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Ciao Davide, ciao a tutti,
Qualche mese fa ho deciso di
sperimentare l’arte dell’autocostruzione, dopo anni passati con a
fianco un sansui au-217 II integrato ed un paio di b&w bookshelf
di fascia bassa ho anche un paio di indiana line di una decina
d’anni, molto piu piccole delle b&w…beh sinceramente suonano
meglio le indiana…
Ho poca dimestichezza con
l’elettronica, qualche piccola realizzazione ma niente di che, e
di valvole almeno fino a poco tempo fa non sapevo nulla.
Fortunatamente ho con me qualche gene di un signore che ha
riparato televisori per 70 anni, e ciò sicuramente mi ha
aiutato.
Ho optato per il kit di nuova
elettronica, l’lx 1240. Dopo innumerevoli richieste, messaggi,
mail, in merito a modifiche, errori nello schema originale e
quant’altro, ho scelto la via piu facile…ho seguito lo schema
originale (ovviamente ho apportato le modifiche suggerite dalla
casa madre).
Per quanto riguarda il mobile,
all’inizio ho optato per l’mdf, per fare qualcosa di semplice e
alla mia portata, poi ho parlato della cosa al mio amico Alessio,
che con il legno ci sa fare, e abbiamo realizzato il frontale e i
fianchetti in noce massello, a partire da dei parchetti che avevo
in garage. Sono stati incollati, passati alla calibra e abbiamo
praticato degli scassi nella parte superiore in modo da far
combaciare perfettamente il top del mobile. Il frontale è stato
fresato e forato per ospitare i due vu meter (di recupero), e sono
state smussate le estremità. Purtroppo il frontale non combacia
bene con i fianchi, esce di circa mezzo millimetro per parte.

inizia la costruzione del mobile
Vedrò se carteggiarlo, non riesco a
tagliarlo perché la lama della troncatrice è troppo grossa,
peccato, ma alla fine sono contento gia cosi, è anche troppo per
me. La parte superiore, quella inferiore e il retro sono in mdf da
0.6, particolare l’idea della base che avrebbe dovuto scorrere
attraverso delle guide nei fianchi, per una facile apertura senza
viti. Inutile dire che non avevamo tenuto conto del retro, che non
risultava ben allineato con la base. Ho optato quindi per quattro
semplici viti. Mi è stato consigliato di schermare leggermente il
cabinet incollando con vinavil leggermente diluita a pennello
della carta stagnola per alimenti, facendo in modo che tutte le
parti combacino. La verniciatura è la solita, nera, con turapori a
pennello, carteggio, smalto spray e trasparente.

Il noce è trattato con
turapori e finitura trasparente. Lo sapete gia di sicuro, ma ve lo
ridico, non abbiate mai fretta a verniciare, e cercate di farlo in
un ambiente senza polvere. Ho impiegato tantissimo tempo a
rimediare agli errori fatti per la mia impazienza e ci ho messo
quindi molto di più. Ho trovato una certa difficoltà a praticare
da solo i fori per le valvole, e mi sono anche trapanato una
coscia con una punta da quattro, ma è colpa del fatto che sono un
tale casinista e che il mio posto di lavoro è sommerso dal
disordine.

L'inserimento dei fogli di alluminio
per le interferenze
Il montaggio del circuito e dei
trasformatori è dovuto avvenire dopo aver terminato il mobile, si
è rivelato relativamente semplice, lo consiglio vivamente, anche a
chi non ha molta dimestichezza con il saldatore. E’ un modo
semplice e rapido per avvicinarsi al mondo delle valvole,
ovviamente si paga in termini di prestazioni, i tu sono molto
economici e il progetto, a detta dei piu, non è dei migliori. Il
kit 3 di Novarria purtroppo è uscito un mese dopo aver ordinato
questo kit, avrei senza dubbio preso quello, che sicuramente
presenta componenti migliori.
I cavi che fanno girare il segnale
all’interno sono tutti Tasker, microfonico a basso rumore in
entrata e un robusto cavo stereo non schermato ma ben isolato
professionale in uscita, non mi pareva il caso dannarsi troppo. I
cavi che alimentano i circuiti sono in parte presi da un
normalissimo tripolare e in parte sono quelli forniti da nuova
elettronica. Non ho purtroppo trovato dei cavi migliori, anche se
dubito che il mio orecchio sentirà la differenza.
L’ampli è in configurazione
integrata, basta sostituire i trimmer di taratura dello stampato
con un potenziometro stereo logaritmico 50 ohm, preferibilmente di
marca. Il mio per ora è un modello a carbone da un euro peraltro
da 100 ohm, vedrò se sostituirlo, l’Alps dovrei ordinarlo.
Ho scelto di mettere un solo
ingresso rca, altri verranno aggiunti più avanti se mi serviranno,
i connettori per i diffusori sono i soliti dorati che accettano un
po’ di tutto.
Ovviamente ho scelto una vaschetta
vde con fusibile, affiancata da un filtro di rete recuperato da un
vecchio alimentatore da pc.

