Autocostruzione

 

Stupendo finale con valvole 300b

costruttore Gianluca    Progetto digitex

 

pag 2

 

Assemblaggio meccanico

Si tratta del montaggio di tutti i componenti facenti parte dello châssis, dai colonnini distanziatori per il circuito stampato ai trasformatori. Sono operazioni da eseguire con cura ed attenzione in quanto gran parte del risultato estetico finale dipenderà dal lavoro che inizieremo ora.

Il mobile viene fornito parzialmente preassemblato, con la parte metallica superiore già inserita nella cornice in legno. Il telaio metallico è poi già forato per accogliere i componenti standard. Eventuali modifiche di foratura che dovessero essere fatte, ad esempio per montare pin jack di ingresso o boccole di uscita di dimensioni superiori a quelle standard, dovranno essere fatte ora per non rischiare di danneggiare gli eventuali componenti montati in precedenza.

I materiali da montare sul telaio sono i seguenti: 2 pin jack da telaio per gli ingressi, 4 boccole femmina da telaio per le uscite (2 rosse e 2 nere), 1 vaschetta standard DIN con interruttore e portafusibile per l’alimentazione di rete, 9 distanziatori filettati di 3x15mm maschio/femmina per il montaggio del circuito stampato, 2 trasformatori di uscita, 2 induttanze di filtro di alimentazione, 1 trasformatore di alimentazione, 2 zoccoli per le valvole finali. I trasformatori e le induttanze dovranno essere completi di calotte e montati utilizzando viteria in ottone od acciaio inossidabile o comunque amagnetica.

Ingressi ed uscite

Iniziare dai pin jack di ingresso. Devono essere montati isolati dal telaio per cui dovremo seguire attentamente la disposizione indicata nel disegno prestando attenzione a non rompere le rondelle isolanti.

 

 


Un eventuale cortocircuito fra massa del pin jack ed il telaio metallico porterebbe sicuramente alla formazione di un ground loop con inevitabile rumore in cassa. Se i due pin jack sono differenziati come colore utilizzare il rosso per il canale destro ed il bianco o nero o comunque l’altro colore per il canale sinistro. Vedere il disegno di disposizione meccanica per l’individuazione dei canali.

 


Molto simile il montaggio delle boccole per le uscite. Unica differenza sta nel fatto che le boccole isolanti sono colorate per l’identificazione dei terminali positivo e negativo di uscita e nella presenza (non in tutti i modelli) di una rondella elastica per migliorare la tenuta meccanica. Montarle comunque come nel disegno qui a seguito avendo cura di mettere quelle con l’identificazione rossa all’uscita positiva e quelle con l’identificazione nera all’uscita negativa, facendo riferimento allo stesso disegno di disposizione meccanica.

 

Eseguito il montaggio di boccole e pin jack, vista l’impossibilità di serrare i dadi con molta forza per non compromettere le rondelle in nylon, può essere utile fermare i dadi con vernice bloccafiletti od anche con una goccia di semplice smalto da unghie.

Vaschetta di alimentazione

In questo apparecchio abbiamo previsto il montaggio di una vaschetta per alimentazione a standard DIN completa di portafusibile ed interruttore.

La vaschetta è del tipo snap-in, per montaggio senza uso di viti. Deve semplicemente essere inserita nell’apposito foro già predisposto nella parte posteriore del telaio e pressata fino allo scatto. Se non si bloccasse in maniera soddisfacente provare a far scattare manualmente i supporti in plastica inserendo un cacciavite sotto di essi e forzandoli leggermente. Non utilizzare collanti per rinforzare ulteriormente il fissaggio in quanto potrebbero poi creare problemi di funzionamento all’interruttore od ai portafusibili. E’ normale che dopo l’inserimento il blocchetto abbia alcuni decimi di gioco, in modo che non ci siano problemi con eventuali dilatazioni termiche.

Trasformatore di alimentazione

Il montaggio di questo componente è leggermente più complesso, sia per il peso maggiore sia per il maggior numero di particolari utilizzati. Prima di iniziare l’assemblaggio è opportuno preparare tutti i particolari necessari, cioè lo stesso trasformatore, la calotta superiore, le otto boccole isolanti in nylon o vetroresina, i quattro tiranti in ottone di 4x80, i quattro dadi ciechi di 4, le quattro rondelle piane di 4 ed infine i quattro dadi piani di 4. La disposizione di tutto questo è illustrata qui a seguito solamente per una coppia di tiranti ma ovviamente valida per tutti. Avere cura di verificare che le boccole isolanti siano completamente inserite nell’apposito foro del pacco lamellare. Talvolta incontrano un po’ di difficoltà a causa di residui di vernice, eventualmente battere leggermente con il manico di un cacciavite per completare l’inserzione. 


