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PREMESSA
Personalmente farei volentieri a meno del subwoofer ma, per motivi
di spazio, non ho alternative e devo utilizzare la soluzione
satelliti più subwoofer. Di necessità bisogna far virtù e così è
nato questo progetto.
Si tratta
di un amplificatore mono di potenza integrato con un filtro
crossover attivo.
Il
sistema è costituito dai seguenti blocchi funzionali:
1.
Alimentatori
2.
Crossover.
3.
Finale di potenza.
4.
Circuiti di protezione.
Alimentatori
La
qualità di questo amplificatore è determinata dal sistema di
alimentazione, semplice ma raffinata. A differenza di quanto si
possa credere, per ottenere buoni risultati, non è necessario
ricorrere a particolari sofisticazioni, basta solo utilizzare i
giusti componenti nel modo giusto.
Prima di
tutto ho utilizzato due diversi alimentatori separati per
crossover e finale di potenza in modo da eliminare qualsiasi
interferenza reciproca.
L’alimentatore del finale di potenza è il classico alimentatore
non stabilizzato basato su un massiccio trasformatore toroidale da
circa 170VA che faceva parte di un vecchio kit di Nuova
Elettronica.
Grazie a
questo componente l’impedenza dell’alimentatore risulta essere
molto bassa così come il flusso disperso, quest’ultimo particolare
molto importante, vista la vicinanza di un circuito che esalta le
frequenze da 20 a 150Hz.

alimentatore
Questo
trasformatore alimenta un robusto ponte raddrizzatore da 10A a cui
segue una batteria di due coppie di condensatori elettrolitici
Kendeil da 4700mF.
In vari
punti dell’alimentatore sono posti condensatori in polipropilene
WIMA da 100nF, in modo da eliminare il più possibile qualsiasi
forma di rumore.
Ho
provato vari condensatori elettrolitici ma devo dire che i Kendeil
hanno veramente qualcosa in più, sicuramente non possono competere
con altri più blasonati ma hanno un buon rapporto qualità/prezzo.
Da questo
circuito ricavo una tensione duale di 40V con cui alimentare lo
stadio finale di potenza.
I
circuiti del crossover necessitano di una tensione duale a 15V.
Questa tensione duale viene ricavata mediante un alimentatore
stabilizzato completamente separato dall’alimentatore dello stadio
finale. Anche in questo alimentatore si usano delle generose
capacità di livellamento (2200mF per ramo) anche se la corrente
assorbita è veramente irrisoria.
Utilizzando un apposito trasformatore separato la massa di questo
alimentatore è mantenuta separata dalla massa dell’alimentatore
dell’amplificatore.
Il punto
di giunzione delle due masse ottimale va ricercato
sperimentalmente, nel mio caso ho scoperto che il modo migliore è
attraverso la connessione di segnale tra cross-over e finale.

Elenco
componenti alimentatori
C1: 100nF
– 400V Classe X2
C2, C3,
C4: 100nF – 100V poliestere/polipropilene
C5, C6, C7, C8: 4700mF – 63V
C11, C12: 2200mF – 25V
C13, C14,
C15, C16: 100nF ceramico
C17, C18:
100mF – 25V
B1: Ponte
raddrizzatore 600V - 10A
D1, D2, D3, D4: 1N4003
IC1: LM7815
IC2: LM7915
TF1:
Trasformatore 220V, secondario 2x29 – 30V / 3A
TF2:
Trasformatore 220V, secondario 2x15V – 10VA
Varie:
Portafusibili per circuito stampato
Fusibili
3.15A
Morsettiere per circuito stampato
Crossover
Il
circuito di Crossover provvede alle funzioni qui elencate:
Ø
Disaccoppiamento degli ingressi;
Ø
Miscelazione dei segnali provenienti dai canali L e R;
Ø
Filtraggio passa-alto con taglio a 20Hz;
Ø
Filtraggio passa-basso con taglio a 150Hz;
Ø
Regolazione livello di uscita e disaccoppiamento.
Le linee
provenienti dai connettori RCA di ingresso collegate ciascuna ad
un voltage follower realizzato con un circuito integrato LF356.
Questo circuito è necessario per avere un’alta impedenza di
ingresso e per poter successivamente sommare i due segnali L e R
senza influenzare le linee di ingresso.

