Domande e Risposte

LE RISPOSTE DI CRISTIANO

Visto il successo che si e avuto con le risposte di Giuseppe , si e  creata anche questa paginetta , con le risposte di Cristiano , esperto di tutto il mondo Hi-Fi  e ottimo amico.

 

Domanda di Valerio  :  ciao sono Valerio. spinto dalla tua incoraggiante recensione ho acquistato il pre/ampli cuffie noiz 08. volevo chiederti ma tu non noti in fastidioso rumore di fondo quando colleghi l'usb al pc? questo rumore inoltre aumenta considerevolmente se si sceglie di usare la connessione usb anche per l'alimentazione. hai notato anche tu questo disturbo? onestamente mi è venuto il sospetto che la tua recensione avesse come unico obiettivo quello di incentivare l'acquisto del prodotto, che tuttavia ammetto abbia fatto fare un bel balzo in avanti al suono complessivo, già peraltro buono delle mie sennheiser hd 595, specialmente se usato come ampli per il mio ipod nano (tramite line out ovviamente). fiducioso in una tua risposta, attendo impaziente.   Saluti Valerio

 

 

Cristiano Risponde:    Ciao Valerio,
il Noiz non può certo eccellere nelle misure strumentali, tuttavia io non ho avuto problemi di rumore con le mie cuffie (una Denon HD5000, una Koss PortaPro ed una Klipsch Model One).
E' piuttosto probabile che ci sia una certa idiosincrasia con le caratteristiche elettriche, di sensibilità e di impedenza con le tue ottime Sennheiser.
Usi un cavo usb molto lungo?
Verifica anche che durante l'utilizzo non compaia la spia anteriore "cup/signal", che sottintende un guadagno eccessivo con conseguente distorsione ed aumento del rumore: in tal caso occorre regolare il potenziometro "Gain" verso le posizioni inferiori fino a far sparire del tutto il citato led.
Non ritengo si tratti di un difetto del tuo esemplare (o di una sua cattiva regolazione in fase di assemblaggio), ma non posso obiettivamente escluderlo.
A proposito delle mie recensioni: non sono un dipendente di Audiocostruzioni ne ricevo alcun compenso, sono un free-reviewer a cui Davide Sbisà offre solo spazio sul suo sito, anche quando faccio recensioni un poco critiche (vedasi i piedini di legno Series 30 della ditta giapponese Musica), per cui cosa ci guadagnerei a scrivere fesserie o, peggio, articoli compiacenti? Non ho alle spalle una rivista e un Direttore editoriale a proteggermi o tutelarmi, sono da solo col coraggio di esternare le proprie impressioni d'ascolto, del tutto sindacabili.
Hai provato ad usare il Noiz con le cuffie dell'iPod (ovviamente con opportuno jack adattatore)?
Fammi sapere, se il problema persiste sarebbe almeno buona cosa avvisare Sbisà (se hai comprato l'oggetto da lui) o comunque il distributore nazionale Audio4 del problema che accusi: altri come te, possessori magari di cuffie Sennheiser, potrebbero incappare in problematiche analoghe. Ho già avuto svariati contatti da parte di appassionati che hanno acquistato il Noiz, ma nessuno in effetti mi ha mai sottoposto tale problema.....
Tienimi cortesemente informato sugli sviluppi
cordialità
Cristiano

 

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Domanda di Gianpietro :  Gentilissimo Cristiano, innanzitutto complimenti per il vostro sito, so che tempo fa hai fatto una prova su un ADVANCE ACOUSTIC MAP 305 II.
Da molto tempo ho un dilemma che mi toglie il sonno.
ho un advance acoustc map 305 ii 100w x 2 che muovono una coppia di pioneer cs 5030 150W comprate a un mercatino a 50€.
suonano bene ma in un appartamento con il volume che tengo non supero i -30 dB quindi non sfrutto al max lamplificatore.
secondo me bisogna cambiare i diffusori con 2 almeno di 250W per fruttare le proprietà dell'ampli a volumi normali.
cosa mi consigli considerando che ascolto per lo più musica reggae e quindi ricca di basse frequenze , e vorrei occupare spazi piccoli?
il fatto che ascolto reggae mi cosctringe ad usare woofer almeno di 6'' e o usare diffusori con una risposta in frquenza che scende sino ai 30 Hz.
grazie in anticipo gianpietro

