Autocostruzione       

 

Il valvolozzo  Ampli a tubi con valvole EL34 e trasformatori di uscita ricavati da illuminotecnica  di Diego

 

 

 Di cosa si tratta

Ampli valvolare

Chi lo ha costruito

Diego Barone   info@diegobarone.it  www.diegobarone.it

Caratteristiche particolari

Puo' usare trasformatori di uscita toroidali

 

 

                  

 

L'amico Diego che ha già costruito un tweeter particolare che trovate sopra ,  ci manda una sua idea , molto interessante  e sopra trovate anche l'articolo su come usare i toroidali come trasformatori di uscita.

 

Il Valvolozzo

… Ovvero un amplificatore a tubi con potenza di circa 4W, trasformatore di uscita toroidale, ottima resa sonora e prezzo tutto sommato contenuto.  www.diegobarone.it

 

Il Circuito

A differenza del MAD, stavolta siamo davanti ad uno schema più convenzionale, ma pur sempre originale. Dati gli ottimi (almeno secondo me) risultati forniti dai trasformatori toroidali sul MAD, ho pensato subito a quelli, quando ho disegnato questo schema.

Poiché i toroidali (anche qui servono quelli con primario a 220V, secondario a 9V per casse da 4W o 12V per casse da 8W e potenza attorno ai 100VA) non possono lavorare con una componente conitnua nel primario (pena la saturazione del nucleo) ho alimentato il tubo finale con un induttore ed ho accoppiato il trasformatore con un condensatore ([1]).

[1] Io ho usato un polipropilene da 47mF 250V, in alternativa è possibile usare un buon elettrolitico veloce per alimentatori switching. Evitate condensatori per rifasamento o normali elettrolitici: restituiscono un suono piuttosto scialbo.

 

 

Ref

Descrizione

R1

Resistenza 47kW 2W

R2

Resistenza 27kW 2W

R3

Resistenza 220kW 1/4W

R4

Resistenza 1kW 1/4W

R5

Resistenza 100kW 1/4W

R6

Resistenza 1200W 1/4W

R7

Resistenza 2200W 1/4W

R8

Trimmer 22kW

R9

Resistenza 68kW 1W

R10

Resistenza 470W 2W

R11

Resistenza 220W 2W

C1

Condensatore elettrolitico 22mF 350V

C2

Condensatore poliestere 1mF 100V

C3

Condensatore elettrolitico 47mF 35V

C4

Condensatore poliestere 1mF 350V

C5

Condensatore poliestere 1mF 350V

C6

Condensatore elettrolitico 220mF 35V

C7

Condensatore polipropilene 47mF 250V (Vedi Testo)

DZ1

Diodo zener 15V 1W

MFT1

IRF820

V1

ECC82

V2

EL34

L1

Induttore 15H 100mA

T1

Trasformatore di uscita (vedi testo)

 

E’ sottinteso che in alternativa potete usare dei trasformatori di uscita per EL34 (primario a 2,5kW, secondario a 4 - 8W e potenza di almeno 10W), montandoli direttamente al posto di L1, C7 e T1. Per ottenere risultati migliori di quelli ottenibili con i toroidali, però, servono trasformatori di qualità veramente molto alta.

Il tubo finale è un EL34 collegato a triodo mediante la R10. Siccome è giusto che ognuno sperimenti le proprie idee, la connessione a pentodo è fattibile, semplicemente scollegando la R10 dall’anodo e portandola direttamente all’alimentazione. In questo caso si dovrebbe guadagnare un po’ di potenza massima, ma a scapito della qualità che peggiora sensibilmente.

In questo circuito la EL34 eroga 4W, ma con una distorsione inaccettabile (siamo attorno al 10%).

I possibili rimedi sono due: chiudere un anello di reazione (che però va a scapito della qualità sonora) oppure tentare una certa cancellazione armonica … si tratta di disegnare un pilota la cui distorsione, componendosi con quella del finale, ne provochi una notevole diminuzione. E’ fattibile, usando la ECC82 (che oltretutto è un doppio triodo, per cui ne basta uno per entrambi i canali destro e sinistro), con un carico piuttosto insolito, nell’intorno dei 18kW. Siccome è conveniente poter agire finemente su tale valore (in quanto calcoli precisi sono ingestibili, mentre un approccio grafico dà risultati piuttosto approssimativi), ho usato un mosfet (MFT1) per realizzare un carico attivo di qualche centinaio di kW che dinamicamente, tramite il C4, va in parallelo a R7 e R8 (trimmer che deve essere regolato con l’aiuto di un oscilloscopio o di un analizzatore di spettro in modo da minimizzare la distorsione alla massima potenza). Il mosfet consente due importanti vantaggi:

·     il source rappresenta un’uscita a bassa impedenza che permette di pilotare V2 anche in zona di griglia positiva in modo da “spremere” una potenza un pelo più alta;

·     per come è stato polarizzato (partitore con resistenza di grande valore, più condensatore elettrolitico di grande capacità) realizza un filtro contro eventuali rumori provenienti dall’alimentazione (che quindi non necessita di particolari attenzioni).

