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Si tratta del
montaggio di tutti i componenti facenti parte dello châssis, dai
colonnini distanziatori per il circuito stampato ai trasformatori.
Sono operazioni da eseguire con cura ed attenzione in quanto gran
parte del risultato estetico finale dipenderà dal lavoro che
inizieremo ora.
Il mobile viene
fornito parzialmente preassemblato, con la parte metallica
superiore già inserita nella cornice in legno. Il telaio metallico
è poi già forato per accogliere i componenti standard. Eventuali
modifiche di foratura che dovessero essere fatte, ad esempio per
montare pin jack di ingresso o boccole di uscita di dimensioni
superiori a quelle standard, dovranno essere fatte ora per non
rischiare di danneggiare gli eventuali componenti montati in
precedenza.
I materiali da
montare sul telaio sono i seguenti: 2 pin jack da telaio per gli
ingressi, 4 boccole femmina da telaio per le uscite (2 rosse e 2
nere), 1 vaschetta standard DIN con interruttore e portafusibile
per l’alimentazione di rete, 9 distanziatori filettati di 3x15mm
maschio/femmina per il montaggio del circuito stampato, 2
trasformatori di uscita, 2 induttanze di filtro di alimentazione,
1 trasformatore di alimentazione, 2 zoccoli per le valvole finali.
I trasformatori e le induttanze dovranno essere completi di
calotte e montati utilizzando viteria in ottone od acciaio
inossidabile o comunque amagnetica.
Ingressi ed
uscite
Iniziare dai
pin jack di ingresso. Devono essere montati isolati dal telaio per
cui dovremo seguire attentamente la disposizione indicata nel
disegno prestando attenzione a non rompere le rondelle isolanti.

Un
eventuale cortocircuito fra massa del pin jack ed il telaio
metallico porterebbe sicuramente alla formazione di un ground loop
con inevitabile rumore in cassa. Se i due pin jack sono
differenziati come colore utilizzare il rosso per il canale destro
ed il bianco o nero o comunque l’altro colore per il canale
sinistro. Vedere il disegno di disposizione meccanica per
l’individuazione dei canali.

Molto
simile il montaggio delle boccole per le uscite. Unica differenza
sta nel fatto che le boccole isolanti sono colorate per
l’identificazione dei terminali positivo e negativo di uscita e
nella presenza (non in tutti i modelli) di una rondella elastica
per migliorare la tenuta meccanica. Montarle comunque come nel
disegno qui a seguito avendo cura di mettere quelle con
l’identificazione rossa all’uscita positiva e quelle con
l’identificazione nera all’uscita negativa, facendo riferimento
allo stesso disegno di disposizione meccanica.
Eseguito il
montaggio di boccole e pin jack, vista l’impossibilità di serrare
i dadi con molta forza per non compromettere le rondelle in nylon,
può essere utile fermare i dadi con vernice bloccafiletti od anche
con una goccia di semplice smalto da unghie.
In questo
apparecchio abbiamo previsto il montaggio di una vaschetta per
alimentazione a standard DIN completa di portafusibile ed
interruttore.
La vaschetta è
del tipo snap-in, per montaggio senza uso di viti. Deve
semplicemente essere inserita nell’apposito foro già predisposto
nella parte posteriore del telaio e pressata fino allo scatto. Se
non si bloccasse in maniera soddisfacente provare a far scattare
manualmente i supporti in plastica inserendo un cacciavite sotto
di essi e forzandoli leggermente. Non utilizzare collanti per
rinforzare ulteriormente il fissaggio in quanto potrebbero poi
creare problemi di funzionamento all’interruttore od ai
portafusibili. E’ normale che dopo l’inserimento il blocchetto
abbia alcuni decimi di gioco, in modo che non ci siano problemi
con eventuali dilatazioni termiche.
Trasformatore di
alimentazione
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Il
montaggio di questo componente è leggermente più complesso,
sia per il peso maggiore sia per il maggior numero di
particolari utilizzati. Prima di iniziare l’assemblaggio è
opportuno preparare tutti i particolari necessari, cioè lo
stesso trasformatore, la calotta superiore, le otto boccole
isolanti in nylon o vetroresina, i quattro tiranti in ottone
di 4x80, i quattro dadi ciechi di 4, le quattro rondelle piane
di 4 ed infine i quattro dadi piani di 4. La disposizione di
tutto questo è illustrata qui a seguito solamente per una
coppia di tiranti ma ovviamente valida per tutti. Avere cura
di verificare che le boccole isolanti siano completamente
inserite nell’apposito foro del pacco lamellare. Talvolta
incontrano un po’ di difficoltà a causa di residui di vernice,
eventualmente battere leggermente con il manico di un
cacciavite per completare l’inserzione. |
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Nel
montaggio tenere presente che i conduttori per l’alimentazione di
rete a 220V dovranno essere sul lato del trasformatore rivolto
verso il pannello posteriore dell’amplificatore. In caso di dubbio
riferirsi anche qui al disegno di montaggio complessivo meccanico.
Il procedimento
è identico a quello appena descritto, tenendo presente di
utilizzare i tiranti e le calotte delle misure idonee forniti con
il kit. Rispettare scrupolosamente la disposizione proposta nel
disegno relativo al montaggio meccanico in quanto si è dimostrata
quella ottimale riguardo al rumore.
