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Domande e Risposte |
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LE RISPOSTE DI CRISTIANO |
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Visto il successo che si e avuto con le risposte di Giuseppe , si e creata anche questa paginetta , con le risposte di Cristiano , esperto di tutto il mondo Hi-Fi e ottimo amico. |
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Domanda di Franco : Salve Cristiano. Mi chiamo Franco ho 50 anni e ti scrivo in merito ad un dubbio di cui vorrei un tuo parere e consiglio. Innanzitutto la composizione del mio impianto:
Ritengo sostanzialmente ben equilibrato all'ascolto l'impianto sopratutto il finale, veloce, morbido nel suono e ad alto amperaggio (100 A) in uscita, che ben si abbina alle 803 a loro volta molto dettagliate nelle alte frequenze ma che necessitano di buona corrente in ingresso. Il dubbio risiede nel pre. Non ho testato altri modelli (precedentemente possedevo un integrato), per cui al momento è solamente una sensazione empirica di cui richiedo i "tuoi lumi". Mi è stato detto da parecchi rivenditori interpellati che "l'anello debole" è proprio il pre, modello, pare non eccelso e che comunque, stante la tipologia di finale utilizzato (elogiato dai più) l'ottimo sarebbe un abbinamento finale Electrocompaniet (di base già morbido nel suono) + pre a stato solido da scegliersi di fascia medio alta per le caratteristiche generali dell'impianto.
Se possibile gradirei un tuo giudizio generale sull'impianto, sul mio dubbio e su dove tu interverresti.
Cristiano Risponde: Salve
Franco, ------------------------------------------------------------------
Domanda di Giacomo : Signor Cristiano, Le chiedo la cortesia e la disponibilità della Sua attenzione per sottoporle un paio di domande.
Prima però di addentrarmi, vorrei esprimerle la mia ammirazione nei confronti della sua conoscenza e, soprattutto, nel modo di esporla attraverso le sue parole e il suo linguaggio. Se mi permette, le sue recensioni sono dei veri e propri “racconti poetici”. Un grosso complimento.
Vengo ora alle domande. Riguardano i finali monofonici Dared VP-300B che Lei ha recensito nel sito del Signor Davide Sbisà. Ne posseggo una coppia che ho acquistato dal Signor Davide. Costituivano un secondo impianto ma, coinvolto sempre più, dalla loro Voce, ho deciso di promuoverli, disfacendomi della mia attuale amplificazione composta dal preamplificatore Audio Research LS 25 MKII e dal finale Graaf 5050. Potenza della classe A - “Single Ended” e della valvola 300b? Non so. Creano, però, nel mio ambiente d’ascolto, per la trasparenza con cui riproducono il messaggio sonoro, un’atmosfera che colpisce profondamente i miei sensi.
Nella recensione dei suddetti finali monofonici, Lei parla anche di un utilizzato in bi-amplificazione passiva. Perchè la definisce passiva? Esisterebbe anche una configurazione attiva? Le chiedo di specificare perché sono intenzionato anch’io a passare a questa soluzione. Inoltre ha parlato di un “preamplificatore passivo a trasformatori” quale compagno ideale dei gioiellini cinesi. Potrebbe essere più chiaro, al riguardo. Le chiedo troppo se mi potesse indicare, anche, qualche prodotto così concepito?
I miei diffusori sono gli Harbeth Super LH5. Dispongo anche di un subwoofer Miller & Kreisell " The Wolkswoofer II ", acquistato, usato, sempre dal Signor Davide.
Ho deciso, infine, confortato dalla posizione che lei ha espresso nella risposta data al Signor Tullio, di andare, anch’io, in contro tendenza. Sto per acquistare il preamplificatore Audio Analogue Bellini Rev 2.0. Come vede questo abbinamento? Per caso il suddetto preamplificatore è “passivo a trasformatori?” Mi perdoni, ma sono molto ignorante in questa materia.
Nel salutarLa e nel ringrazirLa per la Sua attenzione, Le invio un sincero e cordiale saluto.
