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Autocostruzione |
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I
preamplificatori di Francesco
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Di cosa si tratta |
Preampli vari |
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Chi lo ha costruito |
Francesco francoiacc@gmail.com |
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Caratteristiche |
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Ciao Davide, rieccomi dopo qualche mese di assenza per condividere con voi le mie ultime realizzazioni, ovvero il pre linea ed il pre phono. Dunque il progetto, nasce come un’unica unità phono e linea realizzata con uno chassis per la parte preamplificatori ed uno per la parte alimentazioni. Gli schemi originari soni i seguenti:
Il pre linea si inspira al noto schema del lillipre a cui ho aggiunto un’ulteriore stadio di cathode follower come suggerito dal CLASSIC ONE di Triode Dick (Link). Il pre phono, invece, è un progetto JE LABS del grande Joseph Esmilla, il quale a sua volta si è inspirato ad uno schema preso dal “RCA 1962 Electron Tube Design”. L’alimentazione è quella del lillipre opportunamente rivista e adattata. Ho raddoppiato i rami di uscita sull’anodica al fine di avere una migliore separazione tra i canali, ed ho realizzato dei circuiti di stabilizzazione per avere una 6,3V sui filamenti fuori da ogni dubbio. Mi raccomando a realizzare i due stadi separati, una per la valvola alta ed una per quella bassa poiché la prima è sollevata da terra. Ho realizzato i due mobili dando particolare importanza alla cura estetica della parte preamplificazione, essendo questo a vista. Il risultato è stato un mobiletto di dimensioni contenute e piuttosto carine per il preamplificatore ed un mobile abbastanza spartano, dalle dimensioni più generose, per l’alimentatore, dal peso abbastanza sostenuto Questa è la componentistica utilizzata per l’alimentatore: trasformatore con primario 220 secondario 0-220 LEGRAND (c’è l’avevo già) 2 trasformatori per illuminazione (non elettronici) a 11,4V 4A (costano poco) Bobine di Novarria. elettrolitici acquistati su e-bay di discreta qualità. poliestere e resistenze di RS Sulla 6,3V i condensatori da 10.000uf sono dei Kendeil. Veniamo alla componentistica del pre linea: 6SN7 Electro Harmonix GOLD 6H6P russa acquistata su e-bay (devo dire che è veramente una grande valvola) Condensatore da0,47uf di uscita Mundorf Silver/Oil Potenziometro di ingresso acquistato come ALPS BLU a scatti (in realtà ho scoperto poi che non è affatto un ALPS semplicemente perché la ALPS non ne produce a scatto) Per il resto componentistica di RS. Vediamo infine il pre phono 6SL7 compatibili russe (no ricordo la sigla e non me la chiedete perché tanto le ho buttate via) Condensatori al polipropilene e resistenze a strato di carbone di RS. Finito di assemblare il tutto ho iniziato a provare con il tester l’alimentatore per verificare che tutte le tensioni fossero corrette. Ok tutto bene per ora, quindi a nanna e ricominciamo domani, a mente fresca, per ricontrollare il cablaggio della parte preamplificatore realizzata in aria con massa a stella. Bene rieccoci, effettuo il controllo… tutto perfetto, con il battito accelerato collego l’alimentazione, 1 2 3.. e via…… Si sente, funziona e che dire… niente di eccezionale, si d’accordo il suono della parte linea è pulito ronzio zero, ma manca di sentimento. La scena c’è ma manca di definizione il suono è un po’ freddo e poi il potenziometro non và bene, tra uno scatto e l’altro c’è troppa differenza di volume. Il phono invece è una tragedia non và, ronza è microfonico e il suono sembra venire fuori da un pozzo artesiano. A questo punto si vede la stoffa del vero audio-costruttore (ehem), il primo istinto e stato di filare tutto a mare, poi mi sono preso una