I nove
distanziali per il fissaggio del circuito stampato, i colonnini di
3x15 millimetri maschio/femmina, devono essere montati sul telaio
con le viti svasate con testa a croce da 3mm. inserite nel kit. La
parte femmina del colonnino deve ovviamente essere rivolta verso
il telaio, non deve essere interposta alcuna rondella né sotto il
colonnino né sotto la testa della vite e non si devono, per ora,
serrare le viti. Lasciarle leggermente libere aiuta a trovare il
miglior posizionamento per il c/s. Sarà necessario ricordarsi di
serrarle a fine montaggio. Risulta estremamente semplice
riconoscere i fori dove inserire le viti per i distanziali sia
perché sono gli unici con dimensione adatta per accogliere viti da
3mm. sia per la loro svasatura sia per confronto con i
corrispondenti fori di fissaggio sul circuito.
Inserimento del
circuito stampato
Posizionare il
circuito con i condensatori elettrolitici rivolti verso il telaio,
in corrispondenza dei fori previsti su questo. La posizione è
obbligata per l’asimmetria dei fori e dei colonnini di fissaggio,
per cui è impossibile sbagliare. La parte maschio dei colonnini
deve entrare negli appositi fori del circuito. Fissarlo con i dadi
piani da 3 millimetri interponendo una rondella piana da 3 mm fra
il dado ed il circuito, serrare moderatamente tutti i dadi e
serrare poi le viti a croce che reggono i colonnini al telaio.
Eventualmente verificare nuovamente tutti i dadi, ma non eccedere
nel serraggio: i colonnini sono di ottone e difficilmente si
avverte quando stanno per rompersi.

Il led spia di
accensione D4 che non era stato saldato durante la fase di
montaggio dei componenti sul c/s ma che avremo avuto cura di
inserire nella sua posizione deve essere messo in posizione
corretta e saldato definitivamente. L’unico modo per poter fare
questo è muoverlo prendendolo per i piedini affioranti dal c/s
fino a che non compaia dall’apposito foro sul telaio, spingerlo in
posizione per farlo affiorare quanto basta e saldarlo
immediatamente. L’operazione è più complessa nella descrizione che
nell’esecuzione, in realtà è estremamente intuitiva.
Il montaggio
meccanico è ora terminato. Verificare tutto ciò che è stato fatto
e passare poi al cablaggio.
Disposizione meccanica
all’interno del telaio
Nel disegno a seguito
viene indicato come devono essere montati i vari componenti nello
châssis fornito di serie, visto da sotto. Prestare particolare
attenzione all’orientamento di trasformatori ed induttanze ed agli
zoccoli delle valvole finali.

Questo deve
essere eseguito a quattro diversi livelli, utilizzando per ognuno
tipi di conduttore diverso. In realtà i fili da portare sono
pochissimi e l’operazione di cablaggio è estremamente semplice, ma
da eseguire con attenzione in quanto gran parte del risultato
finale dipenderà dalla cura con cui abbiamo lavorato.
I quattro
livelli sono: Cablaggio ingressi, cablaggio uscite, cablaggio
zoccoli valvole finali ed induttanze di filtro, cablaggio
trasformatore di alimentazione. In questo apparecchio l’ordine di
esecuzione è quello sopra indicato, in altri può tornare comodo un
ordine diverso, ma come regola sarà sempre opportuno mantenere
distinti i cablaggi di queste tre sezioni.
Si tratta in
pratica dei collegamenti dai pin jack di ingresso al circuito
stampato, da portare con filo schermato od anche con due
conduttori, uno di segnale ed uno di massa, intrecciati
strettamente fra di loro. Sia nel caso di schermato che di fili
intrecciati non dovremo MAI intrecciare le coppie dei due canali
fra di loro, ma semplicemente portarle parallele. E’ consentito
fissare le due coppie con alcune fascette ma senza esagerare,
perché anche se dal punto di vista estetico può essere peggio
lasciare i fili “liberi”, per le prestazioni audio il discorso è
completamente opposto.
Sia che si usi
il cavetto schermato che la coppia intrecciata (twisted pair)
avremo il conduttore di segnale, polo caldo, ed il ritorno di
massa. Con lo schermato il polo caldo deve essere il conduttore
centrale, con la coppia intrecciata indifferentemente uno dei due.
Nella coppia conviene sicuramente differenziare il colore dei due
conduttori per non rischiare errori che, anche se non hanno
conseguenze, sono sicuramente fastidiosi. Attenzione a non
lasciare troppo lungo il filo saldato sulla paglietta di massa del
pin jack dal lato telaio: potrebbe andare a toccare il telaio
stesso e provocare un ground loop con conseguente ronzio. I
collegamenti nei due casi dovranno essere come indicato nelle
figure.

con cavetto schermato
con coppia intrecciata
I due cavetti dovranno correre a
fianco del circuito stampato, sul lato sinistro, e collegarsi
nella parte anteriore di questo alle piazzole indicate con IN R
(W201), GND (W202), IN L (W101) e GND (W102). Ovviamente il
cavetto proveniente dal pin jack IN R dovrà andare a IN R dello
stampato, quello dal pin IN L a IN L.

I trasformatori
di uscita hanno quattro fili di collegamento, due di entrata
(avvolgimento primario) e due di uscita (avvolgimento secondario).
