Domande e Risposte

LE RISPOSTE DI CRISTIANO

Visto il successo che si e avuto con le risposte di Giuseppe , si e  creata anche questa paginetta , con le risposte di Cristiano , esperto di tutto il mondo Hi-Fi  e ottimo amico.

 

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Domanda di Michele :   Ciao Cristiano,...e grazie per la tua pronta risposta,...premetto che il mio ascolto è veramente migliorato, e di tanto, rispetto a  quello che potevo ascoltare con i Luxman e le B&W 683,...ora posso dire che ascolto veramente, bene,...ti ho interpellato solo per avere, come gia' detto, un tuo autorevole parere, e sono soddisfatto della tua risposta.

 

Per quanto riguarda i prodotti di A.A. non c'è bisogno che io li commenti, penso che tu sappia meglio di me, il loro valore, avendoli provati, io prima, ho avuto il Maestro 70, e ti posso dire  che è un ottimo prodotto, pulito nell'ascolto e piacevole sia sui bassi, e sia sull'ascolto delle  voci, il Maestro 200 SE, è ancora meglio, credimi, è un vero dominatore,...per quanto riguar da i lettori cd,...come hai visto dalla foto li ' ho  tutti, e suonano, tutti in modo diverso, e vengono  utilizzati, a seconda l'esigenza musicale, ottimo il  Rossini con la volvola, superbo il Maestro, reale e  preciso, il Paganini,...tutti e tre sono la versione rev.2.0 I duffusori Monitor Audio PL 300 sono stati una  vera rivelazione, eccezzionali, questo grazie a Davide che me li ha proposti, il suono è sempre molto controllato, e preciso anche con riproduzioni con bassi esorbitanti,...

 

In riguardo al tuo impianto, non mi pare che tu sia messo poi cosi' male, forse hai capito, come dicevamo in passato che la verita', in riguardo l'ascolto, sta al centro, della cosa, e quindi non eccedere troppo nella  spesa, ma neanche poi spendere poco,... ma fare acquisti  mirati, magari cose gia' provate da altri,... e qui entri in  gioco tu, con le tue disamine sui prodotti in commercio, anche se, ognuno poi la musica la sente a modo suo, stiamo parlando, come dicevo anche in passato di riproduzioni, a  volte anche scadenti,...tu forse hai trovato il tuo equilibrio e ti senti appagato, io sinceramente mi sento appagato, ma da curioso, sai, mi piace chiedere, in fondo è un gioco, il no stro gioco, da adulti,.....e fino a quanto c'è passione e possibi lita', è meglio continuare a giocare, altrimenti il guerriero che è in noi, potrebbe anche morire,....che dici?......

 

Grazie per la chiacchierata, e tutti i consigli che mi hai dato, non manchero' di provare l'ampli,.... appena mi sara' possibile farlo,.....spero di non averti annoiato., per me è un piacere parlare con te,...... ho tanto da imparare,......... Un caro saluto, ma sopratutto, fai buoni ascolti.

Michele.
 

   

 

Cristiano Risponde:  Ciao Michele, è stato un vero piacere.

Sono d’accordo con te su tutto: avendo la possibilità di ascoltare un certo numero di prodotti a casa mia, nel tempo ho realizzato con cura certosina un sistema poliedrico adatto sia alle mie esigenze, sia al mio piacere, che al mio particolare e difficile ambiente d’ascolto (una mansarda a doppio spiovente).

Possiedo svariate altre elettroniche e diffusori (emergono spesso dalle mie recensioni) più altro ancora, fra cui una miriade di cavi e accessori audio di ogni tipo (compresi filtri e isolatori di rete, cuffie, ampli per cuffie, ecc), tanto che ogni settimana il set-up cambia.

E’ importante però individuare quegli elementi che, più di altri, colpiscono particolarmente i nostri gusti; tali oggetti si devono tener ben stretti ed elevare a pietre angolari su cui costruire e modificare tutto il resto.

Nel mio caso: le Vienna Acoustics (che è un acquisto tutto sommato recente); una coppia di Infinity RS-5K (le ho acquistate nel 1991 e, di tanto in tanto, le riascolto con piacere); il minuscolo dac Audio Alchemy DDE v1.0 (acquistato nel 1990, lo tengo per affezione); i finali monofonici Albarry M408II che, pur possedendo una timbrica chiaramente da transistor, sfoderano una dinamica, una velocità ai transienti ed una ricostruzione scenica spettacolari; forse oggi, il Klimo Beag modificato: lo devo ancora apprezzare fino in fondo dopo la recentissima modifica col potenziometro a resistenze.

