|
Pag 1.
“The
Voice”
Amplificatore
Integrato para-feed 300B SEP
Odissea di un
progetto parte-nopeo, parte toscano e parte tirolese.
di Diego Barone &
Alessandro Furlanetto
Doverosa
premessa:
Il circuito
originario di questo amplificatore, denominato “Magnificent”,
venne proposto nel Settembre 1997 su Suono Stereo n° 291 dall’ing.
Fulvio Chiappetta ( le numerose puntate successive promesse furono
bruscamente interrotte alla terza). Suono proponeva il kit del
“Magnificent” a vari livelli di complessità e possibilità di
up-grading (SE / SEP di 2A3 o di 300B), e gli articoli, forse un
pelino cattedratici (l’irrinunciabile plurale majestatis del prof.
Chiappetta risulta pesantino, su una rivista divulgativa) erano
sapientemente argomentati dall’ Autore e, complessivamente,
persuasivi ed accattivanti. Spero che l’ ing. Chiappetta non ce ne
vorrà se riassumeremo brevemente gli antefatti, ben certo che ben
si ricorda del suo implacabile amico bolzanino (Ales)sandro
Furlanetto. Bene, nel 1999, trascorso circa un anno dalla prima
richiesta telefonica, Chiappetta mi inviò quello che gli era
restato nel cassetto del suddetto kit: stampati premontati dell’
amplificatore e dei pozzi di corrente, cabinet coi dissipatori,
TU toroidali, elettrolitici: purtroppo mancavano i TA, di cui né
l’ articolo né l’ Autore mi avevano fornito i dati. Immediatamente
dopo, per parecchi mesi, Chiappetta sparì dalla circolazione:
irreperibile al telefono, irraggiungibile anche dalle Raccomandate
AR. Ciò mi porto dallo sconforto alla più totale disperazione.
Inutilmente inondai di lacrime le più che comprensive redazioni di
Suono e di CHF per ragguagli sul circuito e sulla persona, ma non
mi restò che aspettare e provare, nei sei mesi successivi, ogni
mercoledì, giorno di udienza di Chiappetta, a telefonargli. Quando
finalmente rientrò, Chiappetta, mi disse di uno spiacevole
problema di salute che lo avevano costretto a riposo: trascorso un
po’ di tempo, intendo qualche altro mese, mi inviò i due TA,
peraltro molto belli, ed un circuito dedicato per il pre linea,
con una ECC88. Mi rimisi al lavoro e nel dicembre 2000 il
“Magnificent” emise il primo vagito.

Allora, sopra cé´l´alimentaore
stabil. servizi e lampadari, sotto non si vedono gli alim filam. 3
A dire
il vero, un vagito un po’ flebile, visti i quasi 40 kg di mole del
neonato. Da allora Chiappetta ed io penammo insieme nel vano
tentativo di far funzionare decentemente il “Magnificent”: devo
ammettere che fui molto confortato dall’ enciclopedica competenza
e dalla non comune cortesia dell’amico Chiappetta. Furono
centinaia di telefonate, di fax più o meno faceti, di piacevoli e
cordiali chiacchierate, perché Fulvio Chiappetta è una persona
affabile e simpatica. Di là da questo, però, non si concretizzava.
Il circuito del “Magnificent” risultò critico fin dall’inizio, gli
elettrolitici di accoppiamento ai TU continuavano a schiattare
come petardi alla festa di Piedigrotta. Dopo centinaia di ore di
prove e misure, decine e decine di telefonate e consultori con
l’amico partenopeo, il 10 Aprile 2001 accettai di buon grado la
sua cortese proposta e gli spedii, da Bolzano, i 40 chili del
“Magnificent” perché potesse controllarlo di persona e metterlo a
punto. Nel settembre del 2002, quindi oltre un anno dopo,
l’ ottimo Fulvio me lo ritornò (gratis, devo dire), con qualche
sostanziale modifica circuitale e integralmente smontato.