Per quanto l’amplificatore non abbia controreazione è opportuno
rispettare la polarità dei collegamenti per non avere fase
invertente sull’uscita o peggio l’inversione di fase fra i due
canali. Nel primo caso si avrebbe una riproduzione non corretta
dal punto di vista spaziale, nel secondo oltre a questo una forte
perdita nelle frequenze basse.
L’identificazione degli avvolgimenti e della polarità di questi è
indicata dall’etichetta posta sul trasformatore.
Il terminale
VCC è il “positivo” del primario, il terminale “+” del secondario.
Il filo
proveniente da VCC andrà quindi collegato alla piazzola W209
(+400VR) per il canale destro e W109 (+400VL) per il canale
sinistro, il terminale A1 allo zoccolo della valvola finale,
terminale corrispondente all’anodo (ovviamente ciascuno alla
valvola corrispondente), i terminali “+” e “-“ rispettivamente
alle boccole di uscita positiva e negativa, rispettando i canali.
Non è
necessario intrecciare i cavetti fra di loro, anzi, è meglio
lasciarli liberi. Conviene sicuramente pretagliarli ad una misura
tale da permettere che arrivino al posto dove devono essere
saldati senza eccessivi avanzi.

Questa è forse
la parte più complessa, ma unicamente perché il numero di fili da
portare è un po’ più elevato di quanto visto in precedenza.
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Il
trasformatore ha le terminazioni con fili uscenti dal
rocchetto riconoscibili per il colore. Come visibile nel
disegno del cablaggio elettrico i tre fili dell’avvolgimento
primario, quello che deve essere collegato alla rete di
alimentazione, e dello schermo antidisturbo escono da un lato
del rocchetto, tutti i secondari dall’altro lato, quello in
vicinanza del circuito stampato.
La
corrispondenza fra il colore del conduttore e l’avvolgimento è
indicata sulla targhetta incollata sul trasformatore, che
riproduciamo per semplicità. |
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L’operazione si
distingue in due fasi separate, la prima di collegamento degli
avvolgimenti secondari e la seconda di collegamento
dell’avvolgimento primario. Alcuni secondari, anche se ora vengono
collegati, potranno poi essere scollegati durante il collaudo.
In pratica i
due fili bianchi, “6,3V 2A” dovranno andare uno a W12 ed uno a W13
del c/s, i due neri DEL LATO SECONDARIO “5,5V 2A” uno a W8 ed uno
a W9 , i due blu “5,5V 2A” vanno a W6 e W7, i tre rosso / marrone
/ rosso “360 – 0 – 360V 0,2A” vanno, in ordine, a W1, W3 e W2.
Importante che il marrone, lo 0V, vada a W3, indicata anche con
“360VCT”, i due rossi possono invece anche essere scambiati fra di
loro.
Il lato
primario, quello di rete, consiste in pratica nel collegamento
dalla vaschetta di rete ai due fili neri “220V RETE” e nel
collegamento del giallo/verde “SCHERMO” al telaio metallico, alla
presa di terra della vaschetta ed alla piazzola di terra del c/s,
W14 “EARTH”. Il nodo di unione di questi collegamenti deve essere
su un prigioniero di fissaggio del trasformatore, come visibile
sul disegno di cablaggio. Devono essere utilizzati, per normativa,
conduttori isolati con sezione minima di 1 mm² di colore
giallo/verde (standard europeo) o verde (standard USA). Sempre per
normativa dovremo fare in modo che non sia possibile il contatto
accidentale con i conduttori collegati alla tensione di rete. Noi
abbiamo previsto connettori Faston completamente isolati dal lato
vaschetta e tubetto termorestringente da inserire sulle saldature.
Per quanto
riguarda la vaschetta dovremo cablarla prima di inserirla nel
telaio. Utilizzeremo anche qui filo isolato di sezione 1 mm² ed il
cablaggio consiste nel collegare i portafusibili all’interruttore.
Il cablaggio dai contatti della vaschetta ai portafusibili è già
realizzato internamente. I corti spezzoni di filo da utilizzare
dovranno essere terminati con faston completamente isolati, sempre
per problemi di normativa. Il contatto del portafusibile marchiato
“L” deve essere portato al contatto “2A” dell’interruttore con un
filo marrone, quello marchiato “N” al contatto “5B” con un filo
azzurro, poi dal “4B”, con filo azzurro, si va ad una delle due
pagliette “220V RETE” del trasformatore, con un marrone dal
contatto “1A” all’altra paglietta. I colori non sono tassativi, ma
il rispetto delle norme prevede anche questo.
Non
utilizzare in ogni caso né verde né giallo/verde per questi
collegamenti. Questi colori devono essere utilizzati solamente per
il collegamento di terra, che deve essere portato al contatto
della vaschetta marchiato con il simbolo .
Infine inserire
i due fusibili all’interno dei portafusibile della vaschetta.
Questi sono del tipo in vetro, misura
5 x 20 mm., portata 2,5A di tipo rapido. E’ possibile sostituirli
con degli 1,6A semiritardati o 1,2A ritardati, anche se sono di
più difficile reperibilità, ma non dobbiamo mai superare queste
portate per non rischiare di compromettere il trasformatore nel
caso di cortocircuito in qualche zona della sezione di
alimentazione. Considerare anche che il trasformatore di
alimentazione è rispondente alla normativa CE se protetto in
ingresso con fusibili di portata massima di 2,5A.
Contrariamente
a molti altri apparecchi a valvole le operazioni di collaudo e
taratura sono semplici e veloci.