Tutto il resto cambierà, anche a breve (ciò che è passato a casa mia da gennaio di quest’anno potrebbe far gioire alcune decine di audiofili… peccato che non sempre si trattava di materiale di mia proprietà).

La verità è che, dato un certo ambiente a cui non è possibile apportare (ai fini audio) modifiche migliorative strutturali o d’arredo, raggiunta una certa qualità delle apparecchiature (come le nostre), a parità di diffusori non si otterranno mai stravolgimenti timbrici ed acustici. I diffusori determinano più di ogni altro componente (ambiente escluso) l’impronta musicale dell’intero sistema. Certamente la sorgente è fondamentale per la qualità di tale “impronta”, così come gli altri componenti, eppure i miglioramenti saranno sempre più esigui a fronte di crescenti investimenti.

Un esempio: i miei piccoli finalini a valvole Dared VP300b, ben interfacciati col resto della catena (re-tubing, cavi, ecc) suonano con una veridicità che si avvicina parecchio agli altri miei finali di potenza; così è l’alta fedeltà.

Talvolta, non si hanno nemmeno miglioramenti, ma solo leggere variazioni timbriche e tonali, non sempre del tutto positive!

Ecco perché c’è anche chi ascolta in modo eccellente con un giradischi Rega 3, braccio RB300, testina Elys, un integrato Kelvin Labs Integrated da 20W in classe A o un Unison Research Simply Two da soli 12W, casse Sonus Faber Concertino: ti assicuro che il suono che ne scaturisce, se ascoltato da bendati, indurrebbe in errore gran parte degli audiofili; solo chi ascolta abitualmente musica dal vivo potrebbe accorgersi di qualche limitazione….. ma ad essere veramente dei fetenti, però!

Ottimi ascolti,

Cristiano

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Domanda di Sergio :  Buongiorno. Ho letto molte delle sue recensioni e dei suoi consigli sul website di audiocostruzioni e li ho trovati molto utili e chiari.
Spero la mia domanda non sia troppo banale ma alla passione per l'ascolto purtroppo nel mio caso non si affianca una adeguata conoscenza delle tecnologia.
Ho la fortuna di possedere un preamplificatore YBA 1 ed un finale YBA 1 Alpha, acquistati usati ma ancora perfettamente funzionanti ed un lettore Cd T+A 1260R.
Per ragioni di cambio abitazione sono dovuto diventare di necessità neofita dell'ascolto in cuffia. Ho scoperto un mondo di ascolto assai affascinante ed intendo sviluppare questa passione. Di qui la richiesta di indicazioni.
Il Pre YBA non ha uscite cuffia. Al momento prelevo il segnale dalla uscita Rec Out e lo amnplifico tramite un apparecchietto della Sennheiser acquistato tempo addietro per riprodurre in cuffia il suono surround (attualmente disattivo la funzione surround) Le cuffie che attualmente possiedo sono una Sennheiser HD580 ed una AKG K550.
Ho visto sul sito di audiocostruzini diversi ampificatori per cuffie e sto seriamente pensando di acquistarne uno.
Le domande:
1. è corretto prelevare il segnale dalla uscita Rec Out del Pre YBA ?
2. con il mio attuale Pre e le attuali cuffie, sarebbe preferibile accoppiare un amplificatore per cuffie a valvole o solid state ?
3. per poter conseguire significativi miglioramenti rispetto alla attuale soluzione (amplificatore sennheiser con surround disattivato) su quale livello di amplificatore per cuffia dovrei posizionarmi ?
Mi scuso per la lunghezza della mail e per la banalità dei quesiti e spero possa offrirmi indicazioni.
La ringrazio comunque dell'attenzione. Cordialmente

Sergio

 

Cristiano Risponde:   Buonasera Sergio,

è un vero peccato non poter più gioire totalmente delle prestazioni della coppia YBA che possiede (ed anche del lettore T+A: bell’impianto! Equilibrato e sinergico).

L’ascolto in cuffia può essere realmente emozionante; fatta salva l’impossibilità di una ricostruzione scenica verosimilmente prossima all’evento musicale registrato, già una cuffia di medio prezzo (circa 200 euro) e buone prestazioni complessive è in grado di competere qualitativamente con sistemi d’altoparlanti economicamente ben più impegnativi, con una risoluzione ed un’estensione verso le basse frequenze spesso irraggiungibile da molti diffusori.

