Domande e Risposte

LE RISPOSTE DI CRISTIANO

Visto il successo che si e avuto con le risposte di Giuseppe , si e  creata anche questa paginetta , con le risposte di Cristiano , esperto di tutto

 il mondo Hi-Fi  e ottimo amico.

 

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Domanda di Gennaro :  ciao cristiano , qualche tempo fa mi parlasti bene delle focus 220 , ora c'e' una coppia in vendita a 1250  ,

 che ne pensi? le mie contour 1.3 piacciono tanto ma pultroppo mancano di quel bel basso rotondo e pieno..secondo te con le focus si

potrebbe risolvere questa lacuna? tu che le hai ascoltate.. i componenti sembrano essere gli stessi . cosi venderei le mie . ciao grazie

 

 

Cristiano Risponde:   

Ciao Gennaro,

le Focus 220 sono molto generose in basso, con due woofer che lavorano in parallelo sino al medio-basso (poi solo uno si incrocia

col tweeter).

Rispetto alle Contour, il mobile è “meno” curato (per modo di dire, è sempre un bel mobile, soprattutto è asimmetrico, a base

trapezoidale) ma i driver fanno parte della stessa, eccezionale, serie.

Probabilmente la serie intermedia Dynaudio Focus fu quella contraddistinta dal maggiore rapporto qualità/prezzo, ovvero

capace di prestazioni assimilabili alla serie superiore Contour, venduta però a prezzi più abbordabili.

Personalmente ne possiedo ancora una coppia, nonostante di sistemi da pavimento di simile cabotaggio ne siano passati a casa

mia, anche di livello economico superiore (es. ProAc serie Response, Vienna Acoustics, Totem, B&W serie 800, Wilson Benesch, ecc).

Le Focus 220 sono molto esigenti in ambiente: se usate col condotto reflex posteriore privo del tappo di spugna (funzionamento in

vero bass-reflex) presentano un basso estesissimo e molto presente, ma devono essere collocate almeno a 100-120cm dalla parete di fondo.

Si, sono veramente dei grandi sistemi dinamici, a prescindere dal prezzo, senza pretendere comunque la tenuta di potenza e la dinamica

 delle JBL D66000 Everest.

Sono convinto che le tue Contour 1.3 abbiano comunque un buon mercato, anche se oggi i prezzi veri dell’usato siano molto bassi

 (non quelli super-gonfiati che continuo a leggere sui vari mercatini).

Tieni conto che due mesi fa ho (ri)comprato un subwoofer Sunfire True SW mkII, servo-controllato da un amplificatore in grado di

erogare in classe D ben 2700W di picco (listino circa €2600-2800 di dieci anni fa) a soli 550euro, con ritiro a mano.

Lo uso abbinato con le mie vecchie fidatissime Sonus Faber Concerto (prima serie), altri diffusori incredibili per le loro

 prestazioni complessive….. e di SF ne ho possedute tante.

Il problema è che le Concerto siano considerate da moltissimi appassionati, diffusori per impianti di primo livello:

peccato però non ascoltarle con amplificazioni hi-end in piccoli ambienti!

Tutto ciò per ribadirti che le Focus 220 costituiscano anch’esse uno di quegli inspiegabili esempi del mondo audiofilo:

eccezionalmente prestanti, eppure pressoché rimaste nell’anonimato o già dimenticate…. Ah già, non costano 10000 euro,

e non sono uno status-symbol!!!

Buona domenica,

Cristiano  

                                                                                                                                                                                                                                                        

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Domanda di Davide  :

Gentile audiofilo sono Davide 66. da gallarate varese. complimenti tue  recensioni se vorrai essere cosi gentile da

darmi un consiglio rapido per il  mio prossimo acquisto.Sarò succinto.non sono esperto e ho composto cosi mio  impianto .

: ampli Elettrocompaniet eci3,lettore cd marantz sa-ki pearl lite.casse  triangle comete anniversary. ne sono contento ma ...