E’ possibile
mettere in funzione questo amplificatore anche se non possediamo
alcuno strumento di misura con una ragionevole certezza di
avvicinarsi abbastanza alla taratura ideale. In ogni caso l’unico
strumento necessario è un semplice ed economico tester digitale,
che non dovrebbe mai mancare nella dotazione di un hobbista.
Unica cosa da
tenere presente è che da questo momento in poi all’interno
dell’apparecchio sono presenti tensioni molto elevate, pericolose
in caso di contatto, che possono essere anche mortali.
La messa in funzione
può quindi essere eseguita solamente da persone con specifiche
competenze, in grado di assumersi la responsabilità per ciò che
fanno. Né la Digitex S.r.l. di Firenze, distributore unico del
prodotto, né Paolo Franceschi, responsabile della
ingegnerizzazione, potranno assumersi alcuna responsabilità per
eventuali incidenti che possano verificarsi da questo momento in
avanti provocati da errori materiali od imperizia di colui che
opera sull’apparecchio. L’acquisto del kit non ha valore di
implicita autorizzazione ad agire per proprio conto da parte di
Digitex S.r.l. o Paolo Franceschi. Chi non si sente in grado di
assumersi la responsabilità dovrà semplicemente inviare
l’apparecchio montato a Digitex S.r.l. di Firenze, la quale
provvederà al collaudo, taratura e certificazione di rispondenza
alle norme di sicurezza per apparecchiature elettriche civili
dietro il rimborso di un importo forfettario oltre alle spese di
spedizione.
Verificare di
non avere ancora inserito il cordone di alimentazione di rete.
Inserire i due fusibili da 2,5A rapidi nei portafusibile della
vaschetta di alimentazione. Inserire le valvole prestando
attenzione al verso di inserimento: le tre 6SN7 e la 5U4 hanno un
riferimento sulla chiave di inserzione, le 300B due piedini di
diametro maggiore (quelli dei filamenti) e due più sottili. In
entrambi i casi non è possibile inserirle in maniera errata
utilizzando una forza normale.
E’ possibile
che la prima inserzione sia un po’ difficoltosa per la forza
esercitata dalle molle degli zoccoli delle valvole: in questo caso
inserirle delicatamente, muovendole leggermente per facilitare
l’inserimento.
Scollegare poi
i due fili della tensione a 360V del trasformatore di
alimentazione (quelli arancioni) precedentemente saldati alle
piazzole W1 e W2 del circuito stampato, isolarli e fare in modo
che non tocchino niente altro. Portare infine i due trimmer di
regolazione a metà corsa. Se disponibili collegare due pin jack di
cortocircuito agli ingressi dell’amplificatore. Le uscite possono
invece restare scollegate. Considerando che dovremo ancora
lavorare in questo apparecchio “a cuore aperto”, ossia dalla parte
inferiore, e che le valvole non ci permettono di poggiare sui
trasformatori in quanto molto più alte, dovremo procurarci dei
supporti che tengano il tutto rialzato a sufficienza perché le
valvole non tocchino il piano di lavoro. In mancanza di meglio
vanno benissimo anche dei libri.
Collegare il
cordone di alimentazione ad una presa di rete a 220V ed accendere
l’interruttore a lato della vaschetta di rete. Si deve accendere
subito il led-spia di accensione e dopo pochi secondi anche i
filamenti delle valvole, con una luminosità arancione-rossastra
talvolta difficile da vedere se siamo in ambiente fortemente
illuminato. Nel caso non si accenda niente verificare di aver
eseguito correttamente i collegamenti fra il trasformatore di
alimentazione ed il circuito stampato e quelli fra il
trasformatore e la vaschetta di rete, ed anche di avere
effettivamente collegato la spina, che i fusibili siano buoni e
che l’interruttore funzioni.
Se desideriamo
misurare le tensioni queste dovranno essere di 5V in corrente
alternata sui piedini 2 ed 8 della raddrizzatrice, di 6,3V in
alternata sui piedini 7 ed 8 delle 6SN7 e di 5V in continua sui
piedini del filamento delle 300B. Tutte queste tensioni non sono
stabilizzate ed il loro valore dipende dalla tensione di rete
presente al momento della misura. E’ tranquillamente ammessa una
tolleranza del 10% senza alcun effetto negativo né sulla durata né
sulle prestazioni dell’apparecchio.
Questo è un
controllo molto importante. Se vi fosse un errore si potrebbero
compromettere le due valvole finali al momento di accenderle con
la presenza dell’alta tensione.
In pratica
dovremo misurare le tensione fra uno dei piedini di filamento e la
griglia delle due 300B (la griglia è quella con piedino più
sottile collegata al c/s, i due piedini del filamento sono quelli
più grossi).
Se tutto va
bene e ci siamo ricordati di regolare i due trimmer a metà corsa
dovremo trovare una tensione di circa 80V negativi. In pratica con
il puntale negativo del tester sul piedino di filamento ed il
positivo sulla griglia la lettura del tester sarà preceduta dal
segno “-“. Se utilizziamo un tester analogico dovremo invece
invertire la polarità dei puntali. Regolando i trimmer ai due
estremi questa tensione varia fra –70 e –90V circa.
Riportare la
tensione a –80V.
Ammettendo che
tutto sia a posto spegnere l’interruttore, scollegare la spina
dalla rete e ricollegare i due fili precedentemente staccati.
