Domande e Risposte

LE RISPOSTE DI CRISTIANO

Visto il successo che si e avuto con le risposte di Giuseppe , si e  creata anche questa paginetta , con le risposte di Cristiano , esperto di tutto il mondo Hi-Fi  e ottimo amico.

Domanda di Franco : 

Salve Cristiano.

Mi chiamo Franco ho 50 anni e ti scrivo in merito ad un dubbio di cui vorrei un tuo parere e consiglio.

Innanzitutto la composizione del mio impianto:

  • sorgente: CD a valvole Lector CDP7Tmk3 (ultimo aggiornamento, display azzurro) con alimentazione separata (PSU3T)

  • finale: Electrocompaniet AW (2x120)

  • preampli: Audio Research LS7 (valvole NOS Electro Harmonix)

  • diffusori: B&W Nautilus 803 (serie identificabile da tweeter inserito in parte superiore concava, quindi non della serie attuale Diamond)

  • cavi segnale: NORDOST cable Flatline BLUE HEAVEN

  • cavi alimentazione: SUPRA LoRad 1 mt.

  • cavi potenza: NORDOST cable Flatline Gold MK II Speaker Cable (5 mt.) oppure Oehlbach Air Blue 3 (3 mt.)

  • filtro di rete: multipresa filtrata Oehlbach

  • area ascolto: circa 48 mq (6 x 8) con diffusori posizionati nella parte corta ad una distanza di interasse di circa 4 mt. (troppo?)

  • musica di prevalenza: jazz, classica, senza disdegnare il buon rock

Ritengo sostanzialmente ben equilibrato all'ascolto l'impianto sopratutto il finale, veloce, morbido nel suono e ad alto amperaggio (100 A) in uscita, che ben si abbina alle 803 a loro volta molto dettagliate nelle alte frequenze ma che necessitano di buona corrente in ingresso.

Il dubbio risiede nel pre. Non ho testato altri modelli (precedentemente possedevo un integrato), per cui al momento è solamente una sensazione empirica di cui richiedo i "tuoi lumi".

Mi è stato detto da parecchi rivenditori interpellati che "l'anello debole" è proprio il pre, modello, pare non eccelso e che comunque, stante la tipologia di finale utilizzato (elogiato dai più) l'ottimo sarebbe un abbinamento finale Electrocompaniet (di base già morbido nel suono) + pre a stato solido da scegliersi di fascia medio alta per le caratteristiche generali dell'impianto.

 

Se possibile gradirei un tuo giudizio generale sull'impianto, sul mio dubbio e su dove tu interverresti.

 

Ringraziandoti anticipatamente, cordialmente ti saluto   Franco

 

 

Cristiano Risponde:  Salve Franco,
rileggendo la composizione del tuo impianto, mi è venuto spontaneo esclamare nella mia mente: "epperò!!"
Premettendo di non inoltrarmi nell'intricato mondo dei cavi, dunque dando per scontato che i tuoi collegamenti siano a prescindere di ottima qualità (non li conosco in maniera approfondita), ritengo il tuo sistema assai ben assemblato, direi oculatamente selezionato.

L'anello debole della catena, se non acusticamente trattato in maniera professionale, è senza ombra di smentita l'ambiente d'ascolto, di certo non l'incolpevole pre Audio Research.
Certamente il modello LS7 fu, all'epoca della sua commercializzazione, l'entry level della linea di preamplificazione del celebre brand americano, ma non sono assolutamente d'accordo sulla sua presunta non eccellenza: esso infatti mantiene, a costi più contenuti, buona parte delle prerogative dei modelli più costosi. Vorrei inoltre precisare che il suo suono non è affatto melenso o caldo: se è vero che le valvole si lasciano apprezzare per la rotondità del suono, occorre ribadire anche la loro luminosità in gamma acuta e la ricchezza armonica del suono riprodotto.
Le ECC88 poi sono doppi triodi che, nelle varie circuitazioni personalmente acoltate, offrono sovente un suono di grande precisione, "meno grasso" di certo delle ECC83 od anche delle ECC82.
La timbrica degli Audio Research non tende mai a virare infine verso tinte "calde", old-fashion, come ad esempio i vecchi modelli Conrad-Johnson o Audio Innovations.
Forse, il modello LS7 potrebbe non egualiare l'immanenza della scena acustica di un LS25 o di un più recente Reference, ma la disposizione ampia delle tue B&W potrebbe anche vanificare tale peculiarità; i modelli superiori di AR potrebbero sortire una risposta in gamma bassa ed un peso specifico del suono più importanti, ma la generosità delle tue B&W e la potenza dell'Electrocompaniet potrebbero infine ridurre tale divario.
Dunque? Come sempre, non è nell'eccellenza dei componenti singoli ma nella sinergia d'insieme che si ottengono i risultati più eclatanti. Lascerei perdere la soluzione di un preampli a stato solido (che non sia però un Electrocompaniet, per affinità elettiva monomarca) e, se proprio intendi imbarcarti nel cambio del LS7, personalmente insisterei ancora su Audio Research od anche su altri marchi scandinavi (la medesima Electrocompaniet appunto, ma anche Copland). Il rischio maggiore potrebbe rivelarsi un esborso economico anche importante
Se invece sei pienamente soddisfatto del tuo impianto, sorvola sui commenti di qualche disinteressato rivenditore.
Ottimi ascolti,
Cristiano