 

 

Cristiano Risponde:  Ciao Gianpietro,
ti ringrazio per i complimenti, che riferirò a Davide Sbisà (io non c'entro nulla ne col sito, ne con l'attività Audiocostruzioni: Davide pubblica soltanto le mie recensioni, in maniera peraltro del tutto gratuita).
Effettivamente, i tuoi attuali diffusori non mi parrebbero adeguati alla classe dell'Advance, anche se dovrei starmene zitto visto che non li conosco.
Emergono alcuni aspetti dalla tua e-mail per i quali occorrebbe dedicare molto spazio; cercherò di essere breve e conciso al contempo:
- per poter ascoltare a volumi altissimi ed indistorti, occorrono amplificazioni di ben altro calibro e diffusori dotati di buona sensibilità e grande tenuta in potenza (soprattutto, un ambiente d'ascolto trattato acusticamente);
- la tenuta di potenza dichiarata dai diffusori è un dato che può fuorviare: se una coppia di casse dichiara 130W di tenuta, può tranquillamente suonare sia con amplificatori da 5w che da bestioni da 300w; concorrono altre caratteristiche, quali sicuramente la sensibilità (espressa in genere in dB/1W/1m o ugualmente in dB/2,83V/1m) che più è alta più permette accoppiamenti con basse potenze, ma anche e soprattutto il carico elettrico, ovvero andamento dell'impedenza e della fase in funzione della frequenza;
- sovente, è più probabile ottenere ottimi risultati con ampli di grande potenza e capacità di erogazione in corrente abbinati a sistemi d'altoparlanti con tenuta in potenza più bassa (purchè non si esageri col volume) che non il contrario: sembra paradossale, ma un piccolo ampli con tassi di distorsione elevati potrebbe fare veramente del male anche a diffusori di buona qualità.
Certo, ho fin troppo semplificato, ma spero che tu abbia compreso questi concetti.
Venendo a te, non è possibile andare contro la fisica: piccoli diffusori che abbiano bassa distorsione e grande tenuta in potenza e, soprattutto, estensione flat sino a 30 Hz, non esistono!!
Senza spendere grandi cifre, ti consiglio caldamente di ascoltare le Indiana Line Tesi 540, la cui impostazione timbrica potrebbe davvero rappresentare una panacea per l'ascolto di musica reggae.
Sono diffusori esteticamente aggraziati e curati, hanno una considerevole tenuta in potenza, buona estensione e presenza verso le basse frequenze, correttezza timbrica e cura soprattutto nella riproduzione di voci maschili. Sono mini-torri da pavimento, per cui non hai nemmeno bisogno di piedistalli ma, durante l'ascolto, devono essere posizionate ad una certa distanza dalle pareti posteriore e laterali. Sono italiane e godono di assistenza certa dopo l'acquisto, in caso di guasti o malfunzionamenti. Al giorno d'oggi, non è poco.
Ottimi ascolti,
Cristiano

 

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Domanda di :   Ciao Cristiano..sono Enrico da Ferrara ed ho un altra domanda da porti dopo quella di un pò di tempo fa sull alimentazione del Naim (ricordi..?)