Nel montaggio tenere presente che i conduttori per l’alimentazione di rete a 220V dovranno essere sul lato del trasformatore rivolto verso il pannello posteriore dell’amplificatore. In caso di dubbio riferirsi anche qui al disegno di montaggio complessivo meccanico.

Trasformatori di uscita ed induttanze di filtro

Il procedimento è identico a quello appena descritto, tenendo presente di utilizzare i tiranti e le calotte delle misure idonee forniti con il kit. Rispettare scrupolosamente la disposizione proposta nel disegno relativo al montaggio meccanico in quanto si è dimostrata quella ottimale riguardo al rumore.

Distanziali per il circuito stampato

I nove distanziali per il fissaggio del circuito stampato, i colonnini di 3x15 millimetri maschio/femmina, devono essere montati sul telaio con le viti svasate con testa a croce da 3mm. inserite nel kit. La parte femmina del colonnino deve ovviamente essere rivolta verso il telaio, non deve essere interposta alcuna rondella né sotto il colonnino né sotto la testa della vite e non si devono, per ora, serrare le viti. Lasciarle leggermente libere aiuta a trovare il miglior posizionamento per il c/s. Sarà necessario ricordarsi di serrarle a fine montaggio. Risulta estremamente semplice riconoscere i fori dove inserire le viti per i distanziali sia perché sono gli unici con dimensione adatta per accogliere viti da 3mm. sia per la loro svasatura sia per confronto con i corrispondenti fori di fissaggio sul circuito.

Inserimento del circuito stampato

Posizionare il circuito con i condensatori elettrolitici rivolti verso il telaio, in corrispondenza dei fori previsti su questo. La posizione è obbligata per l’asimmetria dei fori e dei colonnini di fissaggio, per cui è impossibile sbagliare. La parte maschio dei colonnini deve entrare negli appositi fori del circuito. Fissarlo con i dadi piani da 3 millimetri interponendo una rondella piana da 3 mm fra il dado ed il circuito, serrare moderatamente tutti i dadi e serrare poi le viti a croce che reggono i colonnini al telaio. Eventualmente verificare nuovamente tutti i dadi, ma non eccedere nel serraggio: i colonnini sono di ottone e difficilmente si avverte quando stanno per rompersi.

 

 

Il led spia di accensione D4 che non era stato saldato durante la fase di montaggio dei componenti sul c/s ma che avremo avuto cura di inserire nella sua posizione deve essere messo in posizione corretta e saldato definitivamente. L’unico modo per poter fare questo è muoverlo prendendolo per i piedini affioranti dal c/s fino a che non compaia dall’apposito foro sul telaio, spingerlo in posizione per farlo affiorare quanto basta e saldarlo immediatamente. L’operazione è più complessa nella descrizione che nell’esecuzione, in realtà è estremamente intuitiva.

Il montaggio meccanico è ora terminato. Verificare tutto ciò che è stato fatto e passare poi al cablaggio.

Disposizione meccanica all’interno del telaio

Nel disegno a seguito viene indicato come devono essere montati i vari componenti nello châssis fornito di serie, visto da sotto. Prestare particolare attenzione all’orientamento di trasformatori ed induttanze ed agli zoccoli delle valvole finali.

 

 

Cablaggio

 

Questo deve essere eseguito a quattro diversi livelli, utilizzando per ognuno tipi di conduttore diverso. In realtà i fili da portare sono pochissimi e l’operazione di cablaggio è estremamente semplice, ma da eseguire con attenzione in quanto gran parte del risultato finale dipenderà dalla cura con cui abbiamo lavorato.

I quattro livelli sono: Cablaggio ingressi, cablaggio uscite, cablaggio zoccoli valvole finali ed induttanze di filtro, cablaggio trasformatore di alimentazione. In questo apparecchio l’ordine di esecuzione è quello sopra indicato, in altri può tornare comodo un ordine diverso, ma come regola sarà sempre opportuno mantenere distinti i cablaggi di queste tre sezioni.

Cablaggio ingressi

Si tratta in pratica dei collegamenti dai pin jack di ingresso al circuito stampato, da portare con filo schermato od anche con due conduttori, uno di segnale ed uno di massa, intrecciati strettamente fra di loro. Sia nel caso di schermato che di fili intrecciati non dovremo MAI intrecciare le coppie dei due canali fra di loro, ma semplicemente portarle parallele. E’ consentito fissare le due coppie con alcune fascette ma senza esagerare, perché anche se dal punto di vista estetico può essere peggio lasciare i fili “liberi”, per le prestazioni audio il discorso è completamente opposto.