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Domanda di Giacomo :   Signor Cristiano, Le chiedo la cortesia e la disponibilità della Sua attenzione per sottoporle un paio di domande.

 

Prima però di addentrarmi, vorrei esprimerle la mia ammirazione nei confronti della sua conoscenza e, soprattutto, nel modo di esporla attraverso le sue parole e il suo linguaggio. Se mi permette, le sue recensioni sono dei veri e propri “racconti poetici”.

Un grosso complimento.

 

Vengo ora alle domande. Riguardano i finali monofonici Dared VP-300B che Lei ha recensito nel sito del Signor Davide Sbisà. Ne posseggo una coppia che ho acquistato dal Signor Davide. Costituivano un secondo impianto ma, coinvolto sempre più, dalla loro Voce, ho deciso di promuoverli, disfacendomi della mia attuale amplificazione composta dal preamplificatore Audio Research LS 25 MKII e dal finale Graaf 5050.

Potenza della classe A - “Single Ended” e della valvola 300b? Non so. Creano, però, nel mio ambiente d’ascolto, per la trasparenza con cui riproducono il messaggio sonoro, un’atmosfera che colpisce profondamente i miei sensi.

 

Nella recensione dei suddetti finali monofonici, Lei parla anche di un utilizzato in bi-amplificazione passiva. Perchè la definisce passiva? Esisterebbe anche una configurazione attiva? Le chiedo di specificare perché sono intenzionato anch’io a passare a questa soluzione. Inoltre ha parlato di un “preamplificatore passivo a trasformatori” quale compagno ideale dei gioiellini cinesi. Potrebbe essere più chiaro, al riguardo. Le chiedo troppo se mi potesse indicare, anche, qualche prodotto così concepito?

 

I miei diffusori sono gli Harbeth Super LH5.

Dispongo anche di un subwoofer Miller & Kreisell " The Wolkswoofer II ", acquistato, usato, sempre dal Signor Davide.

 

Ho deciso, infine, confortato dalla posizione che lei ha espresso nella risposta data al Signor Tullio, di andare, anch’io, in contro tendenza. Sto per acquistare il preamplificatore Audio Analogue Bellini Rev 2.0.

Come vede questo abbinamento? Per caso il suddetto preamplificatore è “passivo a trasformatori?” Mi perdoni, ma sono molto ignorante in questa materia.

 

Nel salutarLa e nel ringrazirLa per la Sua attenzione, Le invio un sincero e cordiale saluto.

 

Giacomo

 

 