Oggi il dubbio che mi assale riguarda i cavi di potenza da abbinare sempre al mio pupillo Nait xs.....in quanto ho sentito da alcune persone che non sono indicati,in abbinamento, cavi di potenza ad alta capacità..(?) ..in quanto potrebbero mandare in oscillazione l ampli in questione(ma cosa vuol dire oscillazione?).... e che il migliore abbinamento sono gli originali naim Nac A5 a bassa capacità......Ora ti dirò quali sono i miei cavi di potenza e segnale in modo tale che tu possa aiutarmi/tranquillizzarmi anche questa volta.....Cavi segnale: Xindak FA 1 - Cavi potenza: Xindak SC 03 Come sempre Cristiano grazie per la tua disponibilità / professionalità.....un saluto,Enrico
 

 

Cristiano Risponde:  Ciao Enrico, è vero: i Naim Naca 5 sono specificatamente indicati per le amplificazioni Naim.  In parole molto povere, un qualsiasi conduttore (dunque anche un cavo) attraversato da una corrente per effetto di una differenza di potenziale elettrico (tensione) offre di suo una determinata capacità (attitudine ad aumentare/accumulare il proprio potenziale elettrico) ed un'impedenza (grandezza fisica vettoriale che rappresenta la forza di opposizione di un bipolo - cavo - al passaggio di una corrente elettrica alternata), che sono fortemente dipendenti dalla forma fisica e geometrica del conduttore.
Esiste ovviamente anche la resistenza elettrica, grandezza fisica scalare che definisce la tendenza di un conduttore ad opporsi al passaggio della corrente elettrica, ovviamente quando sottoposto ad una tensione. La resistenza dipende dal materiale con cui è realizzato il conduttore del cavo, dalle sue dimensioni oltre che dalla temperatura.
Tieni conto che uno degli effetti del passaggio di corrente in un conduttore è il suo riscaldamento, chiamato "effetto Joule".
Un cavo è pur sempre un cavo ed i cavi sono tutti uguali: no, non è affatto vero! In funzione dei materiali, della costruzione, della geometria costruttiva, della sua forma fisica, ogni cavo ha dunque le sue caratteristiche elettriche e si comporta in un certo modo quando attraversato da corrente alternata. Generalmente, un cavo capacitivo è quel cavo i cui conduttori scorrono parallelamente anzichè in maniera spiralata (più "induttiva").
Infatti, un condensatore altro non è che una struttura formata fisicamente da due aree conduttive affiancate, ma separate da un isolante, definito dielettrico. Per cui se la struttura di un cavo è costituita da più conduttori paralleli e fra essi isolati, più il cavo sarà capacitivo.
Per esperienza, i cavi costituiti da conduttori multifilari di piccolissima sezione (Litz) ed oltremodo avvolti a spirale, offrono generalemte capacità irrisorie.
I cavi che stai dunque utilizzando non mi sembrano poi così capacitivi, stai tranquillo! Difficile poi spiegarti in poche parole, soprattutto semplici, la condizione di oscillazione di un amplificatore elettronico: è una condizione infine paragonabile (per effetto) ad un cortocircuito.
Per un tuo eventuale up-grade futuro, ti consiglio i cavi di potenza Sommercable Elephant: costruzione Litz, capacità bassissima, grande musicalità a prezzi molto ragionevoli.
Ottimi ascolti,
Cristiano

 