Giacomo
Cristiano Risponde:
Carissimo Giacomo, puoi darmi del "tu", altrimenti mi fai sentire
vecchio!! ;-) ------------------------------------------------------------------
Domanda di Giovanni : Salve
mi chiamo Giovanni e vivo a Palermo. Avrei la necessità di
Premesso che la mia è una esigenza davvero insolita e fuori dal comune (in pratica mi occupo di addestramento canoro di uccelli domestici), le chiedo gentilmente, prima di darmi risposte affrettate, di tenere in considerazione il fatto che la mia ricerca riguarda certamente una riproduzione audio ad alta fedeltà, ma con la differenza che “la mia musica”, che nel mio caso riguarda solo ed esclusivamente una registrazione audio del canto di un uccello, sarà ascoltata solo dai medesimi (gli uccelli) e non da noi umani, dunque tutte le teorie basate su calcoli, ragionamenti, etc.. riguardanti anche le piu moderne tecnologie (progettate ovviamente per il nostro udito e non per quello dei volatili) a mio avviso, dovrebbero essere in qualche modo riconsiderate e riviste. Fatta questa breve premessa, che vuole essere anche un invito ad una riflessione, passiamo alla parte tecnica. La sorgente sonora, che è stata registrata da me personalmente in formato Wav, (esattamente a 24bit/96khz) con un registratore digitale portatile (Jammin Pro HR-5) riguarda e riguarderà sempre (mi scuso se sono ripetitivo ma è fondamentale tenerlo presente) il canto di un uccello.
Considerato che la riproduzione audio, per risultare DREDIBILE al volatile che lo ascolta, sarà bene che avvenga ovviamente nello stesso formato originale (Wav a 24bit/96hz). Gli animali non sono mica scemi da farsi ingannare da un canto innaturale e sporco! Considerato che detta traccia audio riguarderà ovviamente un repertorio canoro specifico (si parla di canto di uccelli – non dimentichiamolo mai) caratterizzato da suoni molto dolci, acuti, cristallini e frequenze ben precise, mi chiedevo se, prima di fare acquisti che potrebbero risultare non idoei al mio scopo, se fosse il caso di effettuare preventivamente una attenta analisi del suono della traccia musicale originale (la registrazione) al fine di avere una idea chiara sulla gamma di frequenze che la caratterizzano e relativamente all’esito di analisi, capire dunque le caratteristiche generali e le specifiche tecniche che dovrebbero avere le apparecchiature di tutta la catena di riproduzione audio, diffusori compresi. In attesa di un vostro riscontro porgo cordiali saluti. Giovanni
Cristiano Risponde: Buonasera Giovanni, fortunatamente buona parte degli uccelli ha un'estensione delle frequenze udibili sovrapponibile a quella umana! Se avessero avuto una sensibilità particolare alle frequenze ultrasoniche, il formato digitale sarebbe stato immediatamente smascherato dalla loro sensibilità. Ora, occorre capire cosa di preciso deve fare con le sue registrazioni: riprodurle all'aperto, in un laboratorio, in un ambiente acusticamente trattato, ecc. Intende riprodurle con un normale impianto stereofonico? Se questa risposta fosse affermativa, le consiglierei di usare un computer di buona qualità (anche un notebook, più pratico), con processore di qualità pari ad almeno un Intel Core i5-450; ambiente Windows, software Foobar2000 con libreria WASAPI (tutto scaricabile gratuitamente dal sito Foobar); dac esterno Musical Fidelity V-dac II; amplificatore valvolare con finali 2A3 o 300B (gamma media strepitosa ed assai vicina alla timbrica reale delle voci); per i diffusori, occorre sapere...... l'ambiente. Non spenda inutilmente denaro in sorgenti digitali: rimanga nel campo della musica liquida con le sue registrazioni lossless. Per il momento, un cordiale saluto, Cristiano ------------------------------------------------------------------
