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PREMESSA
Ciao Davide,
intanto non ti smentisci mai per i sempre più ricchi e veramente
pregevoli contenuti nel tuo sito che gli amanti e soprattutto gli
esperti dell’elettronica vintage e di concezione recente, riescono
ad amalgamare con le loro idee e la preziosa esperienza a creare
quei capolavori che non hanno nulla a che vedere con quelli che
vanno fatti in catene di montaggio.
ACCENNI
Rieccomi a te
con due nuovi progetti (nuovi si fa per dire), perché dopo
l’esperienza dei miei diffusori (Ciare H04.1 presenti nel tuo
sito), mi sono cimentato con l’elettronica, con non poche
difficoltà tecniche.
Ho dovuto
scavare in profondità prima di iniziare tali apparecchiature,
perché dovevano essere alla portata non tanto delle mie tasche,
quanto alle mie capacità.
Ma con tanta
tenacia e (pazienza da parte di mia moglie), sono riuscito a
costruire questo preamplificatore e finale con la ormai quasi
rarissima 5998 (perché difficilmente reperibile).
MONTAGGIO
La scelta del
legno non è stata facile per la scarsa reperibilità del legname
che mi piaceva, così ho dovuto optare per il rovere, ovviamente
già tagliato a listelli lunghi 100cm, larghi 10cm e 22mm di
spessore, successivamente scanalati in falegnameria.

Una delle parti
più difficili è stato reperire i fogli di alluminio da 3 mm, ho
contattato mezza Italia senza esito positivo, quando poi parlando
con un mio amico mi ha detto che a 3 Km dal mio ufficio, c’è un
magazzino che vende lastre di alluminio di quello spessore.

LUCIDATURA
Ovviamente la
struttura in legno è stata rigorosamente lucidata a tampone e
gommalacca, prima con pomice per otturare i pori e successivamente
4 mano a fasi diverse tra loro, di cui l’ultima con molto più
alcool per renderlo più lucido, tutte con un intervallo di 24 ore

Naturale sopra
Lucido sotto

Inizialmente ho
provato a realizzare per primo il preamplificatore, perché era
quello che comportava più stipendio di tempo e accorgimenti e
leggermente un po’ più complesso rispetto al finale, ma al momento
del collaudo provvisorio, ho subito avuto delle gravi difficoltà,…
il famigerato ronzio, e oltre al ronzio a fatto coppia la
bassissima preamplificazione, così mi sono rivolto a colui che lo
aveva progettato, e per mia fortuna è residente a pochi chilometri
dalla mia abitazione.
Devo essere
sincero che se non ci fosse stato lui, non so come avrei risolto
il mio problema, così dopo pochi giorni mi ha fatto uno schema
appositamente studiato in base alla disposizione dei componenti
che erano alloggiati nel mio mobile.
Nel frattempo mi sono messo
all’opera per quanto riguarda la costruzione dell’amplificatore,
ho preferito questo vecchio progetto pubblicato da CHF con la
valvola triodo 5998, perché di (relativamente) semplice
costruzione, senza nulla togliere alla qualità audio e la potenza
in una sola valvola.
Ovviamente ho
preferito acquistare componenti di buona qualità, per avere un
buon suono, perché non dipende solo dalla valvola, ma anche dalla
qualità dei componenti.

Nella fase del
collaudo ho anche utilizzato valvole diverse dalla 5998, come la
6AS7 costruita nei paesi dell’est, ma sia la potenza che il suono,
sono nettamente inferiori all’americana 5998, oppure si può
utilizzare la 421A molto simile alla 5998. Insomma ci si può
sbizzarrire per quanto riguarda la scelta, ma la prima non la
scambio con nessuna.

Inoltre ho usato
due condensatori militari in carta e olio che oltre al fatto
estetico, influenzano di molto la qualità sonora, di provenienza
Bulgara ma costruite nella vecchia CCCP (Russia).
La parte che più
mi preoccupava è stata la prima accensione dell’amplificatore,
avevo una preoccupazione esagerata che ronzasse come succede
frequentemente quando si fanno i cablaggi in aria, e invece acceso
prima l’interruttore e successivamente quello dell’anodo, non ha
fatto neanche un accenno di ronzio o sottofondi particolari
generati dal trasformatore anche a fine di un brano musicale.
Alla prima prova
ho collegato direttamente un lettore DVD in entrata e poi ai
diffusori senza l’ausilio di un preamplificatore, provandolo a
piena potenza con relativa preoccupazione dei vicini di casa.
Insomma che dire....la fortuna del solito dilettante, che come
primo lavoro…..è riuscito a primo schioppo.
Nel frattempo
riavevo a disposizione il mio preamplificatore con il nuovo schema
pronto da assemblare, il tempo di andare a reperire qualche
resistenza e condensatore che avevano valori diversi da quello
iniziale.
Assemblato il
tutto, non mi restava che inserire le valvole, inserire i
connettori, e….viaa!!!! cavolo, il potenziometro non alza il
volume e fa anche rumore, ovviamente mi accorgo subito che il
potenziometro era deteriorato, probabilmente dal saldatore era
troppo alta la temperatura, lo sostituisco saldandolo con un
saldatore per integrati, riaccendo il tutto e… silenzio di tomba,
alzo piano piano il volume… e suono dei miei orecchi va che è una
meraviglia, silenziosissimo quasi mi meraviglio che sia un
valvolare assemblato artigianalmente.

Ma una
persistente distorsione si generava da subito, collegando il pre
con un amplificatore surround al massimo della sua potenza, nel
rodare l’apparecchio ho notato che il guadagno era un tantino
alto, così il tempo di aprire il coperchio e inserire due
resistenze e un condensatore, il guadagno si è stabilizzato in
maniera adeguata.

CONCLUSIONI
I soliti
imprevisti che non mi sarei mai aspettato, è che inavvertitamente
mi è scivolata la valvola raddrizzatrice con tutta la custodia in
cartone sul tavolo, e quando ho messo tutte le valvole e acceso il
preamplificatore ho notato che la valvola stava cambiando di una
luce più intensa e si è formato un colore violaceo, ho toccato il
trasformatore ed era diventato rovente, ho staccato il tutto l’ho
fatto raffreddare e dopo circa un’ora quando ho provato a
riaccendere il pre si bruciavano in continuazione i fusibili, così
dopo relative imprecazioni ho dovuto richiedere ad Alessandro di
Autocostruire un nuovo trasformatore, perché quello si era
bruciato, e per sicurezza la sostituzione dei 2 condensatori che
sono collegati alla valvola raddrizzatrice con 100 volt in più
rispetto all’origine.
In conclusione
non posso essere che soddisfatto sia per la qualità sonora sia per
la strabiliante assenza di rumori di fondo o la quasi totale
assenza di ronzii generati dai trasformatori alla massima potenza
del finale.
I costi non
saprei, perché come è successo con i diffusori, non ho tenuto il
conto dei materiali, perciò non posso quantificare l’esatto
importo.
Sono già al
lavoro su un nuovo apparecchio che non posso che elogiare per il
suo impiego per svariati decenni…. il giradischi.
Ma di questo ne
parleremo a tempo debito.
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Alberto Roiati |
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