Cristiano Risponde:  Carissimo Giacomo, puoi darmi del "tu", altrimenti mi fai sentire vecchio!! ;-)
A parte gli scherzi, la tua e-mail mi ha particolarmente colpito, perchè rafforza a ragione certe mie considerazioni che ultimamente hanno accompagnato alcune delle mie prove d'ascolto: in altri termini, se più o meno fortunosamente piuttosto che con sagacia ed intuito si approntano sistemi stereofonici sinergici fra i vari componenti ed ambiente d'ascolto, sono possibili prestazioni complessive elevate persino con componenti sfuggiti per qualche ragione al business milionario di questo nostro amato settore elettro-acustico, ormai divenuto elitario.
Ecco, i Dared VP-300b sono economici nel prezzo finale di vendita, anche per il fatto che si basano su di un progetto semplicissimo ma collaudato, sono ben costruiti, affidabili, esteticamente assai accattivanti.
Infine, non faccio fatica a comprendere che col tempo tu sia arrivato a preferirli alla tua stupenda amplificazione di riferimento. L'ascolto di musica è infine un momento ludico ed artistico; è vero, un purista ricerca aderenza timbrica con gli strumenti veri (se acustici), ricostruzione spaziale virtualmente prossima all'evento reale, naturalezza d'emissione (leggi: una tale dinamica da non presentare compressioni su nessuna frequenza e con nessuna partizione musicale per complessa che sia), cesellatura degli strumenti e della voce all'interno dell'immagine sonora.
Eppure ad ognuno di noi piace poi un certo tipo di suono, al di là che esso sia più o meno aderente alla realtà: in tal senso, assolutamente non biasimo alcuno.
Si, la musica è arte sublime; la sua riproduzione però è anche e soprattutto un caleidoscopio di sensazioni, un ristoro dell'animo e dell'anima, persino momento di convivio quando non di bisogno di ascetico asporto in totale solitudine.
Rispondo brevemente alle tue domande: la bi-amplificazione "passiva" è riferita al fatto che ognuna delle due coppie di finali pilota una ed una sola delle due sezioni di un diffusore che presenti due coppie di morsetti d'ingresso (per il bi-wiring - esistono anche casse più complesse con tre coppie di morsetti, per cui occorrerebbero tre coppie di finali Dared). Tale pilotaggio è di tipo passivo perchè la separazione delle frequenze è svolta dal filtro interno passivo dei diffusori stessi. Una bi-amplificazione è attiva quando il crossover dei diffusori è "by-passato" e la separazione di frequenze viene eseguita da un crossover attivo (alimentato) esterno, posto fra il pre ed i finali.
Un pre passivo è, per associazione del ragionamento di cui sopra, un preamplificatore privo di alimentazione (tensione di rete, batterie), ovvero un semplice attenuatore di volume. Un pre a trasformatori è invece più complesso, perchè l'attenuazione del volume è eseguita direttamente da tante uscite degli avvolgimenti del trasfo stesso quanti sono i passi di attenuazione del potenziometro, voluti dal progettista.
Hai provato a pilotare i Dared con l'Audio Research LS25? In alternativa, prova se ti fosse possibile anche il piccolo pre Dared SL2000a: sembra espressamente dedicato ai tuoi finali: la musicalità finale è di non poco conto. Ma il consiglio di un buon pre a trasformatori scaturisce dal fatto che sarebbe davvero un gran peccato alterare la trasparenza eccezionale di questi due piccoli gioiellini. Su VideoHIFI potrai trovare una serie di questi pre passivi, recensiti con serietà e competenza.
Ottimi ascolti,
Cristiano

 

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Domanda di Giovanni :  Salve mi chiamo Giovanni e vivo a Palermo. Avrei la necessità di
riprodurre  una traccia musicale il più fedele possibile al suono originale, dunque    ho bisogno di qualche consiglio tecnico utile e dettagliato in materia di   autocostruzioni e alta, anzi di altissima fedeltà.

 

Premesso che la mia è    una   esigenza davvero insolita e fuori dal comune (in pratica mi occupo di  addestramento canoro di uccelli domestici), le chiedo gentilmente, prima    di darmi risposte affrettate, di tenere in considerazione il fatto che la    mia ricerca riguarda certamente una riproduzione audio ad alta fedeltà, ma   con la   differenza che “la mia musica”, che nel mio caso riguarda solo ed  esclusivamente una registrazione audio del canto di un uccello, sarà    ascoltata  solo dai medesimi (gli uccelli) e non da noi umani, dunque tutte le    teorie   basate su calcoli, ragionamenti, etc.. riguardanti anche le piu moderne  tecnologie (progettate ovviamente per il nostro udito e non per quello dei volatili) a mio avviso, dovrebbero essere in qualche modo riconsiderate e   riviste. Fatta questa breve premessa, che vuole essere anche un invito ad    una  riflessione, passiamo alla parte tecnica. La sorgente sonora, che è stata  registrata da me personalmente in formato Wav, (esattamente a   24bit/96khz) con   un registratore digitale portatile (Jammin Pro HR-5) riguarda e   riguarderà  sempre (mi scuso se sono ripetitivo ma è fondamentale tenerlo presente)   il canto di un uccello.

 

Considerato che la riproduzione audio, per risultare DREDIBILE al volatile che lo ascolta, sarà bene che avvenga ovviamente  nello stesso formato originale (Wav a 24bit/96hz). Gli animali non sono mica  scemi da  farsi ingannare da un canto innaturale e sporco! Considerato che detta   traccia audio riguarderà ovviamente un repertorio canoro specifico (si parla di  canto di uccelli – non dimentichiamolo mai) caratterizzato da suoni molto  dolci,  acuti, cristallini e frequenze ben precise, mi chiedevo se, prima di fare acquisti che potrebbero risultare non idoei al mio scopo, se fosse il  caso di effettuare preventivamente una attenta analisi del suono della traccia  musicale  originale (la registrazione) al fine di avere una idea chiara sulla gamma  di  frequenze che la caratterizzano e relativamente all’esito di analisi,  capire  dunque le caratteristiche generali e le specifiche tecniche che  dovrebbero avere le apparecchiature di tutta la catena di riproduzione audio,    diffusori   compresi.   In attesa di un vostro riscontro porgo cordiali saluti. Giovanni

 

 