Domanda di Alessandro : Salve cristiano vorrei un tuo parere riguardo all’integrato advance acoustic 306 vorrei sostituirlo al mio copland csa 8 lo e abbinerei con i miei diffusori mordaunt short mezzo 6 e come sorgente digitale al duo meccanica + dac audiolab serie 8000.Che ne pensi?Saluti Alessandro Cristiano Risponde: Ciao Alessandro, hai già potuto ascoltare l’Advance 306? Si tratta di un amplificatore potente, dinamico, ma al contempo contraddistinto da un suono grande e corposo. Ti chiedo se già tu lo conosca perché, sinceramente e secondo la mia personale esperienza, i prodotti Copland sono eccellenti: è vero che il CSA 8 sia completamente a stato solido e che questo marchio abbia realizzato le sue cose migliori a valvole, ma ritengo che i due ampli si collochino sulla stessa fascia di prezzo e prestazioni. Chiaramente poi, per i tuoi gusti personali potrebbe essere preferibile il 306….. Ti sembrerà lapalissiano ma, se puoi, portati sotto braccio il tuo Copland presso un rivenditore (od anche un amico o appassionato che lo rivenda usato) e confrontalo direttamente con l’Advance 306: non preoccuparti se le casse saranno diverse dalle tue come pure l’ambiente d’ascolto: almeno potrai valutare la timbrica dei due apparecchi. Però, se fossi in te, tenterei un investimento su qualche integrato di altissimo livello pescandolo nell’usato: magari un Musical Fidelity A-200 (perché l’ho visto a Carpi presso Audiocostruzioni due settimane fa) che si abbinerebbe alla grande col resto del tuo impianto, tutto inglese! Certo, rispetto al 306 sembra il brutto anatroccolo, non ha nemmeno il telecomando, scalda come una stufa perché lavora in classe A, ma il livello prestazionale è realmente ben diverso. Altra alternativa, ma più costosa: un Audio Analogue Maestro 70.Ottimi ascolti
Domanda di Alessandro Salve Cristiano L’Advance non ho mai avuto modo di ascoltarlo,ma ho trovato dal negozio hifi qui a firenze un 306 usato e anche un marantz pm17 mkII che mi farebbe provare un pomeriggio in negozio a confronto con il copland(forse mi permette anche di portarli a casa)Ti terrò informato.PS:che ne pensi del Marantz.Avevo dimenticato di dirti che l’ampli farà coppia con un sintoampli audio video con cui condivide l’impianto.logicamente quando ascolto la musica seria solo e rigorosamente stereo.Saluti Alessandro ------------------------------------------------------------------
Domanda di Massimo : Buongiorno Cristiano, ringraziandoti del lavoro che vedo svolgere egregiamente nella rubrica di Davide ti sottopongo tutte le mie perplessità. Sono un neofita del campo e il destino ha voluto che a 43 mi affacciassi al mondo dellHiFi. In adolescenza tutte le velleità musicali vennero frustrate da scelte famigliari e dai budget assolutamente miseri. Ora possiedo un paio di Sonus Faber da pavimento. La loro timbrica mia piace molto ma non sono particolarmente efficenti. Ascolto musica liquida possiedo un pc dedicato anche per visioni multimediali. Per la musica utilizzo Foobar con WASApi. Esco sul DAC, un Audio GD Fun, da uscita coassiale della scheda Maya44 per evitare colorazioni di Opamp o problemi vari con la porta USB (soluzione consigliata da Mr. Stanley Beresford). Condizionatore di rete a monte Xindak XF1000S. Cavi di potenza e segnale Xindak. Alimentazione prese Furutech con cavi di generosa sezione nobrand (18 mm). Fin qui poco da dire.
Vorrei dopo mesi di logorìo sedermi ad ascoltare musica per un po'
di tempo senza più perdermi in questi fastidiosi tecnicismi.
Purtroppo si percepisce quello che ti manca quando hai ascoltato
qualcosa che ti da di più. Dopo di che è difficile tornare indietro.
