Autocostruzione

 

La messa in Fase  di  Andrea

con precisazione di Cristian

e ancora sotto i consigli di Daniele

 

 

 Di cosa si tratta

consigli sulla messa in fase dell'impianto

Chi lo ha scritto

Andrea

Caratteristiche particolari

Molto utile

Mia presentazione

Sono le cose  che interessino a tutti , perche  tutti noi prima o poi  arriviamo a considerare  il discorso messa in fase.

Lo leggiamo in un forum , su una rivista e ci piacerebbe  capire di cosa si tratta , ed ecco qui  Andrea  ci aiuta  ... grazie  tante

Pippo  ci manda   i suoi consigli , che sono sempre  bene  accetti   avete  da dare i vostri ??? li attendo

 

 

La messa in fase dell’impianto.

 

Il testo che segue vorrebbe essere un aiuto al perfezionamento dell’installazione del nostro impianto hi-fi.

E’ risaputo che la corrente elettrica è la PRIMA fonte per il funzionamento delle apparecchiature deputate alla riproduzione della musica. La suddetta corrente è trasportata da 2 conduttori: il neutro, la fase. Poi c’è anche la terra che in questo caso non interessa.

Ogni componente hi-fi può funzionare in qualsiasi modo sia collegata la spina dell’alimentazione a 220 volts. A seconda di come si inserisce la spina l’apparecchio può essere alimentato in FASE o CONTROFASE. Chiaramente i migliori risultati si ottengono quando TUTTI gli apparecchi sono collegati in fase, basta che uno solo sia in controfase che tutta la catena risulterà collegata in controfase (scusate la ripetitività ma vorrei essere chiaro).

Gli effetti deleteri che l’alimentazione in controfase comporta sono vari: in linea di massima possiamo dire che si ha una perdita di corposità del suono, una minore profondità di immagine o per meglio dire un appiattimento generale, minore focalizzazione degli strumenti e delle voci, insomma il nostro impianto sembra “povero”…

Bene, una volta chiariti gli effetti del virus vediamo qual è il rimedio: mettere in fase OGNI componente della catena hi-fi.

 

Premesso che non sono un esperto in elettronica, tutt’altro, conosco due procedure per realizzare tale scopo che mi hanno dato risultati soddisfacenti. Sono entrambe semplici, una addirittura elementare.

Condizione necessaria è che ogni componente NON DEVE essere collegato agli altri da nessun tipo di cavo o connettore, deve essere inserito solo il cavo di alimentazione.

 

1° procedura:

 

 

Occorrente: 1 giravite cercafase (costo € 1,50 dal ferramenta).

Collegate il cavo di alimentazione (SOLO QUELLO), appoggiate il giravite cercafase su un punto del telaio (ad esempio una vite) e avendo l’accortezza di non toccare niente (apparecchio, muri e pavimento di casa, altrimenti scarichereste tutto a terra e sarebbe tutto inutile) accendete il cercafase poggiando un dito sulla parte metallica superiore. Fatto ciò vedete che intensità luminosa ha la piccola lampada inserita nel cercafase.

Ora girate la spina del cavo di alimentazione. Ripetete la procedura e verificate l’intensità della lampadina.

Bene l’apparecchio è in fase nella posizione della spina in cui l’intensità luminosa della lampadina è MINORE.

 

2° procedura:

 

 

Occorrente: 1 tester (costo circa € 10,00 in un negozio di elettronica).

Collegate l’apparecchio come descritto in precedenza. Poi impostate il valore di misurazione del tester sui millivolts. Poggiate il polo negativo sulla solita vite del telaio e il positivo sul polo caldo (positivo) di qualsiasi connettore rca (meglio se di uscita) presente sul pannello posteriore (sempre senza toccare nient’altro). Leggete il valore.

Ora girate la spina e ripetete la procedura di misurazione. Il valore minore corrisponde alla corretta fase dell’apparecchio.

