Autocostruzione       

T-Amp a batteria

 

 

 Di cosa si tratta

Una altro Tamp

Chi lo ha costruito

Antonello Santi  antonellosanti@yahoo.it

Caratteristiche particolari

Molto interessante

 

Antonello ci ha inviato tante cose interessanti , ecco  un' altra , visitate il suo sito:

http://it.geocities.com/antonellosanti/

 

Introduzione

 

Il t-amp, un po’ come tutti gli amplificatori, è molto sensibile alla qualità dell’alimentatore. Alimentatori poco adatti si fanno sentire inacidendo la gamma media-alta in maniera notevole, esaltando uno dei vari difetti che vengono imputati al t-amp, oltre a fornire una gamma media più ruvida e con minori informazioni riguardo alla scena sonora. Già il circuito ha le sue limitazioni, mi sembra corretto metterlo nella migliore condizione di lavoro, così come si farebbe con qualsiasi componente, rimanendo ovviamente in un range di spesa paragonabile al valore dell’oggetto in questione.

La classica scelta dell’alimentatore da laboratorio o da Cb è una delle soluzioni meno interessanti e generatrici di ruvidità; probabilmente la situazione non è invariante al variare del modello di alimentatore. Già inserendo tra l’alimentatore e il t-amp un condensatore di discreta capacità (avvantaggiati dal fatto che il voltaggio è basso, si riesce ad abbondare senza spendere troppo ; io sono arrivato a un 68.000 uF 25v comprato in un mercatino a poco) con  in parallelo una piccola capacità in polipropilene si ha un piccolo incremento della qualità. Probabilmente anche meno va bene, o più capacità messe in parallelo per ottenere un valore discreto senza spendere tanto ; in questa ipotesi arrivare a 20.000uF non è una grossa spesa. Importante è il condensatore in polipropilene, valori tra 1uF a 4.7uF vanno bene ; in particolare io ho utilizzato componenti Solen e Digitex.

Un bel passo in avanti è stato quello di costruire un alimentatore basato su un lm338 ed un trasformatore da 12v 5A. In questo modo si riescono a gestire correnti fino a 5A, adatte anche a 2 t-amp ; con un pò di accortezze (vedi anche http://www.tnt-audio.com/clinica/ssps1.html) , si riesce a limitare parecchio l’asprezza in gamma medio-alta. Oltretutto realizzando l’alimentatore in modo che la tensione sia regolabile si possono fare vari prove per trovare l’alimentazione più corretta, ricordando di non eccedere troppo con il voltaggio (diciamo che sarebbe meglio restare sotto i 13v).

Seguendo i suggerimenti di Paolo Di Nanna, conosciuto sul gruppo di discussione di Yahoo sul t-amp, sono arrivato a provare l’alimentazione a batteria. Benché reticente, almeno all’inizio, sopratutto per il basso voltaggio, e perché poco consigliata su internet, mi sono dovuto ricredere dopo pochi ascolti. Una parte del merito ce l’ho forse proprio il voltaggio minore (circa12,5v), che fa lavorare meglio il t-amp, probabilmente  lontano dai limiti sopratutto su carichi un pò più difficili.

L’altra parte è sicuramente dovuta alla « pulizia » e la costanza della tensione fornita dalla batteria, anche se è da valutare attentamente ( vedi http://www.tnt-audio.com/clinica/regulators_noise4.html anche se nel t-amp i carichi sono più alti). All’ascolto il palcoscenico sonoro sembra più ampio, sopratutto in profondità, più stabile ed i dettagli leggermente più in evidenza, meno coperti, oltre che più dolcezza (o meno asprezza).

Probabilmente la minor tensione potrebbe generare una leggera diminuzione di impatto sulle basse, veramente minima utilizzando batteria nuova e carica, e decisamente compensato dalla maggior qualità risultante; complessivamente il risultato è positivo e veramente godibile (ovviamente dipendente dalla casse utilizzate e dalla loro impedenza in gamma alta).

