Autocostruzione

 

Una modifica all kit di Nuova Elettronica per arrivare

a un Williamson con el34  di Gianni

 

2° parte

 Di cosa si tratta

Finale  su base Nuova Elettronica adattato "willianson" con el34

Chi lo ha costruito

Gianni  jbsteeple@inwind.it

Caratteristiche particolari

Una  taroccata molto interessante

Mia presentazione

L'amico Gianni  ha fatto una ottima cosa , partendo da un kit iper collaudato come quello di nuova elettronica , lo ha modificato per ottenere  uno schema williamson.

ecco cosa mi ha mandato

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LA  COSTRUZIONE  DEL  MOBILE

Per ottenere un contenitore robusto, necessario per il peso dei trasformatori ed una schermatura dai disturbi esterni ho utilizzato uno chassis metallico di un vecchio PC desktop usandone la superficie piana superiore come supporto per i componenti ed il coperchio inferiore con funzione di base di appoggio per la struttura.  Il pannello posteriore è recuperato dal vecchio ampli fuori uso.

            Incollando ed avvitando sulle superfici metalliche laterali e sul coperchio inferiore dei pannelli di multistrato da 1 cm. verniciati e laccati ho ottenuto la finitura visibile nella foto. Questo accorgimento oltre ad incrementare la rigidità della struttura conferisce all’insieme, unitamente al piano superiore in ottone, un aspetto “old style” contrastato dal tono “tech” dei piedi di appoggio in alluminio a due gusci smorzati da

 

   

 

       

 

 

NOTE  SUI  COMPONENTI  UTILIZZATI:

EL34 SVETLANA (selezionate in quartetto), ECC82 NOS, 12BH7A Electro Harmonix , zoccoli ceramici con pin dorati, condensatori in carta e olio di provenienza sovietica e altri condensatori di qualità acquistati da un rivenditore privato in Toscana;

 

Trasformatore di alimentazione, impedenza di filtro e trasformatori di uscita acquistati dalla Ditta Novarria di Milano, i prezzi risultano lievemente superiori ai componenti inseriti nel kit ma è disponibile una gamma più ampia di prodotti, OK per la qualità…..

 

Per il trasformatore necessario per le tensioni negative e ausiliarie Mod. T010.01 e la doppia impedenza di filtro Mod. TA30 consiglio l’acquisto presso la Ditta Nuova Elettronica, produttrice del Kit.

 

I componenti passivi possono essere acquistati presso comuni rivenditori,  è consigliabile fare una piccola indagine di mercato per i

 

                

IMPRESSIONI  DI  ASCOLTO

Non possiedo sufficienti conoscenze in campo audiofilo per poter effettuare una disamina accurata, però posso assicurare che con la cifra spesa è difficile ottenere un apparecchio che “suoni” meglio. E’ mia opinione che questo ampli offre una riproduzione ai massimi livelli e la potenza fornita è davvero ragguardevole, unico neo potrebbe essere la riproduzione della gamma bassa che sembra avere un impatto non travolgente ma, come è noto, i tubi non eccellono in questo campo. Inoltre, considerando che i componenti principali (valvole e T.U.) sono stati scelti fra quelli di fascia economica, credo vi siano margini di miglioramento. Nella modalità “triodo” la potenza fornita risulta leggermente inferiore ma il “sound” appare più caldo e sembra esserci un pizzico di “punch” in più. Nella modalità “pentodo” fornisce ottime prestazioni anche con musica pop/rock.

 

 

NOTE – PARTICOLARI COSTRUTTIVI

Nella predisposizione dei vari componenti e dei circuiti stampati nel mobile ho tenuto più distanti possibili i punti percorsi dalla tensione alternata da quelli percorsi dal segnale di ingresso, il cavetto schermato (RG58) non compie il percorso più breve ma distante da eventuali fonti di disturbi, così la sezione pre si trova in posizione diametralmente opposta al trasformatore di alimentazione, anche i T.U. sono distanti da quest’ultimo e relativi campi magnetici.

Produrre i cinque circuiti stampati ha richiesto un certo impegno, con il senno di poi si risparmia tempo e fatica ordinando le basette, anche se la spesa sarà maggiore e comunque gli stampati dei circuiti di alimentazione non sono compatibili con quello da me utilizzato, si potrebbe provare un montaggio “in aria” ma credo sia alquanto arduo.

I filamenti dei triodi sono alimentati in corrente continua (non ho accluso lo schema poiché semplice), utilizzando dei ponti da 1200V 35A e 10.000 microF di capacità, i ponti non sono visibili perchè montati nella faccia inferiore della basetta con la parte metallica a contatto della superficie del contenitore per consentire una minima dissipazione.

Una ventola a 12VCC nella parte posteriore del mobile provvede ad immettere aria all’interno dello stesso, credo però sia meglio prevedere un percorso per il flusso d’aria poiché le temperature salgono parecchio, specialmente nei mesi estivi.

Per far funzionare le valvole finali connesse a triodo occorre lasciare aperte le prese intermedie dei trasformatori di uscita e collegare le griglie con una resistenza da 100 ohm 2watt sull’anodo. E’ necessario pertanto un quadruplo deviatore, ho utilizzato in alternativa un relé a quattro scambi comandato da un’apposita manopola.

Le manopole visibili in foto corrispondono da sinistra: 1 - selezione degli ingressi, effettuata con deviatore multiplo con rinvio meccanico (prelevato da vecchio ampli); 2 – volume (consiglierei un componente di qualità decente, poiché quello che ho utilizzato, di fattura economica, non risulta adeguato); 3 – commutazione fra modalità triodo/pentodo e potenza high/low (ottenuta collegando la presa a 230V sul primario del trasformatore di alimentazione invece di quella a 220V), nel modo “low” si ottengono delle tensioni sui secondari leggermente inferiori consentendo una minore dissipazione totale.

Questo progetto consente di realizzare un’amplificatore davvero soggettivo e personalizzato, basti pensare che è possibile utilizzare almeno 3 tipi di tubi finali sulla stessa topologia e diversi modelli di trasformatori di uscita anche fra quelli che costano, da soli, quanto tutto il kit. Per i principianti o per chi volesse contenere la spesa in assoluto consiglierei comunque di acquistare i componenti del KIT e procedere con gli eventuali up-grade.

Consiglio agli appassionati che volessero realizzare questo amplificatore di procurarsi l’articolo del KIT LX1113 (e LX1114 alimentazione) pubblicato su N.E. n° 163, nonché l’articolo sulle modifiche pubblicato sul n° 13 di C.H.F..

Altro accorgimento è quello di selezionare i componenti passivi ed utilizzare quelli di valore quasi identico.

Tengo a sottolineare che, a parte alcune iniziative nelle sezioni di alimentazione, le modifiche al circuito amplificatore non sono state ideate dal sottoscritto.

Per la costruzione, il montaggio e il collaudo dell’apparecchio sono occorsi circa 6 mesi e, pur essendo scettico, ho potuto appurare che occorre un rodaggio per i tubi di circa 100 ore.

 

 

                                       

 jbsteeple@inwind.it

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