“Il Trinceratopo”
Custom T-amp di Andrea Bertoglio

Ecco la mia
versione del famoso, lodato, decantato ma anche maltrattato e
discusso “T-amp”. Poiché questo amplificatore ha già fatto parlare
tutto il popolo audiofilo del pianeta Terra, non farò alcuna
recensione: primo perché non sono la persona più adatta a farlo,
secondo perché si è già detto molto al riguardo e terzo perché non
voglio scatenare “intifade” nell’ambiente degli appassionati di
hi-fi, già scosso da profondi contrasti interni.
L’unica coso
che mi sento di dire è che a me, il suono di questo ampli è
piaciuto e questo mi ha spinto a migliorarlo (almeno spero) dal
punto di vista estetico e a completarlo con uno stadio di
alimentazione.
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Partendo
dall’inizio, la cosa è nata con il pensiero fisso:
“questo
non sarà un “percora-chassis”…ed invece lo è di-
ventato!!!
Memore delle bacchettate che sovente vengo-
no
impartite da Diego Nardi, nei suoi articoli su CHF, ho
ho cercato
di seguire i suoi consigli, prestando molta
attenzione
al lay-out dei componenti che, tutto sommato
non mi
sembrano disposti male. Il difetto di questo |
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contenitore –e
ci tengo a dirlo subito- è la difficoltà ad aprirlo per
intervenire sulle elettroniche, cosa che si intuisce facilmente
guardando le foto, ma ormai ero deciso a farlo in questo modo,
ispirato da realizzazioni di audiocostruttori di altre nazioni…e
così sono andato avanti!
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Non avevo mai costruito un case
partendo da zero e, andando avanti con i lavori, sono venuti
fuori un sacco di problemi, come ad esempio fissare il
potenziometro: in questo caso è stata usata un’asta di acciaio
inox rettificata, proveniente dal tamburo di una
fotocopiatrice demolita. L’asta è stata fissata a dei supporti
di teflon, mediante boccole di alluminio appositamente
preparate al tornio dall’amico Alfonso, la mia luce-guida
nel campo del fai-da-te. |
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Ora veniamo alla “corazza” da cui è
scaturito il soprannome del mio “T-amp”, Trinceratopo, come
l’animale preistorico. Robusto e veloce: un tipo che è meglio non
fare arrabbiare!
Ho scelto l’acciaio inox per vari
motivi: mi piace e non ha bisogno di particolari trattamenti come
cromatura o protezioni trasparenti per mantenere il suo aspetto
nel tempo. Per contro, è un materiale difficile da lavorare (se
non si hanno le punte giuste, è sconsigliabile tentare di forarlo)
ed è abbastanza costoso: la base ed il guscio piegato (spessore 2
mm) e i 5 piedoni ricavati dal pieno 6x3, mi sono costati 50 €uro,
prezzo che, dai commenti sentiti in giro, sembra comunque equo.

Ecco ora una carrellata di immagini
dell’amplificatore finito, in cui si può notare lo splendido
lavoro di tornitura dei piedoni e della manopola. Il frontale ed
il retro sono in frassino africano, più scuro di quello normale;
si tratta di un’asta di cm 50x5x2 che ho provveduto a tagliare
della misura giusta e ad assemblare con colla vinilica, senza
nessuna spinatura, visto che non è sottoposta a particolari
trazioni. Dopo averlo carteggiato, è stato tinto con mordente
chiaro e rifinito a turapori e cera d’api, come è mia
consuetudine.
come e diventato dopo la
modifica



Il lavoro non è stato una passeggiata,
anche se rispetto a quelli precedenti, ho incontrato meno
difficoltà, che sono riuscito a superare tenendo a mente i tanti
consigli ricevuti sul forum e cercando di non avere la solita
fretta di terminare il lavoro, che porta solo a fare degli errori,
spesso irrimediabili e costosi. Le difficoltà maggiori sono state
quelle di lavorare su di un circuito miniaturizzato,
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che è facilissimo danneggiare, e
la costru-
zione dell’alimentatore, visto che
non ne avevo
mai fatti. Inizialmente volevo
“cannibalizzare”
l’alimentatore stabilizzato che
avevo acquistato
ma alla fine sono contento di
averlo fatto
partendo da zero. |
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Viste le numerose richieste ricevute
via e-mail, aggiungo anche uno schema dell’alimentazione; mancano
gli schemi riguardo alla piedinatura dei transistor ma può
fornirvela il rivenditore. Naturalmente sono ben accetti rilievi,
critiche costruttive in merito ed eventuali domande a cui, se sono
in grado, cercherò di rispondere.

Chiudo salutando e ringraziando di
cuore: Massimo di Salsomaggiore (Maramao) per la sua disponibilità
e per la proverbiale sensibilità verso le problematiche altrui.
Fernando di Spinetta (wile coyote),
anch’egli sempre gentile e disponibile.
Tutti gli amici del forum, tra cui
Pippo-Edgarnew, Antonio, Antonello, Giacomo-JackIron,
Sergio-notonlyvalve e tutti gli altri che non nomino per motivi di
spazio.
Agostino (Brustin), il radioamatore
pazzo, per la consulenza elettronica!
Alfonso, una vera mente del faidate: se
hai un problema, lui è l’uomo giusto!
Davide Sbisà, una persona semplice che
con passione manda avanti questo bellissimo sito e mette a
disposizione di tanti appassionati degli spazi in cui scambiarsi
idee e consigli: Una risorsa veramente importante, soprattutto per
chi inizia.
andreabertoglio@virgilio.it
Un altro progetto di Andrea
Avete commenti , chiarimenti ,
richieste particolari , scrivete sul
forum del
sito vi verra' risposto
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