Autocostruzione        

 

Un altro finale di Nuova Elettronica LX 1240

di Nicola

 

 

 Di cosa si tratta

Finale valvolare autocostruito Nuova Elettronica LX 1240

Chi lo ha costruito

Nicola  crep85@tin.it 

 

Ciao Davide, ciao a tutti,

Qualche mese fa ho deciso di sperimentare l’arte dell’autocostruzione, dopo anni passati con a fianco un sansui au-217 II integrato ed un paio di b&w bookshelf di fascia bassa ho anche un paio di indiana line di una decina d’anni, molto piu piccole delle b&w…beh sinceramente suonano meglio le indiana…

Ho poca dimestichezza con l’elettronica, qualche piccola realizzazione ma niente di che, e di valvole almeno fino a poco tempo fa non sapevo nulla. Fortunatamente ho con me qualche gene di un signore che ha riparato televisori per 70 anni, e ciò sicuramente mi ha aiutato.       

Ho optato per il kit di nuova elettronica, l’lx 1240. Dopo innumerevoli richieste, messaggi, mail, in merito a modifiche, errori nello schema originale e quant’altro, ho scelto la via piu facile…ho seguito lo schema originale (ovviamente ho apportato le modifiche suggerite dalla casa madre).

Per quanto riguarda il mobile, all’inizio ho optato per l’mdf, per fare qualcosa di semplice e alla mia portata, poi ho parlato della cosa al mio amico Alessio, che con il legno ci sa fare, e abbiamo realizzato il frontale e i fianchetti in noce massello, a partire da dei parchetti che avevo in garage. Sono stati incollati, passati alla calibra e abbiamo praticato degli scassi nella parte superiore in modo da far combaciare perfettamente il top del mobile. Il frontale è stato fresato e forato per ospitare i due vu meter (di recupero), e sono state smussate le estremità. Purtroppo il frontale non combacia bene con i fianchi, esce di circa mezzo millimetro per parte.

 

inizia la costruzione del mobile

 

Vedrò se carteggiarlo, non riesco a tagliarlo perché la lama della troncatrice è troppo grossa, peccato, ma alla fine sono contento gia cosi, è anche troppo per me. La parte superiore, quella inferiore e il retro sono in mdf da 0.6, particolare l’idea della base che avrebbe dovuto scorrere attraverso delle guide nei fianchi, per una facile apertura senza viti. Inutile dire che non avevamo tenuto conto del retro, che non risultava ben allineato con la base. Ho optato quindi per quattro semplici viti. Mi è stato consigliato di schermare leggermente il cabinet incollando con vinavil leggermente diluita a pennello della carta stagnola per alimenti, facendo in modo che tutte le parti combacino. La verniciatura è la solita, nera, con turapori a pennello, carteggio, smalto spray e trasparente.

 

 

 Il noce è trattato con turapori e finitura trasparente. Lo sapete gia di sicuro, ma ve lo ridico, non abbiate mai fretta a verniciare, e cercate di farlo in un ambiente senza polvere. Ho impiegato tantissimo tempo a rimediare agli errori fatti per la mia impazienza e ci ho messo quindi molto di più. Ho trovato una certa difficoltà a praticare da solo i fori per le valvole, e mi sono anche trapanato una coscia con una punta da quattro, ma è colpa del fatto che sono un tale casinista e che il mio posto di lavoro è sommerso dal disordine.

 

L'inserimento dei fogli di alluminio per le interferenze

 

Il montaggio del circuito e dei trasformatori è dovuto avvenire dopo aver terminato il mobile, si è rivelato relativamente semplice, lo consiglio vivamente, anche a chi non ha molta dimestichezza con il saldatore. E’ un modo semplice e rapido per avvicinarsi al mondo delle valvole, ovviamente si paga in termini di prestazioni, i tu sono molto economici e il progetto, a detta dei piu, non è dei migliori. Il kit 3 di Novarria purtroppo è uscito un mese dopo aver ordinato questo kit, avrei senza dubbio preso quello, che sicuramente presenta componenti migliori.

