Autocostruzione

 

Stupendo finale con valvole 300b

costruttore Gianluca    Progetto digitex

 

 

 Di cosa si tratta

Finale 8 + 8 watt  con valvole 300b

Chi lo ha costruito

Gianluca Polidoro  g.lucap@tin.it

Caratteristiche particolari

Costruzione impeccabile  ottimo progetto digitex

Mia presentazione

Gianluca ha fatto un capolavoro ..   , tanta voglia di fare , una ottima manualità e con l'aiuto delle istruzioni e scheda digitex  ne e' uscito un bel prodotto.

Davide Sbisa'

 

Ringraziamenti:

 

A fine pagina troverete le istruzioni passo passo per la costruzione  di questo finale , gli schemi  costruttivi  che mi sono stati gentilmente offerti dalla ditta digitex  www.digitex.it .

Per chi non la conosce ancora la ditta digitex  opera da anni nel campo della progettazzione , produzione , e  vendita componenti per il mondo dell'alta fedeltà.

Potete rivolgervi a loro per trovare qualsiasi particolare per l'autocostruzione.    Davide Sbisà

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Finale  Digitex  300se  di Gianluca

 

 

Ciao Davide ti ringrazio questo è il mio secondo assemblaggio valvolare e  diciamo che ci siamo impegnati molto per il risultato finale,il primo che   sto rimodificando è il famoso valvolarino di Nuova Elettronica Lx 1240 un   po  customizzato.

In seguito ti manderò qualche foto.Ti invio il materiale che   ho  rimediato per la realizzazione del 300SE allego schemi, layout.

 Per quanto  riguarda il costo del materiale elettronico si aggira intorno ai 1100euro presi direttamentae dalla Digitex di Firenze www.digitex.it, poi c'è il legno30euro manodopera fornita da noi per la lucidatura fatta a mano con  vero olio di "gomito". Cavi,connettori e minuteria varia presa da Audiokit di Aprilia dall'amico Mauro sito web www.audiokit.it.

 Un saluto.   Gianluca Polidoro
PS. Da quando ho scoperto il mondo delle valvole non riesco ha smettere di   studiarle ed ascoltarne il loro suono molto particolare.
 

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Ti invio questa breve presentazione dell’amplificatore che ho ultimamente costruito per conto di un mio amico, trattasi del progetto della Digitex il 300SE ampli a valvole finali 300B e valvole preamplificatrici 6SN7.

L’assemblaggio elettronico delle parti è stato fatto da me, mentre per quanto riguarda la realizzazione del mobile in ciliegio massello lucidato a mano è stata opera del mio amico restauratore di mobili e quadri antichi Mario abile maestro della lucidatura del legno.

Devo dire che la cosa più faticosa è stato l’assemblaggio di tutti i trasformatori, per prima fissati su un piano di cristallo da 1 cm forato al laser spaccatosi all’ultimo serraggio,abbandonata l’idea del cristallo siamo poi passati su un piano di Lexan da 0,8 mm verniciato dalla parte interna con vernice a spruzzo nera e devo dire che è risultato alla fine un buon lavoro.

 

 

 

Il suono è sorprendente vederlo acceso di notte crea un’atmosfera impressionante con le luci sfumate create dalle valvole e dal calore musicale delle valvole.

Siamo molto soddisfatti del risultato finale del progetto sia in termini di suono che estetico. E’ realizzato sotto il periodo Natalizio ci ha fatto passare delle serate fino a notte inoltrata per riuscire a sentirlo per l’anno nuovo. In fine malgrado qualche giorno di ritardo siamo riusciti ha dargli corrente.

Un saluto e complimenti per il sito che porti avanti e che ci da spunti per nuovi progetti.