Il mosfet dissipa circa mezzo watt, quindi è sufficiente un dissipatorino piccolo piccolo (quello delle foto è già più che abbondante). Ricordatevi che l’aletta del mos è connessa al drain, quindi all’alta tensione (occhio, perché i quasi 300V dell’anodica, danno già una bella scossa).

Nello schema (per semplicità) non compaiono i numeri sui piedini dei tubi, quindi riporto di seguito le connessioni (viste da sotto) di ECC82 ed EL34:

 

Zoccolatura ECC82

Zoccolatura EL34

 

Un’unica nota: il filamento della ECC82 è composto in realtà da due filamenti a 6,3V con un capo collegato assieme (il piedino 9). Per accenderlo a 6,3V, pertanto, è necessario collegare assieme i piedini 4 e 5 e collegare i 6V a tale punto comune e al piedino 9.

L’alimentatore

Lo schema è disegnato per entrambi i canali.

 

 

Ref

Descrizione

R1

Resistenza 330W 5W

R2

Resistenza 100W 2W

R3

Resistenza 330W 5W

R4

Resistenza 100W2W

R5

Resistenza 100W 1W

R6

Resistenza 100W 1W

C1

Condensatore elettrolitico 220mF 450V

C2

Condensatore elettrolitico 220mF 450V

C3

Condensatore elettrolitico 220mF 350V

C4

Condensatore elettrolitico 100mF 350V

C5

Condensatore elettrolitico 220mF 350V

C6

Condensatore elettrolitico 100mF 350V

B1

Ponte raddrizzatore 10A 600V

T1

Trasf. Prim:220V; Sec:220V; 60VA

T2

Trasf. Prim:220V; Sec:6V; 30VA

L1

Induttore 5H 250mA

F1

Fusibile ritardato 0.5A

 

Non occorre dir nulla: un raddrizzatore, e due filtri a p-greco in cascata e basta. Niente architetture strane. Siccome volevo usare il più possibile materiali di commercio per ridurre il costo, il T1 è un comune trasformatore di isolamento (lo si trova facilmente presso i negozi di forniture elettriche industriali, assieme ai toroidali) quindi R1 (e, sull’altro canale, R3) è necessaria per portare la tensione anodica a circa 280V, pertanto il suo valore dipende dalla resistenza in continua dell’induttore L1 ([1]), che a priori non è possibile conoscere. Quindi consiglio di partire con R1 e R3 di 330W e solo in seguito di ritoccarle in modo da avvicinare il più possibile la Va a 280V.

I filamenti si alimentano in corrente alternata (non ci sono problemi di ronzio, grazie alle R5 e R6) con un normale trasformatore 6V 5A (servono 1,5A per una EL34 e 600mA per una ECC82).

 

Le prestazioni

 

Mi limito a dire che il risultato sonoro è ottimo, con una gamma media e alta molto limpida ed una gamma bassa profonda ed articolata (anche se un pochino “sbrodolata” sui passaggi più impegnativi, specie se confrontata con quella di HybridOne).

La potenza massima è di 3,5 - 4W (con un ingresso di 2Vrms) con una distorsione molto contenuta: non posso fare delle misure, ma vi assicuro che, con un’attenta regolazione di R8 si riesce a ottenere una perfetta simmetria della sinusoide di uscita.

La banda passante a –3dB e 3W erogati è 15Hz – 25kHz.

 

[2] L’induttore L1, in realtà, è facoltativo, già con un filtro “resistivo” si ottiene un rumore di fondo molto basso.

 

Non ha senso che mi dilunghi ulteriormente sulla costruzione, molto dipende dal telaio che scegliete. Per qualsiasi problema, come sempre, scrivetemi   info@diegobarone.it  www.diegobarone.it

 

 

Usare toroidali tipo quelli per lampade alogene come trasformatori di uscita valvolare  di Diego Barone

 

 

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