Riattaccare la spina, accendere l’interruttore e, se si dispone di
un tester, misurare la tensione ai capi di C2, che deve essere di
circa 430V continui. Ovviamente questa tensione sarà presente solo
dopo che si sarà riscaldato il filamento della valvola
raddrizzatrice, quindi dopo 10 – 20 secondi.
Attendere un
minuto per il riscaldamento delle valvole e misurare la tensione
presente ai capi della resistenza di catodo delle 300B. In pratica
dobbiamo collegare il puntale negativo del tester alla piazzola
W106 per il canale sinistro (W206 per il destro) ed il positivo al
test point TP101 (canale destro TP201). Le due piazzole W106 e
W206 sono entrambe a massa del circuito e possono essere
utilizzate come riferimento per tutte le misure. Dovremo regolare
il trimmer R113 (canale sinistro) o R213 (canale destro) fino ad
avere sul tester una lettura di 0,6V continui. Ovviamente R113
influenza la lettura su TP101, R213 su TP201.
Le due tarature
si disturbano una con l’altra, per cui avvicinarsi al valore
giusto per gradi lavorando un po’ su un canale ed un po’
sull’altro. Lasciare acceso l’amplificatore per un quarto d’ora
circa, ricontrollando e riaggiustando se necessario la taratura.
Basta così, l’apparecchio è a posto, non ci rimane che spengerlo,
chiudere il coperchio inferiore e metterlo a suonare per sentire
finalmente la sua voce.
E’ buona cosa
riverificare la taratura dopo il periodo di rodaggio delle
valvole, quindi dopo due o tre mesi di funzionamento, ed in
seguito con cadenza annuale.
Se non
possediamo un tester
Se siamo invece
sprovvisti di tester non sarà possibile verificare le tensioni, ma
potremo mettere ugualmente in funzione l’amplificatore. Sarà
sufficiente regolare i due trimmer a metà corsa, forse non sarà la
taratura ideale ma possiamo stare certi di non essere troppo
lontani. Poi, se l’amplificatore suona regolarmente, è segno
evidente che le tensioni di alimentazione ci sono e sono giuste,
quindi non è necessario preoccuparci oltre.
Normalmente l’audiofilo
è costantemente alla ricerca di qualcosa di diverso, spesso per
convinzione ma ancor più frequentemente per moda. La valvola
finale scelta, la 300B, è senza dubbio quella che riesce ad
assicurare il miglior suono con una potenza ragionevole, ma è
senz’altro possibile montare altri triodi a riscaldamento diretto,
come ad esempio la 2A3, la 45, la 10Y e la 6B4G, od anche valvole
non a riscaldamento diretto ed addirittura neppure triodi, come
6L6, 807, KT88, 6550, EL34.
Per tutte le
valvole citate può rimanere invariato il trasformatore di uscita
ma non quello di alimentazione, in quanto tutte hanno esigenze di
filamento diverse. Il trasformatore di alimentazione dovrà quindi
essere richiesto facendo riferimento allo specifico tipo di
valvola finale che si desidera utilizzare.
Anche le
caratteristiche di griglia sono piuttosto diverse, conviene
pertanto portare il valore dei trimmer di taratura a 100KW invece
dei 50 previsti per avere un maggior margine di regolazione.
Se si
utilizzano valvole non a riscaldamento diretto il catodo dovrà
essere collegato direttamente alla resistenza di misura della
corrente, in pratica direttamente a TP101 per il canale sinistro
ed a TP201 per il canale destro.
Le potenze
ottenibili sono di circa 2 – 3W con la prima famiglia di valvole,
compresa fra 5 e 10W con la seconda. Per la taratura attenzione a
non eccedere i limiti massimi di dissipazione previsti dal
costruttore.
Prevengo una
domanda che sicuramente verrà posta: nonostante il circuito
montato sullo stampato 300BSE possa essere considerato uno stadio
di pilotaggio generico per finali a valvole in single ended,
piuttosto svincolato dal tipo di valvola di potenza utilizzata,
NON E’ ADATTO per i grossi triodi di potenza delle famiglie 211,
845, 100 TH, 250 TH e superiori. Queste valvole hanno esigenze di
potenze di pilotaggio ben superiori per poter suonare come devono,
ed i molti che anche commercialmente realizzano apparecchi con
circuiti di pilotaggio simili od inferiori a questo si
accontentano evidentemente di ben poca cosa.
Per rendere
l’idea, si consideri che questo amplificatore completo potrebbe
essere utilizzato come circuito di pilotaggio per le valvole
citate, sostituendo il trasformatore di uscita con un
trasformatore di pilotaggio o con una induttanza di carico
anodico. Ovviamente alimentazioni e polarizzazioni per la valvola
finale aggiunta dovranno essere realizzate a parte.
Oltre alla
normale pulizia, necessaria in quanto la polvere e l’umidità
presente in alcuni periodi dell’anno non vanno molto d’accordo con
le alte tensioni in gioco, non è necessario nessun altro
intervento.
Può essere
utile la verifica della taratura, come già detto da ripetersi con
cadenza annuale, ed al limite la verifica delle saldature per i
componenti che scaldano di più, come gli zoccoli delle valvole
finali, ma evitiamo di metterci le mani troppo spesso e lasciamolo
funzionare tranquillo: ci sarà molto grato e ce lo dimostrerà con
molti anni di onorato servizio.