Sia che si usi il cavetto schermato che la coppia intrecciata (twisted pair) avremo il conduttore di segnale, polo caldo, ed il ritorno di massa. Con lo schermato il polo caldo deve essere il conduttore centrale, con la coppia intrecciata indifferentemente uno dei due. Nella coppia conviene sicuramente differenziare il colore dei due conduttori per non rischiare errori che, anche se non hanno conseguenze, sono sicuramente fastidiosi. Attenzione a non lasciare troppo lungo il filo saldato sulla paglietta di massa del pin jack dal lato telaio: potrebbe andare a toccare il telaio stesso e provocare un ground loop con conseguente ronzio. I collegamenti nei due casi dovranno essere come indicato nelle figure.

 

       

con cavetto schermato                         con coppia  intrecciataCasella di testo: Con coppia intrecciata


I due cavetti dovranno correre a fianco del circuito stampato, sul lato sinistro, e collegarsi nella parte anteriore di questo alle piazzole indicate con IN R (W201), GND (W202), IN L (W101) e GND (W102). Ovviamente il cavetto proveniente dal pin jack IN R dovrà andare a IN R dello stampato, quello dal pin IN L a IN L.

 

 

Collegamento uscite

 

I trasformatori di uscita hanno quattro fili di collegamento, due di entrata (avvolgimento primario) e due di uscita (avvolgimento secondario). Per quanto l’amplificatore non abbia controreazione è opportuno rispettare la polarità dei collegamenti per non avere fase invertente sull’uscita o peggio l’inversione di fase fra i due canali. Nel primo caso si avrebbe una riproduzione non corretta dal punto di vista spaziale, nel secondo oltre a questo una forte perdita nelle frequenze basse.

L’identificazione degli avvolgimenti e della polarità di questi è indicata dall’etichetta posta sul trasformatore.

Il terminale VCC è il “positivo” del primario, il terminale “+” del secondario.

Il filo proveniente da VCC andrà quindi collegato alla piazzola W209 (+400VR) per il canale destro e W109 (+400VL) per il canale sinistro, il terminale A1 allo zoccolo della valvola finale, terminale corrispondente all’anodo (ovviamente ciascuno alla valvola corrispondente), i terminali “+” e “-“  rispettivamente alle boccole di uscita positiva e negativa, rispettando i canali.

Non è necessario intrecciare i cavetti fra di loro, anzi, è meglio lasciarli liberi. Conviene sicuramente pretagliarli ad una misura tale da permettere che arrivino al posto dove devono essere saldati senza eccessivi avanzi.

 

 

Collegamento trasformatore di alimentazione

 

Questa è forse la parte più complessa, ma unicamente perché il numero di fili da portare è un po’ più elevato di quanto visto in precedenza.

 

Il trasformatore ha le terminazioni con fili uscenti dal rocchetto riconoscibili per il colore. Come visibile nel disegno del cablaggio elettrico i tre fili dell’avvolgimento primario, quello che deve essere collegato alla rete di alimentazione, e dello schermo antidisturbo escono da un lato del rocchetto, tutti i secondari dall’altro lato, quello in vicinanza del circuito stampato.

La corrispondenza fra il colore del conduttore e l’avvolgimento è indicata sulla targhetta incollata sul trasformatore, che riproduciamo per semplicità.

 

L’operazione si distingue in due fasi separate, la prima di collegamento degli avvolgimenti secondari e la seconda di collegamento dell’avvolgimento primario. Alcuni secondari, anche se ora vengono collegati, potranno poi essere scollegati durante il collaudo.

 

In pratica i due fili bianchi, “6,3V 2A” dovranno andare uno a W12 ed uno a W13 del c/s, i due neri DEL LATO SECONDARIO “5,5V 2A” uno a W8 ed uno a W9 , i due blu “5,5V 2A” vanno a W6 e W7, i tre rosso / marrone / rosso “360 – 0 – 360V 0,2A” vanno, in ordine, a W1, W3 e W2. Importante che il marrone, lo 0V, vada a W3, indicata anche con “360VCT”, i due rossi possono invece anche essere scambiati fra di loro.

 

Il lato primario, quello di rete, consiste in pratica nel collegamento dalla vaschetta di rete ai due fili neri “220V RETE” e nel collegamento del giallo/verde “SCHERMO” al telaio metallico, alla presa di terra della vaschetta ed alla piazzola di terra del c/s, W14 “EARTH”. Il nodo di unione di questi collegamenti deve essere su un prigioniero di fissaggio del trasformatore, come visibile sul disegno di cablaggio. Devono essere utilizzati, per normativa, conduttori isolati con sezione minima di 1 mm² di colore giallo/verde (standard europeo) o verde (standard USA). Sempre per normativa dovremo fare in modo che non sia possibile il contatto accidentale con i conduttori collegati alla tensione di rete. Noi abbiamo previsto connettori Faston  completamente isolati dal lato vaschetta e tubetto termorestringente da inserire sulle saldature.