Sono stato al Top Audio di quest'anno e una cassa che non fosse
esoterica che mi è piaciuta è la Dalì Epicon M8 sorprendentemente
collegata ad un finale a stato solido. Dico sorprendetemente perchè il
risultato sonoro era deicisamente musicale con bassi profondi ma
controllati (ne ho sentite di orribilmente cicciottose a milano non so
se per colpa dei finali o delle casse). Comunque con i suoi 11000,00
euro di listino è una cassa con un'efficenza di 89db come le mie Liuto.
Affinità elettive? Comunque nessuna cassa ascoltata mi ha portato a
pensare di buttare via le mie Liuto. Grazie
Massimo
Cristiano Risponde: Buongiorno massimo, diamoci pure del tu: siamo coetanei. E' normale esigere sempre di più dal proprio impianto, quando si apprezza visceralmente la musica (ed in particolare generi aulici quale è la Classica). Come al solito, non è assolutamente facile rispondere ai quesiti come quello che mi sottoponi: il tuo impianto è completamente diverso dal mio, così come l'ambiente d'ascolto e le rispettive sensibilità, gusti timbrici ed acustici. Innanzitutto, ti consiglierei di non cambiare le tuo Liuto: i diffusori sono l'elemento timbrico assai più determinante di qualunque altro elemento costituente una catena di riproduzione audio. Le Liuto ti soddisfano ampiamente: tienitele, non buttare denaro al vento! Amplificazione: ti sei mosso in modo corretto, sino però ad arrivare ad ordinare l'Audio Analogue Verdi 100. La strada è quella giusta: Audio Analogue e Sonus Faber rappresentano un connubio veramente interessante (te ne parlo per esperienza diretta).
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Domanda di Giampiero : Ciao Cristiano,tutto bene?? sei stato al top audio?? io si abitandoci vicino.. a fine fiera sono stato incuriosito a portarmi le dynavoice a casa.. le DF8 enormi per il mio ambiente ma poco importa.. :) appena le ho collegate ho prtovato subito emozione anche a bassi volumi. non so se hai avuto modo di sentirle.. comunque.. basso che ricorda un po le orchestre di piazza.. :) medi un po ingigantiti ma piacevoli perchè ti fa entrare in scena,alti presenti ma sottomessi forse dal medio quindi mai stancanti anche volume alto. ora mi ritrovo collegate le RX8 e quest'ultime :) ogni tanto swicho per capire pro e contro.. le inglesi sono fatte decisamente meglio al livello strutturale e come cablaggio. suono "educato"forse più idone per musica tipo classica/jazz più musicali rispetto alle "svedesi" ma forse con un medio un po arretrato o meglio alti troppo presenti all'orecchio :) bassi secchi e veloci.
le dynavoice invece son ben fatte ma comunque costruite al livello standard sia interno che esterno ma danno un ascolto veramente piacevole.. si avvicina al live,molto emozionanti.. hanno un volume più "grasso" rspetto alle RX e un medio quasi "cavernoso" testato con la voce del boss.. quasi come se fosse li davanti a me. un po "monitor" direi rispetto alle MA.precise quanto basta,di certo non definite come le monitor.. in poche parole due impostazioni d'ascolto totalmente differenti.. dimenticavo.. rotel 1520 e kimber 4vs Ora mi trovo ad un bivio.. e volevo sapere solo un tuo punto di vista.. dicono che sono gli ascolti che devono convincerci..questo lo dici anche te... io forse ho già scelto chi abbandonare.. ciao e grazie per la tua disponibilità
Cristiano Risponde: Ciao Gianpiero, se non te le puoi permettere entrambe in casa (io possiedo sempre due coppie di casse con impostazione timbrica piuttosto diversa, più una terza ben imballata di scorta in granaio....) tieni quelle che ti danno più emozioni! Certo, ci sono prodotti esteticamente piacevoli o addirittura seducenti, altri che sembrano brutti anatroccoli ma dotati di una "voce" incredibile, ma infine è arduo avere tutto in un solo oggetto. Per cui, ascolta le tue emozioni e scegli il sistema d'altoparlanti che più te ne sa donare. Cambi ponderati come il tuo, senza fretta, portano sempre a nuovi traguardi d'ascolto: e aiutano l'udito ad affinarsi facendo esperienza. Ottimi ascolti, Cristiano ------------------------------------------------------------------
Domanda di Segio : Buongiorno. Ho letto molte
delle sue recensioni e dei suoi consigli sul website di audiocostruzioni e
li ho trovati molto utili e chiari.