Vorrei un sub La mia  camera 15 mq rivestita tutta perline tranne soffitto e pavimento. mi da un  suono molto limpido chiaro

e vorrei dare profondita calore e mi piacciono  bassi discreti piu presenti. Saranno le perline che assorbono, sarei  orientato

verso indiana line Basso830 o forse 922 lb. in caso Mordaunt-  short aviano 7 o il 9 .ancora...il performance 9 . un grazie grande.

Ho gia  speso molto per le mie tasche e non vorrei eccedere restando su un prodotto  buona qualita prezzo.

 

ascolto di tutto kate bush,pink floyd eagles e simili, classica,ultimamente  jazz..coltrane ,ella F.. anche hard rock CIAO non

voglio rubare tempo,  quando hai tempo grazie  Davide

 

Cristiano Risponde:   Ciao Davide,

il tuo è un bell'impianto! Probabilmente l'ambiente d'ascolto potrebbe sottolineare la tendenza  naturale delle Triangle

verso un suono molto aperto, chiaro, cristallino, ma  anche un poco mancante sul medio-basso (range di frequenze del

"calore"  timbrico).

Nell'ordine di prezzo dei prodotti da te proposti, non posso non consigliare  l'Indiana Line Basso 830, assai discreto ma

di ottima fattura e suono. Un'alternativa nell'usato che ho potuto vedere sabato scorso presso  Audiocostruzioni di Carpi

è l'altrettanto valido Tangent Evo 10: trattasi di  un prodotto progettato in Europa e realizzato in estremo Oriente, di

ottima  finitura (laccato nero) per un facile inserimento in ambienti di stampo  moderno, potente (150W), buon suono

(l'avevo testato anche a casa mia). Era  in vendita a 150 euro, ma è in condizioni pari al nuovo.

http://www.audiocostruzioni.com/r_s/diffusori/diffusori-5/tangento-evo-e10-sub/tangento-evo-e10.htm

Non far troppo caso alla scarsa visibilità e notorietà di Tangent fra gli  audiofili: il mondo audiofilo è notoriamente assai

 snob....... se non è un

Audio Research non vale niente......... Se invece pretendi di più, ti consiglio caldamente un sub servocontrollato,  come

certi prodotti REL o SUNFIRE (esempi:

http://www.audiocostruzioni.com/r_s/diffusori/diffusori-5/rel-quake/Rel-Quake.htm

oppure

http://www.audiocostruzioni.com/r_s/diffusori/sunfire-true-subwoofer/sunfire-true-subwoofer.htm)

Sono difficili da trovare fra l'usato: piccolo ingombro, grande facilità di  posizionamento in ambiente, notevoli

prestazioni.... e prezzo di  conseguenza. Li ho posseduti entrambi, entrambi rivenduti nel tempo con  grande facilità:

il Sunfire mi è rimasto nel cuore .

Un cordiale saluto,

 

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Domanda di Andrea  :   Ciao Cristiano (posso darti del tu?) cercando su internet info a proposito del subwoofer in oggetto,

sono  capitato sulla tua pagina in cui ne parlavi ma senza entrare nel  dettaglio.

Lo stavo per acquistare come subwoofer attivo da collegare  all'amplificatore che già ho a casa. Ne ho trovato uno di seconda

mano   a quanto mi hanno detto usato molto poco, quanto può valere ad oggi?

Non sono molto esperto e non vorrei una fregatura...

Scusa il disturbo e grazie in ogni caso per la disponibilità.

 Andrea

 

Cristiano Risponde:   Ciao Andrea,  nutro una particolare simpatia per le realizzazioni Indiana Line,

soprattutto per il loro elevatissimo rapporto qualità/prezzo e per le  finiture talvolta eccelse in funzione del prezzo d'acquisto.

