Autocostruzione

 

Come era prima della modifica

 Di cosa si tratta

Super tweaking

Chi lo ha costruito

Andrea Bertoglio   andreabertoglio@virgilio.it

Caratteristiche particolari

Una ottima modifica all'amplificatore del momento

Mia presentazione

Il T amp e l'amplificatore del momento , un piccolo integrato con alimentazione a batteria, da alcuni watt di potenza che da del filo da torcere ad altri prodotti molto piu' costosi.

Vi consiglio di leggervi la bella presentazione del sito  http://www.tntaudio.com/ampli/t-amp_opinions.html  dove trovate commenti , recensioni ecc ecc.

Andrea  lo ha completamente modificato , per chi non conosce Andrea  solo due parole , e un attivo frequentatore del forum e  fa anche funzione di moderatore, costruttore di diffusori e amplificatori , e anche  mio amico personale ...

“Il Trinceratopo”

Custom T-amp di Andrea Bertoglio

 

 

Ecco la mia versione del famoso, lodato, decantato ma anche maltrattato e discusso “T-amp”. Poiché questo amplificatore ha già fatto parlare tutto il popolo audiofilo del pianeta Terra, non farò alcuna recensione: primo perché non sono la persona più adatta a farlo, secondo perché si è già detto molto al riguardo e terzo perché non voglio scatenare “intifade” nell’ambiente degli appassionati di hi-fi, già scosso da profondi contrasti interni.

L’unica coso che mi sento di dire è che a me, il suono di questo ampli è piaciuto e questo mi ha spinto a migliorarlo (almeno spero) dal punto di vista estetico e a completarlo con uno stadio di alimentazione.

Partendo dall’inizio, la cosa è nata con il pensiero fisso:

“questo non sarà un “percora-chassis”…ed invece lo è di-

ventato!!! Memore delle bacchettate che sovente vengo-

no impartite da Diego  Nardi, nei suoi  articoli  su  CHF, ho

ho cercato di seguire i suoi consigli, prestando molta

attenzione al lay-out dei componenti che, tutto sommato

non mi sembrano disposti male. Il difetto di questo

 

contenitore –e ci tengo a dirlo subito- è la difficoltà ad aprirlo per intervenire sulle elettroniche, cosa che si intuisce facilmente guardando le foto, ma ormai ero deciso a farlo in questo modo, ispirato da realizzazioni di audiocostruttori di altre nazioni…e così sono andato avanti!   

  

Non avevo mai costruito un case partendo da zero e, andando avanti con i lavori, sono venuti fuori un sacco di problemi, come ad esempio fissare il potenziometro: in questo caso è stata usata un’asta di acciaio inox rettificata, proveniente dal tamburo di una fotocopiatrice demolita. L’asta è stata fissata a dei supporti di teflon, mediante  boccole di alluminio appositamente  preparate  al  tornio  dall’amico Alfonso, la mia luce-guida nel campo del fai-da-te.

Ora veniamo alla “corazza” da cui è scaturito il soprannome del mio “T-amp”, Trinceratopo, come l’animale preistorico. Robusto e veloce: un tipo che è meglio non fare arrabbiare!

Ho scelto l’acciaio inox per vari motivi: mi piace e non ha bisogno di particolari trattamenti come cromatura o protezioni trasparenti per mantenere il suo aspetto nel tempo. Per contro, è un materiale difficile da lavorare (se non si hanno le punte giuste, è sconsigliabile tentare di forarlo) ed è abbastanza costoso: la base ed il guscio piegato (spessore 2 mm) e i 5 piedoni ricavati dal pieno 6x3, mi sono costati 50 €uro, prezzo che, dai commenti sentiti in giro, sembra comunque equo.

 

  

Ecco ora una carrellata di immagini dell’amplificatore finito, in cui si può notare lo splendido lavoro di tornitura dei piedoni e della manopola. Il frontale ed il retro sono in frassino africano, più scuro di quello normale; si tratta di un’asta di cm 50x5x2 che ho provveduto a tagliare della misura giusta e ad assemblare con colla vinilica, senza nessuna spinatura, visto che non è sottoposta a particolari trazioni. Dopo averlo carteggiato, è stato tinto con mordente chiaro e rifinito a turapori e cera d’api, come è mia consuetudine.

come e diventato dopo la modifica

 

 

 

 

Il lavoro non è stato una passeggiata, anche se rispetto a quelli precedenti, ho incontrato meno difficoltà, che sono riuscito a superare tenendo a mente i tanti consigli ricevuti sul forum e cercando di non avere la solita fretta di terminare il lavoro, che porta solo a fare degli errori, spesso irrimediabili e costosi.  Le difficoltà maggiori sono state quelle di lavorare su di un circuito miniaturizzato,

che è facilissimo danneggiare, e   la costru-

zione dell’alimentatore, visto che non ne avevo

mai fatti. Inizialmente volevo “cannibalizzare”

l’alimentatore stabilizzato che avevo acquistato

ma alla  fine sono contento di  averlo fatto

partendo da zero.

 

Viste le numerose richieste ricevute via e-mail, aggiungo anche uno schema dell’alimentazione; mancano gli schemi riguardo alla piedinatura dei transistor ma può fornirvela il rivenditore. Naturalmente sono ben accetti rilievi, critiche costruttive in merito ed eventuali domande a cui, se sono in grado, cercherò di rispondere.

 

Chiudo salutando e ringraziando di cuore: Massimo di Salsomaggiore (Maramao) per la sua disponibilità e per la proverbiale sensibilità  verso le problematiche altrui.

Fernando di Spinetta (wile coyote), anch’egli sempre gentile e disponibile.

Tutti gli amici del forum, tra cui Pippo-Edgarnew, Antonio, Antonello, Giacomo-JackIron, Sergio-notonlyvalve e tutti gli altri che non nomino per motivi di spazio.

Agostino (Brustin), il radioamatore pazzo, per la consulenza elettronica!

Alfonso, una vera mente del faidate: se hai un problema, lui è l’uomo giusto!

Davide Sbisà, una persona semplice che con passione manda avanti questo bellissimo sito e mette a disposizione di tanti appassionati degli spazi in cui scambiarsi idee e consigli: Una risorsa veramente importante, soprattutto per chi inizia.

 

andreabertoglio@virgilio.it

 

   Un altro progetto di Andrea

 

 

Avete commenti , chiarimenti ,  richieste particolari , scrivete sul forum del sito  vi verra' risposto 

 

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