Luca & Mario.

g.lucap@tin.it     restaurosalvatori@libero.it  

 

 

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Passiamo al materiale gentilmente fornito di www.digitex.it

 

Caro Davide,  ti invio il listino prezzi in formato excel e il manuale di montaggio di questo finale, ci sono riportate specifiche e quant' altro, spero ti basti.   Saluti   Giovanni Rialti    Responsabile tecnico    giovanni@digitex.it


Digitex S.r.l.  Via O. da Pordenone, 17/19  50127 Firenze    ITALY  IT VAT N° 03627400488  Phone: (0039) 055 351291
Fax: (0039) 055 333767  E-mail:
info@digitex.it    Internet: www.digitex.it

Istruzioni di montaggio e messa in funzione

 

Descrizione generale

 

L'amplificatore DIGITEX 300B SE è un finale di potenza stereofonico con stadio di uscita in single ended, pensato principalmente per uso in impianti hi-fi di elevate prestazioni.

La costruzione estremamente semplice dovuta alla realizzazione su singola scheda a circuito stampa­to ospi­tante tutti i componenti con la sola eccezione dei trasformatori ed il costo con­tenuto per la classe dell’apparecchio lo rendono l'amplificatore ideale sia per l'hobbista alle prime armi sia per chi voglia ottenere una riproduzione musicale di altissimo livello qualitativo senza investire cifre eccessive.

Unica limitazione nell’uso di questo apparecchio, peraltro comune alla maggior parte degli amplificatori single ended, è la ridotta potenza di uscita, che richiede l’accoppiamento con diffusori di efficienza medio-alta per ottenere pressioni sonore sufficientemente elevate in ambienti normali.

 

Il circuito elettrico

 

L’amplificatore si divide principalmente in tre sezioni, amplificazione canale sinistro, amplificazione canale de­stro ed alimentazione, quasi completamente comune per i due canali. I due canali di amplificazione sono identici fra loro.

E’ possibile identificare quali componenti sono parte delle singole sezioni dal numero assegnato al reference dei componenti: Quelli dell’alimentatore, oltre all’identificatore del tipo di componente, hanno il numero costi­tuito da uno o due digit (es: R4, C2, D10), i componenti del canale sinistro di amplificazione da tre digit con il primo uguale a 1 (es: R101, C103), quelli del canale destro sempre tre digit ma con iniziale 2 (R201, C203). Le valvole sono indicate da un solo digit e, nel caso di valvole a più sezioni, una lettera per indicare la sezione. In questo circuito V1 è utilizzata con la sezione A per il canale sinistro e con la B per il destro, V2 con entrambe le sezioni sul sinistro e V3 sul destro, V4 è la finale del canale sinistro, V5 del destro ed infine V6 è la raddrizzatrice comune per i due canali.

Per l’identificativo di componente ci siamo attenuti alle norme di standard industriale più in uso. Nella tabella a seguito la corrispondenza fra la sigla ed il tipo di componente, per quelli più utilizzati.

 

Sigla

Tipo di componente

Unità di misura indicazione valore

 

 

 

R

Resistenza a strato, impasto o filo – trimmer - potenziometro

Ohm (W)

C

Condensatore elettrolitico e non, trimmer capacitivo

Microfarad (mF), picofarad (pF)

D

Diodi raddrizzatori e di segnale, ponti raddrizzatori, LED

Identificativo costruttore

U

Circuito integrato lineare o digitale

Identificativo costruttore

Q

Transistor bipolare, Mosfet, IGBT

Identificativo costruttore

F

Fusibile di protezione da sovracorrente, non autoripristinante

Portata in Ampere e velocità (F=rapido, MDL=semiritardato, T=ritardato)

T

Trasformatore

Identificativo costruttore o dati specifici di tensione / impedenza

L

Induttanza

Identificativo costruttore o dati specifici di induttanza e corrente

V

Valvola termoionica

Identificativo costruttore

 

Stadio di amplificazione

 

Abbiamo già ricordato che gli stadi di amplificazione dei due canali sono identici fra di loro. Descriveremo quindi il solo canale sinistro, e tutto ciò che verrà detto sarà perfettamente corrispondente anche per il de­stro. Ci riferiamo allo schema elettrico “Sezione Amplificazione” al termine di questa sezione.