In questo periodo, ho collegato al mio impianto principale le I.L.  Arbour  5.20 (ormai fuori produzione), un atipico disegno

mini-tower a 2 vie e  mezza, a doppio carico reflex asimmetrico in serie, contraddistinto da   un'impiallacciatura esterna in

 vero noce lucidata, che disegni di   prezzo 10 volte superiore talvolta se la scordano! Sono bellissime e comunque

 ben suonanti anche con la mia coppia pre-finale Audio Research,  supportate dal sub Sunfire True SW.

Venendo al sub I.L. TH-SA di tuo interesse, immagino che tu abbia già  letto la recensione su TNT-Audio:

 http://www.tnt-audio.com/casse/subthsa.html

 Concordo sostanzialmente con le impressioni espresse su TNT-Audio: mi   sembra una recensione onesta, critica,

affidabile e ben curata.

Non si tratta dunque di una fregatura, ma di un buon disegno peraltro facilmente inseribile in qualsiasi ambiente domestico,

 visto che monta  due "piccoli" woofer da 16cm. Se ben settato, risulterà non invadente  anzi, risulterà una naturale estensione

verso il basso per i diffusori frontali  Ritengo che, considerati gli attuali sub della linea Basso attualmente  disponibili,

 il TH-SA possa valere non più di 120-150 euro (15 anni fa   costava circa 700.000 lire), purché in buone condizioni.

 Ottimi ascolti Cristiano

 

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Domanda di  Gilberto :   Buonasera

Ho letto con piacere la sua positiva recensione del Basso 830 IL su audiocostruzioni.com

Mi chiedevo se abbia poi avuto modo di ascoltare anche l'850 che si trova ora poco meno di 300€ e se si, se ritiene ci siano altri

sub-woofer altrettanto validi in questa fascia di prezzo sui cui io mi orienterei

 

Cristiano Risponde:   Buonasera Gilberto,

l’850 ricalca le caratteristiche del fratello minore, denotando un’encomiabile discrezione sebbene con maggior estensione verso

 il basso (ed un pizzico di velocità in meno, determinata forse dal woofer di maggiori dimensioni, ma la memoria potrebbe giocarmi

 brutti scherzi).

A costo di raccogliere strali da parte di chissà quanti appassionati, non ho mai ricavato impressioni particolarmente favorevoli da

unità subwoofer attive sotto i circa 600 euro: nonostante abbia ascoltato anche modelli di grandi marche del settore, la mia opinione

 è sempre stata quella di prodotti contraddistinti da limitazioni non irrilevanti, forse ben più adatti all’home theater che non alla

stereofonia.

Indiana Line, con questa linea, si distingue con una certa decisione: i Basso sembrano piuttosto una sorta di completamento non

prevaricante ai diffusori principali, con un interfacciamento non particolarmente difficoltoso e, mi ripeto, discreto ed educato.

A prezzi così contenuti, Indiana Line emerge soprattutto per la razionalizzazione progettuale, mai dozzinale, superficiale e votata

essenzialmente al risparmio estremo come in altre realizzazioni, anche di marche ben più blasonate.

Pensi che il Basso 830 è stato l’unico prodotto Indiana Line che abbia posseduto in oltre 30 anni di passione hi-end; ma ho avuto

la fortuna di ascoltare in “condizioni controllate”, tante realizzazioni del presente e del passato (almeno dalla 1a serie Arbour in poi).

La mia opinione è che, nella fascia più abbordabile del mercato audio nazionale, Indiana Line non abbia molti rivali (anzi, pochissimi).

 La nuova serie Diva poi, comincia ad insidiare seriamente analoghi modelli di segmento superiore; l’ammiraglia Diva 665 è un gran

 prodotto. Le sue qualità complessive sono così elevate da poterci convivere senza grandi rimpianti, se in sostituzione di sistemi

d’altoparlanti dal disegno / progetto paragonabile ma di costo anche sensibilmente maggiore.

Eh già, ma non sono uno status-symbol: assai meglio sciorinare sui forum la propria catena audio con altisonanti nomi,

 piuttosto che esternare la propria precipua felicità con “Indiana Line”! Ma vuole mettere?