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Domanda di Giancarlo riguardo Cuffie  klipsh one :   Molto bene. Proprio qualche giorno fa ho ordinato on-line le cuffie in oggetto (il corriere arriverà a giorni, neve permettendo...). Non sono un intenditore ma mi fido del mio intuito, essendo a conoscenza che Klipsch ha sempre prodotto ottime (e molto costose) casse acustiche (anni fa, allo stesso modo, ho acquistato delle ottime AKG per l’ascolto “tradizionale” di musica classica e jazz con l’impianto stereo). Oggi ho letto la tua recensione e sono molto soddisfatto, sia per il giudizio del prodotto, sia soprattutto per gli artisti e le musiche con cui sono state testate le cuffie. Essendo anch’io non “giovanissimo”, fedele lettore peraltro del mensile “Il Buscadero”, mi ha fatto piacere l’abbinamento della qualità della tecnologia con la qualità della musica. Certo che in internet si trova proprio tutto... Approfitto del sito e dell’indirizzo trovato per chiedere: ma oggi, per ascoltare musica con la vera qualità hi-fi/stereo (?) quale tipo di impianto “casalingo” si dovrebbe acquistare? Con tutti i passi giganteschi della tecnologia e dell’elettronica, io non ci capisco molto (certo ho capito che l’analogico è sepolto a favore del digitale ma comunque ho molta nostalgia per i vecchi standard, esempio Thorens+ Shure+Marantz+Jbl+Koss...). Tornando alla domanda e immaginando di avere una certa somma a disposizione, non saprei - OGGI - da dove partire, nel mercato digitale, tra preampli e finali, lettori cd, casse acustiche, collegamenti con tv-computer-ipod e chi più ne ha più ne metta... A me non interessano le novità di moda. Mi interessa solo un’ottima qualità della musica riprodotta da ascoltare (con vecchi e nuovi supporti: lp, musicassetta, cd, itunes, mp4, ipod). Certo, una volta ero in grado distinguere una testina dall’altra sul piatto del giradischi. Oggi sono tagliato fuori e soprattutto sto alla larga dai vari mega-ipermercati-mediaword che, secondo me, spesso vendono quantità e non qualità. Ringrazio per l’attenzione. GIANCARLO (BERGAMO)

 

 

Cristiano Risponde:   Buongiorno Giancarlo,
ho letto con grande interesse la tua e-mail, perchè offre parecchi spunti di riflessione oltre al fatto che affronta il tema della stereofonia con la saggezza di chi giovanissimo più non è!
Le cuffie Klipsch sono davvero un ottimo prodotto, addirittura fantastiche se utilizzate con.... l'iPhone (non scherzo: provare per credere).
La tua domanda richiede un intero articolo, più che una risposta, per cui mi hai dato (e ti ringrazio) lo spunto per un mio futuro intervento di penna su Audiocostruzioni.
Oggi, ancor più che nel periodo folle dei primi anni '90, ritengo che l'alta fedeltà di blasone abbia mediamente raggiunto prezzi al pubblico vergognosi. Oh certo, se non si hanno problemi economici e se il prezzo richiesto è in qualche modo commisurato alle prestazioni offerte, non si può obiettare alcunchè. E' un'elementare legge di mercato.
E' altrettanto vero che il mercato libero ha dato il via anche alla new-wave orientale, con la Cina su tutti e con le sue realizzazioni talvolta persino opulente a fronte di prezzi ancora abbordabili persino dal lavoratore a reddito fisso. L'avvento infine della musica liquida, internet, i nuovi hardware di riproduzione multimediali (iPod e compagnia bella) hanno portato una vera e propria rivoluzione nel settore dell'ascolto di musica riprodotta.
Se sei legato ancora alle vecchie tecnologie, il giradischi analogico sa offrire oggi soddisfazioni ben maggiori che nel passato, a parità di prezzi d'acquisto.
Se invece ami la tecnologia, buttati sulla musica liquida ad alta risoluzione (16 bit non compressi in formato ape o flac, oppure 24bit e 96kHz).
In merito all'ascolto di musica liquida, ho approntato a casa mia un sistemino che suona in maniera davvero apprezzabile: un buon pc portatile (notebook); una chiavetta usb dell'ing. Manunta (la M2Tech HiFace, che costa circa 100 euro); un sistema di conversione digitale/analogica comprensivo di controllo di volume telecomandato Audio Alchemy DTI2.0 + DDE 3.0 (frutto di un baratto con un altro appassionato, con un mio Linn Numerik) che pilota direttamente uno dei miei vari finali di potenza, visto che offre un'uscita di circa 3,50V.
Paradossalmente dunque, oggi puoi fare eccellenti acquisti nel settore dell'usato, meglio se rivolgendoti a (pochi ormai) negozi specializzati.
Se nei tuoi paraggi ci fosse uno di questi negozi, inizia a frequentarlo ed ascolta un pò di tutto, azzerando preconcetti e pregiudizi sulle varie marche, valvole e transistor, bass-reflex e sospensione pneumatica, cd e lp: in brevissimo tempo ti farai un'idea che qualcosa di valido a prezzi onesti si trova ancora.
Le grandi distribuzioni che hai citato hanno da tempo abbandonato la stereofonia, da anni ormai non più remunerativa (lo stereo non è più uno "status symbol" come negli anni 70-80): potrai trovare solo lettori DVD o blue-ray di basso costo e sistemi home-theatre consumer. Risale a tre anni fa la presenza della linea Constellation di Chario presso un centro Mediaworld: ma il cliente-tipo non comprendeva il costo eccessivo di quegli strani mobili con gli altoparlanti, però che belle le finiture lignee laterali in vero noce.......

