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T-Amp
Tweak
Diciamo pure che
tutto è iniziato quando un amico (che ringrazio) mi ha regalato il
suo ex T-amp, nel senso che era rimasta solo la pcb senza
altro dopo che lo aveva smontato e rimontato più volte. Dato che
mancava tutto, ad iniziare dal contenitore, ho deciso di usare un
unico case con connessioni standard e alimentatore integrato.
Visto che mi trovavo in ballo ho pensato anche a qualche
tweak (traduco brutalmente da
wikipedia: miglioramento sottile alle macchine) da
poter operare. L’unico vincolo che mi sono posto è stato di
limitare al minimo l’ingombro così da poterlo portare anche nella
mia stanza da studente furisede in un semplice scatolo di scarpe.
Le modifiche in
voga sul globo sono molte, quelle che sembrano essere essenziali
sono la sostituzione del potenziometro e dei condensatori
d’ingresso. La modifica è stata proposta da audio1st, un
utente inglese del gettonatissimo sito diyaudio che potete
consultare a questo
link. Basta semplicemente guardare la figura perchè sia chiaro
tutto quanto. Questa modifica sembra essere giustificata dal fatto
che lo strafamoso scatolotto grigio della Sonic Impact
utilizzi dei componenti sottodimensionati rispeto al datasheet
della Tripath. I motivi sono due: diminuire dimensioni (e
costi) e ridurre la risposta del basso. Quest’ultima cosa si
giustifica col fatto che il piccolino nasce per amplificare casse
da PC o roba del genere e quali bassi volete che riproducano
diffusori da scrivania?! In particolare, con l’uso previsto delle
batterie, le frequenze basse, visto che sono quelle che richiedono
più potenza, metterebbero a dura prova le povere pile stilo!

Detto ciò il
passo è stato breve: case, condensatori e potenziometro sono stati
acquistati da Audiokit, il toroidale su eBay e il resto in
un negozio di elettronica. Spesa totale sopra i 100 euro (escluso
T-Amp).
Mi procuro due
piastre millefori, una per l’alimentazione e l’altra per
alloggirci la pcb del T-Amp, il potenziometro Alps RK27
logaritmico da 50K e i condensatori d’ingresso (Audin Cap
MKP-QS da 2,2uF). Visto che non mi costa nulla, trovo anche lo
spazio per i condensatori di uscita (sempre Audin Cap da
0,1 uf) e per sostituire l’elettrolitico da 330uF (è l’unico, in
mezzo alle 4 induttanze) con uno di recupero da 4700uF 35V
(sperimentazioni future con questo componente non mancheranno). La
foto è sicuramente più ordinata della mia esposizione. J

L’alimentazione
l’ho costruita intorno all’ottimo LM338 insieme ad altri
componenti che avevo in surplus; più di altre parole allego lo
schema che ho utilizzato prendendo spunto da varie applicazioni
trovate in rete. Il toroidale è un 12Volt 50Watt, un pò piccino
per l’utilizzo consigliato con questo IC, ma, come ho già detto,
mi interessava contenere il più possibile le dimensioni.
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Ho montato
il tutto in un case HiFi 2000, serie Galaxi
Maggiorato modello GX 287, fatto
benino ma dovrebbero pensare ad un imballo più protettivo
vista la delicatezza dell’alluminio. I piedini allegati sono
adesivi, meglio optare per 4 solidi supporti per “alto”
carico... quelli usati per le sedie (vd. immagine). Il led è
integrato nel pulsante di accensione (color rosso scuro) e
la manopola, sempre HiFi 2000, mi piacerebbe sostituirla con
una un pò più grandicella. Ultima cosa da fare forse la
sostituzione delle induttanze con quelle avvolte in aria...
vedremo... |
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Vista la scelta
di ridurre al minimo gli ingombri, la sistemazione delle varie
parti non è quella ortodossa: l’alimentazione è a ridosso del
percorso del segnale ma è un compromesso che ho valutato a priori
e che ho accettato a raggion veduta.

Il lavoro non mi
ha portato via più di una settimana, la cosa più divertente forse
è stato confrontarlo a stretto giro con la versione originale che
possedevo già. Conosco abbastanza bene il suono del T-Amp e per
questo collego prima il nuovo nato alle Klipsch RB-15
di un amico: lo riconosco, è lui! Non sebra esser cambiato
nulla(?). Poi è il turno del mio T-Amp originale con
l’alimentatore ZetaGi 143 e la differenze
saltano subito all’...orecchio: la voce è sparata in faccia,
cristallina e dettagliata, il suono leggero e trasparente; è un
modo tutto suo di suonare! Rimetto la mia personale edizione del
chip e la primissima impressione questa volta è che sia meno
potente (diversa impedenza del potenziometro?), la voce arretra di
un passo o forse più, acquista più materia, più corpo, una base su
cui poggiare. Sembra sparire parte del dettaglio e non viene più
sbattuta in faccia ogni nota, ma si vienne attirati in un
palcoscenico più profondo e reale. Si avverte che scende più in
basso ma senza immaginarci chissà quale record: è semplicemente
più facile seguire l’articolazione che prima a tratti sfuggiva
perchè mancava un pò di corpo.
In pratica non
si trasforma il T-Amp in un ampli da discoteca, ne si “aggiunge”
soltanto un pò di basso, è tutto l’equilibrio a cambiare e non so
se a tutti potrebbe piacere. Complessivamente è più credibile e
per i miei gusti più piacevole.

Probbabilmente i
risultati sono allineati per prezzo e qualità a quelli del
Super T-Amp o del nuovo arrivato
Trends TA-10 che usano lo stesso identico chip (Tripath
TA2024), ma dove mettiamo il divertimento nel costruirselo da
sè?! Metre si passa molti mesi nell’ultimazione di un lavoro ben
più impegnativo, intervallare con queste “piccole” realizzazioni
mi distrae e diverte comunque.... che ci posso fà?! ;)
Per finire mi
permetto soltanto di consigliare un sito agli smanettoni
irriducibili del T-Amp:
http://www.michael.mardis.com. Qui ci trovate anche tutti i
grafici prima e dopo le modifiche apportate.
Ottimi ascolti
Giuseppe
giuseppebianco@libero.it
Aleph 30 Clone di Giuseppe

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