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PREMESSA
Intanto un
grazie a Davide Sbisà che è sempre disponibile a mettere il rete
tutti i lavori di tutti gli appassionati di questo genere.
Come annunciato
nel precedente progetto, presento il mio Thorens TD 280 modificato
nell’aspetto.
E’ un giradischi
di modeste pretese originariamente acquistato ad un prezzo modico,
ma ideale per modifiche di questo genere, soprattutto per coloro
che non sono ultra esperti per quanto riguarda modifiche esteriori
(come me ovviamente).
MONTAGGIO
Ho rivalutato da
poco questi apparecchi, non solo per un discorso affettivo, ma
anche per chiudere il cerchio delle basi essenziali per quanto
riguarda il mondo del vintage.


Come si vede in
fotografia sono stati incollati 3 strati di multistrato da 2 cm
ciascuno, lasciando da parte il quarto strato per la foratura dei
componenti.
Per quanto
riguarda l’impiallacciatura ho acquistato (non ha poco), la radica
di noce nazionale, che lucidata mostra tutta la sua bellezza.
La lucidatura è
come tutti gli altri miei lavori, è rigorosamente lucidata a mano
con alcool e gommalacca.
Il multistrato è
stato squadrato con la troncatrice radiale, e successivamente
tagliato internamente per ricavare il telaio tutto sano, senza
incollature laterali, per avere maggiore solidità della struttura,
poi ho incollato l’ultimo strato prima di forarlo.
Prima della
foratura ho smontato il telaio originario rimanendo solamente con
il piano superiore, per copiare alla perfezione le misure dei
componenti, braccio, motore, piatto e le varie minuterie, come
scheda preamplificazione ed il meccanismo elettromagnetico per
abbassare e alzare il braccio del giradischi.
Fatti i piccoli
fori con il semplice trapano, i fori grandi come l’alloggiamento
del braccio e quello del motore, sono stati fatti con la
fresatrice, e successivamente rifiniti a mano con varie lime.


Terminato tutto
ciò ho iniziato ad incollare le pareti laterali di radica, e per
ultima la parte superiore, fatta essiccare per circa 24 ore, ho
ritagliato i fori già fatti in precedenza con il taglierino, e
ripuliti con carta vetrata fine.
La lucidatura
come detto in precedenza è stata fatta con alcool e gommalacca, la
procedura è sempre la stessa, prima con pomice per otturare i pori
del legno, e successivamente le altre mano necessarie a
completamento della finitura, fino ad ottenere questo risultato.



CONCLUSIONI
Questo
giradischi non è il top dell’eccellenza, sia per la parte
meccanica sia la parte strutturale e tanto meno per la sua
eleganza, è ovvio che la sua concettualità proviene da tempi
recenti e soprattutto economici, perciò con un po’ di fantasia e
pazienza si può ottenere un buon risultato senza troppe pretese.
Alberto Roiati
Sifral2003@gmail.com

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