Autocostruzione

 

Finale Classe A  con valvole kt88 di Valter

 

 

 Di cosa si tratta

Finale a valvole

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Chi lo ha costruito

Valter   valter1964@tiscali.it

Caratteristiche particolari

Classe A

Mia presentazione

Valter  ha fatto un capolavoro , spiegato bene e costruito altrettanto bene .. cosa dire ..  bravissimo

 

Amplificatore Classe-A con Push-Pull KT-88

 

 

PREMESSA:

 

Tutti noi sappiamo cosa significa ascoltare per la prima volta il suono di un amplificatore a valvole.

Tempo fa, dopo averne ascoltato uno a casa di un mio amico, sono rimasto a bocca aperta. Ho così deciso di realizzare un amplificatore finale a tubi in Classe-A che ha portato nel mio salotto lo stesso tipo di sonorità.

Non sono certo nuovo a costruzioni elettroniche, ma vi assicuro che un amplificatore operante in questa classe, anche se molto semplice come filosofia, (forse è la classe più semplice), quando si decide di realizzarlo in modo professionale, diventa sufficientemente complicato da scoraggiare i più.

 

 

 

Il rendimento in un amplificatore Classe-A è molto basso, dal 12 al 22% e questo ne limita sicuramente la diffusione commerciale. Nel mio caso la potenza sui diffusori è fissata è intorno ai 18-20 Watt, tutto il resto diventa calore! Pensate che una volta messo in opera, ho dovuto realizzare dei fori sul ripiano della libreria sopra all’ampli perchè altrimenti avrei rischiato che andasse a fuoco tutto!

Un’amplificatore Classe-A scalda di più, quando non suona, ed è più efficiente, quando suona a volume alto.

CIRCUITO ELETTRICO:

Come circuitazione, ho scelto la classica Williamson tratta da un manuale GEC “Amplifier Circuits of The M-O Valve Co LTD”,  un push-pull ripolarizzato in Classe-A. Ho scelto una configurazione di questo tipo perche migliora il rendimento ed opera meno distorsione, ed è universalmente riconosciuta come la più efficiente.

I trasformatori d’uscita sono stati scelti con un primario di 5KOhm Anodo-Anodo, adatti per le KT-88, e diverse prese sull’ avvolgimento secondario per potersi adattare a diversi diffusori con impedenza da 2 ad 8 Ohm, essi prevedono ovviamente la presa ultralineare al 43% sul primario.

I trasformatori d’alimentazione invece sono stati fatti fare su mie specifiche presso una ditta di Roma, ma tutto il resto della componentistica e’ stata acquistata presso le ditte Committeri (http://www.surplus.it/) di Roma e la ESCO ( http://www.esco.it ) di Todi, entrambi presenti su internet.

 

Sui componenti non si bada a spese no? Le resistenze sono tutte OLCO o Allen Bradley, i condensatori sono quasi tutti a specifiche militari della PLESSEY i cavi di collegamento ovviamente ricoperti in teflon. Per il resto il circuito come ho anticipato è un classico, una 6SN7 come preamplificatrice-sfasatrice, un’ altra come driver e due KT-88 come finali…ho solo cercato di fare tutto con molta cura!! I due stadi alimentatori sono alquanto classici essendo composti da un ponte a diodi raddrizzatore, filtro pigreco con L da 10H. I filamenti dei tubi sono tutti alimentati a 6.3V in alternata senza zero centrale , i tubi finali lavorano a 300V con  una corrente di  riposo fissata a  150mA per KT-88.

 

COSTRUZIONE:

 

La costruzione di un progetto del genere inizia di solito dal reperimento delle parti più costose che in un ampli a tubi sono i trasformatori d’uscita. La scelta è caduta su di un modello ultralineare della SOWTER (http://www.sowter.co.uk/), d’Ipswich, Inghilterra; nonostante il suo alto costo risulta sicuramente fra i migliori in assoluto. Con i trasformatori in mano ( e circa 800 euro in meno sul conto) si può iniziare a progettare il tutto.

Ho deciso di costruire due finali completamente indipendenti su di un unico telaio, due trasformatori d’alimentazione due alimentatori completi separati ecc. l’ unica cosa in comune e’ la presa 220V. Rispetto al circuito originale ho sostituito la sezione raddrizzatrice a Valvola con una a diodi ed ho rimosso il controllo di volume.

Il layout dell’ amplificatore l’ ho voluto estremamente compatto quindi con un poco di pazienza ho risolto il problema creando un contenitore inferiore a vasca in legno nel quale trovano posto i due trasformatori di alimentazione, le prese di uscita e la presa di alimentazione, oltre ad uno strumentino che effettua alcune misure elettriche sul circuito attraverso un commutatore. Questo contenitore di legno massello è stato fatto costruire da un falegname professionista per 100 Euro, e devo dire che sono stati soldi spesi bene perchè il massello dona al tutto un tocco di classe non indifferente.