Controtelaio valvole cablato-2
Purtroppo,
malgrado l’anno di vacanza a Napoli e le amorose cure ricevute a
casa dello zio Fulvio, perfino dopo un ri-assemblaggio e cablaggio
meno cani (…questa volta senza saldature fredde) l’amplificatore
non cantò mai da 300B e continuò ad erogare una potenza irrisoria,
rispetto ai 30 W promessi. Certo, il “Magnificent” non esplodeva
più, ma clippava a tutto spiano: messo a confronto con l’ aloiano
GY50 – realizzato in versione ipercompact e costato molto ma molto
meno – c’era da piangere. Con il 2004 (!!!) mi fu
chiaro che il problema non si poteva risolvere con le piacevoli
facezie e le lunghe chiacchierate telefoniche con l’amico Fulvio.
Sarei comunque veramente grato se chiunque, a suo tempo, avesse
visto, ascoltato, realizzato o acquistato il “Magnificent” , si
mettesse in contatto con me per uno scambio di opinioni.

Dissipatori con alimentatori driver
e pre e pozzo Chiappettiano.jpg015
La svolta.
Io
sottoscritto, Sandro Furlanetto, autocostruttore da sempre e per
passione, sono un mero realizzatore di progetti altrui, con
un’infarinatura di elettronica, uno certo intuito, una vena d’
inventiva, un’infantile voglia di sperimentare e, secondo la mia
consorte,un pizzico di masochismo. Il circuito del “The Voice” (in
omaggio all’indimenticabile Frank) non quindi è farina del mio
sacco, bensì dell’ingegno tutto toscano del mio amico Diego
Barone. Premetto che Diego ed io non ci siamo mai né visti né
sentiti, neanche per telefono,lui sta a Lucca e io a Bolzano, ma
ci siamo invece scambiati un montagna di e-mail. Il primo contatto
avvenne su Internet: incappai nel sito di Diego
www.studioerosbarone.it/diego/, che è tutto da vedere. Lì
Diego presentava il suo progetto di un tweeter al plasma, che da
sempre è un mio pallino. Infatti ne costruii una coppia
sperimentale, il cui progetto fu presentato, bontà sua,
addirittura in copertina, sul n° 57 di CHF. Bene, incuriosito, gli
scrissi per avere ragguagli sul suo tweeter ( che frattanto è
divenuto un oggetto ben suonante in corso di industrializzazione)
e, dopo qualche tempo, gli parlai delle mie disavventure col SEP
di 300B. Alla fine gli mandai il malloppo del progetto di
Chiappetta e le misure da me effettuate. Diego ci pensò un po’ su,
e dopo un paio di settimane, stroncato impietosamente il progetto
iniziale, mi inviò uno schema alternativo, che è poi quello che ho
realizzato e che presentiamo in queste pagine.
Veniamo al dunque:
Alla fine di
Aprile 2004, telematicamente sostenuto dall’amico Diego, mi sono
deciso a smontare il “Magnificent” per riutilizzarne almeno i
componenti principali ed il cabinet già forato. I pozzi di
corrente sono rimasti gli stessi, ma i circuiti dell’
amplificatore e del pre linea sono completamente ri-progettati. Il
“The Voice” è amplificatore integrato all-triods che,
dalla vaschetta IEC della presa di corrente in poi, è un
dual-mono verace.
Una parte
servizi, comune ai due canali, è alimentata indipendentemente dai
due amplificatori. Essa è composta da:
-
un servo
relè comandato dall’interruttore di accensione dell’apparecchio
-
un
alimentatore stabilizzato 12VCC
-
un
radiocomando per il potenziometro ALPS motorizzato con relativi
LED di segnalazione.
-
un timer per
inserzione ritardata dell’anodica agli stadi finali.
-
un doppio
amplificatore logaritmico per i due VU Meters analogici
-
un selettore
da 5 ingressi audio a relè
-
un voltmetro
digitale 0÷500V commutabile sui catodi delle 4 x 300B per
controllo e settaggio del bias.
