Preampli PF3 Digitex  di Maurizio Daniele

 

 

Preamplificatore di linea a Valvole PF3m

 

 

Si tratta di un semplice preamplificatore dotato di tre ingressi linea, con uscita di registrazione.

L’essenzialità del progetto sta nel minimalismo, ottenuto con la rimozione di tutto ciò che può essere ritenuto superfluo.

 

Il cuore, e la parte più pregiata, del sistema è il preamplificatore PF3 progettato da Paolo Franceschi e fornita da Digitex. Il preamplificatore è montato su un circuito stampato che comprende il circuito di amplificazione vero e proprio e i relativi alimentatori, il tutto realizzato rigorosamente a tubi, salvo l’alimentazione per i filamenti.

 

Alimentazione anodica:        1 raddrizzatrice 5AR4 Sovtek

                                              

1 doppio triodo 6SN7GT Sovtek

 

Alimentazione filamenti:     a stato solido non stabilizzata

 

Amplificatori:                       2 doppi triodi 6SN7EH Electro Harmonix in configurazione SRPP

 

Lo schema è un classico SRPP (Shunt Regulated Push Pull) realizzato con due valvole 6SN7. Alcuni particolari accorgimenti del progettista riducono drasticamente i problemi della configurazione SRPP.

In questo circuito si usa una valvola per le sezioni basse di entrambi i canali e un’altra valvola per le sezioni alte. Questa soluzione va contro quella classica di utilizzare la stessa valvola per entrambe le sezioni dello stesso canale, ma ha lo scopo di evitare possibili accoppiamenti fra catodi e filamento e quindi autooscillazioni.

Il segnale amplificato viene prelevato mediante un condensatore Solen in polipropilene.

 

Le resistenze sul percorso del segnale sono Holco H2 e H4 mentre le resistenze sull’alimentazione sono Beyshlag a strato metallico da 1W. I condensatori utilizzati sono elettrolitici Sic-Safco e polipropilene Audin Cap-Plus e Solen.

 

Il risultato sonoro è molto valido, il preamplificatore è stato provato su un impianto costituito da giradischi analogico EMT, finali valvolari dual mono Shindo con 2A3 e casse Acrosound.

 

A detta della Electro Harmonix il tubo 6SN7EH è una replica della mitica 6SN7GT “Red Base” della RCA; grazie ad un amico ho avuto possibilità di provare questo preamplificatore con un paio di queste introvabili valvole e non c’è confronto, le RCA hanno un suono unico.

(Nelle foto allegate c’è la “temporanea” intrusione di una valvola Sovtek in luogo di una Electro Harmonix).

 

I connettori utilizzati per ingressi ed uscite sono del tipo con anello isolante in teflon e sono montati direttamente sul pannello posteriore.

Le masse degli ingressi e dell’uscita di registrazione sono raggruppate a livello di canale ma vengono mantenute separate fino alla scheda a circuito stampato.

Le linee di ingresso vengono collegate mediante filo isolato Digitex AWG18 ad un selettore rotativo a contatti dorati della Torinese Palazzo.

Il segnale in uscita dal selettore viene splittato in parallelo verso l’uscita di registrazione e verso il regolatore di volume. Il collegamento con il potenziometro di volume viene realizzato mediante due doppini intrecciati di filo AWG18 che portano il segnale e la massa.

 

 

Nelle fotografie allegate si vedono degli anelli di ferrite sui vari fili di segnale, questi anelli sono stati eliminati.

 

Il potenziometro di volume è un ALPS RK27 da 100kW.

Il segnale dosato in livello raggiunge quindi la scheda PF3 per essere amplificato mediante altri due doppini intrecciati di filo AWG18.

Il segnale amplificato viene quindi prelevato dalla scheda e collegato direttamente alle prese di uscita mediante altri due doppini intrecciati di filo AWG18.

 

Il preamplificatore è completato da un circuito di muting da me progettato e realizzato.

 

Il circuito di muting è basato su due timer contenuti in un circuito integrato NE556.  Il primo timer è configurato come monostabile e funziona in modo che all’accensione porti la sua uscita al livello logico “alto” per circa quattro minuti.  A questa condizione corrisponde lo stato di riposo di un relè i cui contatti normalmente chiusi mantengono l’uscita del preamplificatore collegata a massa.

Trascorso il tempo prefissato la tensione in uscita dal primo timer si porta al livello di 0V attivando il relè che elimina il collegamento a massa in uscita.

Questa funzione risulta utile nel caso in cui si voglia accendere un finale a stato solido direttamente accendendo il preamplificatore. Se invece si adotta il solito metodo di accendere prima il preamplificatore e poi il finale, il circuito di muting non è assolutamente necessario.

 

Il secondo timer contenuto nell’integrato NE556 è configurato per funzionare come astabile e far lampeggiare il led indicatore di accensione per tutta la durata del tempo di muting.

