Restauro di un  integrato storico  il Rogers

 

 

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AMPLIFICATORE INTEGRATO “ROGERS”

I mitici anni 50-60

 

Come di consueto mi arrivano spesso sottomano apparecchi di una certa fama storica costruttiva per non parlare delle circuiterie impiegate di alto pregio.

 

Oggi tocca ad un mitico Ampli integrato Rogers costruito frà gli anni 50 e 60. Bisogna dire che e già arrivato hai giorni nostri in condizioni eccellenti per cui in questi casi bisogna cercare di usare la massima cura facendo in modo di mantenere il più possibile l’integrità dell’apparecchio. A questo punto dopo aver steso un panno o comunque un tappetino antigraffio procediamo allo smontaggio del coperchio superiore. E quindi ad una prima prova strumentale con Oscilloscopio e Ferquezimetro per renderci conto dello stato attuale dell’apparecchio.

 

 

 Accedimo quindi  al  telaio superiore dove sono alloggiate valvole (finali e di pilotaggio contenute nello stesso bulbo, e di ingresso nonché dei trasformatori e dei rispettivi condensatori di livellamento posti in linea con la sezione di alimentazione facilmente identificabile.

 


Notiamo sulla parte posteriore del telaio i due trafo di uscita che sono fissati al telaio in maniera per cosi dire non consona alle filosofie odierne ma ciò serviva per ottenere i collegamenti più brevi possibili. Sempre all’interno ma sul retro del pannello anteriore troviamo alloggiati  i controlli di tono selettori per le varie sorgenti, il bilanciamento e una speciale presa ad ingressi bilanciati perun’eventuale entrate Tape.

 

 

 In più vi sono sull lato destro pero guardando nella parte frontale du interruttori per commutare due tipologie di filtraggio,( che a quell’epoca con le registrazioni che vi erano era una vera manna dal cielo, per eliminare eventuali fruscii di fondo durante al lettura del nastro.

 

  

 

Come si può notare le resistenze sono tutte rigorosamente ad impasto di carbone antiinduttive  come da filosofia inglese che si rispetti.

 

Sul pannello posteriore esterno vi sono invece il cordone di alimentazione il commutatore per i cambio tensione i due fusibili posti in serie una all’entrata dell’alimentazione e una valle della sezione alimentatrice. Sopra la piastrina delle uscite per i diffusori da 2 a 16 Ohm , gi ingressi sulla dx e la massa per l’eventuale Phono o giradischi con un’entrata dedicata in basso .

 

 

Svitiamo quindi il coperchio inferiore ed accediomo al circuito sottostante.

Lo schema, e nel suo insieme molto stabile e coinciso, il circuito e di tipo parafase autoequilibrato,

per cui le valvole finali non necessitano della tartura del bias. Ma in ogni caso vanno dissaldai i due cavetti che dalle rispettive placche delle vavole finai portano hai primari dei trafo di uscita, di ciascun canale alla volta, ponedo degli strumenti analogici (milliamperometro 100mA fondoscala) per verificare quanta corente scorre in ciascun tubo.

 

 

E qui apriamo un altro paragrafo! Purtroppo come dicevo non è possibile regolare il bias, e d’obbligo montare delle valvole rigorosamente selezionate ed accoppiate in modo da avere glie stessi assorbimenti e valori di trasconduttanza, equi per ciascun canale. Iacorrente che scorre sulle placche e di valore molto basso 34 mA per ciascuna valvola, questo vuoldire che se un pentoto che amplifica la terza armonica (e non come i triodi che amplificano la seconda armonica apparentemente meno udibile come distorsione da nostro orecchio) , scendendo notevolmente di potenza erogata in uscita avremo una distorsione pari allo 0.8 % mentre avvicinandoci  alla sua potenza massima aumenteremo questo fattore in maniera superiore ad un triodo.

 

 

Es. Considerando una valvola 807, pentodo e un blasonata 2A3 triodo famosissimo, ricercato e stracostoso. Salvo piccole differenze lavorano con la stessa tensione anodica, la stessa corrente e hanno dimensioni simili .Quindi hanno bisogno di una corrente di alimentazione praticamente uguale . Sto parlando di circuiti in classe “A” singlended. Però il rendimento e molto diverso, com’è ovvio dato che la figura di merito e diversa tra un triodo e un pentodo. Pertanto il triodo 2A3 avrà una potenza d’uscita di circa 3,2 W con una distorsione dell’8% , come si deduce dai data-sheet. A parità di corrente e tensione anodica il pentodo 807 avrà 12 W con il 10% di distorsione. Domanda: che valore avrà la distorsione dell807 a 3,2 Watt? Essendo in classe “A”, presumo che sia inferiore all’1%, direi intorno allo 0,7-0,8%. Ciò perché nell’amplificatore in classe “A” la distorsione scende rapidamente man mano che ci si allontana dalla massima uscita.

Allora la mia domanda e questa : preferite  un pentodo allo 0.8% di distorsione oppure un triodo all'8’% sia pure di seconda armonica, a parità di potenza?  A voi la risposata.

 

 

 Ma tornando a noi dovremmo  quindi utilizzare valvole selezionate per avere gli stessi valori.

Una volta seguita questa operazione  possiamo passare al controllo dei vari potenziomentri sul pannello interno anteriore preoccupandoci di spruzzare del disossidante protettivo per circuiti

Per migliorarne lo scorrimento e la conduttibilità dell’impasto resistivo dove scorre la lamina di variazione. A questo punto con un Prova valvole anche ad emissione controlliamo i valori delle valvole di ingresso ed eventualmente la sostituiamo con delle originali Mullard, maglio se della serie CV o militare.( la durata da 8000/9000 ore, passa a ben 20.000 con un rumorosità nettamente inferiore dovuta all’alta qualità dei materiali impieagati).

 

 

 

Fatto tutto ciò possiamo passare alla prova strumenti con relativo ferquenziometro ed oscilloscopio,

Sia per la verifica dell’equità di segnale ne due canali sia per valutarne eventuali difetti in ordine di ingresso o di fase. ( Tutto ciò in ogni caso va eseguito sapendo bene come si fa e conoscendo a fondo la propria strumentazione di verifica a disposizione). Meglio ancora se abbiamo a disposizione schema elettrico ed eventuali caratteristiche elettriche.

 

Suono

 

Devo dire che sono rimasto notevolmete colpito dalla dinamica di questo apparecchio sia per la trasparenza che per l’equilibratura in tutta la sua gamma riproduttiva. Sebbene adotta valvole non progettate per scopi audio. Il circuito evidentemente studiato a dovere a fatto rendere al massimo

 

I tubi impiegati sono rispettivamente ECL86 finali, ECC81, ECC83 per la   sez. preamplificatrice.

 

Vi saluto e a risentirci con i LEAK TL12 Point  One

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