L’alimentazione del finale è tradizionale, gli splendidi TA
blindati e resinati forniti col kit da Chiappetta erogano 640V CA
( più ovviamente le varie tensioni per i filamenti delle valvole)
raddrizzati da robusti e costosi ponti di Graetz da 1200V/25A,
segue filtro a pi-greca con tre bellissimi elettrolitici rossi da
1000µF/400VL per ciascun canale, posti in serie perché l’anodica
ai loro capi tocca quasi i 1000V. I quattro filamenti delle 300B,
collegati ai due secondari a 6,2V di ciascun TA, sono alimentati
in continua, col classico raddizzatore a ponte, resistenza di
caduta per portare la tensione a 5V e condensatori di grossa
capacità. Gli stampati originali dei due pozzi di corrente – a
componenti solid-state discreti - sono piazzati sui grossi
dissipatori che costituiscono i fianchetti del mobile e
smaltiscono il notevole calore prodotto dai due transistor di
potenza. Per mancanza di spazio, alcuni componenti, tra cui i
trasformatori ed i circuiti di alimentazione del pre linea con
l’E88CC, sono collocati sulla superficie interna dei dissipatori.
Il semplicissimo timer a transistor chiude il relè della tensione
anodica dopo circa 60 secondi dall’accensione dell’apparecchio.
Il pozzo di corrente sugli anodi delle 300B impone la corrente di
polarizzazione e la mantiene costante (almeno in prima
approssimazione) a circa 160 mA, quindi circa 80 mA per ciascuna
delle 300B parallelate, qualunque sia la tensione ai suoi capi.
Quindi, in regime dinamico (cioè col segnale all’ingresso, quando
è presumibile che tutte le tensioni e correnti abbiano un
andamento sinusoidale) la corrente complessivamente assorbita
dalle 300B e dal TU (il cui condensatore in serie può considerarsi
un cortocircuito per i segnali) è costante. Morale, semplificando
si può dire che il generatore ha un’impedenza interna infinita.
Gli anodi dei 300B, dal canto loro, “vedono” due carichi: il TU e
la resistenza interna del generatore di corrente, entrambi in
parallelo.

Nel parallelo prevale la resistenza minore, quindi possiamo
considerare irrilevante il contributo del generatore.
Conseguentemente, per i segnali, è come se il TU fosse collegato
direttamente in serie ai tubi, come nel più classico dei
single-ended. Va detto che, visto che la tensione erogata
dall’alimentatore è ragionevolmente costante e poiché in parallelo
alla linea di alta tensione (verso massa) ci sono dei
condensatori, dinamicamente possiamo supporre che la linea di alta
tensione vada a massa con una resistenza differenziale piccola,
che trascureremo sempre. Quindi per i segnali la linea di alta
tensione è cortocircuitata a massa. Se invece, come nel nostro
caso e come suggerito da Chiappetta dopo una modifica al circuito
iniziale, il TU viene collegato li pozzo di corrente nel punto in
cui si congiungono R26 ed R27, succedono cose un pelino più
complicate. Intanto il generatore continua ad imporre una corrente
costante, questa volta assorbita soltanto dai tubi. Infatti
l’elemento chiave è il transistore T1 che misura (e mantiene
costante) proprio la corrente che, tramite le R16 e R17, va ai
tubi. Quindi le 300B sono caricate da una resistenza molto grande,
e questo garantisce un’ottima linearità ed un guadagno di tensione
vicino al massimo possibile (il famoso che trova sui data sheet e che per i 300B vale
circa 4). D’altra parte il TU è collegato all’emettitore (anche se
ci sono le due piccole resistenze) di un transistore. Tutte le
volte che si prende l’uscita sull’emettitore, si parla di
“inseguitore” perché il circuito tende a erogare la stessa
tensione sul carico, qualunque sia il carico stesso. Il circuito
quindi assume una bassa resistenza (differenziale) interna.