Il segnale proveniente dal preamplificatore viene applicato fra la massa di ingresso (terminale di uscita dal circuito stampato W102) e la griglia della valvola di amplificazione di tensione V101 sezione A (la sezione B viene utilizzata sul canale destro), precisamente nel punto W101. Fra questo e la effettiva griglia di V101 sono presenti una resistenza da 470KW verso massa ed un’altra resistenza da 1KW in serie alla griglia (R102 e R101). La prima ha funzione di fuga a massa per la griglia di V101 e carico di ingresso – terminazione del cavo di collegamento pre-finale, la seconda serve come filtro per le alte frequenze in congiunzione con la ca­pacità di ingresso della valvola, con funzione quindi antioscillatoria e di reiezione per eventuali disturbi a radiofrequenza captati dai cavi di collegamento, cosa che sicuramente riesce se siamo in am­biente normale, ma che risulta un po’ povera se ci troviamo nelle immediate vicinanze di una stazione radio o televisiva di buona potenza. In tal caso dovremo intervenire con un filtraggio molto più pesante.

La già più volte nominata valvola di ingresso V101 è un doppio triodo 6SN7GT, validissimo per amplifica­zione di segnali di basso e medio livello con distorsione minima, montato in configurazione a catodo comune con buona controreazione locale grazie alla resistenza di catodo (R105) non bypassata.

La resistenza R104 da 47KW 2W è il carico anodico di questo stadio ed è opportuno che sia di buona qualità in quanto, avendo ai suoi capi una tensione piuttosto elevata, può tendere a diventare rumorosa o, peggio, a provocare il fastidioso effetto “pop corn” con conseguenti scariche e scoppiettii in uscita.

La resistenza R103 ed il condensatore C101 costituiscono il filtro per il disaccoppiamento di alimentazione di questo stadio, sicuramente più che sufficiente per evitare che disturbi sull’alimentazione inevitabilmente pro­vocati dagli altri stadi possano interferire sul funzionamento di questo.

 

 

 

Dall’anodo di V1, tramite il condensatore C103, il segnale viene portato alla griglia di V2B, un’altra 6SN7GT, con il solito sistema di resistenza di fuga a massa (R106) ed antioscillatoria (R107). Le due sezioni di V2 sono montate in configurazione SRPP, acronimo di Shunt Regulated Push Pull, configurazione che riesce ad avere un guadagno circa simile a quello ottenibile con la stessa valvola in catodo comune, ma con resistenza di uscita estremamente bassa, utile nel nostro caso per il pilotaggio senza problemi della valvola finale. Unico reale problema di questa configurazione è la necessità di utilizzare valvole selezionate, in modo da ridurre a valori insignificanti la distorsione che si crea a causa della eventuale differenza di guadagno delle due mezze valvole. La 6SN7 è comunque una valvola che è perfettamente reperibile di buona qualità e selezionata, per cui possiamo dire che il problema citato praticamente non esiste. Altro particolare al quale stare attenti è la ten­sione massima fra catodo e filamento della valvola, considerando che la sezione “alta” ha il catodo che ri­spetto a massa risulta “sollevato” di un valore pari alla metà della tensione di alimentazione, quindi nel nostro caso di circa 200V. E’ sufficiente rialzare la tensione di filamento di un sufficiente valore di tensione continua (vedi R4, R5 e C10) per eliminare anche questo possibile problema, che potrebbe potenzialmente portare a rumori, scoppiettii e sibili.

 

Stadio finale

 

Dal piedino 6 (catodo della sezione alta) di V2 si va direttamente alla griglia controllo della valvola finale, pie­dino 1, tramite il condensatore di disaccoppiamento C104 e la solita resistenza antioscillatoria, R115, da 1KW. La resistenza di fuga di griglia è R114, di valore piuttosto basso (100KW) per non avere problemi anche con le peggiori 300B, mentre la polarizzazione negativa di griglia arriva dall’alimentazione a 160V negativi tramite la resistenza R112 ed il trimmer R113.

