Autocostruzione

Sistemazione diffusori Sonex SL100

 di Alberto bellino


 

 

Di cosa si tratta

Sistemazione diffusori commerciali



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Chi lo ha costruito

Alberto Bellino

Caratteristiche

-

 

 

Prefazione


Alberto ci ha regalato un altro progetto da lui eseguito , la sistemazione di diffusori commerciali , che potrebbe fare anche per voi.

 


Il progetto


 

INTERVENTO SU MINIDIFFUSORI SONEX SL-100 – RIPARAZIONE E PICCOLO UPGRADING

 

DI Alberto Bellino – Studio Elettroacustica AUDIOJAM2 – www.audiojam2.com

 

Qualche giorno fa ho avuto modo di risistemare un paio di piccoli diffusori della azienda svizzera Sonex, azienda che credo abbia oramai chiuso i battenti, visto che da una mia ricerca in rete non è uscito nulla più che qualche vecchio modello di diffusore venduto sui vari mercatini on-line.

 

 

 

Il modello di cui vi parlo è l’SL-100, il quale dovrebbe essere stato il sistema più piccolo della linea denominata appunto SL. Si tratta di un piccolo diffusore in cassa chiusa adatto ad essere montato, tramite una staffa in dotazione, a parete o a soffitto. La staffa posteriore di ancoraggio  è estraibile, per cui sarebbe possibile anche il posizionamento su di un supporto a terra ma bisogna avere l’accortezza di mettere una vite o un pezzo di barra filettata all’interno delle due bussole per  l’aggancio della staffa da muro, altrimenti rimangono due fori passanti che mettono in comunicazione l’interno del cabinet con l’esterno e così…addio sospensione acustica !

 

 

 

Il sistema prevede un piccolo midwoofer da quattro pollici e un tweeter a cono da circa 40mm di diametro. La qualità dei componenti, seppur dalla fattura superata, è buona, come ci si aspetterebbe da un prodotto svizzero.

 

 

 

 

Il cabinet è realizzato in impasto truciolare da 10 mm di spessore, tranne il baffle frontale il quale è uno stampato plastico piuttosto spesso e dotato internamente di nervature di irrigidimento. Vista la modesta pressione acustica che questo sistema può generare, direi che il cabinet è sufficiente a garantire le prestazioni richieste anche se è lampante che la sua realizzazione seguiva fin da allora rigide regole di economie di scala. La finitura del cabinet prevedeva una foglia vinilica per i lati e il frontale nero. Una pesante griglia metallica a maglie piccole protegge i piccoli altoparlanti ma io l’ho sempre rimossa, sia per effettuare gli ascolti che le misure acustiche, sospettando che potesse inficiare pesantemente l’emissione sonora. I morsetti di collegamento posteriori, molto economici, prevedono contatti a molla, adatti per serrare solamente cavo spelato.

 

 

 

 

 

I diffusori sono stati portati nel mio piccolo laboratorio solamente per sostituire la sospensione dei piccoli midwoofer, oramai sbriciolatasi, e per un controllo generale, visto  che da quando erano stati acquistati , non erano mai più stati mossi dalla loro posizione di lavoro. Dopo lo smontaggio, ho verificato che tutto il resto funzionasse bene e poi ho proposto al proprietario un piccolo upgrading, invisibile dall’esterno ma capace di “rinfrescare” il progetto.

 

 

 

 

Quindi oltre alla ribordatura dei midwoofer, sono state cambiate le resistenze del filtro crossover, il condensatore in serie al tweeter, il cablaggio e il materiale assorbente all’interno del cabinet.

 

Per la ribordatura midwoofer ho utilizzato i bordi in foam della Ciare, modello YBR 100. I bordi si sono adattati perfettamente ai piccoli midwoofer ma...lasciatemi fare una bella nota polemica.

 

Personalmente credo che dover sborsare quasi venti Euro ( 7,40 euro + iva a pezzo ) per acquistare due anelli di schiuma di poliuretano sia assolutamente vergognoso. Mi piacerebbe proprio sapere come la Ciare possa giustificare un tale prezzo con i propri clienti e quanto possa essere il prezzo industriale di tali prodotti. In America è possibile acquistare per meno danaro un set di riparazione comprendente due coppie di sospensioni, i relativi parapolvere, un botticino di colla, un set di pennelli e le istruzioni passo-passo per procedere alla sostituzione. Visto che la Ciare è una ditta italiana, è possibile che noi italiani dobbiamo sempre sembrare più “furbi” ?? Adesso che mi sono sfogato, sto meglio, e poi, che ci volete fare, in fondo io sono di origini liguri….

 

Comunque una volta eseguita la ribordatura, i piccoli  midwoofer sono tornati a nuova vita e ho potuto verificarne i parametri, assolutamente adatti al caricamento in cassa chiusa.

 

 

 

 

 

Il filtro crossover prevede tagli a 6 e 12 dB per ottava e una certa dose di necessaria attenuazione per il tweeter. Fa piacere vedere come  i tecnici svizzeri, anche per un piccolo sistema come questo abbiano creato un filtro efficiente e ben studiato invece che fare come molti altri costruttori, ovvero mettere il solito condensatore elettrolitico appeso al morsetto positivo del tweeter e lasciare il midwoofer libero di fare ciò che vuole. I componenti sono stati bene piazzati su di una piccola basetta di vetroresina e con piste di adeguata sezione.