Questa operazione deve essere ripetuta su ogni apparecchio (ripeto che gli apparecchi non devono essere collegati tra loro).

 

Spero che avrete la pazienza di mettere in fase il vostro impianto, anche perché né trarrete benefici che vi faranno apprezzare ancora di più il suono delle vostre elettroniche.

 

Un saluto cordiale, Andrea.    babylonmusic@tiscali.it

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L'amico Pippo  ci manda  questi  consigli

 

Devo dire che ho molto apprezzato il fatto che qualcuno abbia sollevato il problema della fase elettrica, non fosse altro perché, almeno in quel di Palermo, fra una certa cerchia di audiofili  non si fa altro che parlare di giramenti di spine (con conseguente giramento di altre cose).

La spiegazione data da Andrea è abbastanza puntuale ma a mio avviso abbraccia solo una piccola parte della problematica.

Mi spiego meglio.

La fase elettrica è in effetti una di quelle cose che và curata, pena un certo depauperamento del suono finale dell’impianto, ma in  realtà da sola non và più di tanto ad influenzare il suono suddetto, se mai La vera storia è un altra e si riassume nella seguente domanda:

Come interagiscono i vari apparecchi fra di loro al variare della fase elettrica?

Utilizziamo la metodologia indicata da Andrea avendo cura di avvalerci di multimetro digitale (vanno benissimo i cinesi da 10 euro) e di avere impostato il suddetto su VAC scegliendo la sensibilità più bassa possibile (la corrente dispersa dal telaio è per appunto di tipo alternato) e facciamo un esempio.

Poniamo caso, non uso volutamente valori reali ma solo valori numerici ipotetici, che l’alternata dispersa per il tramite del telaio dell’amplificatore del nostri impianto venga misurata su un valore uguale a +1 con la spina girata in un senso e +3 con la spina girata nell’altro senso.

Mettiamo un pezzo di nastro isolante rosso sul verso con valore 1 e uno di un altro colore magari bianco sul verso di valore +3.

A questo punto dovremmo concludere che il giusto verso della spina è quello che ci dà valore +1 ossia quello più basso.

Bene, adesso andiamo a fare la stessa operazione sul lettore cd, qui avremo, sempre ad esempio, con la spina girata in un verso valore +5 e con la spina girata nell’altro verso valore +6.

Facciamo l’operazione di prima e quindi nastriamo di rosso il verso valore +5 e di bianco il verso valore +6.

Se il “discorso” fase elettrica fosse di quei fenomeni di tipo assoluto, si arriverebbe alla conclusione che i due apparecchi ampli e cd dovrebbero essere collegati fra di loro nella posizione che rispetta sulla ciabatta  di alimentazione la perfetta simmetria rosso – rosso, bianco – bianco.

Attenzione però che qui viene il bello.

Se la spina dell’ampli è inserita nel verso in cui assume il valore misurato più basso, come quella del cd, noteremo che le due misurazioni ci danno un valore di +1 per l’ampli e +5 per il cd, quindi la differenza di potenziale chassis-polo caldo misurata nei i due apparecchi, e successivamente confrontata ci darà come valore finale 4 (5-1).

Nel momento in cui colleghiamo ampli e cd per il tramite del cavo di segnale la differenza di potenziale si annulla per il tramite della calza che in genere fa da schermo nei predetti cavi e, che nei casi di connessione sbilanciata o pseudo bilanciata, si porta appresso anche il segnale audio, per cui tanto più alto è il valore di corrente che la suddetta calza dovrà andare ad annullare, tanto maggiore sarà il degrado che introdurrà nel segnale stesso.

Ora, visto che abbiamo però misurato anche altri valori, ci accorgiamo che l’ampli con la spina girata nel verso segnata dal colore bianco (valore + alto) +3 e il cd con la spina anch’essa inserita           nel verso segnata dal colore bianco (valore + alto) +6 ci danno una differenza di  valori pari a 3

(6-3).