 

Il Progetto

 

La realizzazione è piuttosto semplice, visto che per il modulo di amplificazione non c’è da costruire nulla ma è ripreso dal classico t-amp Sonic Impact, per l’alimentazione men che meno visto che.. la anche la batteria è già assemblata. La batteria è un modello in piombo-gel da moto, con 7Ah di capacità. Il vantaggio del piombo-gel consiste nell’assenza di manutenzione e la possibilità di montarla anche rovesciata. Per limitare le dimensioni andrebbero bene anche modelli con capacità inferiore, ovviamente diminuiscono i tempi di utilizzo tra una ricarica e l’altra. Con la capacità scelta non si hanno problemi di utilizzo anche per alcuni giorni.

 

L’unico lavoro necessario è l’inserire il tutto, per praticità, in un unico cabinet, e risolvere un altro classico limite del t-amp, cioè assenza di pratiche connessioni con il mondo esterno. Per il contenitore è stato scelto un classico modello hifi-2000, di altezza sufficiente a contenere la batteria (8cm) e dimensioni di altezza e profondità sufficienti a contenere il resto: fa sempre un certo che il vedere che il circuito di amplificazione è in pratica l’elemento più piccolo da inserire. L’unica accortezza è stata quella di prevedere lo spazio per aggiungere, in futuro, un secondo t-amp per una biamplificazione, e di conseguenza raddoppiare i morsetti di uscita.

 

La batteria ha preso posto nella parte centrale, in modo da lasciare lo spazio, a destra e sinistra, per il selettore degli ingressi e potenziometro del volume. Per i collegamenti sono stati utilizzati normali cavetti, anche per quelli di segnale visto che all’interno del contenitore non è presente corrente alternata a far danni e i cavi di potenza degli altoparlanti sono distanti.

 

 

Il circuito di amplificazione, appena visibile nell’angolo in alto a sinistra della foto, è stato montato sul fianco tramite colonnette, sfruttando le scanalature presenti nel cabinet, ed è stato lasciato sia il connettore originale, sia il led per una eventuale ed improbabile ritorno alla vecchia configurazione.

Vicino al t-amp è presente una basetta con 6 condensatori da 1000uF per contribuire alla rapidità di erogazione della corrente, cosa in cui le batterie in genere scarseggiano, ma presto verrà sostituita con una serie di capacità maggiori e magari con minore Esr; non è stato previsto, in questo caso, la classica capacità in polipropilene.

Vicino ai condensatori si intravede il potenziometro, un Alps da 25k, montato sul pannelo frontale, mentre tra questo e il selettore degli ingressi campeggia un bel led blu, molto più visibile dall’interno che dall’esterno.

 

 

Nella parte a sinistra del cabinet (nelle foto sopra) rimane un sacco di spazio libero. Niente di meglio che sfruttarlo per metterci un relè, comandato dall’interruttore sul frontale, che permette di commutare tra accensione dell’ampli o ricarica della batteria : in pratica i cavi che partono dalla batteria vanno o all’amplificatore o al jack in ingresso, che si vede sulla sinistra del pannello posteriore, al quale si connette un caricabatterie Gbc.

Per il resto si vedono 3 ingressi e le 2 coppie di connettori di uscita (al momento solo 2 attive).

In questo modo la praticità diventa equiparabile a quella di un normale amplificatore : quando è spento il caricabatteria ricarica o comunque mantiene carica la batteria; il circuito viene scollegato dall’ampli non appena acceso.

 

Qui sopra una foto con un « compagno di lavoro »...

 

Conclusioni

 

Le modifiche fatte non fanno ovviamente diventare l’amplificatore quello che non è, i limiti ci sono e in parte rimangono; pregi, difetti  e discussioni in proposito sono state fatte e strafatte. Se non altro però si ottimizza l’insieme con una spesa relativamente contenuta (il costo amggiore è rappresentato dal cabinet ed il potenziometro del volume) e si migliora, a mio avviso non di poco, la qualità sonora, scollegando il circuito da tutti i problemi derivanti da una cattiva alimentazione, ed ottenendo un amplificatore molto godibile.