Si può ritenere
che con le condizioni di lavoro imposte alle valvole la loro
durata sia di circa 3.000 ore per le finali e circa il doppio per
le pilota.
Tremila ore
corrispondono a tre ore il giorno, tutti i giorni per tre anni, un
ritmo che ben difficilmente sarà sostenuto anche dai più
affezionati all’ascolto della musica. In pratica l’esperienza
insegna che nella maggior parte dei casi sarà sufficiente
sostituire le finali ogni 5-6 anni e le pilota ogni due cambi di
finali, con una spesa tutto sommato molto modesta.
Le valvole
esaurite si riconoscono per una perdita di smalto e di incisività
nel suono, perdita di dinamica, forte peggioramento in gamma
bassa. Queste modificazioni avvengono però solo nella fase finale
della vita del tubo, che anzi ha le migliori caratteristiche
sonore intorno alla metà del proprio percorso vitale.
Subito dopo la
sostituzione delle valvole ci vorrà un po’ di tempo perché il
suono torni ad avere la dolcezza, rotondità e precisione alle
quali eravamo abituati.
Non ci sono
grossi problemi di collocazione, nel senso che una volta
accoppiato con casse acustiche di buona efficienza, da 85 - 90dB/W
in su, e con un preamplificatore con buon guadagno, il gioco è
fatto.
Non potremo
certo sonorizzare a volume altissimo ambienti di centinaia di
metri quadri, ma per un ascolto a volume medio - alto in un
normale ambiente casalingo ci siamo sicuramente.
Per quanto
riguarda la necessità di un preamplificatore, questa è voluta. Non
credo infatti nei finali pilotati direttamente dai lettori CD,
quindi non avendo necessità di stadi di ingresso molto sensibili
posso sbizzarrirmi a volontà con la dinamica. In pratica quindi
collegando questo oggetto direttamente ad un CD si ottiene un
suono a mio parere povero e piatto (come per qualsiasi finale
pilotato direttamente dal CD), ma collegandoci un preamplificatore
di buone caratteristiche e buon guadagno, ad esempio 20dB, tutto
cambia ed il finale mostra ciò che vale. Anche se non ci sono
particolari esigenze è ovviamente opportuno che il
preamplificatore sia a valvole e dotato di buona dinamica e
trasparenza.
Posizionare il
finale in un luogo dove possa agevolmente respirare e smaltire il
notevole calore generato. In particolare lasciare almeno 20
centimetri liberi sopra le valvole per evitare che il calore
generato da queste possa danneggiare gli eventuali oggetti
sovrastanti.
Sebbene il
suono sia già buono dopo pochi minuti di riscaldamento, per
ottenere il massimo in dinamica e fluidità ci vuole circa un’ora,
come del resto accade un po’ con tutti gli apparecchi ad alta
fedeltà di buona razza. Non esistono comunque tempi limite di
funzionamento: tutto il progetto è stato dimensionato per servizio
continuo, per cui, se vogliamo, lo possiamo lasciare acceso 24 ore
su 24 senza inconvenienti.
Il kit di
montaggio dell'amplificatore Digitex 300BSE è costituito da
componentistica rispondente in pieno alle attuali normative di
sicurezza europee costruiti e distribuiti da aziende primarie
negli specifici settori e da queste certificati quando
necessario.
Il circuito
stampato 300BSE.PCB ed i trasformatori di alimentazione, di uscita
e le induttanze di filtro sono di mia progettazione, realizzati
da primarie aziende sotto il mio diretto controllo con l'uso di
materiali idonei ad avere le caratteristiche di isolamento e non
infiammabilità previste dalle norme vigenti.
Il lay-out del
circuito stampato 300BSE.PCB è tale da non provocare disturbi di
tipo radioelettrico ed elettromagnetico. Sono rispettate le
distanze di isolamento minime previste fra le piste in rame.
La corrente di
dispersione fra avvolgimenti primari e secondari e fra
avvolgimenti e nucleo ferromagnetico dei trasformatori ed
induttanze sopra indicati è inferiore a quanto previsto. Il campo
magnetico ed elettrico emesso da detti trasformatori nel loro
campo di utilizzo è inferiore ai limiti indicati.
N° 709 Collegio
dei Periti della Provincia di Firenze
Il montaggio e
la messa in funzione del kit dovranno essere effettuati a perfetta
regola d'arte da persona competente e qualificata.
Nessuna
responsabilità di nessun tipo potrà essere addebitata a Paolo
Franceschi, a Digitex ed a chi per essi per malfunzionamenti,
guasti od altro dovuti ad errato montaggio od uso improprio o
difforme da quanto riportato su questo manuale per la
componentistica fornita.
La garanzia sul
materiale fornito ha durata di un anno a partire dalla data di
acquisto e copre integralmente il costo del componente
eventualmente difettoso comprendendo anche la mano d'opera quando
l'apparecchio viene recapitato presso i nostri laboratori.
Il componente
ritenuto difettoso dovrà essere rispedito a Digitex con una breve
descrizione del difetto riscontrato. Se a nostro giudizio questo
sarà effettivamente affetto da difetto di costruzione sarà
provveduto ad inviare un nuovo componente in sostituzione di
quello difettoso nel più breve tempo possibile.
