Autocostruzione        

 

Il Thorens TD 280 di Alberto

 

 

 

 Di cosa si tratta

Pesante modifica giradischi

Alberto

Chi lo ha costruito

Alberto Roiati Sifral2003@gmail.com

Caratteristiche particolari

Davvero una bella costruzione

 

PREMESSA

Intanto un grazie a Davide Sbisà che è sempre disponibile a mettere il rete tutti i lavori di tutti gli appassionati di questo genere. 

Come annunciato nel precedente progetto, presento il mio Thorens TD 280 modificato nell’aspetto.

E’ un giradischi di modeste pretese originariamente acquistato ad un prezzo modico, ma ideale per modifiche di questo genere, soprattutto per coloro che non sono ultra esperti per quanto riguarda modifiche esteriori (come me ovviamente).

 

MONTAGGIO

Ho rivalutato da poco questi apparecchi, non solo per un discorso affettivo, ma anche per chiudere il cerchio delle basi essenziali per quanto riguarda il mondo del vintage.

 

       

 

       

 

Come si vede in fotografia sono stati incollati 3 strati di multistrato da 2 cm ciascuno, lasciando da parte il quarto strato per la foratura dei componenti.

Per quanto riguarda l’impiallacciatura ho acquistato (non ha poco), la radica di noce nazionale, che lucidata mostra tutta la sua bellezza.

La lucidatura è come tutti gli altri miei lavori, è rigorosamente lucidata a mano con alcool e gommalacca.

Il multistrato è stato squadrato con la troncatrice radiale, e successivamente tagliato internamente per ricavare il telaio tutto sano, senza incollature laterali, per avere maggiore solidità della struttura, poi ho incollato l’ultimo strato prima di forarlo.

Prima della foratura ho smontato il telaio originario rimanendo solamente con il piano superiore, per copiare alla perfezione le misure dei componenti, braccio, motore, piatto e le varie minuterie, come scheda preamplificazione ed il meccanismo elettromagnetico per abbassare e alzare il braccio del giradischi.

Fatti i piccoli fori con il semplice trapano, i fori grandi come l’alloggiamento del braccio e quello del motore, sono stati fatti con la fresatrice, e successivamente rifiniti a mano con varie lime.

 

 

    

 

Terminato tutto ciò ho iniziato ad incollare le pareti laterali di radica, e per ultima la parte superiore, fatta essiccare per circa 24 ore, ho ritagliato i fori già fatti in precedenza con il taglierino, e ripuliti con carta vetrata fine.

La lucidatura come detto in precedenza è stata fatta con alcool e gommalacca, la procedura è sempre la stessa, prima con pomice per otturare i pori del legno, e successivamente le altre mano necessarie a completamento della finitura, fino ad ottenere questo risultato.

 

 

    

 

 

CONCLUSIONI

Questo giradischi non è il top dell’eccellenza, sia per la parte meccanica sia la parte strutturale e tanto meno per la sua eleganza, è ovvio che la sua concettualità proviene da tempi recenti e soprattutto economici, perciò con un po’ di fantasia e pazienza si può ottenere un buon risultato senza troppe pretese.

 

Alberto Roiati   Sifral2003@gmail.com

 

 

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