crossover
Sull’uscita di ogni circuito integrato si ha una serie composta da
un condensatore poliestere e da una resistenza, il condensatore ha
lo scopo di eliminare l’offset introdotto dall’amplificatore
operazionale e la resistenza consente di realizzare un nodo
sommatore.
I segnali
L e R vengono quindi miscelati assieme per mezzo di un semplice
sommatore realizzato con uno degli amplificatori contenuti in un
circuito integrato TL072.
Il motivo
di questa soluzione è che le frequenze al di sotto di 200Hz
perdono la caratteristica di direzionalità. In base a questo
principio si possono tranquillamente sommare i contributi dei
canali destro e sinistro in un unico canale e quindi realizzare
solamente un filtro e soprattutto un solo amplificatore finale.
Il
segnale somma ottenuto viene quindi inviato ad un filtro
passa-alto realizzato intorno all’altro amplificatore operazionale
contenuto nel circuito integrato TL072. Questo circuito è di tipo
Butterworth del II ordine, quindi con una pendenza di 12dB/ottava,
i componenti utilizzati sintonizzano la frequenza di taglio a
circa 20Hz in modo da evitare di amplificare dannose frequenze
subsoniche.
Il
circuito successivo è il cuore del sistema, ovvero il filtro
passa-basso, questo è realizzato intorno ad un altro circuito
integrato TL072. Anche in questo caso la configurazione adottata è
Butterworth del II ordine.
La
frequenza di taglio deve essere scelta in base alle
caratteristiche dell’altoparlante utilizzato nel diffusore
acustico, in questo caso ho scelto una frequenza di 150Hz per
adattare il sistema al mio subwoofer.
La
frequenza di taglio deve essere scelta in base alle
caratteristiche dell’altoparlante utilizzato nel diffusore
acustico, in questo caso ho scelto una frequenza di 150Hz. Il
punto di taglio può essere facilmente calcolato con le seguenti
formule:
F1=
1.414/(2pRCA)
F1=
0.7071/(2pRCB)
CA
= C5 = 100nF
CB
= C6+C7 = 47+2.9nF = 49.9nF
R = R11 =
R12 = 15kW
F1 =
150.10Hz
F1 =
150.4Hz
Si ha una
buona aprossimazione.
In uscita
al filtro passabasso viene posto il controllo di livello
realizzato mediante un potenziometro ALPS da 50kohm.
Allo
scopo di minimizzare le interferenze il potenziometro è montato
direttamente sul circuito stampato e il suo alberino di comando
viene rinviato al pannello frontale mediante una prolunga.
Subito
dopo il potenziometro troviamo un voltage follower realizzato con
il secondo operazionale dell’integrato TL072; mediante questo
circuito è possibile collegare qualsiasi tipo di finale senza
caricare l’uscita del filtro passa-basso.
E’ stata
posta particolare attenzione al layout del circuito stampato in
quanto, visto che il circuito enfatizza le basse frequenze,
l’insorgere di ronzii sarebbe deleterio.
Invece
del solito lago di massa comune ogni circuito ha la sua linea di
massa dedicata che converge in un unico punto di collegamento allo
0 centrale dell’alimentazione.

