Autocostruzione

Integrato  ibrido di Nuova Elettronica

di Gabriele

 

 

Di cosa si tratta

Integrato ibrido valvole mosfet con ingresso phono mm

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Chi lo ha costruito

Gabriele    gabrimg@libero.it

Caratteristiche

Realizzato molto molto bene

 

Ciao Davide...

Ho realizzato da poco questo integrato ibrido, ricavato da un finale presentato da Nuova Elettronica, l’LX1615. Ho deciso di costruirlo dopo aver visto lo schema, doppio triodo in ingresso e coppia di mosfet come finali, senza nient’altro in mezzo!

Le fasi costruttive sono relativamente semplici, nel kit è compreso tutto, anche se qualche componente è bene cambiarlo con materiale di migliore qualità per ottenere risultati migliori (mi riferisco a condensatori e resistenze nel percorso del segnale).

Montato il circuito ho poi realizzato il mobile, in lamiera di acciaio piegata ad L, in modo da poter installare tutti i componenti compreso gli ingressi del segnale e le uscite per i diffusori su di un solo piano (per effettuare prove e smontare il tutto più agevolmente).

Al kit è stato aggiunto solo un selettore ingressi ed un preampli RIAA per l’ingresso phono (sempre di N.E.).

 

Sono rimasto sconcertato quando ho collaudato il tutto ed ho ascoltato l’ampli, confrontandolo con un Cambridge Audio A500 RC con il quale ascolto musica abitualmente!

Anche se la potenza non è quella promessa, questo suona molto più presente sui medi, più esteso in basso ed estremamente dolce nella parte alta. Non pensavo si potesse sentire così tanta differenza, spendendo così poco (circa 250 Euro, minuterie ed accessori compresi).

Direi che suona bene, in rapporto a quanto speso per realizzarlo.

Ah, una nota sul nome….. l’ho chiamato Eleven solo, perché è l’undicesimo amplificatore che costruisco (mi dedico a quest’hobby da quando ho 16 anni… ora ne ho 41!) e perché sarà come sempre un esemplare unico.

 

In fase di collaudo e taratura

 

 

Ho provato varie possibilità di alimentazione del circuito di preamplificazione RIAA, ed ho optato per una soluzione stabilizzata completamente separata dal resto, con proprio trasformatore, risultata meno rumorosa del collegamento al trasformatore di alimentazione del finale.

 

La vista  da dietro

 

 

Consiglio a chi lo costruirà di aumentare la capacità di filtro dell’alimentazione duale del finale (nel kit sono presenti due condensatori da 4700 microF. ), sostituendo inoltre il ponte raddrizzatore con uno di portata superiore in corrente, non si sa mai!

Ponete particolare attenzione ai diodi DS2 e DS8 in fase di montaggio dei componenti, sono invertiti sia sullo schema elettrico sia sulla serigrafia dello stampato!

Occhio anche alla taratura, se non ponete particolare cura alla taratura del bias, è facile che un canale ronzi un po’. E’ sufficiente aspettare una mezz’oretta che l’ampli raggiunga la sua temperatura di funzionamento prima di fare una taratura fine. Avrei preferito che nel kit fossero previsti dei trimmer multigiri per la taratura del bias e dell’offset d’uscita…

Ed eccolo finito

 

 

La costruzione tutto sommato non è stata particolarmente difficile, ed alla fine vista la qualità sonora sono rimasto piacevolmente soddisfatto della costruzione. Il mobile, come vedete molto semplice è realizzato in legno verniciato in rosso (frontale e fiancatine), stretto fra le due parti di acciaio inox, verniciato nero (perché non sono riuscito a lucidarlo in modo soddisfacente).

 

 

Unico neo, non ho ancora trovato un potenziometro serio (tipo ALPS serie blu) da montare al posto di quello utilizzato, ed un piccolo trasformatore toroidale per il pre RIAA di dimensioni tali da poter essere inserito nel mobile, ma mi riprometto di migliorare il tutto al più presto.

 

Gabriele Meggiato    Trivignano (VE)   gabrimg@libero.it

 

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