Autocostruzione        

 

Restauro Kef Calinda  di Luca

 

 

 Di cosa si tratta

Restauro diffusori commerciali

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Chi lo ha costruito

Luca    -   luca.mailzone@libero.it

Caratteristiche particolari

Molto interessante e utile

 

Ciao Davide!

Sono Luca (quello del progetto dei sub woofer AB1 clone per le rogers ls3/5,  ti ricordi?)

Ho recuperato sul mercato dell'usato un paio di casse KEF CALINDA del 1976 e  le ho restaurate.

Ti mando un resoconto del restauro e alcune foto. Pensavo potessi  pubblicarle su tuo sito nella sezione "pubblica le tue cose".  Fammi sapere che ne pensi!   Ciao!

 

KEF CALINDA

 

Il  restauro

 

Introduzione

 

KEF è una delle aziende produttrici di diffusori più longeva e all’avanguardia tecnologica. Nella sua sede di Tovil Maidstone nella contea del Kent in Inghilterra sono stati progettati e realizzati alcuni  altoparlanti che ormai sono considerati dell pietre miliari nel campo dell’elettroacustica impieganti trasduttori noti per le caratteristiche di altissima qualità. Su tutti ricordo il favoloso tweeter T27 e i due mid woofer in “bextrene” (un polimero) B110 e B200. Kef è stata inoltre la prima azienda ad introdurre in fase di progettazione l’utilizzo di elaboratori di calcolo computerizzati per simulare il rendimento dei propri diffusori; un know-how tecnologico che negli anni settanta ha trovato la sua espressione più significativa nella celebrata serie Reference ed in particolar modo nel famoso (e tuttora ricercatissimo fra gli audiofili) modello 105.2 .Appartengono alla decade d’oro di questa azienda anche altri tre modelli di indiscutibile valore e dalle prestazioni ottime: Corelli,  Calinda e Cantata. Durante uno dei miei week-end a Milano mi sono imbattuto nella filiale italiana di “Cash Converter” una catena di negozi dove è possibile trovare qualsiasi tipo  di oggetto usato. In un polveroso angolo del negozio ho notato, non senza un certo stupore, una coppia di KEF Calinda del 1976 proposte a 200 euro. Le kef Calinda sono un diffusore da pavimento a due vie con radiatore passivo e l’ultima volta che ho visto annunci su internet per una coppia la richiesta era di gran lunga superiore ai 200 euro, così, senza pensarci troppo, le ho acquistate. Il loro suono dalla prova in negozio mi era sembrato buono: i driver infatti erano ancora in ottimo stato, le uniche cose che apparivano non perfette erano la cupola di uno dei due tweeter -schiacciata verso l’interno- e graffi un po’ ovunque sul mobile impiallacciato in noce. Per prima cosa, arrivato a casa, ho tolto tutta la polvere e lo sporco che negli anni il precedente possessore non si era mai curato di rimuovere, c’era proprio di tutto incrostato sul top del mobile. Ho poi fatto una prova con il mio amplificatore di riferimento e sono rimasto davvero colpito dal suono di questi due altoparlanti di trenta anni fa.

Così  ho cominciato il mio progetto di restauro.

 

I  Mobili

 

 Le Kef Calinda in quanto diffusori da pavimento hanno un mobile piuttosto grande ed erano originariamente vendute in due finiture: noce e teak. Quelle che ho acquistato hanno la finitura in noce naturale. Sfortunatamente il legno è stato graffiato in più parti in modo piuttosto evidente. Ho dunque smontato i drivers carteggiato e riverniciato completamente tutto riuscendo a  togliere i graffi e ridare l’aspetto originario all’impiallacciatura in noce. I pannelli frontali verniciati in nero lucido presentavano delle imperfezioni dovute all’usura che ho ripreso con una vernice a base acquosa dello stesso colore.

 

Drivers e cavi

 

 La cablatura interna era in buono stato ma i fili erano di sezione infima li ho dunque sostituiti con alcuni di sezione maggiore. I drivers (cosa davvero sorprendente)  nonostante i 30 anni  di servizio, li ho trovati in uno stato impeccabile; le sospensioni in gomma dei woofers (B200) sono praticamente perfette. Uno dei due tweeter  (T27) come già annunciato sopra, l’ho trovato con la cupola schiacciata ma usando un potente aspirapolvere sono riuscito a risucchiarla fuori e servendomi poi di  un phon ho riscaldato la superficie e l’ho riportata alla forma semisferica d’origine . Ho notato inoltre una leggera differenza d’aspetto fra i due tweeter;  presumo che uno dei due sia stato sostituito con uno nuovo identico ma con parapolvere. I radiatori passivi per l’estensione dei bassi (B139) non presentavano difetti estetici e funzionali di alcun tipo. Il materiale fonoassorbente dopo 30 anni regge ancora. Sembra incredibile ma è così! -nonostante si tratti di gommapiuma che, come è noto, si deteriora facilmente. Volendo, si poteva cambiare con del materiale nuovo ma alla fine ho lasciato l’originale.

 

Terminali

 

 Le Calinda impiegano terminali d’ingresso che accettano solo i connettori “a banana” . mi sono limitato a pulire con alcool denaturato i due fori avvalendomi di un bastoncino per  le orecchie.

 

Prova d’ascolto

 

 Suono limpido e dettagliato, bassi profondi ma controllati ricostruzione tridimensionale coinvolgente, un vero piacere per le orecchie. Del resto le Calinda erano dei diffusori da pavimento importanti che tutt’oggi suonano ancora meravigliosamente e potrebbero competere con la produzione attuale. Ho sentito parecchie volte dire che sono un po’ lente nella risposta sui bassi ma francamente io non ho notato nulla di particolarmente rilevante in merito. La soluzione del radiatore passivo permette una discesa fino ai 30hz. mentre il tweeter T27 raggiunge facilmente frequenze non udibili dall’orecchio umano 40.000hz con una dolcezza senza pari. Un mio amico inglese di Londra  al quale le ho fatte ascoltare ha detto che per il prezzo per cui le ho avute ho fatto un vero affare portandomi a casa un pezzo della storia dell’alta fedeltà inglese!

 

 

(allego due foto di cui una è il dettaglio del tweeter che ho rimesso a nuovo, non male vero?)

 

  

 

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