Ciò vuol dire che in questa configurazione del verso delle spine, il cavo di segnale per il tramite della calza dovrà minimizzare la differenza fra i diversi potenziali delle apparecchiature collegate col valore più basso, ed anche da un punto di vista strettamente pratico (ascolto) si otterranno in tal senso i migliori risultati.

Rimane ovviamente il fatto che la schermatura propria dei cavi sbilanciati in ogni modo risolve la faccenda differenza di potenziali con tutto quello che ne consegue, oltretutto il cavo in se e per se diventa anche ricettacolo di tutta una serie di schifezze a livello di interferenze etc. etc.

A ciò si può rimediare per il tramite dei dispositivi di matching come quelli proposti ad es. da Audio Tekne o da Audionautes oppure si può provare ad autocostruirsi un dispositivo del genere partendo magari dai famosi trasformatori d’accoppiamento come quelli proposti da SI audio ad un prezzo moooooooooooooooolto più ragionevole.

Oltretutto, oserei dire finalmente, gli autocostruttori di cavi di segnale possono finalmente sbizzarrirsi con le varie di tipologie di costruzione preoccupandosi di quello che poi sarà il migliore risultato in termini assoluti e non mediato dalla caratteristica intrinseca della singola realizzazione a risolvere nei modi migliori quanto abbiamo discusso fino ad ora.

Magari qualche cavo di segnale frettolosamente messo da parte, verrà “riesumato” e si dimostrerà migliore più di quanto avessimo sospettato.

Edgar         edgarnew@mybox.it

 

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Francesco  ci manda questo avvertimento  da non sottovalutare

Ciao, Davide.

 Mi sono imbattuto nel sito Autocostruzioni e l'ho ritenuto molto  interessante.
Sono anch'io un appassionato di musica e tutto ciò che gira intorno,  autocostruzione compresa.
Sono anche un appassionato di elettronica ed elettricista installatore e, a  tal riguardo, leggendo "La messa in fase di Andrea", mi sono un pò  preoccupato e da quì lo spunto di scriverti:

questa mia non vuole essere una critica, me ne guarderei bene, ma vuole solo  essere un chiarimento.

Veniamo al dunque: Andrea spiega come mettere in fase l'impianto Hi-Fi  partendo dalla rete di alimentazione che, specifico, è a "corrente  alternata" ad una frequenza di 50 Hz. Ebbene, innanzitutto vorrei chiarire  che se poggiando un cercafase sul telaio di un apparecchio elettrico e si  dovesse accendere la lampada a scarica voltaica (è così che si chiama la  lampadina del cercafase), raccomando di non toccare assolutamente il telaio,  di togliere la spina e portare immediatamente l'apparecchio in assistenza  poichè c'è rischio di scosse elettriche per dispersione (indipendentemente  da come suona).
La lampada del cercafase stà appunto ad indicare un passaggio di corrente  attraverso il nostro corpo che, poichè è limitata da una resistenza a pochi  micro ampere, non avvertiamo.

Oltre al pericolo vorrei precisare che la tensione di alimentazione in  alternata che entra nell'apparecchio incontra uno stadio di alimentazione  che, oltre ad abbassare la tensione, la trasforma in corrente continua. Ciò  vuol dire che in qualsiasi modo inseriamo la spina nella presa, non ci sarà  mai nessuna differenza ne tantomeno una guadagno di corposità del suono, ne  una maggiore profondità di immagine o maggiore focalizzazione degli  strumenti e delle voci (queste differenze sono caratteriste dello stadio  finale e dei diiffusori).
L'unica cosa che si può fare con la tensione di alimentazione è pulirla  magari con un condizionatore di rete.

Quanto riguarda invece alla misura effettuata col multimetro digitale,  quella che si rileva non è altro che l'uscita del preamplificatore "(meglio  se di uscita)" ai capi del connettore RCA che, come si sa, la massa è a
contatto col telaio.