Cristiano Risponde:  Buonasera Giovanni,  fortunatamente buona parte degli uccelli ha un'estensione delle frequenze   udibili sovrapponibile a quella umana! Se avessero avuto una sensibilità  particolare alle frequenze ultrasoniche, il formato digitale sarebbe stato    immediatamente smascherato dalla loro sensibilità.  Ora, occorre capire cosa di preciso deve fare con le sue registrazioni:   riprodurle all'aperto, in un laboratorio, in un ambiente acusticamente   trattato, ecc.  Intende riprodurle con un normale impianto stereofonico?  Se questa risposta fosse affermativa, le consiglierei di usare un computer   di buona qualità (anche un notebook, più pratico), con processore di   qualità pari ad almeno un Intel Core i5-450; ambiente Windows, software   Foobar2000 con libreria WASAPI (tutto scaricabile gratuitamente dal sito   Foobar); dac esterno Musical Fidelity V-dac II; amplificatore valvolare   con finali 2A3 o 300B (gamma media strepitosa ed assai vicina alla   timbrica reale delle voci); per i diffusori, occorre sapere......   l'ambiente. Non spenda inutilmente denaro in sorgenti digitali: rimanga nel campo  della musica liquida con le sue registrazioni lossless.  Per il momento, un cordiale saluto,   Cristiano

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Domanda di Alessandro : Salve cristiano vorrei un tuo parere riguardo all’integrato advance acoustic 306 vorrei sostituirlo al mio copland csa 8 lo e abbinerei con i miei diffusori mordaunt short mezzo 6 e come sorgente digitale al duo meccanica + dac audiolab serie 8000.Che ne pensi?Saluti Alessandro

Cristiano Risponde: Ciao Alessandro, hai già potuto ascoltare l’Advance 306? Si tratta di un amplificatore potente, dinamico, ma al contempo contraddistinto da un suono grande e corposo. Ti chiedo se già tu lo conosca perché, sinceramente e secondo la mia personale esperienza, i prodotti Copland sono eccellenti: è vero che il CSA 8 sia completamente a stato solido e che questo marchio abbia realizzato le sue cose migliori a valvole, ma ritengo che i due ampli si collochino sulla stessa fascia di prezzo e prestazioni. Chiaramente poi, per i tuoi gusti personali potrebbe essere preferibile il 306….. Ti sembrerà lapalissiano ma, se puoi, portati sotto braccio il tuo Copland presso un rivenditore (od anche un amico o appassionato che lo rivenda usato) e confrontalo direttamente con l’Advance 306: non preoccuparti se le casse saranno diverse dalle tue come pure l’ambiente d’ascolto: almeno potrai valutare la timbrica dei due apparecchi. Però, se fossi in te, tenterei un investimento su qualche integrato di altissimo livello pescandolo nell’usato: magari un Musical Fidelity A-200 (perché l’ho visto a Carpi presso Audiocostruzioni due settimane fa) che si abbinerebbe alla grande col resto del tuo impianto, tutto inglese! Certo, rispetto al 306 sembra il brutto anatroccolo, non ha nemmeno il telecomando, scalda come una stufa perché lavora in classe A, ma il livello prestazionale è realmente ben diverso. Altra alternativa, ma più costosa: un Audio Analogue Maestro 70.Ottimi ascolti

 

Domanda di Alessandro  Salve Cristiano L’Advance non ho mai avuto modo di ascoltarlo,ma ho trovato dal negozio hifi qui a firenze un 306 usato e anche un marantz pm17 mkII che mi farebbe provare un pomeriggio in negozio a confronto con il copland(forse mi permette anche di portarli a casa)Ti terrò informato.PS:che ne pensi del Marantz.Avevo dimenticato di dirti che l’ampli farà coppia con un sintoampli audio video con cui condivide l’impianto.logicamente quando ascolto la musica seria solo e rigorosamente stereo.Saluti Alessandro

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Domanda di Massimo :  Buongiorno Cristiano, ringraziandoti del lavoro che vedo svolgere egregiamente nella rubrica  di Davide ti sottopongo tutte le mie perplessità.  Sono un neofita del campo e il destino ha voluto che a 43 mi affacciassi   al mondo dellHiFi.   In adolescenza tutte le velleità musicali vennero frustrate da scelte   famigliari e dai budget assolutamente miseri.   Ora possiedo un paio di Sonus Faber da pavimento.  La loro timbrica mia piace molto ma non sono particolarmente efficenti.  Ascolto musica liquida possiedo un pc dedicato anche per visioni   multimediali.  Per la musica utilizzo Foobar con WASApi.  Esco sul DAC, un Audio GD Fun, da uscita coassiale della scheda Maya44   per evitare colorazioni di Opamp o problemi vari con la porta USB   (soluzione consigliata da Mr. Stanley Beresford).   Condizionatore di rete a monte Xindak XF1000S.  Cavi di potenza e segnale Xindak.  Alimentazione prese Furutech con cavi di generosa sezione nobrand (18   mm). Fin qui poco da dire.


