo sito che mi ha permesso di
conoscere i suoi amici tecnici come te.
Risponde Giuseppe:
Ciao Mattia, Grazie per la tua domanda, Ho visto il circuito, ma non vi è alcuna regolazione di bias. La regolazione del bias infatti dovrebbe agire sulla tensione di griglia rendendola più o meno negativa rispetto all'anodo. Nel tuo caso invece quel potenziometro che troverari spessisimo nei circuito con DHT tipo 211, 300B 2A3 o magari 10Y serve solo per regolare il minimo hum in uscita. L'"hum" è quel seganle spurio a frequenza di 50Hz che inevitabilmente ritroviamo in uscita all'ampli quando alimentiamo in alternata il catodo del nostro triodo, quel potenziometro quindi ,scusa se mi ripeto, serve proprio a minimizzare questa spiacevole "carattteristica". Niente strumenti da infilzare, ma solo orecchio per ascoltare.
-----------------------------------------------------------------------
Potete tranquillamente scrivere a Giuseppe devilsea2001@yahoo.it per i vostri questiti , tenendo presente che lui lo fa per passione , quindi senza nessun obbligo , verranno riportate i queste pagine.
Torna all'elenco domande e risposte
|