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COSTRUZIONE AMPLI DUAL MONO CON
LE KT 88 DERIVAZIONE WILLIAMSON
1° parte |
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PREFAZIONE: Questo vuole essere una specie di manuale per la costruzione , pratica , di un ampli a valvole per tutte le persone che come me hanno nozioni di elettronica , diciamo scarse.... Come sempre , sono gradite repliche , consigli , e opinioni per fare crescere questa specie di manuale. RINGRAZIAMENTI: La costruzione di questo ampli e' stato un lavoro diciamo a 3 mani , mio di Marco , e infine di Alessandro di www.autocostruire.it , che ringrazio tantissimo, in particolare quest' ultimo che alla fine con la sua preparazione mi tira sempre fuori dalla cacca...... LA SCELTA DEL PROGETTO: Ognuno di noi sceglie il progetto , in base alle caratteristiche , alla preparazione tecnica, perchè si e' ascoltato da un amico , oppure semplicemente perche' una cosa piace. Nel mio caso , i motivi sono stati 2 , il primo e che avevo in casa una coppia di kt 88 , e il secondo e stato perche sapevo che i push pull con questo tipo di valvole , normalmente non sono moto difficili da costruire... almeno cosi' pensavo... Ora stabilito quello che volevo più o meno fare , ho chiesto ad Alessandro di trovarmi fuori uno schema valido, e lui mi ha proposto uno schema di derivazione williamson. CONSIGLIO 1 - cercate di farvi aiutare fin dalle prime fasi da persone esperte , coinvolgendole nel vostro progetto , molte volte un consiglio al momento giusto serve tantissimo, se non ne conoscete ,usate il sito , il newsgroup, e vedrete che troverete tanti appassionati disposti a darvi una mano giusto per il gusto di farlo..
Esistono altri 2 tipi di schemi diciamo storici , il leak e il quad che allego qui' sotto
A riguardo del williamson leggetevi questo: Williamson Non so se D.N.T. Williamson si fosse re-so conto che il suo circuito, pubblicato su Wireless Word nel '47, sarebbe diventato il punto di riferimento per tutti coloro che in seguito avessero voluto realizzare un amplificatore audio per uso domestico. Egli risolse in maniera impeccabile i problemi tipici di un apparecchio del genere, e le variazioni apportate eventualmente in seguito a questo circuito furono volte a semplificarlo o a renderlo più po-tente, per motivi commerciali; ma spesso queste modifiche ebbero come risultato di fargli perdere qualcuna delle sue per-fettamente bilandate caratteristiche. Williamson impiegò esclusivamente triodi, per sfruttare la loro maggior linearità, anche nello stadio di potenza, polarizza-to con resistenza catodica comune e non by-passata in classe A pura e caricato da un trasformatore di uscita strutturato in tale maniera da divenire anch'esso un riferimento. Come sfasatore impiegò uno schema a carico ripartito, il cosiddetto "catodina", caricandone le uscite con un successivo stadio amplificatore simmetrico con funzione di driver, risolvendo così il problema tipico (alta impedenza della uscita invertente, quella anodica) e sfruttandone i vantaggi, cioè la semplicità e la perfetta simmetria delle tensioni in uscita, non influenzata dalle caratteristiche e dall'invecchiamento del tubo, ed inoltre la possibilità di essere connesso direttamente allo stadio preamplificatore precedente, eliminando un condensatore (e la relativa costante di tempo, fatto vantaggioso in un amplificatore in cui la controreazione abbraccia tré stadi). Lo stadio successivo, un amplificatore simmetrico realizzato con due triodi con resistenza catodica comune e non by passata, ha un'impedenza di uscita contenuta e adatta a pilotare le griglie delle finali, che, essendo dei tetrodi a fascio (le famose KT66) connessi a pseudo-triodo, presentano al pilotaggio un carico lievemente capacitivo, che avrebbe senz'altro messo in difficoltà lo sfasatore catodina da solo; inoltre il driver consente di avere un margine di guadagno tale da poter applicare il previsto tasso di controreazione. Da notare, in relazione allo stadio finale, la scelta del punto di lavoro: con poco più di 400 volt tra placca e catodo, 60 milliampère cadauna e 10 kohm da