Il sistema di polarizzazione scelto, “iniezione” di tensione negativa in griglia invece della classica resistenza di catodo, permette di ottenere una maggiore potenza in uscita a parità di tensione di alimentazione, minore im­pedenza del circuito di potenza, con conseguente maggiore controllo della gamma bassa, ed in generale un suono decisamente più definito. Ovviamente un prezzo da pagare c’è, ed è la necessità di dover fare la tara­tura della corrente di riposo della valvola finale al momento della prima accensione dell’amplificatore ed il do­verla ricontrollare periodicamente, diciamo una volta l’anno. Tutto sommato ci pare conveniente, conside­rando i vantaggi.

Rimanendo intorno alla valvola finale, vediamo che il suo anodo (piedino 2) è collegato ad un capo dell’avvolgimento primario del trasformatore di uscita, mentre il filamento-catodo (la 300B è una valvola a ri­scaldamento diretto, catodo e filamento sono la stessa cosa) viene portato alla sua tensione continua di ac­censione e tramite le due resistenze R116 e 117 viene anche portato a massa, attraverso la resistenza R118 che essendo da soli 10W ha solamente funzione di elemento di misura della corrente di riposo.

L’altro capo dell’avvolgimento primario del trasformatore di uscita è collegato al positivo della tensione di alimentazione, per cui valvola finale e trasformatore di uscita si trovano effettivamente in serie, ed il trasfor­matore viene quindi attraversato dalla corrente di riposo della valvola stessa. Questa sembra un’ovvietà, ma è di fatto la differenza fra il vero Single Ended e le tante varianti nate negli ultimi anni, che pur apportando ognuna qualche miglioramento a questa o quella prestazione non sono mai riuscite ad eguagliare il sistema capostipite in quanto a qualità di suono.

Alimentazione

Il circuito di alimentazione è piuttosto semplice, costituito da una sezione per l’alta tensione, una per la ten­sione negativa per la polarizzazione delle valvole finali e tre distinte per i filamenti di ognuna delle finali e delle 6SN7 dello stadio driver.

I filamenti delle valvole finali sono alimentati in corrente continua per minimizzare eventuali ronzii che potrebbero altri­menti manifestarsi sul segnale di uscita e con due circuiti separati per non avere problemi di diafonia fra i canali. La sezione che si occupa dei filamenti delle valvole driver viene “sollevata” dal poten­ziale di massa di circa 160V dal partitore costituito dalle resistenze R4 ed R5, coadiuvate dal condensatore elettrolitico C10, in modo da restare entro i limiti di tensione ammessi fra catodo e filamento per la valvola “alta” dello stadio SRPP, V2A per il canale sinistro e V3A per il canale destro.

La parte ad alta tensione viene derivata da un unico avvolgimento a presa centrale del trasformatore di ali­mentazione, raddrizzato con una valvola 5U4 od equivalente e filtrato con un piccolo condensatore da 33µF (C2). Da questo punto vengono derivate le due alimentazioni separate per l’anodica delle valvole finali, tramite un ulteriore filtraggio composto dall’induttanza L101 e dal condensatore C105 per il canale sinistro e da L201 e C205 per il canale destro, oltre all’alimentazione anodica per gli stadi driver prelevata tramite il filtro R2 e C3. Questa alimentazione viene poi ulteriormente filtrata localmente per i singoli stadi dalle reti RC costituite da R103 e C101, R108 e C102, R203 e C201, R208 e C202, rispettivamente per gli stadi di ingresso e driver dei canali sinistro e destro. Una simile cura nel dividere le tensioni di alimentazione per ogni singolo stadio, ed in particolare il filtraggio delle alimentazioni delle finali effettuato con due induttanze diverse, assicurano un funzionamento praticamente esente da problemi di diafonia fra i canali provocati da rientro di segnale sull’alimentazione, molto simile ad una configurazione dual mono senza però andare in contro agli inconvenienti di costo e spazio occupato che questa avrebbe comportato. Il condensatore C2, apparentemente di piccola capacità, è del valore massimo possibile per assicurare un funzionamento della valvola raddrizzatrice nei limiti delle correnti di picco consentite. Eventuali incrementi di questo valore possono comprometterne la durata di vita. Non esiste invece nessun limite per la capacità dei condensatori a valle delle induttanze e della resistenza R2, e difatti sono stati previsti dei corposi 470µF, decisamente sovrabbondanti rispetto a quanto sarebbe stato strettamente indispensabile.