All'inizio ho usato come amplificatore integrato uno Xindak XA6200,   molto efficace nel pilotare le Liuto e decisamente migliorato nella  qualità del suono dopo aver sostituito le HA 6922 con delle Philips  E88CC SQ. Poi scatta la malattia.  Le valvole.   Mi tuffo sul single ended e acquisto un integrato MingDa MC300-A   Anniversary edition da 8 watt in classe A.   Vendo lo Xindak. Il suono che esce dalle Liuto è letteralmente favoloso e dopo un   logorante tube rolling la configurazione definitiva è 12AX7 Telefunken  smooth plate, 12Au7 Mullard CV4003 Nos, rettificatrice a stato solido   Webber made in USA, 300B Shuguang 50° black bottle. Il suono è verticalissimo ma carente (nonostante la rettificatrice a  stato solido) nei medio bassi soprattutto a volumi di ascolto umani.


Mi portano un MC88 sempre MingDa con le KT88 blu della JJ ma il suono  rispetto alle 300B è meno "alto" risulta fisicamente compresso  (letterlmente schiacciata la scena sonora) nei medio alti.  Provo un favoloso integrato con le 845 e 20W in classe A che mi dona una  scena nei medio alti simile alle 300B (anche se non uguale) e presenza  nei medio bassi molto soddisfacente. La presenza della scena avanza e le  corde del pianoforte vibrano più a lungo che con tutti gli altri   amplificatori.  Quindi difetti?  Riscalda come una centrale termica e non avendo una saletta ascolto  dedicata e dovendo addirittura iserirlo all'interno di un mobile il  rischio carbonizzazione legno o addirittura incendio non sembra così  remoto.  Torno all'idea dell'ibrido e questa volta chiedo a Davide di ordinarmi   un Audio Analogue Verdi 100 (possiedo ancora le mie Philips E88CC SQ).   Il dubbio è se dopo opportuno rodaggio e tube rolling di riuscire o meno  ad avere presenza sonora e dettaglio simile (non pretendo uguale  ovviamente) alle 845.
 


Se ciò non evvenisse devo cambiare diffusori con altri più efficenti?  Le dico inoltre che mia moglie non vuole entrare nella questione tecnica ma da amante della classica critica spietatamente ogni carenza musicale  della riproduzione.  Escludendo i Full range per carenza endemica nei bassi la scelta non è  enorme.  Le Zu Audio Omen DEF sulla carta sembrano interessanti per amplificatori  SE con le 300B (lo possiedo ancora)  Devo buttarmi sul mondo del pre a valvole + finale a stato solido?  O... buttare via tutto e tornare al vecchio mangianastri da portare in  spalla nelle gite fuori porta ;-))))  Aiuto quale può essere per me il giusto compromesso?

 

 Vorrei dopo mesi di logorìo sedermi ad ascoltare musica per un po' di  tempo senza più perdermi in questi fastidiosi tecnicismi. Purtroppo si percepisce quello che ti manca quando hai ascoltato  qualcosa che ti da di più. Dopo di che è difficile tornare indietro.  Sono stato al Top Audio di quest'anno e una cassa che non fosse  esoterica che mi è piaciuta è la Dalì Epicon M8 sorprendentemente   collegata ad un finale a stato solido. Dico sorprendetemente perchè il  risultato sonoro era deicisamente musicale con bassi profondi ma  controllati (ne ho sentite di orribilmente cicciottose a milano non so  se per colpa dei finali o delle casse). Comunque con i suoi 11000,00  euro di listino è una cassa con un'efficenza di 89db come le mie Liuto.  Affinità elettive?  Comunque nessuna cassa ascoltata mi ha portato a pensare di buttare via   le mie Liuto.  Grazie   Massimo
 

 

Cristiano Risponde:   Buongiorno massimo,  diamoci pure del tu: siamo coetanei. E' normale esigere sempre di più dal proprio impianto, quando si apprezza visceralmente la musica (ed in particolare generi aulici quale è la Classica). Come al solito, non è assolutamente facile rispondere ai quesiti come  quello che mi sottoponi: il tuo impianto è completamente diverso dal  mio, così come l'ambiente d'ascolto e le rispettive sensibilità, gusti  timbrici ed acustici.  Innanzitutto, ti consiglierei di non cambiare le tuo Liuto: i  diffusori sono l'elemento timbrico assai più determinante di qualunque  altro elemento costituente una catena di riproduzione audio. Le Liuto  ti soddisfano ampiamente: tienitele, non buttare denaro al vento!  Amplificazione: ti sei mosso in modo corretto, sino però ad arrivare  ad ordinare l'Audio Analogue Verdi 100. La strada è quella giusta:  Audio Analogue e Sonus Faber rappresentano un connubio veramente  interessante (te ne parlo per esperienza diretta).


