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Ciao Davide...
Ho realizzato da poco
questo integrato ibrido, ricavato da un finale presentato da Nuova
Elettronica, l’LX1615. Ho deciso di costruirlo dopo aver visto lo
schema, doppio triodo in ingresso e coppia di mosfet come finali, senza
nient’altro in mezzo!
Le fasi costruttive
sono relativamente semplici, nel kit è compreso tutto, anche se qualche
componente è bene cambiarlo con materiale di migliore qualità per
ottenere risultati migliori (mi riferisco a condensatori e resistenze
nel percorso del segnale).
Montato il circuito ho
poi realizzato il mobile, in lamiera di acciaio piegata ad L, in modo da
poter installare tutti i componenti compreso gli ingressi del segnale e
le uscite per i diffusori su di un solo piano (per effettuare prove e
smontare il tutto più agevolmente).
Al kit è stato
aggiunto solo un selettore ingressi ed un preampli RIAA per l’ingresso
phono (sempre di N.E.).
Sono rimasto
sconcertato quando ho collaudato il tutto ed ho ascoltato l’ampli,
confrontandolo con un Cambridge Audio A500 RC con il quale ascolto
musica abitualmente!
Anche se la potenza
non è quella promessa, questo suona molto più presente sui medi, più
esteso in basso ed estremamente dolce nella parte alta. Non pensavo si
potesse sentire così tanta differenza, spendendo così poco (circa 250
Euro, minuterie ed accessori compresi).
Direi che suona bene,
in rapporto a quanto speso per realizzarlo.
Ah, una nota sul
nome….. l’ho chiamato Eleven solo, perché è l’undicesimo
amplificatore che costruisco (mi dedico a quest’hobby da quando
ho 16 anni… ora ne ho 41!) e perché sarà come sempre un esemplare unico.
In fase di collaudo
e taratura

Ho provato varie
possibilità di alimentazione del circuito di preamplificazione RIAA, ed
ho optato per una soluzione stabilizzata completamente separata dal
resto, con proprio trasformatore, risultata meno rumorosa del
collegamento al trasformatore di alimentazione del finale.
La
vista da dietro

Consiglio a chi lo costruirà
di aumentare la capacità di filtro dell’alimentazione duale del finale
(nel kit sono presenti due condensatori da 4700 microF. ), sostituendo
inoltre il ponte raddrizzatore con uno di portata superiore in corrente,
non si sa mai!
Ponete particolare attenzione
ai diodi DS2 e DS8 in fase di montaggio dei componenti, sono invertiti
sia sullo schema elettrico sia sulla serigrafia dello stampato!
Occhio anche alla taratura,
se non ponete particolare cura alla taratura del bias, è facile che un
canale ronzi un po’. E’ sufficiente aspettare una mezz’oretta che
l’ampli raggiunga la sua temperatura di funzionamento prima di fare una
taratura fine. Avrei preferito che nel kit fossero previsti dei trimmer
multigiri per la taratura del bias e dell’offset d’uscita…
Ed eccolo finito

La costruzione tutto
sommato non è stata particolarmente difficile, ed alla fine vista la
qualità sonora sono rimasto piacevolmente soddisfatto della costruzione.
Il mobile, come vedete molto semplice è realizzato in legno verniciato
in rosso (frontale e fiancatine), stretto fra le due parti di acciaio
inox, verniciato nero (perché non sono riuscito a lucidarlo in modo
soddisfacente).

Unico neo, non ho
ancora trovato un potenziometro serio (tipo ALPS serie blu) da montare
al posto di quello utilizzato, ed un piccolo trasformatore toroidale per
il pre RIAA di dimensioni tali da poter essere inserito nel mobile, ma
mi riprometto di migliorare il tutto al più presto.
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