PS: sarebbe stato tutto sommato facile elencarti marchi e modelli che ritengo contraddistinti da rapporti qualità/prezzo convenienti; ma avrei commesso un madornale errore di sottovaluzione di quanto l'alta fedeltà sia relativa e soggettiva, e di quanto sia smisuratamente legata ai vari abbinamenti ed all'ambiente d'ascolto in cui tutto l'impianto sarà inserito.
Anche un sistema tutto Audio Research al massimo livello (per le casse, scegli tu!) suonerebbe in modo mediocre in un ambiente acusticamente nato male (dimensioni, cubatura, finiture, materiali, ecc) e, peggio, acusticamente non trattato.......... e, di questo aspetto, incredibilmente la quasi totalità degli appassionati non ne tiene conto, continuando piuttosto a buttar via tempo e denaro in continui cambi di apparecchiature e sistemi d'altoparlanti. Ogni ambiente d'ascolto anche sufficientemente trattato, ha un suo "limite" qualitativo sui vari parametri fisici d'ascolto, oltre al quale è davvero molto difficile andare oltre.

Cristiano

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Domanda di Tullio :   Ciao Cristiano mi chiamo Tullio e sono un appassionato di “ascolto di buona musica” , scusa se ti disturbo,ma ti leggo sempre sul sito di Audiocostruzioni e mi piacciono molto le tue recensioni,le trovo molto naturali,competenti e soprattutto chiare e comprensibili un po’ per tutti. Ora veniamo al mio problema che riguarda la sostituzione dei finali mono Ming-Da 845, da abbinare al pre Audio Analogue Bellini ultimo modello. Ti chiedevo, data la tua esperienza, se abbinandogli il finale Donizetti della stessa casa farei un salto di qualità abbastanza notevole, oppure la differenza è solo nelle sfumature e alla fine il gioco non vale la candela come si usa dire. E poi ti chiedevo secondo te alternativamente che altro finale ci potrei abbinare al pre Bellini per ottenere un buon risultato sempre stando nel budget circa del prezzo del Donizetti.Ti elenco gli altri componenti della mia catena audio che è così composta : sorgente analogica Clearaudio Champion con braccio Tangent sempre della Clearaudio,puntina VDH TWO Special,sorgente digitale Cd Bada Hd 26,Nad doppio Cd con convertitore Apogee,pre Bellini,finali mono Ming-da, diffusori da pavimento a 3 vie della 2 Am acustic,una ditta bolognese che adesso credo che non ci sia più,tuner Marantz anni 70. Cavi di segnale e di alimentazione della Bada hi fi,di potenza in biwiring della Bada e un’altra marca che adesso non ricordo,il tutto collegato al filtro stabilizzatore della Bada. Mobile porta elettroniche autocostruito e pesantissimo fatto di acciaio e con tutti i ripiani in travertino disaccoppiati dalla struttura mediante punte. Ambiente di forma rettangolare mediamente insonorizzato di circa 12-14 mq.Ringraziandoti anticipatamente per la tua eventuale risposta,ti saluto cordialmente.