Se un progetto d'amplificazione è valido, suonerà benissimo sia che  adotti una tecnologia a stato solido, sia a valvole. Il mio integrato  Doma Grido 100 suona, a casa mia e con il resto delle mie  apparecchiature, molto meglio di tanti progetti valvolari passati e  presenti che abbia potuto testare, così come i piccoli ed economici  Dared VP-300b hanno rattristito blasonate amplificazioni muscolari al  silicio, di costo anche ben più impegnativo.  Personalmente, ti consiglierei di portarti a casa da provare l'Audio  Analogue Maestro 70: a mio parere, possiede la miglior timbrica della  serie Maestro, a dispetto della potenza più ridotta (escludo l'ultimo  bestione in classe A dello stesso brand, che non ho ancora ascoltato).  Se vuoi ancora più cicca nel medio-basso, ascolta le tue Liuto col  Maestro 150: peccato che sia un bestione da 52 Kg (talvolta il troppo,  anche e soprattutto nelle dimensioni, storpia..... non tutti gli  audiofili sono megalomani!!!).  PS: se sei fortunato, cerca fra l'usato il finale Sonus Faber Amator  Power: con le Liuto (io avevo le piccole Liuto Monitor) è una goduria ;-) . In più, questo finale ti permette di acquistare in un secondo   momento il pre, perchè possiede pure il volume (sdoppiato per i due  canali): eppoi esteticamente è molto bello, anche all'interno di un  arredo importante.  Un cordiale saluto,  Cristiano

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Domanda di Giampiero  :  Ciao Cristiano,tutto bene?? sei stato al top audio?? io si abitandoci  vicino.. a fine fiera sono stato incuriosito a portarmi le dynavoice a   casa.. le DF8 enormi per il mio ambiente ma poco importa.. :) appena le ho    collegate ho prtovato subito emozione anche a bassi volumi. non so se hai   avuto modo di sentirle.. comunque.. basso che ricorda un po le orchestre   di piazza.. :) medi un po ingigantiti ma piacevoli perchè ti fa entrare   in scena,alti presenti ma sottomessi forse dal medio quindi mai stancanti   anche volume alto.  ora mi ritrovo collegate le RX8 e quest'ultime :) ogni tanto swicho per   capire pro e contro.. le inglesi sono fatte decisamente meglio al livello   strutturale e come cablaggio. suono "educato"forse più idone per musica   tipo classica/jazz più musicali rispetto alle "svedesi" ma forse con un   medio un po arretrato o meglio alti troppo presenti all'orecchio :) bassi   secchi e veloci.  

 

le dynavoice invece son ben fatte ma comunque costruite al livello   standard sia interno che esterno ma danno un ascolto veramente piacevole..   si avvicina al live,molto emozionanti.. hanno un volume più "grasso"   rspetto alle RX e un medio quasi "cavernoso" testato con la voce del   boss.. quasi come se fosse li davanti a me. un po "monitor" direi rispetto   alle MA.precise quanto basta,di certo non definite come le monitor..  in poche parole due impostazioni d'ascolto totalmente differenti..  dimenticavo.. rotel 1520 e kimber 4vs  Ora mi trovo ad un bivio.. e volevo sapere solo un tuo punto di vista..  dicono che sono gli ascolti che devono convincerci..questo lo dici anche    te...   io forse ho già scelto chi abbandonare..  ciao e grazie per la tua disponibilità

 

 

Cristiano Risponde:  Ciao Gianpiero, se non te le puoi permettere entrambe in casa (io possiedo sempre due   coppie di casse con impostazione timbrica piuttosto diversa, più una terza    ben imballata di scorta in granaio....) tieni quelle che ti danno più    emozioni! Certo, ci sono prodotti esteticamente piacevoli o addirittura   seducenti, altri che sembrano brutti anatroccoli ma dotati di una "voce"    incredibile, ma infine è arduo avere tutto in un solo oggetto.   Per cui, ascolta le tue emozioni e scegli il sistema d'altoparlanti che    più te ne sa donare.   Cambi ponderati come il tuo, senza fretta, portano sempre a nuovi    traguardi d'ascolto: e aiutano l'udito ad affinarsi facendo esperienza.   Ottimi ascolti,   Cristiano