Se il cliente
ritiene invece di recapitarci l'intero apparecchio comprendente un
componente ritenuto difettoso, anche questo accompagnato da breve
descrizione del difetto riscontrato, sarà nostra cura verificare
ed eventualmente sostituire quanto indicato, oltre ad effettuare
completa verifica e taratura dell'apparecchio.
In entrambi i
casi l'operazione sarà per il cliente a titolo completamente
gratuito. Unica spesa per il cliente sarà quella della spedizione
o trasporto dell'apparecchio o del componente ritenuto difettoso.
La spedizione a Digitex dovrà quindi essere in porto franco,
quella da Digitex sarà in porto assegnato.
Di norma le
valvole termoioniche non sono coperte da garanzia se non garantite
direttamente dal costruttore.
§
Potenza
di uscita su
8W.............................................................
>8W
§
Banda
passante a potenza
nominale............................................ 6Hz ¸ 40KHz
§
Banda
passante a 1W ±
1dB....................................................... 4Hz ¸
65KHz
§
Sensibilità di ingresso per 8W
out............................................... 1 Veff
§
Impedenza di
ingresso..............................................................
470KW
§
Tensione
di
alimentazione..........................................................
220V ± 15%, 50-60Hz
§
Potenza
assorbita in regime
continuo.......................................... 110VA
§
Dispersione alimentazione / terra a 1000Vac /
50Hz...................... <0,2mA
Varianti per l’
utilizzo di valvole finali 2A3
L’amplificatore
DIGITEX 300BSE è in pratica costituito da una scheda a circuito
stampato che ospita l’intero amplificatore con la sola eccezione
dello stadio di uscita, che essendo costituito solamente dal
trasformatore di uscita e dalla valvola di potenza viene montato a
telaio e cablato “in aria”.
Questo permette
di utilizzare una notevole varietà di valvole finali con poche
modifiche rispetto al progetto originale.
In particolare
nel caso che al posto della 300B si voglia utilizzare la 2A3 le
modifiche sono addirittura nessuna: è sufficiente utilizzare la
versione del trasformatore di alimentazione specificamente
concepita per l’uso con 300B o 2A3 e tarare la corrente di riposo
ad un valore diverso rispetto a quanto riportato sul manuale di
istruzioni di montaggio e taratura. Difatti 300B e 2A3 sono
valvole molto simili, con uguale piedinatura e valori di utilizzo
molto simili. Differenze esistenti sono la tensione di filamento
(2,5V per la 2A3 e 5V per la 300B) e la potenza dissipabile, che
per la 2A3 è di 15W.
Per poter
alimentare il filamento a 2,5V è necessario che vengano collegate
al circuito stampato le giuste prese del trasformatore di
alimentazione, la cui etichetta è questa:
In pratica se
con la 300B si dovevano collegare agli ingressi 5,5V del circuito
stampato (W6 e W7 per un canale e W8 e W9 per l’altro) i fili
nero e grigio di ognuno dei due avvolgimenti a 5,5V del
trasformatore di alimentazione lasciando liberi ed isolati i due
fili marrone, con la 2A3 dovremo invece collegare nero e marrone
lasciando libero ed isolato il filo grigio.
Sarà poi
sufficiente seguire il montaggio standard riportato sul manuale di
istruzioni fino al momento della taratura della corrente di riposo
della valvola finale.
La taratura
delle tensioni lette sui test point TP101 e TP201 non dovrà essere
per 0,6V come nel caso della 300B, corrispondenti a 60 mA di
corrente sulla resistenza di lettura da 10W bensì 0,35V,
corrispondenti a 35 mA di corrente.
Con questo
valore di corrente la 2A3 viene portata a lavorare con una
dissipazione di 15W, il valore massimo consentito che può
tranquillamente essere sopportato dalla valvola senza problemi di
sorta.
Non devono
essere apportate altre varianti, quelle riportate sono quelle
necessarie e sufficienti. Anche il trasformatore di uscita resta
invariato, in quanto sia per la 300B che per la 2A3 l’impedenza di
carico richiesta è compresa fra 2000 e 2500W.
Ovviamente la
potenza di uscita ottenuta dall’amplificatore sarà minore rispetto
alla versione con 300B, passando dai circa 8W di quest’ultima ai
circa 2,5W della versione 2A3.