Cristiano Risponde: Buonasera Sergio, è un vero peccato non poter più gioire totalmente delle prestazioni della coppia YBA che possiede (ed anche del lettore T+A: bell’impianto! Equilibrato e sinergico). L’ascolto in cuffia può essere realmente emozionante; fatta salva l’impossibilità di una ricostruzione scenica verosimilmente prossima all’evento musicale registrato, già una cuffia di medio prezzo (circa 200 euro) e buone prestazioni complessive è in grado di competere qualitativamente con sistemi d’altoparlanti economicamente ben più impegnativi, con una risoluzione ed un’estensione verso le basse frequenze spesso irraggiungibile da molti diffusori. Le risposte: 1- il REC OUT è un’uscita non regolata dal volume, per cui trattasi di un’uscita al massimo livello del preamplificatore; salvo non saturare l’ingresso di un ampli ad essa collegato (purché possieda almeno il controllo di volume) può anche essere utilizzata, sinceramente avrebbe più senso sfruttare l’uscita PRE OUT; 2- non vorrei essere lapalissiano, ma esistono eccellenti ampli sia a valvole che a stato solido: dipende soprattutto dai suoi gusti personali; personalmente ho sempre ottenuto ottimi risultati con ampli a valvole EL84 per pilotare le mie Denon AH-D5000 e Klipsch One, ma non disdegno neppure le qualità offerte da ampli ibridi come l’Aeron HA102 di cui ne possiedo un esemplare (sezione pre a valvole, sezione finale a mosfet - vedi anche: http://www.audio4.it/aeron/prova.ha-102.pdf). Gli ampli a valvole potrebbero però non vantare le medesime capacità di pilotaggio degli equivalenti a stato solido e risentire timbricamente della sostituzione delle valvole di marche diverse, in particolare con cuffie più ostiche di altre (es. AKG 701 o quella bestiaccia nera della AKG K1000, che andrebbe pilotata nel tuo caso con l’uscita diffusori del finale YBA 1.…) 3- se vuoi partire col piede giusto senza spendere una follia: Aeron HA102 (ti occorrono circa 140 euro), da collegare direttamente al T+A; se vuoi un prodotto di categoria realmente superiore, ma con un occhio ancora di riguardo al portafogli, Lector Zum (circa 800-850 euro, nuovo). Col Lector potrai fare definitivamente a meno degli YBA (ma tieniteli ben stretti nel caso in cui un giorno tu avessi la fortuna di ascoltare, a casa tua, una AKG K1000). E, come sempre, ottimi ascolti Cristiano ------------------------------------------------------------------
Domanda di Pierluigi : Ciao Cristiano, ho conosciuto Davide circa 2 anni fa, sono appassionato di hi-fi e forse non sempre ho fatto scelte razionali, ma spesso dovute a miei retaggi adolescenziali, oltre che a questioni di pura estetica. Ora, la domanda che ti volevo fare se mi consenti è: essendo un possessore di McIntosh Ma6900, Mcintosch Mcd301, Micro Seiki Dqx 1000 con braccio Micro Seiki Ma707, testina Sumiko, Tannoy Autograph Mini ho inserito su consiglio di un esperto di Mpielectronic, 2 subwoofer Velodyne Microvee per aumentare i bassi poco presenti negli altoparlanti in oggetto. Devo però sottolineare che le voci mi piacciono comunque molto, pertanto sono incerto o meglio confuso su come collegare i due sub (uno per canale) al mio amplificatore. Vorrei sfruttare al massimo le qualità di questo impianto, il primo dubbio è se collego mezzo speaker level input, cioè con cavi di potenza, il canale destro del sub destro all' uscita destra casse amplificatore, devo proteggere in qualche modo il canale sinistro del sub per non danneggiare l'amplificazione interna, stesso discorso per il canale sinistro. Li posso collegare con uscita Linea sul Ma6900? Cosa mi consigli. Grazie in anticipo per la tua collaborazione Pierluigi
