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Il Licantropo
(con le PCL86)
primo amplificatore a valvole di Angelo
Bonavera
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Ciao Davide,
sono Angelo di Imperia.
Per prima cosa,
rinnovo i complimenti per il sito, ormai un must per noi
autocostruttori.
Ad un anno di distanza dalla costruzione dei diffusori monovia Fostex
(vedi le ’99 +1 di Angelo), sono finalmente riuscito, anche se
praticamente digiuno di elettronica, a costruire il mio primo
amplificatore a valvole.
Questo articolo ha l’obiettivo di descrivere la costruzione di un
semplice amplificatore, ma, soprattutto, di elencare i dubbi e i
problemi (e sono stati tanti) che un autocostruttore, quasi
digiuno di elettronica, come il sottoscritto, ha avuto e ha dovuto
superare.
Per questo, se siete esperti, se avete già alle spalle la
costruzione di amplificatori od altre diavolerie, non perdete
il vostro tempo qui a leggere cose che sono sicuramente
banali; certe, con il senno e l’esperienza di poi, lo sembrano
anche a me!
Il mio consiglio principale è quello di utilizzare il forum; come ha
detto qualcuno: ‘non ci sono domande stupide, l’unica cosa
stupida è non fare le domande’.
E ancora, una precisazione dovuta; la maggior parte dei consigli non
sono farina del mio sacco, ma sono stati presi qua e là per la
rete o, ancora, sono farina del sacco degli amici del forum (Giaime,
in particolare) o di Vincenzo Cuttitta (mia vittima
preferita), di cui ho veramente approfittato e con il quale
condivido anche la passione per il trekking: un ringraziamento
a tutti.
Non ho voluto fare un kit di Nuova Elettronica perché, per imparare
veramente, ho preferito affrontare un progetto con cablaggio in
aria, senza un circuito stampato e con saldature ‘guidate’; il mio
obiettivo era quello di comprendere cosa
fanno i singoli componenti e un'infarinatura, ripeto
infarinatura, sul perchè lo fanno; poi, alla fine, l'aspetto
pratico e funzionale, e quindi il risultato, è quello che più
conta.
1-
Scelta del
progetto.
Dopo aver
inserito un topic sul forum (vedi ‘Primo ampli a valvole’
in Autocostruzioni) e valutato i diversi consigli, la scelta è
caduta sul triodino, cioè
l’ormai famoso Insulto…finale di TNT-Audio, piccolo amplificatore
integrato con valvole Pcl86 (http://www.tnt-audio.com/clinica/ta/pcl86.html).
Senza andare a
cercare i vari componenti, esiste un kit già bello e pronto
venduto
dalla Novarria (http://www.elettronicanovarria.com/home.html);
personalmente, pur essendoci un kit con caratteristiche migliori,
ho utilizzato il kit n.1, in quanto, come primo ampli e con la ben
presente possibilità che il progetto non andasse a buon fine,
volevo restare in una spesa contenuta (ebbene, lo confesso,
sono ligure!).
Le
caratteristiche principali sono: una costruzione relativamente
semplice, un prezzo contenuto e un suono piacevole. Per contro, la
potenza è di soli 3 watt, ma, devo dire, che sono più che
sufficienti per il mio ambiente di circa 20 metri quadrati; faccio
presente che i diffusori Fostex autocostruiti hanno ben 95 db di
efficienza.
Vorrei
infine mettere in chiaro, anche se abbastanza ovvio, che questo
amplificatore non si propone di essere the state of the art
in fatto di amplificazione, ma va considerato per quello che è,
cioè come un buon inizio per questo bellissimo mondo dell’autocostruzione
valvolare e come un buon compromesso tra le sue caratteristiche ed
il suo costo finale.
2- Prima di cominciare.
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Importante!
Per chi si cimenta per la prima volta, ricordare che
le tensioni presenti possono essere letali,
in quanto in ballo ci sono ben 350
volt
in corrente continua! |
Perciò,
prendere tutte le precauzioni per evitare una scossa elettrica:
-staccare
la spina quando si lavora;
-lasciare
scaricare i condensatori (al limite provare con il tester prima di
toccarli);
-non
toccare le valvole quando sono accese, perché possono provocare
ustioni;
-utilizzare
sempre una buona messa a terra del telaio.
Il primo
consiglio che mi è stato dato (Marvisi L.), desidero riportarlo
integralmente, perché ricordo ancora la disponibilità della
persona e l’email che mi era sembrata molto interessante:
‘La costruzione
è abbastanza semplice... ti puoi aiutare anche con gli schemi (non
sbagliarti con le sigle dei componenti perchè sono diversi)
dell'insulto finale di TNT-audio (anche perchè è proprio
dell'insulto il progetto originale); prima di saldare pensa molto
bene al posizionamento dei componenti aiutandoti anche con dei
tuoi disegni, taglia i cavi dei trasformatori solo quando sei
sicuro del posizionamento di tutti i vari componenti, prima di
saldare sgrassa (di solito sui contatti si trova grasso umano
(ditate) e residui di collanti vari) e pulisci bene i contatti con
paglietta fine (con precauzione perchè la paglietta lascia dei
pelucchi in giro e, anche se non sembra, gratta come un disco
diamantato!!!!!!); usa stagno con percentuale d'argento e un
saldatore di almeno 25 Watt con punta fine intercambiabile (prendi
un paio di punte di ricambio in più che fa sempre bene)... in
qualche punto forse dovrai usare un saldatore a punta piatta di
almeno 50 o 75 Watt.
In ultimo ricordati di non
addormentarti sulle stagnature per non danneggiare i
componenti!!!!! stagnatura lucida e veloce... il tempo
strettamente necessario.’
Su come
saldare, poi, la rete è strapiena di consigli e insegnamenti;
senza allontanarsi troppo, basta leggere l’articolo ‘Come
saldare a stagno’ di Davide
Sbisà e Tronix, in Idee varie e Tweaking.
3-
Schemi del kit.
Schema n. 1 (da Elettronica Novarria)