Morale, il TU viene alimentato a bassa impedenza e questo si
traduce in una bassa impedenza di uscita. Il generatore di
corrente fa quello che si definisce anche “adattamento di
impedenza”. Il grosso vantaggio di questa circuitazione
(conosciuta anche come
para-feed)
è che il TU non è elettricamente in serie
alle valvole, bensì in parallelo: quindi non è attraversato
dalla corrente continua anodica, ma solo dal segnale. Ciò rende
possibile adottare trasformatori privi di traferro, e con nucleo
in Nickel, come, appunto, i toroidali, che, in linea di massima,
vanno meglio e costano (e pesano) meno degli equivalenti
tradizionali con lamierini a granuli orientati. Lo scotto è che
c’è da inserire un condensatore in serie al TU, e che quest’
ultimo dev’ esser di qualità eccelsa. Dimenticavo, Diego, in
circuiti simili a questo ha provato ad utilizzare i trasformatori
toroidali normalmente usati per alimentare le lampade alogene.
Dice che vanno da dio, se volete saperne di più andate a visitare
il suo sito, o rompetegli le scatole per e-mail. Il bias delle
finali viene regolato da 4 trimmer: essi sono agibili dall’esterno
del mobile, per evitare scosse e subdoli cortocircuiti, e
permettono di giocare un pochino con il bias delle finali. Con i
trimmer a metà corsa, le 300B lavorano ad m80 mA con 380V di
placca e -80V sulla griglia. Si parte con i trimmer a metà corsa e
si verifica che sugli anodi ci siano 480V ( 380V più un centinaio
di volt che cadono sulle resistenze di catodo) e che su entrambe
le resistenze catodiche da 1250 Ohm ci siano circa 100V.
Eventualmente si ritoccano i trimmer, verificando con un voltmetro
digitale ( o con quello montato, commutabile sulle quattro
finali) che, dopo una mezz’oretta di funzionamento, sui catodi
vi sia la suddetta tensione ottimale di circa 100V. Andiamo
avanti. Contrariamente al progetto originario di Chiappetta, che
impiegava un pentodo a pendenza variabile EF184, abbiamo preferito
come driver un gagliardo doppio triodo 12BH7 in SRPP (Shunt
Regulated Push-Pull)
che fa bene il suo lavoro,
garantisce la tensione necessaria per il pilotaggio completo, una
bassa impedenza di uscita e un suono di grande dinamica e
dettaglio.
L’SRPP eroga almeno 100V di picco con un guadagno stimato attorno
a 10. L’alimentazione della 12BH7 è derivata dall’anodica delle
finali, che è attorno ai 900V. Con una robusta resistenza di
caduta ed uno Zener formato da 13 diodi da 33V/1W ciascuno in
serie, ecco che si ottengono i 420 V necessari ad alimentare il
driver. Il pre linea, che impiega un doppio triodo E88CC anch’esso
in SRPP, in una configurazione già sperimentata in un
amplificatore ibrido (l’”Hybrid One” di Diego, andatevelo a
guardare sul suo sito..), eroga 25÷30V di picco, praticamente
indistorti, ed è volutamente alimentato con una tensione assai
bassa, circa 80V CC. Ciò ha comportato l’impiego di un
trasformatore di alimentazione separato (Novarria) da 75 V e 6,3V
per il filamento, e di un integrato 7815 sollevato da massa con
due Zener da 33 V in serie per avere la tensione stabilizzata a
80V richiesta. Per coerenza col concetto tutto-dual-mono, abbiamo
adottato due TA separati anche per il pre amplificatore. Tenete
presente che una tensione anodica più bassa sull’ E88CC porta ad
un peggioramento delle caratteristiche (all’ascolto il risultato è
drammatico), mentre una tensione maggiore comporta una diminuzione
della durata del tubo. Solitamente alle resistenze di
polarizzazione R2 e R3 dell’SRPP viene dato lo stesso valore, però
abbiamo sempre una certa libertà di azione e possiamo modificarle
quasi a nostro piacimento. Come si vede abbiamo usato due valori
leggermente diversi: è il risultato di una serie di prove di
ascolto e non è detto che debba piacere per forza così … provate
(partendo sempre da due valori uguali) e scegliete la
configurazione dei valori che vi piace di più. Con i valori
consigliati, il pilota ha un guadagno di circa 16, ampiamente
sufficiente a consentire il collegamento diretto ad un comune
CD-player. I filamenti dell’E88CC e della 12BH7, essendo a
riscaldamento indiretto, sono alimentati in alternata: così
facendo, e pur essendo collegato a delle casse ad alta efficienza
(110 dB/W) il “The Voice” non produce alcun hum o ronzio.

