Autocostruzione        

 

Usare trasformatori toroidali come uscita per ampli valvolari

Di Diego Barone

 

 

 Di cosa si tratta

Informazioni

Chi lo ha costruito

Diego Barone   info@diegobarone.it

 

            

 

L'amico Diego che ha già costruito un tweeter particolare che trovate sopra ,  ci manda una sua idea , molto interessante ed economica:

 

Usare trasformatori toroidali come uscita per ampli valvolari

Di Diego Barone       www.diegobarone.it

 

Scrivo queste brevi note per suggerire una via di scampo dagli alti costi (spesso esorbitanti) dei trasformatori di uscita per gli amplificatori Single Ended. 

Probabilmente mi crederanno in pochi … non importa, chi avrà voglia di provare avrà grosse sorprese.

Più o meno tutti sappiamo (per esperienza o anche solo per sentito dire) che il trasformatore di uscita è l’elemento chiave che determina il risultato sonoro di un amplificatore più di ogni altro componente.

E questo è vero, senza ombra di dubbio. Tuttavia un buon trasformatore non necessariamente deve avere un nucleo di materiali esotici, né geometrie di avvolgimento strane, né deve essere costruito a mano.

La soluzione che sto per presentare ne è un chiaro esempio.

In sostanza propongo di impiegare, con la funzione di trasformatori di uscita, i normali trasformatori di alimentazione toroidali, venduti a prezzi ridicoli in tutti i negozi di materiali elettrico perché solitamente impiegati per alimentare le lampade alogene.

Da prove che ho personalmente condotto su un trasformatore con primario a 220V, secondario a 12V e potenza di 100VA (fra l'altro è cio che serve per un single ended con le valvole più comuni, come EL34, 2A3, 300B, 5998, 6L6 e “cugine”) ho misurato (con una potenza erogata di 3W) una banda passante di 25Hz - 25kHz (ovviamente a -3dB).

All'ascolto si nota una gamma bassa profonda e molto articolata, una gamma media molto pulita, voci molto realistiche e un estremo alto molto limpido (forse un pelo troppo presente).

ATTENZIONE: i trasformatori di alimentazione sono privi di traferro, quindi il primario non può essere sottoposto a corrente continua, pena la saturazione del nucleo e l’insorgere di distorsioni elevate. 

Per accoppiarli alla valvola finale ci sono varie soluzioni, la più semplice è quella della figura seguente:

 

 

Il valore dell'induttore e del condensatore devono essere valutati caso per caso … posso soltanto dare delle indicazioni di massima.

Per l'impiego con la EL34 (e con tutte le altre valvole che richiedono un carico di 2500 ohm) deve essere

· L1 = 15H

· C1 = 47microF

· T1 = Prim: 220V; Sec: 12V; 100VA

nel caso di diffusori da 8 ohm, mentre per casse da 4 ohm è necessario un secondario a 9V.

L'induttore non è affatto critico (in quanto non è attraversato da segnale audio), basta che sia dimensionato per una corrente almeno doppia di quella di riposo della valvola. Ottimi induttori sono costruiti da HAMMOND (si trovano su www.tubes.it) , ma in genere un qualunque artigiano che avvolga trasfomatori dovrebbe essere in grado costruirne uno adeguato.

Molto importante invece è il condensatore: è necessario un componente di buona qualità. Io ho ottenuto ottimi risultati con dei polipropilene della RES (che però costano un occhio) e con degli elettrolitici veloci per alimentatori switching (in questo caso è meglio usare un 220microF). Attenzione, i condensatori elettrolitici funzionano bene, ma conviene impiegare lo schema seguente

 

 

 

Infine … la scelta del trasformatore. In generale tutti i toroidali si adattano bene, ne esistono, però, alcuni di qualità veramente infima che presumibilmente danno risultati mediocri. Pertanto scegliete solo quelli con avvolgimenti curati (nei quali, cioè, il filo è avvolto con ordine, e non forma una matassa appallottolata). Eccellenti sono quelli della RS, ma non sono ovviamente gli unici. Consiglio di cercare presso i normali rivenditori di materiale elettrico (solo per alcune tensioni è pressochè necessario rivolgersi alla RS). Per avere una buona resa in gamma bassa è necessaria un'induttanza primaria piuttosto elevata, in generale i trasformatori da 100VA si adattano bene allo scopo.

Per il rapporto di trasformazione è necessario ricordare che vale la relazione

Z1=Z2*(N1/N2)^2

(dove N1/N2 è il rapporto di trasformazione, Z1 l'impedenza riportata a primario, Z2 l'impedenza collegata al secondario).

Per fare un esempio, un trasformatore con primario a 220V e secondario a 12V ha N1/N2=18.33, quindi collegando al secondario un carico di 8 ohm presenta al primario un'impedenza di 2600 ohm.

Buoni esempi su cui provare sono il VALVOLOZZO (single ended con EL34) e il MAD (monotriodo da 6W con una 2A3).   Trovate  gli articoli sul sito di Diego  www.diegobarone.it  e il Mad con le 2A3  qui:

 

 

 

Per ogni chiarimento resto disponibile all’indirizzo info@diegobarone.it

 

 

Hit Counter Torna alla pagina iniziale