Cristiano Risponde: Ciao Pierluigi, non conosco i tuoi sub-woofer, ma ho visto le foto del loro retro su internet. Dunque, per sfruttare al meglio i tuoi sub, dovresti collegarli come segue (ad impianto spento): 1- procurati, se non l'hai già, una coppia di cavi di segnale di lunghezza adeguata per collegare i due sub Velodyne al tuo integrato; 2- sfrutta l'uscita "Outputs 2" posta sul retro del tuo McIntosh MA6900, a cui connettere i cavi di segnale di cui al punto 1; 3- collega ora un cavo di segnale ad uno dei due sub-woofer, sfruttando il suo ingresso "input R"; 4- realizza il medesimo collegamento con l'altro sub-woofer, sfruttando lo stesso ingresso "input R"; 5- sul retro del sub-woofer, poni la levetta di selezione del crossover interno del sub sulla posizione "internal x-over"; 6- regola ora il potenziometro "low-pass crossover" sulla frequenza più bassa possibile (50 Hz); 7- posiziona al minimo il potenziometro del volume; 8- accendi il tuo impianto (sub compresi) ed inizia ad ascoltare a medio volume un disco ricco di basse frequenze; 9- regola ora il volume di uno dei due sub, molto molto lentamente, ponendo una mano sul suo altoparlante, sino a che non lo sentirai vibrare; 10- esegui la stessa operazione con l'altro sub, regolando il suo volume nella stessa identica posizione del primo.
Ora, se vorrai avere maggiore presenza di bassi, non farai altro che aumentare poco alla volta il volume dei sub.
Però, una domanda sorge spontanea: se il tuo ambiente d'ascolto non è proprio piccolo (diciamo almeno 20mq) e non ascolti musica nel salotto buono di casa, perché hai scelto le pur bellissime Tannoy Autograph Mini a cui affiancare ben due sub? La musica non è solo grazia e raffinatezza, ma, anche e forse soprattutto, dinamica, impatto, estensione in frequenza con grande omogeneità tonale, naturalezza d'emissione anche a volumi d'ascolto importanti. Avresti potuto ottenere un grande risultato da subito con una coppia di torri da pavimento, alte e snelle in larghezza, come Vienna, Opera, ecc. (che occupano pochissimo più spazio di un mini su stand). Ho citato apposta questi brand perché, oltre a realizzare egregi sistemi d'altoparlanti, ne curano maniacalmente anche l'aspetto estetico. Anch'io, come te, sono intransigente: un prodotto deve suonare bene, ma anche essere costruito in modo ineccepibile, duraturo e di grande cura estetica, a fronte di esborsi economici importanti. Un cesso estetico, è pur sempre un cesso: alla faccia del "brutto anatroccolo che però suona divinamente"! Vabbè, il fattore estetico è soggettivo, ma almeno la qualità delle finiture è oggettiva ed insindacabile. E, ti capisco, le tue Tannoy sono due bellissimi gioiellini. Ma non voglio assolutamente condizionarti: non è però per niente facile associare un mini a dei sub, soprattutto quando di marche diverse e con rispettive estensioni in frequenza non immediatamente sovrapponibili (perché figlie di due progetti differenti per differenti scopi d’uso), oltre a sensibilità e timbrica diverse. Non desistere e fai parecchie prove d'ascolto: anche il posizionamento in ambiente di due sub non è proprio una passeggiata. Sono convinto comunque che arriverai ad ottenere un buon risultato. Ottimi ascolti Cristiano
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Domanda di :
Cristiano Risponde:
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Potete tranquillamente scrivere a Crisrtiano marvel147@gmail.com per i vostri quesiti , tenendo presente che lui lo fa per passione , quindi senza nessun obbligo , verranno riportate i queste pagine.
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