Prima dell´applicazione dei fianchetti
Il filamento della 12BH7 è
sollevato da terra da un partitore sull’anodica, in modo da
evitare possibili scariche tra catodo e filamento. Vista la
tensione anodica contenuta a cui lavora l’ E88CC questo
accorgimento non sarebbe strettamente necessario, ma, in omaggio
ai puristi, è stato adottato anche sul pre linea. Notate che il
cablaggio dei circuiti attraversati dal segnale audio è
rigorosamente in aria, mentre pozzi di corrente, alimentatore ed
ammennicoli ausiliari sono realizzati su stampato, anche perché,
cablati in aria, col cavolo che ci stavano nel prezioso scatolone.
Diciamo prezioso perché la piastra superiore del cabinet (per
dirla alla Nardi, un telaio pecora ma dal vello d’oro!),
originariamente destinato a contenere il circuito chiappettiano,
è, udite, udite, in ottone da 2 mm…..placcato ORO (!) e con le
scritte serigrafate in esemplare unico. Non abbiamo badato a
spese, per ridurci in miseria! Ovviamente, considerato
l’eccellente risultato estetico precedente, non si è
assolutamente voluto modificare il cabinet in funzione del nuovo
circuito: questo ha causato un’enormità di problemi, che si sono
andati ad assommare all’estrema esiguità dello spazio disponibile
all’interno ed alla quantità di roba non indispensabile che ci
abbiamo voluto cacciare dentro. Per esempio, gli zoccoli delle
valvole sono ora fissati su una contropiastra, anch’essa in
ottone, a sua volta applicata con costosissime viti a brugola (RS
components) alla piastra superiore del telaio dorato. Gli zoccoli
noval sono dotati di opportuni spessori distanziali (anelli di
spessore 7,5mm, torniti (!!) in Teflon) in modo da portare la
parte superiore di questi zoccoli allo stesso livello di quelli
delle 300B. Gli stampati dei circuiti ausiliari sono montati a
castello, uno sopra l’altro, soluzione questa già adottata e
collaudata per la gloriosa versione ipercompatta del GY50.
Ovviamente nessuno vi obbliga a seguire questo esempio,
anche se il non farlo dirotta ineluttabilmente verso la soluzione
due telai, più comoda costruttivamente ma esteticamente schifa.
Così come lo vedete, le dimensioni dell’ampli sono (48 x 40 x 29)
cm, il peso di 39 kg. I due trasformatori di uscita toroidali
della belga VELLEMAN NV Mod. DZ043 non si vedono dall’ esterno in
quanto sono fissati su un robusto profilato a C in acciaio inox,
fissato internamente al telaio, tra i due dissipatori dei pozzi di
corrente. Tutti i condensatori attraversati dal segnale sono in
poliestere audio-grade 630VL (Novarria ), incluso quello da
30µF/630V (Digitex) che va al trasformatore di uscita.