Per quanto riguarda la vaschetta dovremo cablarla prima di inserirla nel telaio. Utilizzeremo anche qui filo isolato di sezione 1 mm² ed il cablaggio consiste nel collegare i portafusibili all’interruttore. Il cablaggio dai contatti della vaschetta ai portafusibili è già realizzato internamente. I corti spezzoni di filo da utilizzare dovranno essere terminati con faston completamente isolati, sempre per problemi di normativa. Il contatto del portafusibile marchiato “L” deve essere portato al contatto “2A” dell’interruttore con un filo marrone, quello marchiato “N” al contatto “5B” con un filo azzurro, poi dal “4B”, con filo azzurro, si va ad una delle due pagliette “220V RETE” del trasformatore, con un marrone dal contatto “1A” all’altra paglietta. I colori non sono tassativi, ma il rispetto delle norme prevede anche questo.

Non utilizzare in ogni caso né verde né giallo/verde per questi collegamenti. Questi colori devono essere utilizzati solamente per il collegamento di terra, che deve essere portato al contatto della vaschetta marchiato con il simbolo         .


 

Infine inserire i due fusibili all’interno dei portafusibile della vaschetta. Questi sono del tipo in vetro, misura
5 x 20 mm., portata 2,5A di tipo rapido. E’ possibile sostituirli con degli 1,6A semiritardati o 1,2A ritardati, anche se sono di più difficile reperibilità, ma non dobbiamo mai superare queste portate per non rischiare di compromettere il trasformatore nel caso di cortocircuito in qualche zona della sezione di alimentazione. Considerare anche che il trasformatore di alimentazione è rispondente alla normativa CE se protetto in ingresso con fusibili di portata massima di 2,5A.

Collaudo e taratura

Contrariamente a molti altri apparecchi a valvole le operazioni di collaudo e taratura sono semplici e veloci.

E’ possibile mettere in funzione questo amplificatore anche se non possediamo alcuno strumento di misura con una ragionevole certezza di avvicinarsi abbastanza alla taratura ideale. In ogni caso l’unico strumento necessario è un semplice ed economico tester digitale, che non dovrebbe mai mancare nella dotazione di un hobbista.

Unica cosa da tenere presente è che da questo momento in poi all’interno dell’apparecchio sono presenti tensioni molto elevate, pericolose in caso di contatto, che possono essere anche mortali.

 

La messa in funzione può quindi essere eseguita solamente da persone con specifiche competenze, in grado di assumersi la responsabilità per ciò che fanno. Né la Digitex S.r.l. di Firenze, distributore unico del prodotto, né Paolo Franceschi, responsabile della ingegnerizzazione, potranno assumersi alcuna responsabilità per eventuali incidenti che possano verificarsi da questo momento in avanti provocati da errori materiali od imperizia di colui che opera sull’apparecchio. L’acquisto del kit non ha valore di implicita autorizzazione ad agire per proprio conto da parte di Digitex S.r.l. o Paolo Franceschi. Chi non si sente in grado di assumersi la responsabilità dovrà semplicemente inviare l’apparecchio montato a Digitex S.r.l. di Firenze, la quale provvederà al collaudo, taratura e certificazione di rispondenza alle norme di sicurezza per apparecchiature elettriche civili dietro il rimborso di un importo forfettario oltre alle spese di spedizione.

 

Preparazione alla prima accensione

 

Verificare di non avere ancora inserito il cordone di alimentazione di rete. Inserire i due fusibili da 2,5A rapidi nei portafusibile della vaschetta di alimentazione. Inserire le valvole prestando attenzione al verso di inserimento: le tre 6SN7 e la 5U4 hanno un riferimento sulla chiave di inserzione, le 300B due piedini di diametro maggiore (quelli dei filamenti) e due più sottili. In entrambi i casi non è possibile inserirle in maniera errata utilizzando una forza normale.

E’ possibile che la prima inserzione sia un po’ difficoltosa per la forza esercitata dalle molle degli zoccoli delle valvole: in questo caso inserirle delicatamente, muovendole leggermente per facilitare l’inserimento.

Scollegare poi i due fili della tensione a 360V del trasformatore di alimentazione (quelli arancioni) precedentemente saldati alle piazzole W1 e W2 del circuito stampato, isolarli e fare in modo che non tocchino niente altro. Portare infine i due trimmer di regolazione a metà corsa. Se disponibili collegare due pin jack di cortocircuito agli ingressi dell’amplificatore. Le uscite possono invece restare scollegate. Considerando che dovremo ancora lavorare in questo apparecchio “a cuore aperto”, ossia dalla parte inferiore, e che le valvole non ci permettono di poggiare sui trasformatori in quanto molto più alte, dovremo procurarci dei supporti che tengano il tutto rialzato a sufficienza perché le valvole non tocchino il piano di lavoro. In mancanza di meglio vanno benissimo anche dei libri.