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Domanda di Segio  :   Buongiorno. Ho letto molte delle sue recensioni e dei suoi consigli sul website di audiocostruzioni e li ho trovati molto utili e chiari.
Spero la mia domanda non sia troppo banale ma alla passione per l'ascolto purtroppo nel mio caso non si affianca una adeguata conoscenza delle tecnologia.
Ho la fortuna di possedere un preamplificatore YBA 1 ed un finale YBA 1 Alpha, acquistati usati ma ancora perfettamente funzionanti ed un lettore Cd T+A 1260R.
Per ragioni di cambio abitazione sono dovuto diventare di necessità neofita dell'ascolto in cuffia. Ho scoperto un mondo di ascolto assai affascinante ed intendo sviluppare questa passione. Di qui la richiesta di indicazioni.
Il Pre YBA non ha uscite cuffia. Al momento prelevo il segnale dalla uscita Rec Out e lo amnplifico tramite un apparecchietto della Sennheiser acquistato tempo addietro per riprodurre in cuffia il suono surround (attualmente disattivo la funzione surround) Le cuffie che attualmente possiedo sono una Sennheiser HD580 ed una AKG K550.
Ho visto sul sito di audiocostruzini diversi ampificatori per cuffie e sto seriamente pensando di acquistarne uno.
Le domande:
1. è corretto prelevare il segnale dalla uscita Rec Out del Pre YBA ?
2. con il mio attuale Pre e le attuali cuffie, sarebbe preferibile accoppiare un amplificatore per cuffie a valvole o solid state ?
3. per poter conseguire significativi miglioramenti rispetto alla attuale soluzione (amplificatore sennheiser con surround disattivato) su quale livello di amplificatore per cuffia dovrei posizionarmi ?
Mi scuso per la lunghezza della mail e per la banalità dei quesiti e spero possa offrirmi indicazioni.
La ringrazio comunque dell'attenzione. Cordialmente  Sergio

 

Cristiano Risponde:    Buonasera Sergio,

è un vero peccato non poter più gioire totalmente delle prestazioni della coppia YBA che possiede (ed anche del lettore T+A: bell’impianto! Equilibrato e sinergico).

L’ascolto in cuffia può essere realmente emozionante; fatta salva l’impossibilità di una ricostruzione scenica verosimilmente prossima all’evento musicale registrato, già una cuffia di medio prezzo (circa 200 euro) e buone prestazioni complessive è in grado di competere qualitativamente con sistemi d’altoparlanti economicamente ben più impegnativi, con una risoluzione ed un’estensione verso le basse frequenze spesso irraggiungibile da molti diffusori.

Le risposte:

1- il REC OUT è un’uscita non regolata dal volume, per cui trattasi di un’uscita al massimo livello del preamplificatore; salvo non saturare l’ingresso di un ampli ad essa collegato (purché possieda almeno il controllo di volume) può anche essere utilizzata, sinceramente avrebbe più senso sfruttare l’uscita PRE OUT;

2- non vorrei essere lapalissiano, ma esistono eccellenti ampli sia a valvole che a stato solido: dipende soprattutto dai suoi gusti personali; personalmente ho sempre ottenuto ottimi risultati con ampli a valvole EL84 per pilotare le mie Denon AH-D5000 e Klipsch One, ma non disdegno neppure le qualità offerte da ampli ibridi come l’Aeron HA102 di cui ne possiedo un esemplare (sezione pre a valvole, sezione finale a mosfet - vedi anche: http://www.audio4.it/aeron/prova.ha-102.pdf). Gli ampli a valvole potrebbero però non vantare le medesime capacità di pilotaggio degli equivalenti a stato solido e risentire timbricamente della sostituzione delle valvole di marche diverse, in particolare con cuffie più ostiche di altre (es. AKG 701 o quella bestiaccia nera della AKG K1000, che andrebbe pilotata nel tuo caso con l’uscita diffusori del finale YBA 1.…)

3- se vuoi partire col piede giusto senza spendere una follia: Aeron HA102 (ti occorrono circa 140 euro), da collegare direttamente al T+A; se vuoi un prodotto di categoria realmente superiore, ma con un occhio ancora di riguardo al portafogli, Lector Zum (circa 800-850 euro, nuovo). Col Lector potrai fare definitivamente a meno degli YBA (ma tieniteli ben stretti nel caso in cui un giorno tu avessi la fortuna di ascoltare, a casa tua, una AKG K1000).

E, come sempre, ottimi ascolti

Cristiano

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Domanda di Pierluigi :   Ciao Cristiano, ho conosciuto Davide circa 2 anni fa, sono appassionato di hi-fi e forse non sempre ho fatto scelte razionali, ma spesso dovute a miei retaggi adolescenziali, oltre che a questioni di pura estetica.