Posteriormente abbiamo le prese RCA dorate dei cinque ingressi,
l’uscita tape, l’uscita del pre e l’ingresso dell’amplificatore di
potenza (in previsione della bi-amplificazione, quando l’ aloiano
GY50 si occuperà esclusivamente di pompare il subwoofer). Lo
stampato del selettore prese RCA ingresso è quello a 5 ingressi
controllato a relé di Nuova Elettronica (LX 1140). Tre
morsetti dorati disposti a 120° l’uno dall’altro permettono di
collegare sistemi di altoparlanti con impedenza nominale di 4 e 8
Ohm. In funzione dell’eventuale ronzio residuo, la terra dell’
impianto elettrico può essere lasciata flottante o. meglio, per
ragioni di sicurezza, essere collegata alla massa del telaio
tramite un piccolo interruttore a leva, posto sul pannello
posteriore. Una boccola di massa permette il collegamento al
telaio di altre apparecchiature di segnale, tipo il giradischi. Le
masse dei circuiti sono a stella, nel senso che ciascun circuito è
collegato a massa in un unico punto del telaio. Le calze dei cavi
schermati vanno collegate a massa solo dalla parte dell’ingresso
del segnale, ciò per evitare loops e conseguenti ronzii indotti. I
trasformatori di alimentazione sono schermati e debitamente
collegati a massa. Sui primari dei TA di ciascun canale è
collegato un fusibile da 5 A (!!), i portafusibili sono collocati
sul pannello posteriore. La vaschetta di alimentazione è dotata di
uscita femmina switched per alimentare altre apparecchiature (CD,
giradischi, ecc.). Frontalmente, abbiamo la manopola del controllo
volume, un ALPS blu Serie 157 motorizzato e radiocomandato, il cui
circuito di controllo è descritto nell’incorniciato.
RADIOCOMANDO VOLUME
LOW-COST (OPZIONALE).
Il radiocomando per potenziometro
motorizzato che vi proponiamo è semplice, molto più economico di
altri aggeggi a IR presentati anche su questa Rivista e
commercializzati all’ uopo, estremamente affidabile e con una
portata esuberante rispetto all’impiego normale: oltre 100 m,
con pareti in cemento interposte (…si presta a scherzi
micidiali!) malgrado usi come antenna uno spezzoncino di filo
posto all’ interno del cabinet. Il motorino dell’ Alps Serie
157 che abbiamo impiegato assorbe 150 mA a 4,5 V, ma potete
utilizzarne altri. Il kit TX/RX è reperibile presso la Futura
Elettronica snc di Rescaldina (MI), Tel. 0331576139 - Fax
0331466686. Il kit Ricevitore Bicanale FT186K costa EUR 34,00,
il Trasmettitore TX 3750/2 C costa EUR 24,00, le spese
contrassegno sono di 8,00 EUR, totale 66,00 EUR IVA inclusa.
Sia ben chiaro che non abbiamo cointeressenze con la sunnominata
Azienda. Il TX è un grazioso ciondolino con due pulsantini,
che useremo per l’ UP & DOWN del volume, ed è fornito già
assemblato dentro il suo scatolino in plastica: per funzionare
non necessita che di una microbatteria a stilo da 12 V e di un
dito. L´RX invece, di dimensioni contenute, codificato per esser
a prova di interferenze, dovrete montarlo da voi: ma le
istruzioni fornite sono precise e dettagliate sia per il
montaggio, sia per il settaggio dei numerosi dip-switches che
servono per la codifica e il funzionamento astabile / bistabile.
Il tutto opera a 433,93 MHz, cosa della quale, sostanzialmente,
ci frega poco. Occhio, invece, ché sconsigliamo di utilizzare
kit diversi da quello suggerito: infatti, in certi
ricevitori fatti per il telecomando di cancelli o allarmi,
quando si premono i tastini del TX, il software fa sì che i relè
dell' RX restino chiusi per uno o due secondi oltre la
cessazione dell’impulso. Nel nostro caso, il volume
continuerebbe a salire, o scendere, anche dopo che avete smesso
di premere il pulsantino del TX, il che, ovviamente, renderebbe
l’accrocchio inutilizzabile. L’ alimentazione dell’RX è a 12 Vcc,
con un consumo irrisorio, quindi, nel nostro caso, l’ andiamo a
prendere dall’ alimentatore servizi dell’ amplificatore. Il
ricevitore aziona, a seconda del pulsante premuto sul TX, uno
dei due relè di cui è fornito. Utilizzando gli scambi dei due
relè utilizzeremo la stessa tensione a 12 V che alimenta il
ricevitore, portandola direttamente / inversamente al motorino
del potenziometro. Ovviamente, siccome avete a disposizione 12 V
e dovete alimentare il motorino a 4,5 V/150 mA, vi servirà una
resistenza di caduta adeguata, che dovreste esser in grado di
calcolarvi da soli. Se quanto sopra vi crea problemi, passate
tranquillamente da questo articolo alle lettura di Novella 2000.
