Autocostruzione        

Il licantropo integrato con PLC 86 di Angelo

( spiegato benissimo)

 

 

 Di cosa si tratta

Integrato a valvole

Chi lo ha costruito

Angelo  bang1949@tin.it

Caratteristiche particolari

veramente economico

Mia presentazione

Spiegato veramente bene , ottimo progetto per iniziare

 

Il   Licantropo

(con le PCL86)

 

primo amplificatore a valvole di Angelo Bonavera

 

 

Ciao Davide, sono Angelo di Imperia.

 

Per prima cosa, rinnovo i complimenti per il sito, ormai un must per noi autocostruttori.

 

Ad un anno di distanza dalla costruzione dei diffusori monovia Fostex (vedi le ’99 +1 di Angelo), sono finalmente riuscito, anche se praticamente digiuno di elettronica,  a costruire il mio primo amplificatore a valvole.

 

Questo articolo ha l’obiettivo di descrivere la costruzione di un semplice amplificatore, ma, soprattutto, di elencare i dubbi e i problemi (e sono stati tanti) che un autocostruttore, quasi digiuno di elettronica, come il sottoscritto, ha avuto e ha dovuto superare.

 

Per questo, se siete esperti, se avete già alle spalle la costruzione di amplificatori od altre diavolerie, non perdete il vostro tempo qui a leggere cose che sono sicuramente banali; certe, con il senno e l’esperienza di poi,  lo sembrano anche a me!


 

Il mio consiglio principale è quello di utilizzare il forum; come ha detto qualcuno: ‘non ci sono domande stupide, l’unica cosa stupida è non fare le domande’.

 

E ancora, una precisazione dovuta; la maggior parte dei  consigli non sono farina del mio sacco, ma sono stati presi qua e là per la rete o, ancora, sono farina del sacco degli amici del forum (Giaime, in particolare) o di Vincenzo Cuttitta (mia vittima preferita), di cui ho veramente approfittato e con il quale condivido anche la passione per il trekking: un ringraziamento a tutti.

 

Non ho voluto fare un kit di Nuova Elettronica perché, per imparare veramente, ho preferito affrontare un progetto con cablaggio in aria, senza un circuito stampato e con saldature ‘guidate’; il mio obiettivo era quello di comprendere cosa fanno i singoli componenti e un'infarinatura, ripeto infarinatura, sul perchè lo fanno; poi, alla fine, l'aspetto pratico e funzionale, e quindi il risultato,  è quello che più conta.

 

 

1-    Scelta del progetto.

 

Dopo aver inserito un topic sul forum (vedi ‘Primo ampli a valvole’ in Autocostruzioni) e valutato i diversi consigli, la scelta è caduta sul triodino, cioè l’ormai famoso Insulto…finale  di TNT-Audio, piccolo amplificatore integrato con valvole Pcl86 (http://www.tnt-audio.com/clinica/ta/pcl86.html).

 

Senza andare a cercare i vari componenti, esiste un kit già bello e pronto venduto dalla Novarria (http://www.elettronicanovarria.com/home.html); personalmente, pur essendoci un kit con caratteristiche migliori, ho utilizzato il kit n.1, in quanto, come primo ampli e con la ben presente possibilità che il progetto non andasse a buon fine, volevo restare in una spesa contenuta (ebbene, lo confesso, sono ligure!).

 

Le caratteristiche principali sono: una costruzione relativamente semplice, un prezzo contenuto e un suono piacevole. Per contro, la potenza è di soli 3 watt, ma, devo dire, che sono più che sufficienti per il mio ambiente di circa 20 metri quadrati; faccio presente che i diffusori Fostex autocostruiti hanno ben 95 db di efficienza.   

 

Vorrei infine mettere in chiaro, anche se abbastanza ovvio, che questo amplificatore non si propone di essere the state of the art in fatto di amplificazione, ma va considerato per quello che è, cioè come un buon inizio per questo bellissimo mondo dell’autocostruzione valvolare e come un buon compromesso tra le sue caratteristiche ed il suo costo finale.

 

2- Prima di cominciare.

 

Importante! Per chi si cimenta per la prima volta, ricordare che le tensioni presenti possono essere letali, in quanto in ballo ci sono ben  350 volt in corrente continua!

 

Perciò, prendere tutte le precauzioni per evitare una scossa elettrica:

    -staccare la spina quando si lavora;

    -lasciare scaricare i condensatori (al limite provare con il tester prima di toccarli);

    -non toccare le valvole quando sono accese, perché possono provocare ustioni;

    -utilizzare sempre una buona messa a terra del telaio.