Controllo dei filamenti delle valvole

Collegare il cordone di alimentazione ad una presa di rete a 220V ed accendere l’interruttore a lato della vaschetta di rete. Si deve accendere subito il led-spia di accensione e dopo pochi secondi anche i filamenti delle valvole, con una luminosità arancione-rossastra talvolta difficile da vedere se siamo in ambiente fortemente illuminato. Nel caso non si accenda niente verificare di aver eseguito correttamente i collegamenti fra il trasformatore di alimentazione ed il circuito stampato e quelli fra il trasformatore e la vaschetta di rete, ed anche di avere effettivamente collegato la spina, che i fusibili siano buoni e che l’interruttore funzioni.

Se desideriamo misurare le tensioni queste dovranno essere di 5V in corrente alternata sui piedini 2 ed 8 della raddrizzatrice, di 6,3V in alternata sui piedini 7 ed 8 delle 6SN7 e di 5V in continua sui piedini del filamento delle 300B. Tutte queste tensioni non sono stabilizzate ed il loro valore dipende dalla tensione di rete presente al momento della misura. E’ tranquillamente ammessa una tolleranza del 10% senza alcun effetto negativo né sulla durata né sulle prestazioni dell’apparecchio.

Controllo della tensione di polarizzazione negativa

Questo è un controllo molto importante. Se vi fosse un errore si potrebbero compromettere le due valvole finali al momento di accenderle con la presenza dell’alta tensione.

In pratica dovremo misurare le tensione fra uno dei piedini di filamento e la griglia delle due 300B (la griglia è quella con piedino più sottile collegata al c/s, i due piedini del filamento sono quelli più grossi).

Se tutto va bene e ci siamo ricordati di regolare i due trimmer a metà corsa dovremo trovare una tensione di circa 80V negativi. In pratica con il puntale negativo del tester sul piedino di filamento ed il positivo sulla griglia la lettura del tester sarà preceduta dal segno “-“. Se utilizziamo un tester analogico dovremo invece invertire la polarità dei puntali. Regolando i trimmer ai due estremi questa tensione varia fra –70 e –90V circa.

Riportare la tensione a –80V.

Collegamento alta tensione

Ammettendo che tutto sia a posto spegnere l’interruttore, scollegare la spina dalla rete e ricollegare i due fili precedentemente staccati. Riattaccare la spina, accendere l’interruttore e, se si dispone di un tester, misurare la tensione ai capi di C2, che deve essere di circa 430V continui. Ovviamente questa tensione sarà presente solo dopo che si sarà riscaldato il filamento della valvola raddrizzatrice, quindi dopo 10 – 20 secondi.

Attendere un minuto per il riscaldamento delle valvole e misurare la tensione presente ai capi della resistenza di catodo delle 300B. In pratica dobbiamo collegare il puntale negativo del tester alla piazzola W106 per il canale sinistro (W206 per il destro) ed il positivo al test point TP101 (canale destro TP201). Le due piazzole W106 e W206 sono entrambe a massa del circuito e possono essere utilizzate come riferimento per tutte le misure. Dovremo regolare il trimmer R113 (canale sinistro) o R213 (canale destro) fino ad avere sul tester una lettura di 0,6V continui. Ovviamente R113 influenza la lettura su TP101, R213 su TP201.

Le due tarature si disturbano una con l’altra, per cui avvicinarsi al valore giusto per gradi lavorando un po’ su un canale ed un po’ sull’altro. Lasciare acceso l’amplificatore per un quarto d’ora circa, ricontrollando e riaggiustando se necessario la taratura. Basta così, l’apparecchio è a posto, non ci rimane che spengerlo, chiudere il coperchio inferiore e metterlo a suonare per sentire finalmente la sua voce.

E’ buona cosa riverificare la taratura dopo il periodo di rodaggio delle valvole, quindi dopo due o tre mesi di funzionamento, ed in seguito con cadenza annuale.

Se non possediamo un tester

Se siamo invece sprovvisti di tester non sarà possibile verificare le tensioni, ma potremo mettere ugualmente in funzione l’amplificatore. Sarà sufficiente regolare i due trimmer a metà corsa, forse non sarà la taratura ideale ma possiamo stare certi di non essere troppo lontani. Poi, se l’amplificatore suona regolarmente, è segno evidente che le tensioni di alimentazione ci sono e sono giuste, quindi non è necessario preoccuparci oltre.