La connessione al motorino dovrebbe essere quella giusta, ossia
schiacciando il pulsantino di sopra del TX dovrebbe aumentare il
volume (tensione diretta al motore), e viceversa col pulsante di
sotto: secondo la legge di Murphy, garantito che vi succederà il
contrario. E’ consigliabile saldare in parallelo ai terminali
del motorino un condensatore da 100 kpF/100 V. Altra cosa, utile
agli audiofili non-udenti (*) o in casi di Alzheimer
incipiente: con due LED parallelati in controfase (p. es.: Verde
e Rosso, noi abbiamo usato dei LED triangolari che simboleggiano
le freccine UP & DOWN), alimentati attraverso un’ opportuna
resistenza limitatrice e posti in parallelo all’ alimentazione
del motorino, avrete un prezioso indicatore luminoso che vi
dirà se state alzando o abbassando il volume. Volete esagerare?
Un ulteriore LED giallo lampeggiante collegato come da schemino,
vi segnalerà che state usando il radiocomando, o che ci state
seduti sopra. In alternativa a questo radiocomando, alzate il
sedere dalla poltrona e girate opportunamente la manopola del
volume, risparmierete soldi e vi farà bene alla linea.
(*) Digressione: così oggi
vengono chiamati i sord! E come chiamare gli stitici?.
|
Ref |
Componenti RX controllo
volume (Circuito comune ai due canali) |
|
C1 |
100kpF/100 VL |
|
R1 |
Resistenza di caduta =(Va-Vm)/Im |
|
R2 |
Resistenza |
|
R4 |
Resistenza |
|
DL1 |
LED Rosso |
|
DL2 |
LED Verde |
|
DL3 |
LED Giallo lampeggiante |
|
B1 |
Ponte Graetz di qualunque tipo |
Diego docet:
Analisi del circuito
Il circuito originale del “Magnificent”, così come pubblicato su
Suono nell’ormai lontano 1997, pur interessante nell’approccio,
offriva il fianco a qualche critica, e , secondo noi,
difficilmente sarebbe stato in grado di mantenere le promesse
dell’ Autore. Questo principalmente perché:
-
nello stadio pilota era impiegata una EF184, pentodo di segnale a
pendenza variabile, che non poteva erogare la tensione adeguata al
pilotaggio delle finali con una distorsione accettabile
-
il punto di riposo dello stadio finale era sbagliato: nella
migliore delle ipotesi, poteva garantire soltanto 15 ÷ 18W contro
i 30W dichiarati.
Lo schema elettrico è stato quindi
integralmente ridisegnato, cercando di salvare il salvabile. Il
risultato delle nostre fatiche è visibile nella figura seguente:

|
Ref |
Componenti stadio finale (1
canale) |
|
R1 |
Resistenza 1kW
1/4W strato metallico 5% |
|
R2 |
Resistenza 820W
1/4W strato metallico 5% |
|
R3 |
Resistenza 100kW
1/4W strato metallico 5% |
|
R4 |
Resistenza 820W
1/4W strato metallico 5% |
|
R5 |
Resistenza 2200W
1W strato metallico 5% |
|
R6 |
Resistenza 25kW
25W a filo corazzata 5% |
|
R7 |
Resistenza 100W
1/4W strato metallico 5% |
|
R8 |
Resistenza 100W
1/4W strato metallico 5% |