|
300B-SE
Stereo AMPLIFIER - PARTLIST |
|
|
|
|
|
Item |
Qty |
Reference |
Part |
Price one |
Price |
|
1 |
1 |
C1 |
Condensatore poliestere box 1uF
100V passo 10 |
€ 3,10 |
€ 3,10 |
|
2 |
5 |
C2,C101,C102,C201,C202 |
Condensatore elettrolitico
assiale 33uF 450V Hitano |
€ 3,51 |
€ 17,55 |
|
3 |
3 |
C3,C105,C205 |
Condensatore elettrolitico
assiale 470uF 450V snap-in Elna |
€ 14,00 |
€ 42,00 |
|
4 |
4 |
C4,C5,C6,C7 |
Condensatore elettrolitico
verticale 2200uF 25V |
€ 6,20 |
€ 24,80 |
|
5 |
3 |
C8,C9,C10 |
Condensatore elettrolitico
verticale 100uF 200V |
€ 2,32 |
€ 6,96 |
|
6 |
2 |
C103,C203 |
Condensatore polipropilene
assiale 0,1uF 630V |
€ 1,39 |
€ 2,78 |
|
7 |
2 |
C104,C204 |
Condensatore polipropilene
assiale 2,2uF 400V |
€ 2,58 |
€ 5,16 |
|
8 |
2 |
D1,D2 |
Ponte raddrizzatore KBU4K |
€ 2,53 |
€ 5,06 |
|
9 |
1 |
D3 |
Ponte raddrizzatore W08 |
€ 0,72 |
€ 0,72 |
|
10 |
1 |
D4 |
Led 5 mm testa piatta |
€ 0,46 |
€ 0,46 |
|
11 |
5 |
R1,R101,R106,R201,R206 |
Resistenza a strato metallico
470K 1% 1/2W |
€ 0,11 |
€ 0,55 |
|
12 |
5 |
R2,R105,R108,R205,R208 |
Resistenza a strato metallico
1,5K 5% 1W |
€ 0,11 |
€ 0,55 |
|
13 |
1 |
R3 |
Resistenza a strato metallico
10K 5% 1W |
€ 0,11 |
€ 0,11 |
|
14 |
1 |
R4 |
Resistenza a strato metallico
150K 5% 1W |
€ 0,11 |
€ 0,11 |
|
15 |
1 |
R5 |
Resistenza a strato metallico
100K 5% 1W |
€ 0,16 |
€ 0,16 |
|
16 |
1 |
R6 |
Resistenza a strato metallico
220 1% 1/2W |
€ 0,11 |
€ 0,11 |
|
17 |
8 |
R102,R107,R109,R115, |
Resistenza a strato metallico
1K 1% 1/2W |
€ 0,11 |
€ 0,88 |
|
|
|
R202,R207,R209,R215 |
|
|
|
|
18 |
2 |
R103,R203 |
Resistenza a strato metallico
33K 5% 1W |
€ 0,16 |
€ 0,32 |
|
19 |
2 |
R104,R204 |
Resistenza a strato metallico
47K 5% 2W |
€ 0,26 |
€ 0,52 |
|
20 |
4 |
R110,R111,R210,R211 |
Resistenza a strato metallico
2,2K 5% 1W |
€ 0,16 |
€ 0,64 |
|
21 |
2 |
R112,R212 |
Resistenza a strato metallico
82K 1% 1/2W |
€ 0,11 |
€ 0,22 |
|
22 |
2 |
R113,R213 |
Trimmer Cermet 50K orizzontale |
€ 0,83 |
€ 1,66 |
|
23 |
2 |
R114,R214 |
Resistenza a strato metallico
100K 1% 1/2W |
€ 0,11 |
€ 0,22 |
|
24 |
4 |
R116,R117,R216,R217 |
Resistenza a strato metallico
22 5% 1W |
€ 0,16 |
€ 0,64 |
|
25 |
2 |
R118,R218 |
Resistenza a strato metallico
10 5% 1W |
€ 0,16 |
€ 0,32 |
|
26 |
2 |
- |
Zoccolo UX4 da telaio
NL122-0224 |
€ 5,16 |
€ 10,32 |
|
27 |
4 |
- |
Zoccolo Octal ceramico da c/s |
€ 2,07 |
€ 8,28 |
|
28 |
3 |
V1,V2,V3 |
Valvola doppio triodo 6SN7 GT |
€ 9,30 |
€ 27,90 |
|
29 |
1 |
V6 |
Valvola raddrizzatrice 5U4G |
€ 14,98 |
€ 14,98 |
|
30 |
2 |
- |
Valvola 300B Electro Harmonix |
€ 118,80 |
€ 237,60 |
|
31 |
1 |
- |
Circuito stampato doppia faccia
mod. ST300SE.PCB |
€ 85,22 |
€ 85,22 |
|
32 |
2 |
- |
Trasfornatore di uscita mod.
DTU2840SEW |
€ 180,00 |
€ 360,00 |
|
33 |
1 |
- |
Trasformatore di alimentazione
mod. DTA3260BSE |
€ 134,28 |
€ 134,28 |
|
34 |
2 |
- |
Induttanza di filtro mod.
LF10/250 |
€ 46,48 |
€ 92,96 |
|
35 |
2 |
- |
Connettori RCA di ingresso mod.
RJP420/421 |
€ 3,00 |
€ 6,00 |
|
36 |
2 |
- |
Connetore di uscita mod. BJS220 |
€ 5,60 |
€ 11,20 |
|
37 |
1 |
- |
Vaschetta IEC doppio fusibile e
interruttore mod. SRV21FFIB |
€ 14,98 |
€ 14,98 |
|
|
2 |
- |
Fusibile 2,5A rapido |
€ 0,16 |
€ 0,32 |
|
38 |
1 |
- |
Cablaggio interno composto da: |
€ 9,81 |
€ 9,81 |
|
|
|
- |
1m AWG16, 3m DRS149, 1m DRS079 |
|
|
| |
|
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
| |
|
|
|
Totale |
€ 1.129,45 |
| |
|
|
|
|
|
| |
|
Manuale 300B-SE |
Contiene: descrizione tecnica,
schemi, configurazioni, istruzioni e piani |
|
|
| |
|
|
di montaggio e cablaggio,
collaudo e taratura di ogni configurazione del Kit |
|
|
| |
|
|
e inoltre molte altre preziose
informazioni di carattere generale sui |
|
|
| |
|
|
preamplificatori ed i finali
valvolari. |
|
|
| |
|
|
(Somma rimborsata all' acquisto
del Kit) |
|
€ 31,00 |
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