Tullio.

 

 

Cristiano Risponde:  Ciao Tullio,
comprendo benissimo la tua esigenza di "novità" o, diciamo, di aggiornamento dell'impianto hi-fi. Negli ultimi due anni io non sono mai riuscito ad ascoltare musica da uno stesso impianto per più di un mese!
Personalmente, reputo i finali monofonici Ming-Da MC845C degli ottimi amplificatori, ben costruiti e dotati di trasformatori di alta qualità: nel mio ambiente d'ascolto e con il resto delle mie elettroniche, infine li ho preferiti anche ad analoghi e blasonati prodotti nazionali (nonostante io sia uno strenuo sostenitore del prodotto italiano, quando merita).
Si vocifera nei salotti buoni dell'hi-end che l'abbinamento fra pre a stato solido e finali valvolari non possa sortire esiti mirabolanti quanto un abbinamento esattamente opposto: bah, nulla è più relativo e soggettivo di questa nostra ed insana passione. I miei Ming-Da MC845C si esprimono ad alti livelli se pilotati con un Threshold Fet Ten HLe, un preamplificatore sopraffino al cui interno spiccano peraltro tanti vituperati operazionali in luogo di arzigogolati circuiti discreti infarciti di resistenze, transistor e condensatori realizzati solo nelle notti d'equinozio d'autunno.
Ciò che conta infine sono le sensazioni percepite dal nostro senso uditivo, non certo dai proclami di altri.
Che dirti, caro Tullio, la mia esperienza mi induce a consigliarti di provare: le amplificazioni monomarca dovrebbero a priori essere sinergiche.
Il finale Donizetti offre un'ottima capacità di pilotaggio, è autorevole, offre una timbrica pacata e mai sopra le righe; non conosco i tuoi diffusori, ma se fossero contraddistinti da moduli di impedenza bassi e fase tortuosa e di tipo capacitivo, senz'altro il Donizetti potrebbe risolverti alcune lacune dinamiche (compressione, nettezza dei transienti, ecc) che magari ravvisi con i Ming-Da. Audio Analogue offre poi una proverbiale assistenza post-vendita, mentre Ming-Da non ha nemmeno un distributore ufficiale. I prodotti Audio Analogue offrono costanza di produzione e prestazioni, con Ming-Da mi è già capitato di ascoltare medesimi apparecchi con settaggi differenti (sovente rumorosità e rapporti segnale/rumore ben diversi, alla faccia della loro assicurazione di qualità secondo standard ISO9001).
Ultimo consiglio: sostituisci i cavi di segnale e potenza Bada con Sommercable (segnale: Epilogue o Stratos; potenza: SPM440 Elephant); i Bada sono a mio parere un pò troppo..... soft.
Ottimi ascolti
Cristiano

 

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Domanda di Luca: ciao cristiano, mi chiamo luca e scrivo da crevalcore bologna, leggendo la posta su Audiocostruzioni mi è salito un dubbio anche a mè riguardo i cavi per i diffusori: io ho un integrato naim nait xs, ma sono però un audiofilo in bolletta e i cavi me li sono sempre fatti da me. Attualmente uso una coppia di cavi fatti su progetto tnt audio: la classica treccia fatta con dei cavi UTS cat 5 schermati. Utilizzando questi cavi "poveri", mi perdo qualcosa nell'ascolto ? Corro alcuni rischi? ciao e grazie 1000

 