Il montaggio dello stampato
La gestione delle masse prevede un
centrostella come il tuo, Davide, collegato con una resistenza da
10 ohm e un condensatore ceramico da 10 nf in parallelo per
ridurre il ronzio alla stagnola e quindi alla messa a terra della
vaschetta iec.
E’ stato fantastico finirlo,
attaccarlo a due diffusori di recupero, accenderlo, due secondi di
paura…si illumina!
Peccato che non emettesse nessun
tipo di suono, nemmeno il più piccolo fruscio…
Mano al tester e via (ebbene si, per
la fretta non avevo controllato le tensioni…troppo impaziente…) si
trattava solo di una saldatura fatta male, non uscivano i 300v
dall’alimentazione…corrente di nuovo…funziona!
Per quanto riguarda il suono…beh,
per ora ho a disposizione le b&w due vie in sospensione
pneumatica, posizionate in modo osceno solo per provare…a breve
realizzerò i diffusori con Ciare ch250 di Marco, presenti nel tuo
sito, credo si adatteranno perfettamente a questo ampli, pilotato
da un cdp philips 723 (recensione
http://www.tnt-audio.com/sorgenti/cd723.html ). Comunque, che
dire, la differenza con il Sansui si sente moltissimo, il suono è
più morbido e dolce, nonostante siano diffusori duretti, emergono
dettagli che rendono ogni brano un po’ nuovo. La gamma medio bassa
è molto presente, credo siano i diffusori, e vista la bassa
sensibilità devo tenere il volume abbastanza alto. Ronza davvero
poco grazie alla gestione a stella delle masse e alla schermatura
(credo, probabilmente ho solo avuto fortuna). Diciamo che a più di
20 cm dai diffusori il ronzio non si sente per nulla. Non mi
aspettavo invece che avesse un volume cosi alto, veramente, non
dico che tremano i muri pero poco ci manca, sono molto sorpreso!
Certo, in parte è suggestione, e l’enorme emozione che si prova
sentendo suonare qualcosa che ho fatto con le mie manine. A me
piace molto gia cosi, anche se sicuramente migliorerà con i ch250.

Finito vista interna
Per quanto riguarda i costi non ho
fatto una lista, ma siamo poco sopra i 200 euro, contando che ho
usato anche materiali che gia possedevo da diverso tempo.
Sicuramente uno dei progetti piu economici per avvicinarsi a
questo mondo senza ripiegare su ampli troppo “piccoli” (anche se
ho gia in mente di fare qualcosa con le pcl86).
Ora devo provare a configurarlo con
il pre valvolare del mio Marshall Valvestate e al Celestion g12 e
vedere come si comporta con la mia Epiphone.
Ringrazio il mio amico Alessio
“Cabis” Pagot, che mi ha dato un’enorme mano nella costruzione del
mobile, Giaime Ugliano per la continua e preziosa assistenza via
messenger, Giovanni de Filippo, tutti i ragazzi del forum e gli
altri che mi hanno aiutato, anche con dei semplicissimi consigli
(probabilmente non si ricorderanno, è passato qualche mese…) e
grazie anche a te, Davide, che ci permetti di presentare qui le
nostre opere. Bene, la sagra della banalità è finalmente finita,
buon ascolto a tutti.
Allego qualche foto della mia
realizzazione.
Nicola Crepaldi
crep85@tin.it

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