Le risposte:

1- il REC OUT è un’uscita non regolata dal volume, per cui trattasi di un’uscita al massimo livello del preamplificatore; salvo non saturare l’ingresso di un ampli ad essa collegato (purché possieda almeno il controllo di volume) può anche essere utilizzata, sinceramente avrebbe più senso sfruttare l’uscita PRE OUT;

2- non vorrei essere lapalissiano, ma esistono eccellenti ampli sia a valvole che a stato solido: dipende soprattutto dai suoi gusti personali; personalmente ho sempre ottenuto ottimi risultati con ampli a valvole EL84 per pilotare le mie Denon AH-D5000 e Klipsch One, ma non disdegno neppure le qualità offerte da ampli ibridi come l’Aeron HA102 di cui ne possiedo un esemplare (sezione pre a valvole, sezione finale a mosfet - vedi anche: http://www.audio4.it/aeron/prova.ha-102.pdf). Gli ampli a valvole potrebbero però non vantare le medesime capacità di pilotaggio degli equivalenti a stato solido e risentire timbricamente della sostituzione delle valvole di marche diverse, in particolare con cuffie più ostiche di altre (es. AKG 701 o quella bestiaccia nera della AKG K1000, che andrebbe pilotata nel tuo caso con l’uscita diffusori del finale YBA 1.…)

3- se vuoi partire col piede giusto senza spendere una follia: Aeron HA102 (ti occorrono circa 140 euro), da collegare direttamente al T+A; se vuoi un prodotto di categoria realmente superiore, ma con un occhio ancora di riguardo al portafogli, Lector Zum (circa 800-850 euro, nuovo). Col Lector potrai fare definitivamente a meno degli YBA (ma tieniteli ben stretti nel caso in cui un giorno tu avessi la fortuna di ascoltare, a casa tua, una AKG K1000).

E, come sempre, ottimi ascolti

Cristiano

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Domanda di Pierluigi :   Ciao Cristiano,

ho conosciuto Davide circa 2 anni fa, sono appassionato di hi-fi e forse non sempre ho fatto scelte razionali, ma spesso dovute a miei retaggi adolescenziali, oltre che a questioni di pura estetica.

Ora, la domanda che ti volevo fare se mi consenti è: essendo un possessore di McIntosh Ma6900, Mcintosch Mcd301, Micro Seiki Dqx 1000 con braccio Micro Seiki Ma707, testina Sumiko, Tannoy Autograph Mini ho inserito su consiglio di un esperto di Mpielectronic, 2 subwoofer Velodyne Microvee per aumentare i bassi poco presenti negli altoparlanti in oggetto.

Devo però sottolineare che le voci mi piacciono comunque molto, pertanto sono incerto o meglio confuso su come collegare i due sub (uno per canale) al mio amplificatore.

Vorrei sfruttare al massimo le qualità di questo impianto, il primo dubbio è se collego mezzo speaker level input, cioè con cavi di potenza, il canale destro del sub destro all' uscita destra casse amplificatore, devo proteggere in qualche modo il canale sinistro del sub per non danneggiare l'amplificazione interna, stesso discorso per il canale sinistro.

Li posso collegare con uscita Linea sul Ma6900?

Cosa mi consigli.

 

Grazie in anticipo per la tua collaborazione

Pierluigi

Cristiano Risponde:  Ciao Pierluigi,

non conosco i tuoi sub-woofer, ma ho visto le foto del loro retro su internet.

Dunque, per sfruttare al meglio i tuoi sub, dovresti collegarli come segue (ad impianto spento):

1- procurati, se non l'hai già, una coppia di cavi di segnale di lunghezza adeguata per collegare i due sub Velodyne al tuo integrato;

2- sfrutta l'uscita "Outputs 2" posta sul retro del tuo McIntosh MA6900, a cui connettere i cavi di segnale di cui al punto 1;

3- collega ora un cavo di segnale ad uno dei due sub-woofer, sfruttando il suo ingresso "input R";

4- realizza il medesimo collegamento con l'altro sub-woofer, sfruttando lo stesso ingresso "input R";

5- sul retro del sub-woofer, poni la levetta di selezione del crossover interno del sub sulla posizione "internal x-over";

6- regola ora il potenziometro "low-pass crossover" sulla frequenza più bassa possibile (50 Hz);

7- posiziona al minimo il potenziometro del volume;

8- accendi il tuo impianto (sub compresi) ed inizia ad ascoltare a medio volume un disco ricco di basse frequenze;

9- regola ora il volume di uno dei due sub, molto molto lentamente, ponendo una mano sul suo altoparlante, sino a che non lo sentirai vibrare;

10- esegui la stessa operazione con l'altro sub, regolando il suo volume nella stessa identica posizione del primo.