 

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I consigli di Giuseppe:

 

Prefazione:  Giuseppe mi ha scritto   spiegandomi per bene che queste righe sotto  vogliono essre un consiglio e nulle piu'.   Preche l'amico Antonello  ha fatto veramente un lavoro strepitoso a spiegarci tutte queste cose.

 

Caro Davide,
Lungi da me sferrare una critica alla bontà del suono del T-amp, non l'ho mai ascoltato ne mai lo farò.

Ma questa sera in prima pagina nel tuo sito ho letto qualcosa di incredibile, che altro non fa che confermare le mie idee sulle poche nozioni di elettronica e di ascolti ponderati che gli estimatori del T-amp vomitano sulla rete e nei forum.

Antonello, che dicerto merita tutta la stima possibile per aver cercato almeno di rendere soggettivamente migliore l'ascolto di un T-amp apportando modifiche al circuito di alimentazione, forse non si è reso conto di aver detto tra l'altro una baggianata grossa come....come....la modulazione del T-amp (infatti se chi parla tanto bene del T-amp si fosse preso la briga di andarsi a legere il principio su cui si basa il  funzionamento del T-amp, di certo non lo chiamerebbe AMPLIFICATORE).

Ma forse non avrà mai letto nemmeno un datasheet di un condensatore elettrolitico ne di una batteria al piombo.

Antonello mette dei condensatori elettrolitici dopo la batteria, perchè secondo lui (Incollo le sue parole)" Vicino al t-amp è presente una basetta con 6  condensatori da 1000uF per contribuire alla rapidità di erogazione della corrente, cosa in cui le batterie  in genere scarseggiano" le batterie non sono rapide  nell'erogare corrente???? ma lo sa che una batteria di  ....5-6 Ah riesce tranquillamente ad erogare circa 100-200 Amp in cortocircuito????credo che al T-amp  bastino.

E poi, incollo ancora le sue parole "ma presto verrà sostituita con una serie di capacità maggiori e magari  con minore Esr" ma bravo, così per curiosità ho tirato  fuori l'ESR delle famose e costose capacità BHC  Aerovox (ma forse chi ascolta il T-amp non le conosce)  L'ESR di questi mostruosi condensatori con tensione di  lavoro 16 Volt e capacità 10000uF di appena 54 mhom a  100Hz mettendone 5 in parallelo raggiungiamo la  capacità di ben 50000 uF con ESR di circa  10mhom.........una classica batteria al piombo gel da  lui usata ha una resistenza interna di appena  4mhom......

E lui che fà ci mette le capacità.......

Ti prego di voler pubblicare questa mail, correggila,  tagliala ma pubblica, evitiamo che si diffondi  disinformazione e poi se qualcuno fà un bel lavoro è  giusto che gli venga riconosciuto, come del resto fai  sempre, ma se fà delle c....te è meglio dirglielo..


Cordiali saluti    Giuseppe     devilsea2001@yahoo.it
 

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Una precisazione di Antonello

 

Ciao Davide,
vista la mail di Giuseppe che segnala delle incorrettezze nella realizzazione del t-amp con alimentazione a batteria, in particolare sull'utilizzo dei condensatori, volevo solo segnalare che la resistenza interna di batterie tipo quella utilizzata è più alta di quella segnalata da Giuseppe, senza contare che il valore indicato dai costruttori si riferisce alla situazione di piena carica.
Già quando è sotto tensione o si ha una leggera scarica il valore aumenta dell'altro, quindi non vedo il problema nel montare dei condensatori in parallelo per cercare di ottenere una resistenza più bassa. Che poi questa consenta una erogazione più rapida, questo non lo posso dimostrare, e qui sono in difetto, anche se ci studierò su. Che inoltre questo ne valga la pena e la spesa, anche questo è da dimostrare, anzi da ascoltare.
Che la batteria sia il componente che rilasci più rapidamente corrente, anche questo è da verificare e dimostrare; per quello che ne so io, con le mie poche conoscenze, lo lego al discorso resistenza interna, però accetto ben volentieri smentite e sopratutto spiegazioni tecniche, che fanno sempre bene.

Ciao
Antonello

 

 

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