Sopra al contenitore di legno si posa una lastra d’alluminio da 4mm sulla quale alloggiano il resto dei componenti che compongono il finale, quindi zoccoli, valvole, trasformatori d’uscita ecc.

Tutte le parti meccaniche sono fissate alla piastra in alluminio con viti d’ottone a testa conica che vanno a scomparsa sul piano superiore dell’ ampli.

Quando il telaio con i componenti montati nella parte inferiore poggia sul bordo esterno del contenitore inferiore realizza un incastro perfetto che ottimizza al meglio gli spazi a disposizione.

 

     

 

Procurarsi una lastra d’alluminio da 4mm e realizzare le necessarie forature, è cosa semplice, non lo è invece la sua pulizia e lappatura.
L’ alluminio, anche se facile da lavorare, tagliare e limare,  tende, infatti, a rendere difficile la vita a chi lo ha scelto per realizzare pannelli frontali, scale parlanti ecc,  non è per niente facile da trattare. Dopo aver compiuto vari tentativi di lucidatura, smerigliatura  che sono risultati poco soddisfacenti, ho optato per la soluzione chimica. Io sono un perfezionista e se le cose non sono come le immagino nei miei sogni le butto giù e le rifaccio…

L’ alluminio si lascia “mangiare” volentieri dalla soda caustica, quindi basta preparare una soluzione satura d’acqua (possibilmente bollente) e tale prodotto e immergere il pezzo d’alluminio preventivamente sgrassato con solvente nitro nell’acido per l’aggressione che deve durare non meno di 30 minuti.

 

Se decidete di fare questo tipo di trattamento, prendete tutte le possibili precauzioni considerando che, durante l’aggressione chimica, si sviluppano dei gas molto nocivi per l’uomo e per tutti gli esseri viventi e che la soda caustica corrode TUTTO comprese le vostre mani, ed è velenosa per contatto ed inalazione !!!

 

A Fine lavoro è opportuno risciacquare la lastra in acqua fresca e pulirla dai residui dell’attacco chimico con acqua e sapone.

Il risultato, nonostante i rischi, è ottimo, dopo qualche giorno l’alluminio si ricopre di un sottile strato d’ossido che impedisce una nuova ossidazione, ma è assolutamente privo di graffi ed irregolarità.

A suggellare il tutto ho fatto dare una mano di vernice trasparente per uso professionale che ha “congelato” quel look cosi’bello dell’alluminio.

La costruzione di quest’amplificatore ha richiesto molto tempo, circa 6 mesi, e tanta passione.

 

ACCENSIONE!:

 

Lo sconcerto c’e’ stato quando, a lavoro ultimato ho verificato le correnti e le polarizzazioni e questi erano esattamente quelli che avevo calcolato e che erano riportati sui manuali americani dei tubi KT-88, una bella soddisfazione! Anche la scelta dei componenti ha ovviamente giocato un ruolo importante, l’ unico problema l’ ho avuto con una resistenza OLCO nella sezione preamplificatrice che soffiava paurosamente, forse per un difetto di costruzione. Dopo qualche mese d’operatività ho aggiunto uno strumentino surplus russo rigorosamente in tema con il colore del mobile che attraverso un commutatore offre la possibilità di misurare la corrente di riposo dei 4 tubi  finali posta a 150mA, e di visualizzare attraverso un LED giallo posto accanto al tubo in questione di quale tubo si sta effettuando la misura.

 

 

COSTI:

 

Parlare di costi e’ sempre difficile, bisognerebbe infatti tener conto di quanto tempo e quanti scarti si hanno quando si intraprende un lavoro del genere. Spesso infatti, si e’ costretti a gettar via lastre di alluminio o materiale elettronico solo perche’dopo aver commesso un errore non rientra nelle specifiche che ci siamo posti oppure non e’ riutilizzabile, il tempo speso poi e’ meglio non calcolarlo!

Il costo totale incluso mobile, trasformatori componenti valvole si e’ fermato intorno ai 1700 Euro,

 

CONCLUSIONI:

 

L’ amplificatore è in funzione da molto tempo ormai ed ho già speso una fortuna in CD, il suono delle valvole non ha eguali si sa!

Come diffusori (per ora) sto usando due AR14 che bene si accoppiano all’Ampli. L’ impianto è semplice, Lettore CD SONY con Line-Out- variabile, amplificatore e casse. Il suono dell’ Ampli lascia senza fiato per la sua trasparenza disarmante e per l’ estrema presenza di tutti gli strumenti. La potenza e’ piu’ che sufficiente a sonorizzare la maggior parte delle sale e nella sua semplicita’ questo oggetto attira sempre molta gente che sconcertata ne ammira il rossore dei filamenti quando la luce e’ più soffusa.

Da qualche mese è in costruzione un nuovo amplificatore integrato IBRIDO Tubi-Mosfet che mi ripropongo di presentarvi quanto prima, devo infatti soddisfare le esigenze dei nuovi super diffusori e del nuovo SACD.

Per ulteriori informazioni potete contattarmi a    valter1964@tiscali.it

 

 

    

 

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