I cavi che fanno girare il segnale all’interno sono tutti Tasker, microfonico a basso rumore in entrata e un robusto cavo stereo non schermato ma ben isolato professionale in uscita, non mi pareva il caso dannarsi troppo. I cavi che alimentano i circuiti sono in parte presi da un normalissimo tripolare e in parte sono quelli forniti da nuova elettronica. Non ho purtroppo trovato dei cavi migliori, anche se dubito che il mio orecchio sentirà la differenza.

L’ampli è in configurazione integrata, basta sostituire i trimmer di taratura dello stampato con un potenziometro stereo logaritmico 50 ohm, preferibilmente di marca. Il mio per ora è un modello a carbone da un euro peraltro da 100 ohm, vedrò se sostituirlo, l’Alps dovrei ordinarlo.

Ho scelto di mettere un solo ingresso rca, altri verranno aggiunti più avanti se mi serviranno, i connettori per i diffusori sono i soliti dorati che accettano un po’ di tutto.

Ovviamente ho scelto una vaschetta vde con fusibile, affiancata da un filtro di rete recuperato da un vecchio alimentatore da pc.

 

Il montaggio dello stampato

 

La gestione delle masse prevede un centrostella come il tuo, Davide, collegato con una resistenza da 10 ohm e un condensatore ceramico da 10 nf in parallelo per ridurre il ronzio alla stagnola e quindi alla messa a terra della vaschetta iec.

E’ stato fantastico finirlo, attaccarlo a due diffusori di recupero, accenderlo, due secondi di paura…si illumina!

Peccato che non emettesse nessun tipo di suono, nemmeno il più piccolo fruscio…

Mano al tester e via (ebbene si, per la fretta non avevo controllato le tensioni…troppo impaziente…) si trattava solo di una saldatura fatta male, non uscivano i 300v dall’alimentazione…corrente di nuovo…funziona!

Per quanto riguarda il suono…beh, per ora ho a disposizione le b&w due vie in sospensione pneumatica, posizionate in modo osceno solo per provare…a breve realizzerò i diffusori con Ciare ch250 di Marco, presenti nel tuo sito, credo si adatteranno perfettamente a questo ampli, pilotato da un cdp philips 723 (recensione http://www.tnt-audio.com/sorgenti/cd723.html ). Comunque, che dire, la differenza con il Sansui si sente moltissimo, il suono è più morbido e dolce, nonostante siano diffusori duretti, emergono dettagli che rendono ogni brano un po’ nuovo. La gamma medio bassa è molto presente, credo siano i diffusori, e vista la bassa sensibilità devo tenere il volume abbastanza alto. Ronza davvero poco grazie alla gestione a stella delle masse e alla schermatura (credo, probabilmente ho solo avuto fortuna). Diciamo che a più di 20 cm dai diffusori il ronzio non si sente per nulla. Non mi aspettavo invece che avesse un volume cosi alto, veramente, non dico che tremano i muri pero poco ci manca, sono molto sorpreso!  Certo, in parte è suggestione, e l’enorme emozione che si prova sentendo suonare qualcosa che ho fatto con le mie manine. A me piace molto gia cosi, anche se sicuramente migliorerà con i ch250.

 

Finito  vista interna

 

Per quanto riguarda i costi non ho fatto una lista, ma siamo poco sopra i 200 euro, contando che ho usato anche materiali che gia possedevo da diverso tempo. Sicuramente uno dei progetti piu economici per avvicinarsi a questo mondo senza ripiegare su ampli troppo “piccoli” (anche se ho gia in mente di fare qualcosa con le pcl86).

Ora devo provare a configurarlo con il pre valvolare del mio Marshall Valvestate e al Celestion g12 e vedere come si comporta con la mia Epiphone.

Ringrazio il mio amico Alessio “Cabis” Pagot, che mi ha dato un’enorme mano nella costruzione del mobile, Giaime Ugliano per la continua e preziosa assistenza via messenger, Giovanni de Filippo, tutti i ragazzi del forum e gli altri che mi hanno aiutato, anche con dei semplicissimi consigli (probabilmente non si ricorderanno, è passato qualche mese…) e grazie anche a te, Davide, che ci permetti di presentare qui le nostre opere. Bene, la sagra della banalità è finalmente finita, buon ascolto a tutti.

Allego qualche foto della mia realizzazione.

 

Nicola Crepaldi    crep85@tin.it 

 

 

 

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