 

Variazioni sul tema

 

Normalmente l’audiofilo è costantemente alla ricerca di qualcosa di diverso, spesso per convinzione ma ancor più frequentemente per moda. La valvola finale scelta, la 300B, è senza dubbio quella che riesce ad assicurare il miglior suono con una potenza ragionevole, ma è senz’altro possibile montare altri triodi a riscaldamento diretto, come ad esempio la 2A3, la 45, la 10Y e la 6B4G, od anche valvole non a riscaldamento diretto ed addirittura neppure triodi, come 6L6, 807, KT88, 6550, EL34.

Per tutte le valvole citate può rimanere invariato il trasformatore di uscita ma non quello di alimentazione, in quanto tutte hanno esigenze di filamento diverse. Il trasformatore di alimentazione dovrà quindi essere richiesto facendo riferimento allo specifico tipo di valvola finale che si desidera utilizzare.

Anche le caratteristiche di griglia sono piuttosto diverse, conviene pertanto portare il valore dei trimmer di taratura a 100KW invece dei 50 previsti per avere un maggior margine di regolazione.

Se si utilizzano valvole non a riscaldamento diretto il catodo dovrà essere collegato direttamente alla resistenza di misura della corrente, in pratica direttamente a TP101 per il canale sinistro ed a TP201 per il canale destro.

Le potenze ottenibili sono di circa 2 – 3W con la prima famiglia di valvole, compresa fra 5 e 10W con la seconda. Per la taratura attenzione a non eccedere i limiti massimi di dissipazione previsti dal costruttore.

Prevengo una domanda che sicuramente verrà posta: nonostante il circuito montato sullo stampato 300BSE possa essere considerato uno stadio di pilotaggio generico per finali a valvole in single ended, piuttosto svincolato dal tipo di valvola di potenza utilizzata, NON E’ ADATTO per i grossi triodi di potenza delle famiglie 211, 845, 100 TH, 250 TH e superiori. Queste valvole hanno esigenze di potenze di pilotaggio ben superiori per poter suonare come devono, ed i molti che anche commercialmente realizzano apparecchi con circuiti di pilotaggio simili od inferiori a questo si accontentano evidentemente di ben poca cosa.

Per rendere l’idea, si consideri che questo amplificatore completo potrebbe essere utilizzato come circuito di pilotaggio per le valvole citate, sostituendo il trasformatore di uscita con un trasformatore di pilotaggio o con una induttanza di carico anodico. Ovviamente alimentazioni e polarizzazioni per la valvola finale aggiunta dovranno essere realizzate a parte.

 

Manutenzione

 

Oltre alla normale pulizia, necessaria in quanto la polvere e l’umidità presente in alcuni periodi dell’anno non vanno molto d’accordo con le alte tensioni in gioco, non è necessario nessun altro intervento.

Può essere utile la verifica della taratura, come già detto da ripetersi con cadenza annuale, ed al limite la verifica delle saldature per i componenti che scaldano di più, come gli zoccoli delle valvole finali, ma evitiamo di metterci le mani troppo spesso e lasciamolo funzionare tranquillo: ci sarà molto grato e ce lo dimostrerà con molti anni di onorato servizio.

 

Vita stimata delle valvole

 

Si può ritenere che con le condizioni di lavoro imposte alle valvole la loro durata sia di circa 3.000 ore per le finali e circa il doppio per le pilota.

Tremila ore corrispondono a tre ore il giorno, tutti i giorni per tre anni, un ritmo che ben difficilmente sarà sostenuto anche dai più affezionati all’ascolto della musica. In pratica l’esperienza insegna che nella maggior parte dei casi sarà sufficiente sostituire le finali ogni 5-6 anni e le pilota ogni due cambi di finali, con una spesa tutto sommato molto modesta.

Le valvole esaurite si riconoscono per una perdita di smalto e di incisività nel suono, perdita di dinamica, forte peggioramento in gamma bassa. Queste modificazioni avvengono però solo nella fase finale della vita del tubo, che anzi ha le migliori caratteristiche sonore intorno alla metà del proprio percorso vitale.

Subito dopo la sostituzione delle valvole ci vorrà un po’ di tempo perché il suono torni ad avere la dolcezza, rotondità e precisione alle quali eravamo abituati.

 

Collocazione nell’impianto

 

Non ci sono grossi problemi di collocazione, nel senso che una volta accoppiato con casse acustiche di buona efficienza, da 85 - 90dB/W in su, e con un preamplificatore con buon guadagno, il gioco è fatto.

Non potremo certo sonorizzare a volume altissimo ambienti di centinaia di metri quadri, ma per un ascolto a volume medio - alto in un normale ambiente casalingo ci siamo sicuramente.