Spero di essere stato utile e chiaro nella spiegazione che ho sentito il  dovere di dare visto il pericolo di scosse. Ripeto, non critico nessuno, e  mi scuso per il prolungarsi della mail.

Ciao Davide.   francesco   francis.software@libero.it

 

e questo e quello che gli ho risposto:


Ottimo Francesco   mi fa piacere la tua mail , le discussioni sono belle ed  interessanti ..

Io  allego  volentieri  i tuoi avvertimenti e consigli  nella paginetta....  Va detto che questo e un sito  "libero"  tutti noi ci divertiamo con  sperimentazioni personali e "insindacabili"  e lo spirito del sito  e io  pubblico  sia i consigli che le critiche , sopratutto se serie e sensate  come le tue ...
Penso che tutti noi siamo consapevoli  che alcune   procedure  hanno un  grado di pericolosità abbastanza elevato  e che  bisogna usare molta cautela..
Ti  invito  a  inviarci  qualche tua esperienza  personale , qualche  consiglio e  donarci un pochino  della tua esperienza.
Ciaoo davide

 

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E Andrea  mi scrive  questo:

 

Caro Davide e cari appassionati,
Come ho specificato nell'articolo non sono un esperto di elettronica ed elettricità.
La mia vuole essere solamente una sommaria spiegazione di quanto ho effettuato sul mio impianto ed altri di amici, ottenendo i risultati che ho elencato.
La mia intenzione è quella di poter migliorare la qualità  dell'impianto (insieme ai vari cavi ed altre soluzioni) anche con spese irrisorie (provare non costa niente).
Per quanto riguarda la possibilità di prendere "la scossa", credo che la stessa sia inesistente, in quanto ho effettuato queste operazioni decine di volte e comunque vanno effettuate ad apparecchio spento!
La mia proposta è molto semplice ed eseguibile da tutti.
Sono certo che esistano metodi ben più raffinati e precisi ma ,sta di fatto, dopo aver effettuato le operazioni che esamino nell'articolo, la "messa in fase" è stata verificata da una terza persona (non chiedetemi come perchè non saprei spiegarvelo) ottenendo risultati soddisfacenti.
Comunque considerate le visite ricevute sono ben contento di aver aiutato qualcuno ad aggiungere un altro tassello alla parete della realtà che si crea davanti ai nostri orecchi ed occhi ogni volta che accendiamo il nostro
impianto.
Il bello di questo sito è che ognuno può "parlare" in libertà, descrivendo le proprie impressioni sui risultati ottenuti. Ognuno è liberissimo di utilizzare i metodi che ritiene più opportuni, io ho utilizzato quello dell'articolo.
Saluti cordiali a tutti, Andrea.

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Christian mi scrive questo :

 

Salve sono uno studente di ingegneria, mi diverto anche io a costruire e ci tengo ad ascoltare della buona musica. Da poco ho scoperto questo bel sito (molto interessante).

Vorrei esprimere qualche opinione a riguardo dell'alimentazione nelle elettroniche letta nell'articolo "La messa in Fase  di  Andrea". Farò una breve analisi solo dal punto di vista del segnale elettrico di alimentazione e non del segnale audio:

ELETTRONICHE CON ALIMENTAZIONE 2P (Fase - Neutro)

1- Il verificarsi di una tensione sinusoidale sullo chassis dell'apparato è alquanto normale dato che potrebbero esserci delle delle
forti radiazioni elettromagnetiche che si autoinducono sulle superfici metalliche dovute sia a Trasformatori di stadi di alimentazione lineari e sia a eventuali stadi di alimentazione Switching (sconsigliati in ambito audio).