Beh, ho ascoltato le Diva 665 a valle di un impianto di qualità assoluta (Wadia – McIntosh ai massimi livelli)

e sono rimasto esterrefatto dalle loro prestazioni, credendo invece che potessero emergere tutti i loro limiti di

 “economia di scala” qualora inserite in catene audio impietose .

La serie Nota vanta un rapporto Q/P elevatissimo a fronte anche di finiture di tutto rispetto; l’ultima serie Arbour

(nonostante un lieve effetto loudness) riusciva persino ad emozionare, in particolare con i generi musicali ritmicamente più tosti……..

Indiana Line è anche e soprattutto un marchio italiano: magari i Basso non saranno più costruiti in Italia, ma almeno il gruppo

 Coral assicura ancora oggi lo stipendio a svariati lavoratori italiani, propinandoci prodotti ben progettati, onesti, ben realizzati,

sempre ben suonanti.

Per l’italica audiofilia, è rassicurante che I.L. continui ad esistere e a resistere!

Ottimi ascolti con il Basso 830 o 850.

Cristiano   

 

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Domanda di  Fabrizio :    Ciao Cristiano, sono Fabrizio di Roma. Ho recentemente messo insieme un impiantino, usato,

composto da un lettore Nad c521, un ampli Nad C350, cavi di interconnessione Audioquest Sidewinder, di potenza

G&BL HP416 in configurazione monowiring a stella, diffusori Kef Coda 7SE.  Volevo una tua impressione spassionata

sul sistema in generale, ma a parere mio, potrei pensare a qualcosa di meglio per i diffusori, troppo efficenti 91db.

Avrei pensato a Dynaudio dm 2/6, Dali Zensor 1, ma purtroppo senza ascoltare è difficile. Secondo te intrinsicamente

parlando, quale tipo di diffusori si adatterebbero meglio per affinità soniche ed elettriche, ne varrebbe la pena?

Tieni presente che per questioni di spazio posso andare solo su diffusori di dimensioni compatte bookshelf. Grazie e

scusami per il tu, un saluto cordiale Fabrizio.

 

Cristiano Risponde:    Ciao Fabrizio,

il tuo è un impianto equilibrato, foriero di soddisfazioni d’ascolto a dispetto del livello commerciale non propriamente

hi-end (sovente non ce n’è nemmeno bisogno, ma l’audiofilia è una sindrome patologica).

Le Kef che già possiedi, vantano un interessantissimo rapporto q/p. Personalmente amo il suono Dynaudio

(anche se poi vado pazzo per le piccole ProAc, tipo le Tablette).

Nel tuo caso, OK per le DM 2/6, ma prova a considerare anche le Kef LS50: nuove costano il doppio, usate valgono

come i modelli nuovi che hai citato, il loro suono è invece molto interessante in assoluto.

Rimarresti sulla timbrica Kef, ma avresti in mano delle casse accondiscendenti con elettroniche “basic”, capaci però

di esaltarsi sostenendo up-grade decisamente consistenti a monte.

Se puoi, ascoltale presso qualche rivenditore: Roma offre ancora qualche buon atelier della stereofonia che tratta il

 marchio inglese (es. Gradi HI-FI, Centro Musicale, Solo srl).

Un outsider, anche nuovo e ad ottimi prezzi? Indiana Line Diva 255: un vero affare!!!

Ottimi ascolti

Cristiano

 

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Domanda di : 

 

 

Cristiano Risponde:  

 

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Domanda di  : 

 

Cristiano Risponde: 

 

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Domanda di   : 
 

Cristiano Risponde:   

 

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Domanda di  :
 

 

Cristiano Risponde:

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Potete tranquillamente scrivere a Crisrtiano   marvel147@gmail.com

   per i vostri quesiti , tenendo presente che lui lo fa per passione , quindi senza nessun obbligo , verranno  riportate i queste pagine.

 

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