Per quanto riguarda la necessità di un preamplificatore, questa è voluta. Non credo infatti nei finali pilotati direttamente dai lettori CD, quindi non avendo necessità di stadi di ingresso molto sensibili posso sbizzarrirmi a volontà con la dinamica. In pratica quindi collegando questo oggetto direttamente ad un CD si ottiene un suono a mio parere povero e piatto (come per qualsiasi finale pilotato direttamente dal CD), ma collegandoci un preamplificatore di buone caratteristiche e buon guadagno, ad esempio 20dB, tutto cambia ed il finale mostra ciò che vale. Anche se non ci sono particolari esigenze è ovviamente opportuno che il preamplificatore sia a valvole e dotato di buona dinamica e trasparenza.

Posizionare il finale in un luogo dove possa agevolmente respirare e smaltire il notevole calore generato. In particolare lasciare almeno 20 centimetri liberi sopra le valvole per evitare che il calore generato da queste possa danneggiare gli eventuali oggetti sovrastanti.

Sebbene il suono sia già buono dopo pochi minuti di riscaldamento, per ottenere il massimo in dinamica e fluidità ci vuole circa un’ora, come del resto accade un po’ con tutti gli apparecchi ad alta fedeltà di buona razza. Non esistono comunque tempi limite di funzionamento: tutto il progetto è stato dimensionato per servizio continuo, per cui, se vogliamo, lo possiamo lasciare acceso 24 ore su 24 senza inconvenienti.

 

Dichiarazione

 

Il kit di montaggio dell'amplificatore Digitex 300BSE è costituito da componentistica rispondente in pieno alle attuali normative di sicurezza europee costruiti e distribuiti da aziende primarie negli specifici set­tori e da queste certificati quando necessario.

Il circuito stampato 300BSE.PCB ed i trasformatori di alimentazione, di uscita e le induttanze di filtro sono di mia proget­tazione, realizzati da primarie aziende sotto il mio diretto controllo con l'uso di materiali idonei ad avere le caratteristiche di isolamento e non infiammabilità previste dalle norme vigenti.

Il lay-out del circuito stampato 300BSE.PCB è tale da non provocare disturbi di tipo radioelettrico ed elettromagnetico. Sono rispettate le distanze di isolamento minime previste fra le piste in rame.

La corrente di dispersione fra avvolgimenti primari e secondari e fra avvolgimenti e nucleo ferroma­gnetico dei trasformatori ed induttanze sopra indicati è inferiore a quanto previsto. Il campo magnetico ed elettrico emesso da detti trasformatori nel loro campo di utilizzo è inferiore ai limiti indicati.

 

P.I. Paolo Franceschi

N° 709 Collegio dei Periti della Provincia di Firenze

 

 

Garanzia

 

Il montaggio e la messa in funzione del kit dovranno essere effettuati a perfetta regola d'arte da per­sona competente e qualificata.

Nessuna responsabilità di nessun tipo potrà essere addebitata a Paolo Franceschi, a Digitex ed a chi per essi per malfunzionamenti, guasti od altro dovuti ad errato montaggio od uso improprio o dif­forme da quanto riportato su questo manuale per la componentistica fornita.

La garanzia sul materiale fornito ha durata di un anno a partire dalla data di acquisto e copre inte­gralmente il costo del componente eventualmente difettoso comprendendo anche la mano d'opera quando l'apparecchio viene recapitato presso i nostri laboratori.

Il componente ritenuto difettoso dovrà essere rispedito a Digitex con una breve descrizione del difet­to riscontrato. Se a nostro giudizio questo sarà effettivamente affetto da difetto di costruzione sarà provveduto ad inviare un nuovo componente in sostituzione di quello difettoso nel più breve tempo possibile.

Se il cliente ritiene invece di recapitarci l'intero apparecchio comprendente un componente ritenuto difettoso, anche questo accompagnato da breve descrizione del difetto riscontrato, sarà nostra cura verificare ed eventualmente sostituire quanto indicato, oltre ad effettuare completa verifica e taratura dell'apparecchio.

In entrambi i casi l'operazione sarà per il cliente a titolo completamente gratuito. Unica spesa per il cliente sarà quella della spedizione o trasporto dell'apparecchio o del componente ritenuto difettoso. La spedizione a Digitex dovrà quindi essere in porto franco, quella da Digitex sarà in porto asse­gnato.

Di norma le valvole termoioniche non sono coperte da garanzia se non garantite direttamente dal costruttore.