Cristiano Risponde: Ciao Luca,
anche se non sono un esperto di elettronica, credo proprio di poterti tranquillizzare:
- le elettroniche Naim sono ottimi prodotti (quando non eccellenti) che scaturiscono sempre da progetti meditati e privi di fronzoli, sempre surdimensionati nelle alimentazioni e nella componentistica ove serve; in altri termini, Naim è un marchio sicuramente affidabile (poi può sempre capitare l'apparecchio nato "storto", ma anche l'assistenza non mi sembra affatto latitante);


- i cavi che hai utilizzato, i classici cavetti da comunicazione U/UTC cat. 5, dichiarano una capacità massima di 1,6 pF/metro, tipica di 0,04 pF/metro (vedi questo link: http://www.farnell.com/datasheets/315869.pdf ): non ritengo siano questi i valori che possano impensierire un moderno e splendido Naim Nait XS!


In merito alla qualità audio complessiva dei tuoi "TNT-Audio", non saprei cosa dirti: io ho usato anche i cavi del ferro da stiro, quelli industriali per la trifase 380Vac da 32A; da sempre utilizzo due coppie di cortissimi cavi di segnale (una coppia sbilanciata con connessioni RCA, l'altra bilanciata XLR) ricavati da una risulta di cavo di potenza solid-core Mamba viola, tra l'altro non schermato e, se li uso tutt'ora da almeno 15 anni.......


Tieniti i tuoi cavi autocostruiti, soprattutto se il risultato finale ti soddisfa e ti permette di trascorrere al meglio il tuo tempo libero: prima di cambiare dei cavi, occorrerebbe poterli testare sul proprio impianto prima dell'acquisto. Magari, se hai un amico audiofilo che ti possa prestare una coppia di cavi di potenza qualunque, ma di regolare commercializzazione, prova!! Potresti scoprire che, col tuo impianto e nel tuo contesto, quelli che possiedi già sono pure migliori..... Ottimi ascolti Cristiano

 

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Domanda di Andrea :Ciao Cristiano, sono da anni appasionato di hi-fi forse non sempre ho  potuto soddisfare per ragioni economiche le mie passioni e cambiamenti al    mio impianto, la domanda se mi consenti che ti volevo fare è dovendo    scegliere un lettore cd, ed avendo l'ingresso nell'Ampli bilanciato xrl,   ritieni sei importante ai fini del risultato acustico scegliere una  macchina con questa uscita, cosa si differenza sostanzialmente tra le ue   uscite, ossia tra la rca e la xrl, grazie e complimenti !  Andrea

 

Cristiano Risponde:  Ciao Andrea,  ci sono ragioni tecniche ben precise per le quali ormai più di    sessant'anni fa, fu ideata la connessione bilanciata.  La trasmissione dei segnali audio di alta qualità, soprattutto in campo   professionale ed in particolare su percorsi lunghi, è soggetta a vari   disturbi indotti da onde elettromagnetiche (dai comuni elettrodomestici di   casa ad ogni altra fonte anche via etere). I conduttori di segnale si   comportano come antenne, dunque non è escludibile che al segnale audio si   possano sommare disturbi indesiderati; sovente tali disturbi possono   essere avvertiti come dei "click" oppure come un ronzio alla frequenza di    rete e alla frequenza delle sue armoniche. Ovviamente, quanto più debole   sarà la tensione del prezioso segnale (microfoni, testine) tanto più   intenso sarà il pericolo di captare disturbi.   In un cavo bilanciato scorrono tre conduttori, due poli caldi e la massa.   Il segnale è duplicato lungo i due poli caldi, scorrendo però uno in   controfase all'altro. All'ingresso dell'apparecchio ricevente viene poi    realizzata la sottrazione fra i due segnali: in tal modo un qualsiasi   disturbo si sommerà in modo identico ai due segnali, ma al momento in cui   viene realizzata la sottrazione, il disturbo scomparirà (perchè i due   segnali sono in controfase) lasciando solamente il segnale audio  desiderato.