1-Trasformatore di Alimentazione:
va ruotato di
90° rispetto ai Trasformatori di Uscita;
2 fili,
marrone-marrone verso il ponte di diodi;
2 fili,
viola-viola verso i piedini 4 e 5 della valvola (filamento).
2-Ponte di
diodi
(per raddrizzare la corrente): attenzione ai collegamenti
(la prima volta, ho invertito il positivo-negativo in uscita e mi
sono ‘fumato’ l’alimentatore!).
3-Resistenza
da 220 ohm.
Nel materiale fornito è già sostituita da un’induttanza di filtro,
che migliora notevolmente il filtraggio.
4-Condensatori C1 C2.
Attenzione, anche nello schema 2 ci sono, purtroppo, 2
condensatori con le stesse sigle C1 C2: non confondere! Inoltre,
nello schema di Tnt-Audio, i codici dei componenti sono
diversi.
Schema n. 2 (da Elettronica Novarria)

Lo schema
raffigura un solo canale, per cui, ovviamente, va sdoppiato
il tutto.
I due
cerchietti rappresentano una sola valvola e sono sdoppiati
per la chiarezza del circuito.
6-Piedino 4 (filamento): collegarlo a massa (per eliminare ronzio di alternata).
7-Condensatori C2-C3: collegare a massa.
8-Condensatore C1: sostituito con un carta-olio (vedi parte 6 Problemini e
Migliorie)
9-Trasformatore di uscita: il filo 2 va lasciato libero (serve per collegamento
ultralineare),
i fili
viola (o arancio) e marrone vanno collegati alle casse.
10-Ingresso:
cavo di segnale che arriva dal potenziometro.
Schema commutatore e potenziometri (da Tnt-Audio)

Per la
spiegazione, riferirsi all’articolo de ‘L’insulto finale’
di Tnt-Audio.
Il
commutatore è un commutatore a 2 vie (calza e segnale) e 3
posizioni (3 diversi ingressi in input); possono bastare anche 2,
fate voi.
I 2
potenziometri (lo schema rappresenta un solo canale e quindi
raffigura un solo potenziometro) servono, allo stesso tempo, per
il controllo di volume e il bilanciamento del segnale.
L’Out,
come evidenziato, va all’ingresso del cavo di segnale (punto 10
dello schema n. 2).

Panello
posteriore del mobiletto (lato interno), in cui sono visibili i 6
connettori di ingresso del segnale (3 per ogni canale).
4- Mobile e posizionamento dei
componenti.
La costruzione
del contenitore non presenta particolari difficoltà; per me è
stata la cosa più semplice, ma, devo, dire, che, oltre ad un
laboratorio attrezzato, ho alle spalle una lunga esperienza nel
‘fai da te’, Comunque, non mi sembra il caso di dilungarmi, anche
perché, sul sito, ci sono diversi progetti relativi alla
costruzione di un mobiletto (per tutti, ‘ecco come costruire un
cabinet e lavorare l’mdf’ di Davide Sbisà, in ‘Idee varie e
tweaking’).


segue pag 2
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