 

 

 

Le resistenze originali, in ceramica da 4Watt, sono state sostituire con componenti più performanti e dalla maggiore dissipazione termica, il modello è stato indicato dal proprietario. Per il condensatore in serie al tweeter, è stato scelto un componente radiale MKP ( polipropilene metallizzato ) da 160V di isolamento e di pari capacità dell’originale.

Il “terrificante” cablaggio originale è stato sostituito con un conduttore 16AWG OFC, e il polo caldo intrecciato a doppino con il polo freddo. Anche la lunghezza dei conduttori è stata attentamente calcolata.

 

 

 

 

All’interno del cabinet, si trovava solamente un sottile pannello di spugna sul fondo, di circa 2 cm di spessore, peraltro “rinsecchita” dal tempo e nemmeno fissata ma libera di “sbatacchiare” all’interno del cabinet, la quale ben poco poteva  fare per annullare la radiazione posteriore del midwoofer. Quindi tutto il piccolo cabinet è stato riempito di DACRON, un composto sintetico fibroso a bassa densità, ottimo per l’impiego nei diffusori chiusi. Il Dacron va posto nel cabinet ma non va compresso all’interno e il riempimento deve essere fatto con cura e in maniera omogenea in tutti i punti, evitando di creare “palle” compresse di materiale in alcune zone e lasciarne altre semivuote. Il materiale acustico dovrebbe essere messo in quantità esattamente uguale in entrambi i box ma per pesare il DACRON serve una bilancia molto sensibile e precisa, questa fibra è leggerissima.

 

 

 

 

Una volta chiusi i piccoli cabinet , ho effettuato qualche ora di rodaggio con il mio specifico disco test ( impulsi sinusoidali a varie frequenze e rumore bianco e rosa ) e poi ho provveduto alle misure acustiche.

 

 

 

 

La misura della risposta in frequenza in ambiente a terzi d’ottava mostra un comportamento piuttosto omogeneo, è evidente il poco “peso” dell’emissione in gamma bassa ma visto il diametro del midwoofer e la taglia del cabinet non si dovrebbe pretendere di più.

 

 

 

 

La misura MLS ci dice che la risposta è sufficientemente lineare, considerando l’anzianità e l’economicità dell’oggetto, si nota la leggera risalita del livello sulle alte frequenze e il rapido decadimento dell’emissione del tweeter a cono oltre i 15 KHz, fenomeno ben visibile anche nella precedente misura in ambiente.

 

Vi ricordo come nell’upgrading io non abbia variato la rete di filtro originale ma abbia solo sostituito i componenti ritenuti ormai obsoleti.

 

Il successivo ascolto è stato per me una piacevole sorpresa. Devo dire che queste piccole Sonex suonano ancora piuttosto bene. La timbrica in generale è piuttosto brillante ma questa caratteristica non disturba molto l’ascolto, se non si ha a che fare con un’incisione già sbilanciata in tale senso. Il suono è aperto e dinamico, buona la larghezza e la profondità della scena, ma quello che piace maggiormente è proprio l’articolazione della gamma bassa, che sebbene sia modesta in termini energetici, appare veritiera e pulita, solo come una sospensione acustica può fare. In particolare il basso non stanca mai e pare molto più reale e neutro. In definitiva il suono è realistico e godibile, l’unico appunto è una certa dose di brillantezza eccessiva in alcuni passaggi che, sebbene non sia quasi mai sgradevole, sottolinea in maniera decisa il fatto che si stia ascoltando un  diffusore di piccola taglia.  A parziale discolpa di questo fatto,  il proprietario mi ha detto che in origine era stata prevista della spugna nella parte interna della griglia di protezione altoparlanti, spugna che doveva servire  per controllare la gamma acuta e che poi col tempo se ne era andata.

Personalmente giudico tale scelta tecnica “orripilante” e figlia del tempo passato in cui i diffusori erano stati ideati. Basterebbe un poco più di attenuazione da parte del partitore resistivo inserito nel ramo passa alto e un piccolo condensatore di by-pass per ovviare alla caduta del tweeter in gamma altissima ed il gioco sarebbe stato fatto, senza tante orribili spugne e “ammeniccoli” vari davanti agli altoparlanti. Io resto sempre dell’idea che davanti agli altoparlanti ci deve stare soltanto…l’aria!

 

Se per caso dovreste trovare questi diffusori in vendita per i vari mercatini, aste on-line o shopping elettronici, fateci un pensiero, se il prezzo è ok lo sono anche questi piccoli diffusori.

 

A breve vorrei realizzare un clone moderno ma assolutamente simile di questi piccoli e simpatici diffusori, restate sintonizzati !

 

Buoni ascolti a tutti e buon divertimento.

 

Come sempre ringrazio vivamente l’amico Davide Sbisà per lo spazio messo a mia disposizione su questo sito.

 

Alberto.

 

“La musica è un’arte viva, emozione in movimento perpetuo. Quando potete, spegnete lo stereo e andate ai concerti. Quando non potete farlo, esigete dal vostro impianto la stessa emozione provata all’ultimo concerto.”

 

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