|
R9 |
Resistenza 22W
1W strato metallico 5% |
|
R10 |
Resistenza 22W
1W strato metallico 5% |
|
R11 |
Resistenza 22W
1W strato metallico 5% |
|
R12 |
Resistenza 22W
1W strato metallico 5% |
|
R13 |
Resistenza 100kW
1/4W strato metallico 5% |
|
R14 |
Resistenza 100kW
1/4W strato metallico 5% |
|
R15 |
Resistenza 47kW
1W strato metallico 5% |
|
R16 |
Resistenza 47kW
1W strato metallico 5% |
|
R17 |
Potenziometro o trimmer 22kW
lineare |
|
R18 |
Potenziometro o trimmer 22kW
lineare |
|
R19 |
Resistenza 1200W
15W a filo corazzata 5% |
|
R20 |
Resistenza 1200W
15W a filo corazzata 5% |
|
R21 |
Resistenza 100kW
5W a filo 5% |
|
R22 |
Resistenza 10kW
1W strato metallico 5% |
|
R23 |
Resistenza 100W
1/4W strato metallico 5% |
|
R24 |
Resistenza 100W
1/4W strato metallico 5% |
|
R25 |
Resistenza 470W
1/4W strato metallico 5% |
|
R26 |
Resistenza 2200W
1/4W strato metallico 5% |
|
R27 |
Resistenza 5W
1W a filo 5% |
|
R28 |
Resistenza 47W
2W a filo 5% |
|
R29 |
Resistenza 47W
2W a filo 5% |
|
R30 |
Resistenza 1W
1W a filo 5% |
|
C1 |
Condensatore polipropilene 1mF
630V |
|
C2 |
Condensatore elettrolitico 220mF
500V |
|
C3 |
Condensatore polipropilene 1mF
630V |
|
C4 |
Condensatore polipropilene 1mF
630V |
|
C5 |
Condensatore polipropilene 1mF
630V |
|
C6 |
Condensatore elettrolitico 100mF
200V |
|
C7 |
Condensatore elettrolitico 100mF
200V |
|
C8 |
Condensatore elettrolitico 1000mF
100V |
|
C9 |
Condensatore polipropilene 30mF
630V (Digitex) |
|
Q1 |
BC546 |
|
Q2 |
GT8Q101 oppure QT25Q101 su
dissipatore da 3°C/W |
|
Q3 |
GT8Q101 oppure QT25Q101 su
dissipatore da 3°C/W |
|
D1 |
Zener 420V 15W
(N°13 x 33 V/1W in serie) |
|
D2 |
Diodo BY228 |
|
V1A / B |
12BH7 |
|
V2 |
300B |
|
V3 |
300B |
|
TR1 |
TU
Toroidale VELLMAN NV (Belgio)
Type
DZ043, 100VA
Primario:
(231-77-0-77-231) V (1kOhm+1kOhm) con presa a 2/3
arancio-marrone-nero/nero-verde-violetto Secondario:
(0-4-8) Ohm rosso-giallo-blu |
|
|

|
Ref |
Componenti Alimentatore Stadio
Finale (1 canale) |
|
R1/2/3 |
Resistenza 100kW
2W strato metallico 5% |
|
R4 |
Resistenze 2x 470kW
2W 5% in serie, strato metallico |
|
R5 |
Resistenza 47kW
1 W strato metallico 5% |
|
R6/7 |
Resistenza 100W
1/4W strato metallico 5% |
|
R8/9 |
Resistenza di caduta, da calcolare |
|
C1/2/3 |
Elettrolitici 1000mF
400VL |
|
C4 |
Condensatore 100kpF 100 VL |
|
C5 |
Elettrolitico 100mF
100 VL |
|
C6/7/8/9 |
Elettrolitico 4700mF
16 VL |
|
B1 |
Ponte di Graetz 1200V 25A |
|
B2/3 |
Ponte di Graetz 100V 5A |
|
T1 |
Trasformatore alimentazione
blindato ONORI (tel.0742 320466) Mod. EN60742 cod. 10360601001
o equivalente 184VA – prim.220V Sec.640V-0,25A/12V-0,1A/6,3V-0,5A/6,3V-1,5A/6,3V-1,5A |
|
F1 |
Fusibile 250mA |
|
|
|
|
C1/2/3 |
Elettrolitici 1000mF
400VL |
|
RL1 |
Relé a due vie 12V 10A |
|