Ora, la domanda che ti volevo fare se mi consenti è: essendo un possessore di McIntosh Ma6900, Mcintosch Mcd301, Micro Seiki Dqx 1000 con braccio Micro Seiki Ma707, testina Sumiko, Tannoy Autograph Mini ho inserito su consiglio di un esperto di Mpielectronic, 2 subwoofer Velodyne Microvee per aumentare i bassi poco presenti negli altoparlanti in oggetto.

Devo però sottolineare che le voci mi piacciono comunque molto, pertanto sono incerto o meglio confuso su come collegare i due sub (uno per canale) al mio amplificatore.

Vorrei sfruttare al massimo le qualità di questo impianto, il primo dubbio è se collego mezzo speaker level input, cioè con cavi di potenza, il canale destro del sub destro all' uscita destra casse amplificatore, devo proteggere in qualche modo il canale sinistro del sub per non danneggiare l'amplificazione interna, stesso discorso per il canale sinistro.

Li posso collegare con uscita Linea sul Ma6900?

Cosa mi consigli. Grazie in anticipo per la tua collaborazione

Pierluigi

 

Cristiano Risponde:     Ciao Pierluigi,

non conosco i tuoi sub-woofer, ma ho visto le foto del loro retro su internet.

Dunque, per sfruttare al meglio i tuoi sub, dovresti collegarli come segue (ad impianto spento):

1- procurati, se non l'hai già, una coppia di cavi di segnale di lunghezza adeguata per collegare i due sub Velodyne al tuo integrato;

2- sfrutta l'uscita "Outputs 2" posta sul retro del tuo McIntosh MA6900, a cui connettere i cavi di segnale di cui al punto 1;

3- collega ora un cavo di segnale ad uno dei due sub-woofer, sfruttando il suo ingresso "input R";

4- realizza il medesimo collegamento con l'altro sub-woofer, sfruttando lo stesso ingresso "input R";

5- sul retro del sub-woofer, poni la levetta di selezione del crossover interno del sub sulla posizione "internal x-over";

6- regola ora il potenziometro "low-pass crossover" sulla frequenza più bassa possibile (50 Hz);

7- posiziona al minimo il potenziometro del volume;

8- accendi il tuo impianto (sub compresi) ed inizia ad ascoltare a medio volume un disco ricco di basse frequenze;

9- regola ora il volume di uno dei due sub, molto molto lentamente, ponendo una mano sul suo altoparlante, sino a che non lo sentirai vibrare;

10- esegui la stessa operazione con l'altro sub, regolando il suo volume nella stessa identica posizione del primo.

 

Ora, se vorrai avere maggiore presenza di bassi, non farai altro che aumentare poco alla volta il volume dei sub.

 

Però, una domanda sorge spontanea: se il tuo ambiente d'ascolto non è proprio piccolo (diciamo almeno 20mq) e non ascolti musica nel salotto buono di casa, perché hai scelto le pur bellissime Tannoy Autograph Mini a cui affiancare ben due sub? La musica non è solo grazia e raffinatezza, ma, anche e forse soprattutto, dinamica, impatto, estensione in frequenza con grande omogeneità tonale, naturalezza d'emissione anche a volumi d'ascolto importanti. Avresti potuto ottenere un grande risultato da subito con una coppia di torri da pavimento, alte e snelle in larghezza, come Vienna, Opera, ecc. (che occupano pochissimo più spazio di un mini su stand). Ho citato apposta questi brand perché, oltre a realizzare egregi sistemi d'altoparlanti, ne curano maniacalmente anche l'aspetto estetico. Anch'io, come te, sono intransigente: un prodotto deve suonare bene, ma anche essere costruito in modo ineccepibile, duraturo e di grande cura estetica, a fronte di esborsi economici importanti. Un cesso estetico, è pur sempre un cesso: alla faccia del "brutto anatroccolo che però suona divinamente"! Vabbè, il fattore estetico è soggettivo, ma almeno la qualità delle finiture è oggettiva ed insindacabile. E, ti capisco, le tue Tannoy sono due bellissimi gioiellini.

Ma non voglio assolutamente condizionarti: non è però per niente facile associare un mini a dei sub, soprattutto quando di marche diverse e con rispettive estensioni in frequenza non immediatamente sovrapponibili (perché figlie di due progetti differenti per differenti scopi d’uso), oltre a sensibilità e timbrica diverse.

Non desistere e fai parecchie prove d'ascolto: anche il posizionamento in ambiente di due sub non è proprio una passeggiata.

Sono convinto comunque che arriverai ad ottenere un buon risultato.

Ottimi ascolti

Cristiano

 

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Domanda di  : 

 

Cristiano Risponde: 

 

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Potete tranquillamente scrivere a Crisrtiano   marvel147@gmail.com

   per i vostri quesiti , tenendo presente che lui lo fa per passione , quindi senza nessun obbligo , verranno  riportate i queste pagine.

 

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