 

Caratteristiche tecniche

 

§         Potenza di uscita su 8W............................................................. >8W

§         Banda passante a potenza nominale............................................ 6Hz ¸ 40KHz

§         Banda passante a 1W ± 1dB....................................................... 4Hz ¸ 65KHz

§         Sensibilità di ingresso per 8W out............................................... 1 Veff

§         Impedenza di ingresso.............................................................. 470KW

§         Tensione di alimentazione.......................................................... 220V ± 15%, 50-60Hz

§         Potenza assorbita in regime continuo.......................................... 110VA

§         Dispersione alimentazione / terra a 1000Vac / 50Hz...................... <0,2mA

 

Varianti per l’ utilizzo di valvole finali 2A3

 

L’amplificatore DIGITEX 300BSE è in pratica costituito da una scheda a circuito stampato che ospita l’intero amplificatore con la sola eccezione dello stadio di uscita, che essendo costituito solamente dal trasformatore di uscita e dalla valvola di potenza viene montato a telaio e cablato “in aria”.

Questo permette di utilizzare una notevole varietà di valvole finali con poche modifiche rispetto al progetto originale.

In particolare nel caso che al posto della 300B si voglia utilizzare la 2A3 le modifiche sono addirittura nessuna: è sufficiente utilizzare la versione del trasformatore di alimentazione specificamente concepita per l’uso con 300B o 2A3 e tarare la corrente di riposo ad un valore diverso rispetto a quanto riportato sul manuale di istruzioni di montaggio e taratura. Difatti 300B e 2A3 sono valvole molto simili, con uguale piedinatura e valori di utilizzo molto simili. Differenze esistenti sono la tensione di filamento (2,5V per la 2A3 e 5V per la 300B) e la potenza dissipabile, che per la 2A3 è di 15W.

Per poter alimentare il filamento a 2,5V è necessario che vengano collegate al circuito stampato le giuste prese del trasformatore di alimentazione, la cui etichetta è questa:

 

In pratica se con la 300B si dovevano collegare agli ingressi 5,5V del circuito stampato  (W6 e W7 per un canale e W8 e W9 per l’altro) i fili nero e grigio di ognuno dei due avvolgimenti a 5,5V del trasformatore di alimentazione lasciando liberi ed isolati i due fili marrone, con la 2A3 dovremo invece collegare nero e marrone lasciando libero ed isolato il filo grigio.

Sarà poi sufficiente seguire il montaggio standard riportato sul manuale di istruzioni fino al momento della taratura della corrente di riposo della valvola finale.

La taratura delle tensioni lette sui test point TP101 e TP201 non dovrà essere per 0,6V come nel caso della 300B, corrispondenti a 60 mA di corrente sulla resistenza di lettura da 10W bensì 0,35V, corrispondenti a 35 mA di corrente.

Con questo valore di corrente la 2A3 viene portata a lavorare con una dissipazione di 15W, il valore massimo consentito che può tranquillamente essere sopportato dalla valvola senza problemi di sorta.

Non devono essere apportate altre varianti, quelle riportate sono quelle necessarie e sufficienti. Anche il trasformatore di uscita resta invariato, in quanto sia per la 300B che per la 2A3 l’impedenza di carico richiesta è compresa fra 2000 e 2500W.

Ovviamente la potenza di uscita ottenuta dall’amplificatore sarà minore rispetto alla versione con 300B, passando dai circa 8W di quest’ultima ai circa 2,5W della versione 2A3.

 

300B-SE Stereo AMPLIFIER - PARTLIST 
     
Item Qty Reference Part Price one Price 
1 1 C1 Condensatore poliestere box 1uF 100V passo 10 € 3,10 € 3,10
2 5 C2,C101,C102,C201,C202 Condensatore elettrolitico assiale 33uF 450V Hitano € 3,51 € 17,55
3 3 C3,C105,C205 Condensatore elettrolitico assiale 470uF 450V snap-in Elna € 14,00 € 42,00
4 4 C4,C5,C6,C7 Condensatore elettrolitico verticale 2200uF 25V € 6,20 € 24,80
5 3 C8,C9,C10 Condensatore elettrolitico verticale 100uF 200V € 2,32 € 6,96
6 2 C103,C203 Condensatore polipropilene assiale 0,1uF 630V  € 1,39 € 2,78
7 2 C104,C204 Condensatore polipropilene assiale 2,2uF 400V  € 2,58 € 5,16
8 2 D1,D2 Ponte raddrizzatore KBU4K € 2,53 € 5,06
9 1 D3 Ponte raddrizzatore W08 € 0,72 € 0,72
10 1 D4 Led 5 mm testa piatta  € 0,46 € 0,46
11 5 R1,R101,R106,R201,R206 Resistenza a strato metallico 470K 1% 1/2W € 0,11 € 0,55
12 5 R2,R105,R108,R205,R208 Resistenza a strato metallico 1,5K 5% 1W € 0,11 € 0,55
13 1 R3 Resistenza a strato metallico 10K 5% 1W € 0,11 € 0,11
14 1 R4 Resistenza a strato metallico 150K 5% 1W € 0,11 € 0,11
15