 

 

Il primo consiglio che mi è stato dato (Marvisi L.), desidero riportarlo integralmente, perché ricordo ancora la disponibilità della persona e l’email che mi era sembrata molto interessante:

 

La costruzione è abbastanza semplice... ti puoi aiutare anche con gli schemi (non sbagliarti con le sigle dei componenti perchè sono diversi) dell'insulto finale di TNT-audio (anche perchè è proprio dell'insulto il progetto originale); prima di saldare pensa molto bene al posizionamento dei componenti aiutandoti anche con dei tuoi disegni, taglia i cavi dei trasformatori solo quando sei sicuro del posizionamento di tutti i vari componenti, prima di saldare sgrassa (di solito sui contatti si trova grasso umano (ditate) e residui di collanti vari) e pulisci bene i contatti con paglietta fine (con precauzione perchè la paglietta lascia dei pelucchi in giro e, anche se non sembra, gratta come un disco diamantato!!!!!!); usa stagno con percentuale d'argento e un saldatore di almeno 25 Watt con punta fine intercambiabile (prendi un paio di punte di ricambio in più che fa sempre bene)... in qualche punto forse dovrai usare un saldatore a punta piatta di almeno 50 o 75 Watt. 

In ultimo ricordati di non addormentarti sulle stagnature per non danneggiare i componenti!!!!! stagnatura lucida e veloce... il tempo strettamente necessario.’

Su come saldare, poi, la rete è strapiena di consigli e insegnamenti; senza allontanarsi troppo, basta leggere l’articolo ‘Come saldare a stagno’ di Davide Sbisà e Tronix, in Idee varie e Tweaking.

 


3- Schemi del kit.

 

Schema n. 1 (da Elettronica Novarria)

 

 

1-Trasformatore di Alimentazione:

 

va ruotato di 90° rispetto ai Trasformatori di Uscita;

2 fili, marrone-marrone verso il ponte di diodi;

2 fili, viola-viola verso i piedini 4 e 5 della valvola (filamento).

 

2-Ponte di diodi (per raddrizzare la corrente): attenzione ai collegamenti (la prima volta, ho invertito il positivo-negativo in uscita e mi sono ‘fumato’ l’alimentatore!).

 

3-Resistenza da 220 ohm. Nel materiale fornito è già sostituita da un’induttanza di filtro, che migliora notevolmente il filtraggio.

 

4-Condensatori C1 C2. Attenzione, anche nello schema 2 ci sono, purtroppo, 2 condensatori con le stesse sigle C1 C2: non confondere! Inoltre, nello schema di Tnt-Audio, i codici dei componenti sono diversi.
 

Schema n. 2 (da Elettronica Novarria)

 

 

Lo schema raffigura un solo canale, per cui, ovviamente, va sdoppiato il tutto.

 

I due cerchietti rappresentano una sola valvola e sono sdoppiati per la chiarezza del circuito.

 

6-Piedino 4 (filamento):    collegarlo a massa (per eliminare ronzio di alternata).

 

7-Condensatori C2-C3:      collegare a massa.

 

8-Condensatore C1:           sostituito con un carta-olio (vedi parte 6 Problemini e Migliorie)

 

9-Trasformatore di uscita: il filo 2 va lasciato libero (serve per collegamento ultralineare),

     i fili viola (o arancio) e marrone vanno collegati alle casse.

 

10-Ingresso:                      cavo di segnale che arriva dal potenziometro. 

 

Schema commutatore e potenziometri (da Tnt-Audio)

 

 

Per la spiegazione, riferirsi all’articolo de ‘L’insulto finale’ di Tnt-Audio.

 

Il commutatore è un commutatore a 2 vie (calza e segnale) e 3 posizioni (3 diversi ingressi in input); possono bastare anche 2, fate voi.

 

I 2  potenziometri (lo schema rappresenta un solo canale e quindi raffigura un solo potenziometro) servono, allo stesso tempo, per il controllo di volume e il bilanciamento del segnale.

 

L’Out, come evidenziato, va all’ingresso del cavo di segnale (punto 10 dello schema n. 2).

 

Panello posteriore del mobiletto (lato interno), in cui sono visibili i 6 connettori di ingresso del segnale (3 per ogni  canale).

 

4- Mobile e posizionamento dei componenti.

 

La costruzione del contenitore non presenta particolari difficoltà; per me è stata la cosa più semplice, ma, devo, dire, che,  oltre ad un laboratorio attrezzato, ho alle spalle una lunga esperienza nel ‘fai da te’, Comunque, non  mi sembra il caso di dilungarmi, anche perché, sul sito, ci sono diversi progetti relativi alla costruzione di un mobiletto (per tutti, ‘ecco come costruire un cabinet  e lavorare l’mdf’ di Davide Sbisà, in ‘Idee varie e tweaking’).  

 

 

 

segue pag 2

 

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