Restauro  LEAK TL/12 Point One

 

 


 

Caro Davide come stai? sono molto contento perchè il sito si stà riempendeo di persone valide e questo mi fà un enorme piacere:

 

Stò restaurando una coppia di Finali mono LEAK TL/12 Point One Rarissimi tanto che non sono stimati da nessuna parte, del 1945. Sto preparando una bella recensione da mandarti in modo che la gente possa rendersi conto di quanto lavoro e passione ci sia bisogno per fare un restauro a docc. Stessa cosa per una bellissima coppia di Quad II. di cui ti invio un'anteprima. Ma sopratutto perchè volglio che le persone come noi che amano questa passine possano scoprire ed acculturarsi sui piccoli segreti che si celano dietro ogni bravo tecnico che si rispetti. Il tutto con onestà e umiltà. Un grosso saluto e apresto.

 

 

Restauro LEAK TL12 Point One  di Luigi

L’apparecchio in questione e stato costruito attorno al 1945 per cui potete immaginare il suo valore se poi pensiamo che  fu il primo componente a portare per cosi dire la fedeltà in casa ancora maglio. Fu anche uno dei miglioro amplificatori mai costruiti all’epoca e meglio suonati, le valvole finali erano collegate a triodo e i componenti erano ridotti al minimo indispensabile. Sistema circuitale parafase autoequilibrato (quindi senza regolazione del bias, ma automatico). Pensate che fu talmente affidabile che la marina britannica e l’esercito lo adottarono come stadio finale per varie applicazioni, come per fino la R.A.I. da dove provengono questi. In particolare questi sono una versione quasi introvabile, lo si distigue del fatto che questo modello a differenza dei successivi ha il trasformatore di alimentazione più grosso e sovradimensionato del fratello successivo.

Ma vediamo le caratteristiche tecniche:

Potenza di uscita: 12 Watts

Sensibilità:160 m  Volts

Impedenza ingresso: 1 mega Ohm

Risposta in freq.: 20 Hz – 20.000 Hz

Distorsione armonica: 0,1: 1.000 Hz e 10 Watts

0,19 % (60Hz e 10 Watts)

0,21 % (40Hz e 10 Watts)

Rumore/ronzio : 72 – 80 dB sotto 10 Watts

Fattore smorzamento :20/27

Impedenza uscita : 1,7 Ohm – 36 Ohm

Tensione alimentazione : 200 Volts / 250 Vollts

Consumo : 120 Watts

Tubi: EF36/37 A – ECC33 – 2x KT66 – GZ 32

 Peso : 12,04 Kg

Tensioni e correnti : Volts C.C m. Ampere

Tubo EF36/37 :Anodo 80 v. 0,6 mA

Griglia 35 v. 0,2 mA

Catodo 1,3 v. 0,8 mA

Tubo ECC33/32 Anodo i 260 v. 2,7 mA

Anodo ii 250 v. 2,6 mA

Catodo 60 v. 5,3 mA

Tubo KT66  anodo 440 v. 61,5 mA

Catoto 37,5 v. 62,5 mA

Tubo GZ32 Anodo i 430 v. 2,7 mA

Anodo ii 430 v ca 2,6 mA

Valvole impiegate equivalenti : EF 36/37 a 6J7/6K7

 ECC33/32 a 6SN7

 KT66 - EL 37 – 5881 – 6l6

GZ 32 – 34 – U52 – 5U4G – GZ37/CV378

 

Tutta la serie di valvole utilizzate

 

 

Detto questo cari amici non mi dilungherò nelle spiegazione de sistema circuitale che risulterebbe noiosa, ma dando un’occhiata al circuito potrete capire meglio da voi.

Descriverò invece le fasi di smontaggio e i primi controlli da effettuarsi:

 

Una volta estratte con grande attenzione e delicatezza tutte le Valvole:

Uno dei primi controlli da effettuare visivamente e che non vi siano fuoriuscite di paraffina dai contenitori dei condensatori in carta e olio inseriti nello scatolotto nero posto di fronte alla valvola EF37. Se così fosse la cosa sarebbe alquanto seria, perché  uscendo la paraffina di suddetti involucri i condensatori non si troverebbero più immersi in tale sostanza che serve ad ammorbidire gli strati di isolamento garantendo l’isolamento stesso del dielettrico e le caratteristiche capacitive di ogni singolo condensatore. Nella serie prodotta ne 1945 ve ne sono 4 e in quelle dopo il 47 ve ne sono ben 8 con lo stesso valore capacitivo per l’insieme. Vale a dire un da 4mF e 2 da 8mF, disposti a P greco  con impedenza di filtro posta in serie frà di essi.