Tutti gli
amplificatori operazionali sono dotati di condensatori ceramici di
bypass da 100nF posti tra i due rami di alimentazione e massa.
Elenco componenti crossover
|
R1,
R2, R6: 100kohm – 1/4W 1% strato metallico
R3,
R4: 10kohm – 1/4W 1% strato metallico
R5:
9.09kohm – 1/4W 1% strato metallico
R7,
R11, R12: 15kohm – 1/4W 1% strato metallico
R8:
10.5kohm – 1/4W 1% strato metallico
R9:
47kohm – 1/4W 1% strato metallico
R10:
3.9kohm – 1/4W 1% strato metallico
R13:
470kohm – 1/4W 1% strato metallico
P1:
potenziometro logaritmico 50kohm |
C1,
C2: 4.7mF – 63V poliestere/polipropilene
C3,
C4: 220nF – 63V poliestere/polipropilene
C5:
100nF – 63V poliestere/polipropilene
C6:
47nF – 63V poliestere/polipropilene
C7:
2.7nF – 63V poliestere/polipropilene
C8,
C9: 10mF poliestere od elettrolitico bipolare
C10 –
C17: 100nF ceramico
IC1,
IC2: LF356 o TL071
IC3,
IC4: TL072 |
Finale di
potenza
Il finale
di potenza, utilizzando adeguati transistor di potenza e una
tensione di alimentazione duale di 40V può erogare fino a 100W su
4ohm. Si tratta di un progetto pubblicato sulla rivista Elektor
negli anni ’80, una rivista di cose ben fatte (Nota: purtroppo
questa rivista non viene più pubblicata in Italia).
In questo
progetto viene utilizzata una tensione di alimentazione non
stabilizzata, quindi sotto carico tende a diminuire, di
conseguenza la massima potenza dichiarata non può essere
raggiunta. Ipotizzando di avere una tensione duale di 35V a pieno
carico, possiamo considerare una potenza di circa 55W su 8ohm e di
70W su 4ohm.

finale
L’ingresso è realizzato con un amplificatore differenziale basato
su due transistor PNP. Segue poi un transistor di pilotaggio il
cui collettore è collegato ad un transistor funzionante da “diodo
zener” regolabile per determinare la corrente di riposo.
Nonostante la presenza di transistor BJT l’impedenza di ingresso è
piuttosto alta, circa 100kohm, perchè questo circuito adotta una
configurazione di tipo “bootstrap” poco conosciuta e descritta
solamente in pochi testi di elettronica.
I
transistor finali previsti nel progetto originale sono dei
darlington della serie BDX, quindi necessitano di una corrente di
base ridotta in quanto hanno un elevato guadagno in corrente.
I tipi
proposti originariamente sono BDX66B e BDX67B hanno le seguenti
caratteristiche:
Vcemax:
100V
Icmax:
16A
Pdiss
continua: 150W
Per
questioni di ingombro (case TO-3) e per la difficile reperibilità
dei BDX66/67 ho scelto di optare per una coppia complementare in
case TO-218, meno ingombranti e più facilmente reperibili. La
coppia complementare di potenza è così formata da un TIP142 e da
un TIP147, le cui caratteristiche sono:
Vcemax:
100V
Icmax:
10A
Pdiss
continua: 125W
I
transistor finali di potenza non sono montati sulla scheda
principale dell’amplificatore, ma su una schedina apposita che
incorpora anche i rispettivi condensatori di Miller.
Il
circuito è completato con una piccola raffinatezza che
difficilmente si vede, anche su amplificatori commerciali. Si
tratta di una coppia simmetrica di filtri RC posti sulle linee di
alimentazione, queste reti simmetriche RC servono ad annullare gli
effetti dell'induttanza residua dei condensatori. Si tratta
semplicemente di condensatori polipropilene e normali resistenze.