 

L’alimentatore è sicuramente la parte più complessa e raffinata di questo preamplificatore, infatti è costituito da varie sezioni completamente indipendenti tra loro.

Una sezione si occupa dell’alimentazione per i filamenti delle valvole di amplificazione.

Una seconda sezione si occupa dell’alimentazione di filamento per la valvola di filtro dell’alimentazione.

Infine la terza sezione viene utilizzata per ricavare la tensione anodica per le valvole di amplificazione.

 

I filamenti sono alimentati a 6.3V in corrente continua. Sebbene le valvole 6SN7 utilizzate in questo circuito siano a riscaldamento indiretto, l’alimentazione in corrente continua ben filtrata garantisce la pressochè totale assenza di ronzio introdotto dai filamenti e la loro giusta temperatura di riscaldamento, con conseguente massima durata di vita.

 

La tensione anodica viene raddrizzata da una valvola di tipo GZ34 o 5AR4, fortemente sovradimensionata rispetto alle necessità. La tensione raddrizzata viene filtrata da un filtro a pi-greco costituito da due condensatori e da un’induttanza di ben 20H.

La tensione raddrizzata e livellata viene applicata a due filtri gemelli realizzati con una valvola 6SN7GT, ognuno di questi filtri abbassa drasticamente l’impedenza senza dover ricorrere a stabilizzatori o condensatori di elevata capacità.

 

 

Lo chassis è stato realizzato interamente a mano dal sottoscritto ed è costituito da una cornice in mogano lucidato a cera.

I pannelli superiore, inferiore e posteriore sono realizzati in laminato di alluminio da 3mm verniciato con vernice nera anodal.

La scheda PF3 è fissata sul pannello superiore in modo che fuoriescano le valvole e i condensatori di filtro per l’alimentazione dei filamenti. Attorno a valvole e condensatori ho fissato una piastrina di rifinitura realizzata in MDF da 5mm verniciato con lo stesso colore dei pannelli. L’effetto risultante è buono, al punto tale che solo al tatto si riconosce che si tratta di legno e non metallo. A sinistra della scheda vengono fissati ad incasso il trasformatore di alimentazione e la bobina di filtro, entrambi sono esteticamente migliorati verniciando in nero i lamierini e chiudendo i rocchetti con calotte metalliche fornite dalla Digitex.

Sia il trasformatore che la bobina devono essere montati in modo che non ci sia contatto metallico tra i lamierini e il telaio, questo isolamento è stato ottenuto interponendo uno strato di plasticard da 1mm e isolando i perni di fissaggio in ottone mediante boccole in teflon.

 

Sul pannello posteriore vengono montate tutte le prese di ingresso e uscita e la presa di alimentazione con fusibile. E’ importante curare gli isolamenti e mantenere una debita distanza tra tensione di rete e prese audio.

 

In posizione un poco più avanzata rispetto al pannello posteriore ho montato un profilato ad U ricavato per assemblaggio di un laminato di alluminio da 2mm con due angolari ad L da 1mm. Questo profilato è stato utilizzato per montare il selettore degli ingressi da un lato e l’interruttore semirotativo di accensione dall’altro, i due assi di comando sono poi prolungati verso il pannello frontale per mezzo di due perni di prolunga in alluminio collegati con boccole di giunzione.

Sullo stesso profilato viene montata la scheda di ritardo rivolta verso il pannello posteriore.

 

 

La cornice in legno di mogano è spessa 10mm e alta 60mm ed internamente è incollata ad un’altra cornice realizzata in MDF da 10mm alta 54mm. In questo modo si realizzano due scalini in cui inserire a battuta il pannello superiore e quello inferiore.

Nella parte anteriore della cornice sono presenti tre fori perfettamente in asse con il selettore degli ingressi e l’interruttore di accensione. Per mantenere l’allineamento dei perni di comando, nella parte interna della cornice ho avvitato due particolari boccole di ottone.

Queste boccole sono state ricavate da un inserto di diametro 8mm normalmente utilizzato nei mobili. Questi inserti normalmente hanno una filettatura esterna che consente l’avvitamento nel legno e una filettatura interna adatta a ricevere viti di normale passo metrico MA.

Ho provveduto ad eliminare la filettatura ripassando il foro con una punta da 6.5mm ed ecco ricavata la mia boccola.

Il potenziometro del volume utilizzato ha un perno piuttosto corto e quindi per effettuare il montaggio ho realizzato uno scasso nella parte interna della cornice, in modo tale da poter alloggiare il corpo e far uscire il perno quel tanto che basta per fissare la manopola. Il potenziometro è fissato con silicone.

La parte interna del pannello frontale è coperta da un foglio di rame da 0.2mm che contribuisce alla schermatura e avvolge anche il corpo del potenziometro di volume.

 

Particolare cura è stata posta nei collegamenti di massa che sono stati realizzati ad hoc in modo da eliminare in modo totale ogni ronzio.

 

Maurizio.Daniele@Marconi.com

 

 

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