 

Ora, se vorrai avere maggiore presenza di bassi, non farai altro che aumentare poco alla volta il volume dei sub.

 

Però, una domanda sorge spontanea: se il tuo ambiente d'ascolto non è proprio piccolo (diciamo almeno 20mq) e non ascolti musica nel salotto buono di casa, perché hai scelto le pur bellissime Tannoy Autograph Mini a cui affiancare ben due sub? La musica non è solo grazia e raffinatezza, ma, anche e forse soprattutto, dinamica, impatto, estensione in frequenza con grande omogeneità tonale, naturalezza d'emissione anche a volumi d'ascolto importanti. Avresti potuto ottenere un grande risultato da subito con una coppia di torri da pavimento, alte e snelle in larghezza, come Vienna, Opera, ecc. (che occupano pochissimo più spazio di un mini su stand). Ho citato apposta questi brand perché, oltre a realizzare egregi sistemi d'altoparlanti, ne curano maniacalmente anche l'aspetto estetico. Anch'io, come te, sono intransigente: un prodotto deve suonare bene, ma anche essere costruito in modo ineccepibile, duraturo e di grande cura estetica, a fronte di esborsi economici importanti. Un cesso estetico, è pur sempre un cesso: alla faccia del "brutto anatroccolo che però suona divinamente"! Vabbè, il fattore estetico è soggettivo, ma almeno la qualità delle finiture è oggettiva ed insindacabile. E, ti capisco, le tue Tannoy sono due bellissimi gioiellini.

Ma non voglio assolutamente condizionarti: non è però per niente facile associare un mini a dei sub, soprattutto quando di marche diverse e con rispettive estensioni in frequenza non immediatamente sovrapponibili (perché figlie di due progetti differenti per differenti scopi d’uso), oltre a sensibilità e timbrica diverse.

Non desistere e fai parecchie prove d'ascolto: anche il posizionamento in ambiente di due sub non è proprio una passeggiata.

Sono convinto comunque che arriverai ad ottenere un buon risultato.

Ottimi ascolti

Cristiano

 

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Domanda di Michele :  Ciao Cristiano.

Scusa se ti disturbo di nuovo,...

come vedi dalla foto che ti ho inviato, ho questo tipo di collegamento ai diffusori. Di fatto i ponticelli in dotazione, tra l'altro molto belli, collegano anche i toni alti: se togliessi i ponticelli e usassi lo stesso cavo di potenza, a quattro poli anziché solo a due, sfruttando così tutti gli ingressi dei diffusori,... cosa dici riuscirei a migliorare ulteriormente l'ascolto, oppure è solo una spesa inutile?

Presumo che se la ditta fornisce i ponticelli, vuol dire che cambiando tale soluzione, non vi sarebbero comunque dei miglioramenti. Allora come mai la casa costruttrice fornisce anche questa possibilità di connessione? Forse per i creduloni come me'? ...a te l'ardua sentenza,...

ti ascolto.

Attendo curioso la tua risposta.

Un saluto.

Michele.

 

Cristiano Risponde:   Ciao Michele,

Personalmente sono assolutamente favorevole ai morsetti sdoppiati sui diffusori, perché possono permettere il bi-wiring (ciò che tu vorresti implementare) ma, soprattutto, la biamplificazione, passiva o attiva che sia.

Sulla biamplificazione, potrai trovare una mia disquisizione tecnica nella recensione dei finali mono valvolari Dared VP-300b.

Ecco perché molti diffusori sono provvisti di doppia morsettiera.

Le mie Vienna Acoustics hanno un solo grande difetto: possiedono UNA sola coppia di connettori, altrimenti le avrei già da tempo pilotate con una coppia di finali stereo o quattro finali mono identici fra loro!!!.... così come ho fatto con tutti i diffusori che ho avuto nel passato.

Sono un patito, anzi un assertore della biamplificazione passiva.