Elenco
componenti finale di potenza
|
R1: 100kohm – 1/4W 5%
R2, R5, R6: 3.3kohm – 1/4W 5%
R3: 120ohm – 1/4W 5%
R4, R8 680ohm - 1/4W 5%
R7: 1.5kohm - 1/4W 5%
R9: 5.6kohm – 1/4W 5%
R10: 1.2kohm -1/4W 5%
R11: 2.7kohm - 1/4W 5%
R12, R13: 270ohm - 1/4W 5%
R14, R15: 15ohm - 1/4W 5%
R16, R17: 220ohm - 1/4W 5%
R18, R19: 1ohm – 10W a filo
R20: 10ohm – 1/2W 5%
R21, R22: 1ohm – 1W 5%
P1: trimmer cermet 1kohm
|
C1:
470pF ceramico
C2:
10mF poliestere o elettrolitico bipolare
C3:
150pF ceramico
C4:
1000mF – 16/25V
C5:
220mF – 63V
C6:
47pF ceramico
C7,
C8: 560pF ceramico
C9:
100nF –63V poliestere/polipropilene
C10,
C11: 680nF – 63V poliestere/polipropilene
C12,
C13: 100nF – 63V poliestere/polipropilene
D1: Zener 9.1V – 1/2W
D2, D3: 1N4148
T1, T2: BC556
T3, T5: BC547
T4: BC639
T6: BC557
T7: TIP142
T8:
TIP147
Varie: 2 kit di isolamento per TO-218, dissipatore |
La
taratura è semplicissima, basta cortocircuitare l’ingresso e
regolare il trimmer P1 per misurare una corrente di 80mA sul ramo
positivo di alimentazione.
Circuiti
di protezione
L’amplificatore presenta diversi sistemi di protezione in grado di
prevenire danni ad alimentatori ed altoparlanti.
Il primo
sistema di protezione è dato dal controllo automatico di corrente
in uscita dai transistor finali.
In serie
ai transistor finali sono poste delle resistenze di potenza che,
oltre a compensare le inevitabili differenze nella coppia
complementare, forniscono una valutazione della corrente di
uscita. La tensione rilevata ai capi di queste resistenze viene
applicata a due partitori che controllano la polarizzazione di due
piccoli transistor.
Se la
corrente in uscita eccede il valore predisposto i transistor si
portano in conduzione limitando il pilotaggio in base dei
transistor finali.
I
rapporti determinati dai partitori determinano a quale corrente
deve intervenire la protezione.

vista anteriore
Il
secondo sistema di protezione è dato dai fusibili posti sulle
linee di alimentazione.
In caso
di eccessivo assorbimento da parte di qualche componente si ha
l’interruzione del fusibile che protegge la linea coinvolta.
Il terzo
sistema di protezione riguarda l’altoparlante per prevenire danni
dovuti a tensioni continue e bump di accensione, che comprende
anche un indicatore di stato.
Questo
sistema viene alimentato da una tensione di 12V che, in questo
caso, è fornita da un piccolo alimentatore stabilizzato, la
tensione alternata viene fornita da un avvolgimento ausiliario del
trasformatore principale TF1.
L’alimentatore comprende anche un semplice circuito che, per
alcuni secondi, consente di mantenere in muting l’uscita
dell’amplificatore ed evitare quindi il fastidioso (e dannoso)
bump di accensione e spegnimento.
Il
circuito di protezione contro le tensioni continue è collegato in
parallelo all’uscita dell’amplificatore finale ed è costituito da
un filtro passa-basso calcolato in modo tale che il sensore si
attivi in presenza di corrente continua ma non di segnali a bassa
frequenza.
L’uscita
altoparlanti è interrotta dal contatto di un relè.
Al
momento dell’accensione il relè viene attivato con un piccolo
ritardo e quindi evita di udire il fastidioso “bump”.
Quando
viene rilevata la presenza di tensione continua, di qualsiasi
polarità, il sensore interviene disattivando il relè e quindi
scollegando l’altoparlante. Per garantire questa possibilità
occorre utilizzare due normali condensatori elettrolitici da 47mF
collegati in antiserie o un condensatore non polarizzato da 22mF.
Lo stato
di funzionamento del relè è indicato da un led, a relè diseccitato
il led lampeggia, con relè eccitato il led è acceso a luce fissa.