placca a placca, le KT66 dissipano circa 50 watt (25 ciascuna) più 20 di riscaldamento e noi ne possiamo utilizzare solo 15! Come si dice, la classe (A) non è acqua, ma... tanto calore! Infine la controreazione; 20 dB, un valore elevato, indice di bontà del trasformatore di uscita e di possibilità di raggiungere un buon rapporto segnale-rumore, oltre che una ampia banda passante e un certo fattore di smorzamento. Ma Mr. Williamson non divenne un co-struttore di amplificatori, e il suo circuito, che per quei tempi era forse un po' troppo costoso e raffinato in rapporto alla potenza ottenuta (un vero "esoterico" ante litteram!) venne impiegato a volte tale e quale, più spesso con modifiche dettate da necessità economiche o dal tentativo di "migliorarlo". Per esempio, con un trasformatore di uscita di metà carico e con il collegamento delle griglie schermo delle valvole finali all'anodica (funzionamento "a pentodo"), si ottene-va senza altre modifiche il doppio della potenza. E fu proprio sul circuito Williamson che fu presentato al mondo il neonato schema "ultralineare", che i progettisti di una fabbrica americana di trasformatori, la Acrosound, avevano elaborato ricavando l'alimentazione delle griglie schermo per i pentodi finali da prese ricavate sull'avvolgimento primario del trasformatore di usata ORDINE MATERIALI: Qui bisogna capire che tipo di progetto uno vuole realizzare , mi spiego meglio , i componenti possono costare poco , tanto, tantissimo, solo per fare un esempio un solo trasformatore Tamura puo' costare da solo anche 500 - 1000 euro , una valvola selezionata puo' costare anche 500 euro, insomma bisogna decidere , e cercare di stare in linea con l'idea di spesa. Io personalmente ho' una mia personale teoria , che mi dice di non spendere tantissimo per i componenti , e non stare li ad impazzire , per esempio , a trovare un condensatore carta e olio , consigliato dall'amico perche suona benissimo a suo dire.... ma cercare di terminare il progetto , magari lasciando lo spazio all'interno del cabinet per sostituire alcuni componenti magari dopo che lo avete ascoltato e provato per bene. Sapete quando ascoltate un amplificatore , costruito da voi, per la prima volta da' una carica notevole e vi spinge a proseguire nel miglioramento dell'oggetto, allora in quel momento può essere un ulteriore soddisfazione cambiare un componente ecc ecc. Ma veniamo alle cose pratiche io ho ordinato tutti i componenti ad Alessandro www.autocostruire.com , sia i componenti che i trasformatori , raccomandandomi di segnare i fili dei trasformatori . Vi sono altre ditte di vendita anche online dove reperire questi componenti : www.elettronicanovarria.it ottimo rapporto qualità prezzo ma fatevi segnare i fili dei trsform.. www.audiokit.it ottimo negozio storico con il titolare molto disponibile www.digitex.it negozio storico http://www.megahertzaudio.it/ altro negozio con il titolare molto disponibile CONSIGLIO 2 - Cercate di capire se la persona che vi vende il materiale sia un vero appassionato oppure un semplice commerciante, perche durante la realizzazione avrete sicuramente bisogno di qualche consiglio... CONSIGLIO 3 - Prima di ordinare i trasformatori fatevi spiegare come sono fatti esteticamente , se possono essere messi a vista , se hanno le calotte ecc ecc . Altre risorse molto importanti per reperire componenti possono essere queste: http://www.rs-components.it/ chi non la conosce una montagna di prodotti 1 gg di consegna http://www.calpedel.it/ ottimo negozio solo vendita online
INIZIO COSTRUZIONE: La prima cosa e di guardare la dimensione del cabinet, per contenere tutti i componenti , decidere quelli da mettere fuori e quelli da mettere dentro. Nel mio caso visto che i trasformatori erano tanti e grossi , ho optato per due telai separati. questi:
Poi come vedete nella foto di destra , ho segnato tutte le posizioni di foratura sulla piastra di alluminio . A proposito di queste piastre di alluminio , le potete trovare anche già tagliate da chi si occupa di targhe e incisioni e potete farvi anche far fare i fori.
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