In un cavo sbilanciato, nulla di tutto questo accade: se i disturbi sono   captati, questi si sommeranno al segnale audio.  Un'apparecchiatura con uscite XLR è sempre da preferire, purchè tali    uscite siano realmente bilanciate! Potrai rendertene conto dalle   caratteristiche dichiarate: l'uscita in tensione dai connettori xlr deve   essere obbligatoriamente doppia rispetto a quella sbilanciata.   Ottimi ascolti Cristiano
 

 

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Domanda di Darno : Scusa Cristiano se mi permetto di portarti via del tempo: sono un vecchio  appassionato che è rimasto fermo per un ventennio per vari motivi (    lavoro,   famiglia, la passione per   la " musica attiva " - sono anche un chitarrista con vasto parco    chitarre...   ). Ultimamente mi è bastato comprare per curiosità un V-dacII e sposarlo    al mio   vecchio Teac VRDS  10 per ricominciare! Il vecchio pre+finale adcom 555 l'ho dedicato a    plasma e   bluray assieme al DSP E800 della Yamaha con le Spendor LS3/5a per i    canali   principali, sub e   satelliti Indiana line; dal buon Davide ho preso uno Xindak 3250 II (    mettendo   due ecc83 NOS Telefunken + due ecc81 NOS Siemens ) e ho trovato due    Xindak Ms3   praticamente  nuovi a metà prezzo a pilotare le mie Opera Callas Gold. I cavi di    segnale   sono dei TNT string shoe ( solo tra pre e finali il cavo usato è un    Aircom plus   ) mentre quelli di potenza   TNT FFRC mkII, tutti costruiti da un tecnico.   Il risultato finale è decisamente buono: ora ho una scena musicale ampia,   ariosa, con estrema nitidezza, voci letteralmente "vere", la tromba di    Miles da   i brividi... insomma sono soddisfatto ( per non parlare della resa dei    miei  vinili! ). L'unica pecca la trovo nelle grosse masse orchestrali ( le    Callas   non arrivano tanto in basso ). Finalmente arriva la domanda: avendo il    pre una   doppia uscita, mentre il sub TH-SA della Indiana line offre anche la    doppia   entrata line ( con possibilità di taglio della frequenza di entrata in    funzione  oltre al volume ) sarebbe possibile collegarli e, soprattutto, me lo    consigli?  Grazie, Darno
 

 

Cristiano Risponde:   Ciao Darno,  assolutamente si, ma non con il TH-SA della Indiana Line.  Certamente si tratta di un buon sub, ma il tuo impianto è troppo raffinato   e a mio parere molto ben assemblato, da meritare altro.  Cerca piuttosto un sub con woofer servocontrollato (es. Sunfire, REL   Acoustic) in cassa chiusa, il cui posizionamento in ambiente è molto meno   difficoltoso di un bass-reflex, oppure se bass-reflex deve essere,    considera fra l'usato il Chario Constellation Hercules.  E' corretto sfruttare la seconda uscita del preampli: una volta collegato   il sub, predisponilo sulla frequenza di taglio più bassa possibile, poi   con l'impianto in funzione (ed un vinile o cd ben esteso sulle basse   frequenze) ruota il volume del sub da zero sino a cominciare a sentire il   woofer del sub vibrare, appoggiandovi la mano sul cono. Il volume che da   questo punto in poi aggiungerai, sarà solo per un tuo personale gusto    timbrico: la quota d'emissione è già sufficiente (spesso ideale) per una   naturale estensione in frequenza e sensazione di maggiore profondità della   scena acustica. Intanto prova con il TH-SA: ce l'hai già in casa!   Se le mie dritte non fossero foriere di un qualche risultato positivo,    tirami pure le orecchie!!!  Ottimi ascolti.  Cristiano
 

 

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Potete tranquillamente scrivere a Crisrtiano   marvel147@gmail.com

   per i vostri quesiti , tenendo presente che lui lo fa per passione , quindi senza nessun obbligo , verranno  riportate i queste pagine.

 

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