Elenco componenti circuiti di protezione
|
R1,
R3, R4: 10kohm – 1/4W 5%
R2: 1Mohm – 1/4W 5%
R5: 22kohm – 1/4W 5%
R6, R7: 390kohm – 1/4W 5%
R8: 820kohm – 1/4W 5%
R9:
680ohm – 1/4W 5%
C1:
220mF – 25V
C2,
C3, C10: 100nF ceramico
C4:
100mF – 25V
C5,
C6: 10mF – 25V
C7,
C8: 47mF – 100V, vedi testo
C9:
1mF poliestere |
B1:
Ponte raddrizzatore 1A
D1, D5: 1N4003
D2, D3, D4: 1N4148
DL1: led
T1, T2: BC550
T3: BC560
T4: BC517
IC1: LM7812
IC2: CD4093
RL1: Relè 12V 1 scambio
|
Assemblaggio
Questo
dispositivo richiede una particolare cura, non tanto
nell’assemblaggio delle singole schede, quanto piuttosto nel
collegamento delle medesime e nella messa a punto finale.
Trattandosi di un amplificatore che esalta le frequenze da 20 a
150Hz occorre prestare molta attenzione alle masse e quindi
evitare i pericolosi “loop”.
Non si
può dettare una regola generale, ma bisogna trovare per via
sperimentale quale sia la collocazione migliore delle schede
all’interno dello chassis e, soprattutto verificare come collegare
tra di loro le varie masse.
In
particolare è importante verificare in modo sperimentale quale sia
il punto migliore per congiungere la massa del crossover con la
massa del finale di potenza.
Chassis
Tutto il
sistema è stato sviluppato nell’ottica di ottenere una
realizzazione molto compatta. Tutte le parti sono state infatti
alloggiate in un cabinet autocostruito in legno e alluminio alto
solo 60mm.
I
pannelli superiore e posteriore sono realizzati in laminato di
alluminio da 3mm verniciato con vernice nera per alluminio che
ricrea l’effetto anodizzato.
Il
pannello di fondo è in MDF da 5mm verniciato in nero.
Sul
pannello posteriore vengono montate tutte le prese di ingresso e
uscita e la presa di alimentazione con fusibile oltre che il
dissipatore dei transistor finali.
Il
dissipatore è un recupero da un vecchio kit di nuova elettronica
ma può essere reperito a prezzi onesti da un rivenditore di
semilavorati metallici ben fornito.
La
cornice in legno di mogano è spessa 10mm e alta 60mm ed
internamente è incollata ad un’altra cornice sempre in legno duro
da 10mm e alta 50mm. In questo modo si realizzano due scalini in
cui inserire a battuta il pannello superiore e quello inferiore.
Nella
parte anteriore della cornice è presente un foro perfettamente in
asse con il potenziometro di volume. Per mantenere l’allineamento
del perno di comando, nella parte interna della cornice ho
avvitato una particolare boccola di ottone.
Questa
boccola è stata ricavata da un inserto di diametro 8mm normalmente
utilizzato nei mobili. Questi inserti normalmente hanno una
filettatura esterna che consente l’avvitamento nel legno e una
filettatura interna adatta a ricevere viti di normale passo
metrico MA.
Ho
provveduto ad eliminare la filettatura ripassando il foro con una
punta da 6.5mm ed ecco ricavata la mia boccola.
La parte
interna del pannello frontale è coperta da un foglio di rame da
0.2mm che contribuisce alla schermatura. Anche i circuiti più
critici in termini di interferenze sono protetti con questa
schermatura.
Conclusione
Su richiesta posso fornire gli schemi e i disegni dei circuiti
stampati in formato eagle.
Maurizio.daniele@marconi.com

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Maurizio Daniele e il suo finale
SE con valvole 6L6 da 5 watt |
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