Sarà il mio un retaggio dal mondo professionale (quando ancora suonavo le mie amate chitarre), ma la biamplificazione permette un salto qualitativo chiaramente avvertibile: sensazione netta di maggiore dinamica, velocità di risposta ai transienti, maggior peso specifico del suono e minor sensazione di compressione dinamica e costrizione del suono!

Il bi-wiring NON è una biamplificazione, eppure può apportare qualche beneficio al suono.

OK dunque per la modifica ai tuoi cavi: tieni presente che, per un bi-wiring ancor più prestante, puoi utilizzare una seconda coppia di cavi, terminata lato ampli in maniera differente da quella in uso (a meno che il tuo ampli possieda anch’esso una doppia coppia di connettori): se i tuoi cavi sono terminati a banana, la seconda coppia dovrà essere necessariamente terminata a forcelle, così da poter sfruttare lo stesso connettore d’uscita dell’ampli. Puoi addirittura usare cavi diversi (ma meglio se della medesima lunghezza), in modo da ottimizzare la risposta alle basse e le alte frequenze in funzione delle caratteristiche elettriche (soniche) dei cavi utilizzati.

Un cordiale saluto,

Cristiano

 

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Domanda di Oreste : 

Ciao Cristiano

Sono in procito di comprare un maestro cd se usato a un prezzo molto buono circa la metà del listino ufficiale cosa ne pensi ?Io sono un possessore di una accoppiata maestro 150 e il suo cd vorrei sostituire con la verisione se è una cosa buona o sto buttando via dei soldi.

Ti ringarzio del consiglio

Oreste

 

Cristiano Risponde:   Ciao Oreste, ti ringrazio per il contatto.

Sul piano prettamente timbrico (la “voce complessiva” dell’elettronica) vi è, fra i due lettori, una spiccata omogeneità.

Potresti anche, ai primi ascolti, non ravvisare alcun cambiamento degno di nota.

In realtà il nuovo Maestro SE è una realizzazione completamente diversa in alcune sezioni dell’apparecchio, probabilmente quelle più importanti di tutto il progetto: la sezione digitale d’ingresso antijitter e la sezione analogica d’uscita. Inoltre è decisamente più versatile nell’uso.

In un impianto di alto livello (come il tuo Maestro 150) potrebbe effettivamente darti qualcosa in più, specie se il tuo Maestro CD è nella sua prima versione anziché la 2.0 (già più evoluta).

Però quantificarti di quanto possa essere l’entità del miglioramento, col tuo impianto e nel tuo ambiente d’ascolto, è impossibile saperlo.

Sicuramente ti porti a casa un oggetto più aggiornato e più performante; personalmente ho provato tutte le versioni del Maestro CD, purtroppo con sistemi assai differenti: il modello SE presenta comunque una grande personalità (passami il paragone) ed una musicalità da lettore di fascia alta, quale è.

Sono consapevole di averti fornito una NON risposta, ma sono assolutamente contrario a certe affermazioni assolutistiche che spesso, troppo spesso, si leggono sui forum.

La verità è che, più di una volta, mi è anche capitato di rimanere a bocca a aperta con prodotti di minor pregio e blasone rispetto ad altri ma che, con certi abbinamenti (spesso del tutto fortuiti, ovvero frutto del fattore “C”….) si lasciavano infine preferire. Soprattutto ascoltando la musica e non l’impianto.

Ma, nel tuo caso, gioca a tuo favore il fattore “monomarca”: e, credimi, non è un aspetto di poco conto.

Ottimi ascolti,

Cristiano

 

 

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Domanda di  Michele :   Ciao Cristiano,...prima che l'anno finisca ho un quesito per te! Veniamo alla domanda: come mai ascoltando un qualsiasi cd, sia possibile ascoltare un brano meglio di un altro? Anche nello stesso cd?

Sai, spesso mi è capitato questa cosa,...ponendomi la domanda,...sara' il mio impianto che non va? Oppure è l'incisione stessa; a logica io penso che sia l'incisione,...come puo' essere che un sistema, per un brano suoni meglio, e per un altro suoni peggio!

Attendo una tua risposta, con proposta di pubblicazione.

Un augurio di buon anno a te e ai tuoi cari,...

Fai buoni ascolti,...

Michele.