2- E' altrettanto vero che se le elettroniche dispongono di interruttore unipolare di alimentazione "La messa in fase" può tornare utile per non creare il fenomeno spiegato al punto 1 ad apparecchio spento.

consiglio:
andate a vedere il link su questo sito "Come montare vaschetta IEC senza tagliare nulla" e noterete come da un'alimentazione 2p si passa ad una 2p+t

ELETTRONICHE CON ALIMENTAZIONE 2P+T (Fase - Neutro + Terra)

1- Il problema non si pone in quanto tali elettroniche (solitamente di fascia più alta) dispongono solitamente del cosiddetto filtro EMI che incorpora nel suo semplice ma "dimensionalmente complesso" circuito un percorso di segnale riferito a TERRA. Naturalmente l'impianto di massa a terra deve essere efficiente.

2- Se proprio volessimo fare i pedanti dovremo metterci a calcolare il filtro EMI in base al cavo di alimentazione o ancora di più in base alla rete domestica e considerarla una linea a parametri distribuiti... Cosa da folli per un impianto HI-FI o Hi-End. Tanto varrebbe preoccuparsi un pò di più dello stadio di alimentazione vero e proprio, del collegamento delle masse (Stella/BUS), della compatibilità elettromagnetica e quindi delle distanze tra i componenti, etc.

Spero che queste opinioni abbiano chiarito qualcosa... o forse annebbiato le IDEE :-)

Saluti.  Christian

 

 

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Danilo mi scrive :

 

Ciao Davide. Vorrei mandare la mia esperienza per quanto riguarda la messa   in fase dei nostri sistemi stereo. Io avevo un problema, o presunto tale:   l'amplificatore ed il lettore cd, entrambi Nad, toccandoli durante il    funzionamento (a volte anche da spenti) emanavano come una vibrazione che    coinvolgeva tutte le parti in metallo...

 

 Non so come descrivere... E' come    se il telaio fosse pervaso da una corrente a bassa tensione. E' lo stesso    che si avverte sulle dita quando si accendono quelle lampade da tavolo che    non hanno l'interruttore ma che si illuminano toccandole nella parte    metallica. Non so quanto questo abbia influito sulla qualità del suono ma  era una cosa molto fastidiosa. Il mio impianto ha, a monte, un filtro    della Monster, il Monster Power HTS 2600. Tutti i cavi di alimentazione    sono auto costruiti con cavi e connettori Furutech con i quali ho    abbattuto tutti i rumori di fondo dell'impianto che si ripercuotevano    sugli altoparlanti. L'ampli e' un NAD M3 mentre il lettore e' sempre NAD,    modello C565BEE. Il tutto si e' risolto quando ho "messo in fase"    l'impianto...

 

Ho comprato il famoso cacciavite da pochi euro e mi son    messo a controllare tutte le prese, partendo dalla principale sul muro,    quella a cui e' collegato il Monster. Ora quelle fastidiose "vibrazioni"    non ci sono più... Leggevo che su apparecchi di un certo costo la cosa    dovrebbe essere ininfluente... Non so se 3/4000 € per un integrato o se   1000 € per un lettore cd possano essere considerati "un certo prezzo" o    meno... Fatto sta che il problema c'era e ora non c'è più.

 

 Non riesco a    quantificare se questo abbia migliorato la qualità del suono del mio    impianto. L'unica differenza che ho notato e' una minore asprezza nelle    voci femminili ma e' arduo per me dire che sia stato il fatto di aver    sistemato la "fase" a farmi percepire questa miglior qualità di quanto    ascolto. Certo e', a mio modesto parere, che meno "interferenze" ci sono,    più e' probabile che il suono esca "meglio", meno "distorto" e/o meno  "disturbato" per cui, della serie "non ci credo ma non si a mai..." perché   non mettere in fase l'impianto se ci vuole così poco?  Ciao a tutti!  Danilo

 

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Come sempre  se  volete comunicarmi  le vostre esperienze  mi farebbe molto piacere , mandatemele a info@audiocostruzioni.com  , verranno pubblicate  in questa pagina   grazieeee  Davide

 

Avete commenti , chiarimenti ,  richieste particolari , scrivete sul forum del sito  vi verra' risposto 

 

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