  

In questo caso era proprio successo questo, per cui o dovuto aprire gli scatolotti costituiti da lamierino  da 5 decimi, da prima sverniciandoli completamente e poi con l’aiuto di un grosso stagnatore  o colato lo stagno per la sigillatura posto ai lati del coperchio. Aperta la scatoletta bisogna scaldare il tutto con l’aiuto di un Phoon da carrozzeria per sciogliere la paraffina ed estrarre i condensatori che andranno sostituiti come quelli che vede in figura.

Intanto il telaio viene completamente rovesciato e si comincia l’opera di dissadatura di tutti i collegamenti tra basetta e  tutto il resto avendo effettuato in precedenza delle accurate fotografie di tutti i dettagli, e con lo schema sempre sotto mano per rendersi conto di cosa si scollega.

Una volta dissaldati tutti i collegamenti si provvede all’estrazione dal telaio della basetta componenti tenuta da 3 viti con tre bulloni da 6 mm.

Successivamente si procede a dissaldare tutti i terminali di ancoraggio digli stadi degli avvolgimenti dei condensatori e ed svitandoli ed estraendoli dl telaio facendo attenzione a non graffiare il telaio.

Che in questo caso sono stati riverniciati tranne al parte frontale dove sono visibili le scritte per desiderio del cliente.

Stessa cosa per l’impedenza di filtro e il trasformatore d’uscita.

A questo punto si svitano tutte le viti che tengono ogni singolo zoccolo delle valvole compreso quello che funge da ingresso del segnale.

  

E qui sopra i trasformatori.

Successivamente il circuito va pulito con de benzene o de diluente con un pennello morbido avendo cura di soffiarolo subito con un compressore in maniera da non ammorbidire troppo le guaine isolanti, ma solo sgrassarle da eventuale sporco.

Dopo di che toccherà la stessa sorte hai singoli trasformatori che sono stati isolati con un strato di catramella che solitamente si stacca col tempo sfogliandosi. Una volta sgrassati provvederemo a ripristinarla dandola delicatamente con un pennello morbido: la si trova in vasetti da mezzo chilo

Nei negozi di colori, per intenderci il comune (antirombo).

Fatto ciò ci dedichiamo alla basetta componenti e dissaldando tutti i condensatori eseguiremo una prova capacitiva e di isolamento con lo strumento apposito. Tenendo ben conto che potrebbero sembrare buoni a freddo ma in fase di esercizio (quindi riscaldandosi le loro caratteristiche potrebbero variare a tl punto da andare letteralmente in corto).

Per vostra  conoscenza sappiate che le maggior parte dei guasti in qualsiasi apparecchio e dovuta al 97% dei casi al mal funzionamento di un condensatore e al 5% per la rottura di un a valvola che dopo anni di esposizioni ad agenti esterni e a soffitte varie funzionano ancora benissimo con lo stupore di vari costruttori. Questo vale per le valvole d’epoca e non per quelle di produzione odierna.

Nel frattempo avremo smontato anche tutte le prese sulla facciata serigrafata compreso il supporto fusibile e quant’altro.

Una volta che il telaio e stato riverniciato con la stessa vernice originale si provvede ad un cauto e meticoloso rimontaggio con l’ausilio delle fotografie precedentemente effettuate e l’aiuto dello schema eletrico.

Una vota rimontato si provano tute le tensioni senza inserire nessuna valvola ma solo in seguito, rilevando le tensioni come da schema e si procede per il controllo finale  e la taratura di eventuali piccoli errori a controllo strumentale.

A questo punto non mi rimane che auguravi buon lavoro e buon ascolto.

Spero di essere stato abbastanza coinciso

 

 

Il tutto visto da un altra angolazione


Potenza di internet ....  l'amico Luigi ci ha inviato  il materiale rimanente e ha una esigenza..

 

 

   

 

                

LT12 Capacitors                                                        LT12  Under

 

 

P.S Sono alla disperata ricerca di un provavalvole di tipo militare vedi se riesci ad aiutarmi ho cercato in tutti i surplus possibili ma finora niete, riesci a darmi della dritte?

 

 

 

 

 lo schema  click per allargare


 

A presto l'articolo sui finali Quad 2

 

 

 

 

Il particolare dell'interno del Quad

 

e qui una vista del Quad 2 e il resto dell'impianto  bello vero ...

 

Qui' sotto  gli schemi degli amplificatori che hanno fatto  storia

 

Schema williamson componenti

 

Leak

Quad