bella camomilla ho fatto una passeggiata e ho iniziato ad affrontare un problema alla volta. Prima cosa ho riguardato con cura lo stadio phono e cerca e ricerca mi sono accorto che avevo copiato male lo schema (quello riportato sopra è corretto!!) ho montato un condensatore da 0,1uF in luogo di 0,01uf sulla filtro RIAA (HAI DETTO NIENTE). Lo sostituisco riaccendo e adesso almeno ho un suono che è uscito dal pozzo e si è materializzato correttamente di fronte a me, al centro delle due casse. Ottimo suona ed anche bene, una caratteristica mi ha subito colpito: il suono è caldo molto valvolare! Tuttavia il ronzio e la microfonicità rimangono. Il pre linea invece, a parte la non eccezionale resa sonora, và bene è silenzioso e non risente di problemi di microfonicità. Ho allora ricontrollato tutto il cablaggio, rivisto tutte le saldature e rifatto le masse utilizzando, un collegamento a stella del pre linea ed uno a stella per il pre phono collegate poi su un unico punto prima di uscire per andare all’alimentatore. C’è stato un piccolo miglioramento, comunque l’HUM del phono era presente in maniera consistente. A questo punto mi sono rivisto il progetto da capo e, dopo una attenta rilettura dell’articolo di Joseph Esmilla e un’attenta analisi del funzionamento del mu-follower, ho apportato le seguenti modifiche: 1. Sostituzione delle capacità da 0,22uF sul mu-follower con dei Jensen carta-olio 2. Sostituzione della resistenza da 1K sul segnale con delle Allen Bradley 3. Sostituzione del potenziometro di ingresso con un ALPS BLU (vero!) da 250K non a scatto 4. Sostituzione delle capacità di bypass sui catodi delle 6SL7 e delle 6SN7 con degli ELNA – CERAFINE 5. Sostituzione dei condensatori del pre phono sul percorso di segnale con dei JANTZEN al polipropilene a bassa microfonicità 6. Sostituzione delle capacità sulla parte equalizzazione RIAA con degli spargue orange drops. 7. implementazione di un ground-bus sulla parte phono da collegare sulla stella del pre linea. Come si può ben vedere i cambiamenti sono molti e radicali richiedendo la quasi totale ricostruzione dell’intero preamplificatore. Tuttavia i risultati ci sono, almeno sul pre-liena! Adesso ci siamo, ma non vi dico come suona perché l’ho fatto io e non sarei oggettivo. A me piace e sono contento, ci passo delle ore ad ascoltarlo con estremo piacere. Se proprio devo dare una mia opinione credo che buona parte di questo eccellente risultato sia da imputare alla coppia di Jensen carta olio che ho montato sul mu-follower. E poi il potenziometro adesso è veramente un ALPS! Le note dolenti? Il pre phono ronza ed è ancora microfonico, un bel po’ meno di prima ma guai a toccare le valvole! E allora che fare? Scrivere a mister Esmilla. La risposta è stata solerte e decisa, “ci vuole un ground bus senza compromessi”, insomma non quello da me implementato con collegamento su stella ma un vero ground bus ad iniziare dall’alimentazione. Ma come posso fare? devo riprendere di nuovo tutto da capo e poi il mobiletto che ho progettato, purtroppo è diventato piccolo, poiché era nato per altri componenti, i condensatori che ho sostituito erano moooolto più piccoli dei jensen e dei jantzen. Bene, armiamoci di pazienza e ricominciamo da capo. Ho smontato il preamplificatore e “sradicato” lo stadio phono, ho quindi rifatto la piastra in alluminio e, visto che c’ero, ho implementato un ground bus vero per lo stadio linea e per il suo alimentatore. Nel frattempo mi sono ritrovato un commutatore rotativo a norme MIL 2 canali 4 posizioni e l’ho montato in luogo della coppia di interruttori che usavo prima per la selezione degli ingressi. Rimonto tutto e vai! ronzio zero, insomma un risultato buono, più di quanto mi aspettavo, con i miei 300B ho guadagnato quel “punch” che mi mancava sulla banda bassa. Forse un tantino troppo elevato il guadagno, i miei 300B in fondo sono quasi degli integrati, ma và bene così. Il pre phono adesso è diventato una storia a parte. Ho ripreso, per l’ennesima volta, il progetto da capo, a cominciare dall’alimentatore fino alla costruzione del mobile. Ecco le mie scelte progettuali:
1. Chassis separati per alimentazione e pre phono 2. Mobile in legno duro (ho usato del rovere) con una piastra in rame sopra una in alluminio per aumentare la schermatura e mantenere la rigidità 3. Raddrizzamento a tubo 4. Alimentazione stabilizzata sia per la parte anodica che per la parte filamenti 5. Doppio filtro pi-greco sull’alta tensione 6. Ground Bus 7. Sostituzione delle indecorose cloni di 6SL7 di provenienza russa Lo schema finale dell’alimentatore è il seguente:
I ferri sono di Novarria, le valvole tutte NOS di provenienza militare, le capacità sull’anodica sono tutte sprague mentre il 10000uf dei filamenti è il solito kendeil, per il resto tutta componentistica di buona qualità RS ad eccezione delle 8,2Ohm che sono Allen Bradley. Sul pre phono ho utilizzato la stessa componentistica sostituendo solo le 6SL7 con delle pregiatissime e costosissime 5691 RCA Red Base e le resistenze da 100K nonché da 680K con delle Allen Bradley (appena le trovo sostituisco anche le 470K sul percorso di segnale) Purtroppo il trasformatore mi ha dato un problema sulla 6,3V (dichiarata a 4A). Appena collegavo i filamenti delle 6SL7 russe la tensione alternata scendeva a 6V. Nel frattempo mi sono arrivate le 5691 che hanno il filamento a 600mA in luogo dei 300mA di una 6SL7 standard. Con queste valvole la tensione di uscita del trasformatore scendeva a 5,8V. Sinceramente ho trovato molto più pratico e sbrigativo scendere un attimo dall’elettricista sotto casa ed acquistare un trasformatore toroidale per faretti alogeni a 12 V (ci risiamo!) e trovare un buco in cui piazzarlo: ho realizzato una piastrina di alluminio su cui l’ho bloccato e a sua volta questa l’ho fissata a mo di coperchio sotto all’alimentatore in corrispondenza del trasformatore di Novarria. Poi ho collegato i filamenti in serie e stabilizzato il tutto a 12,6V. Finalmente ci risiamo, ricontrollo tutto, verifico che l’implementazione del ground bus sia fatta bene, pulsazioni accelerate e …via. Che spettacolo! Finalmente il ronzio è sparito, certo se alzo il volume ancora un po’ si sente, ma stiamo parlando pur sempre di uno stadio phono con un guadagno elevatissimo. Mr Esmilla aveva ragione ci vuole il ground bus, la sua implementazione è un po’ più rognosa, ma solo perché bisogna pensarci un po’ sopra sul percorso che deve fare il bus. Ricordarsi sempre di far scaricare a massa prima i punti con maggiore energia sulle alimentazioni e poi seguire lo stesso percorso disegnato sul circuito. La microfonicità è oramai solo un brutto ricordo, ci posso anche martellare sulle 5691, sono mute, e guardate che il problema è proprio lì: rimontando le 6SL7 russe la microfonicità ritornava (ecco perché sono volate nel bidone della spazzatura). E poi le stabilizzatrici sono uno spettacolo quando si accendono, una ambra e l’altra di un violaceo pallido. Forse qualcuno si aspetta di sapere come suona, per me bene poi se volete fatevelo e vedete voi come suona. Va bene, credo che vi ho tediato abbastanza, la morale è non demordere che prima o poi si viene a capo di tutto, basta avere costanza e passione. La mia è una storia andata a buon fine quindi ecco una bella foto di gruppo e poi le foto delle mie due ultime creature.
Pre Linea:
Foto di coppia
Preamplificatore
Alimentatore
Pre Phono:
Foto di coppia.
Preamplificatore phono. I Jantzen Audio Superior Z Cap sono davvero degli ottimi componenti.
Alimentatore pre phono. La piastra in allumino è il supporto del toroidale. Su millefori vi è il
circuito di stabilizzazione a 12,6V.
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