 

Cristiano Risponde:  Ciao Michele,

la tua domanda mi fornisce lo spunto per un minimo di chiarezza sulla lettura dei Compact Disc: questi supporti ottici hanno infatti una struttura paragonabile a quella dei normali dischi in vinile, se si considera che i dati incisi sono ordinati lungo un'unica traccia a forma di spirale, con un'organizzazione completamente diversa da quella presente sui formati magnetici (hard disk, floppy disk).

Contrariamente ai dischi in vinile però, la spirale dei dati inizia dal centro del CD e procede verso l'esterno.

Tale struttura permette di massimizzare le prestazioni per l'accesso sequenziale a scapito di quello diretto.

Altra differenza rispetto al sistema giradischi/vinile è data dalla velocità di lettura costante dei CD audio, definita CLV (Constant Linear Velocity). La lettura del laser avviene quindi a velocità uniforme, sia che si tratti della parte esterna sia quella interna del dischetto argenteo. Essa si ottiene variando la velocità di rotazione del CD, che passa da circa 200 giri al minuto al centro a circa 500 giri al minuto all'esterno. La parte più difficile del sistema di lettura è comunque quella di mantenere il laser perfettamente centrato sulla spirale, ove sono incisi i dati musicali. Questo lavoro viene svolto dal cosiddetto “tracking system”, che controlla il movimento del laser verso l'esterno e di conseguenza regola la velocità di rotazione del disco.

Venendo alla tua domanda, è intuibile come la qualità musicale di un compact disc non solo dipenda dal lavoro svolto in sala di registrazione e dal riversamento del master sul CD, ma anche dalla qualità intrinseca del supporto stesso del CD (la sua costruzione e i materiali impiegati), infine così come dalla qualità della meccanica di lettura del nostro CD-Player, oltre al fatto che, intuibilmente, una meccanica scadente potrebbe avere più difficoltà di lettura verso le tracce finali di un disco anziché quelle iniziali (qui poi influiscono pesantemente sulle prestazioni: la tipologia del diodo laser, i motori di rotazione, il circuito tracking system e quello di correzione degli errori, ecc).

Sono dunque svariati i parametri che influenzano pesantemente la qualità di un compact disc, ovviamente primo fra tutti il lavoro svolto in sala d’incisione: l’accuratezza della registrazione, il mixaggio, ecc.

A casa nostra, per quanto sopra, è altrettanto comprensibile come possano esserci differenze sensibili fra un CD-Player da €100 ed uno che ne costi €5000, già concentrandosi soltanto sulla realizzazione della sola meccanica di lettura. Se poi si considerano tutte le altre sezioni che compongono un CD-Player, è evidente come i miracoli non esistano in questo settore: gli “ammazza-giganti” esistono solo nei “manga” e nelle “anime” giapponesi!

Buon 2013 anche a te.

Ed a tutti, ottimi ascolti,

Cristiano

 

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Domanda di Alessandro :  salve Cristiano ti avevo scritto per un consiglio sull’acquisto di un lettore cd presso audiocostruzioni i concorrenti erano il rotel 1072 e il lector cdp 05t alla fine seguendo la tua opinione ho acquistato il lector e sono molto contento delle performance musicali del lettore ora ti chiedo ho letto sul manuale che l’apparecchio è dotato di circuito di inversione di fase,ho visto che sulla scheda all’interno ci sono degli swich da configurare, per invertire o meno la fese assoluto,devo lasciare tutto come stà oppure è meglio fare provare una configurazione? Saluti e grazie per un eventuale rispostaAlessandro

 

Cristiano Risponde:   Ciao Alessandro,

la cosa più semplice da fare è la seguente:

1   lascia stare gli switch interni;

2   collega l’apparecchio a valle del Lector (integrato, preamplificatore) in controfase rispetto al Lector, ovvero: uscita L del cd / ingresso R del pre; uscita R del cd / ingresso L del pre.

 

Giudica poi tu quale configurazione suoni meglio, se lasciare stare tutto in collegamento normale oppure mediante rifasamento del segnale (come ti ho indicato).

Secondo me noterai differenze abissali…… sto scherzando, probabilmente non percepirai differenza alcuna.

Potrebbero esserci lievi varianti solo nel caso in cui si possiedano diffusori provvisti di crossover in controfase (es. ProAC).

Ottimi ascolti,

Cristiano

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Potete tranquillamente scrivere a Crisrtiano   marvel147@gmail.com

   per i vostri quesiti , tenendo presente che lui lo fa per passione , quindi senza nessun obbligo , verranno  riportate i queste pagine.

 

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