Niente di particolare invece per l’alimentazione a 160V negativi: si parte da un secondario a sé del trasformatore di alimentazione, raddrizzato con il ponte D3 e filtrato con il circuito a pi greco composto da C8, R3 e C9. Anche qui le capacità di filtro sono decisamente sovrabbondanti rispetto a quanto sarebbe richiesto dai poco più di 2 mA che deve erogare questo circuito.

Un’ultima nota riguarda la rete RC composta da R1 e C1: la loro unica funzione è il disaccoppiamento elettrico fra massa circuito e telaio metallico dell’apparecchio, pur mantenendo uno stretto accoppiamento dinamico. Considerando che il telaio metallico deve per normativa essere collegato all’impianto di terra della rete di alimentazione, collegando direttamente la massa al telaio si incorre nel rischio di provocare ground-loop quando si collegano altri apparecchi a questo amplificatore, con antipatici quanto difficilmente eliminabili ronzii in cassa. Interponendo invece questa rete RC la corrente di loop resta sicuramente a livelli non avvertibili pur potendo ugualmente sfruttare il benefico effetto schermante dello châssis metallico. Frequentemente il problema viene aggirato scollegando la terra dal cavo di alimentazione, ma oltre alla pericolosità insita in questa cattiva abitudine a causa delle elevate tensioni presenti in un apparecchio a valvole si ha anche un effetto schermante verso eventuali disturbi a radiofrequenza decisamente minore.

Prestare la massima attenzione quando operate nella sezione di alimentazione: a causa delle elevate capacità sono presenti tensioni pericolose, potenzialmente mortali, anche dopo lo spengimento dell’apparecchio. La funzione di resistenza di scarica viene assolta da R4 ed R5, che non dovranno mai essere rimosse, e le tensioni scendono a valori non pericolosi entro 5 minuti dallo spengimento.

 

Montaggio

 

L’operazione è estremamente semplice e non sono necessarie specifiche competenze. Dobbiamo affrontare il lavoro a stadi successivi, partendo dal montaggio della scheda a circuito stampato, seguito dall’assemblaggio meccanico del telaio, quindi l’inserimento dello stampato nello châssis, poi il cablaggio ed infine una verifica totale di tutto ciò che è stato fatto.

Attrezzi necessari

Gli attrezzi indispensabili sono i classici per montaggio elettronico, quindi un saldatore per elettronica, potenza consigliata 40-50W, temperatura alla punta circa 350°C, meglio se regolabile, un paio di tronchesine per elettronica a taglio piano, un paio di pinzette a becco piano ed inoltre una chiave a brugola per viti di 3 millimetri ed alcuni cacciavite piani ed a croce. Utili anche un piegaresistenze, un paio di pinze universali ed una chiave a tubo da 5,5 millimetri. Molto utile ma non strettamente indispensabile anche un tester, digitale od analogico, con portate di tensione continua da 2 a 500V. E’ ovviamente necessario anche lo stagno, ed anche questo dovrà necessariamente essere del tipo specifico per elettronica, con anima disossidante, meglio se del tipo addizionato con argento, elettricamente migliore e meccanicamente più robusto. Attenzione perché esistono in commercio vari tipi di stagno addizionato con argento per oreficeria, idraulica ecc. ecc.: Questi non sono adatti per elettronica perché con disossidante conduttivo, si può rischiare di danneggiare gravemente i componenti ed anche il circuito stampato utilizzandoli.

Montaggio del circuito stampato

Procurarsi per prima cosa l’elenco dei materiali (ad esempio una fotocopia della pagina corrispondente di questo manuale) ed il sacchetto contenente le bustine con i componenti. Queste hanno applicata una etichetta con il numero di item, l’identificativo del componente ed il suo valore. In alcune bustine possono essere contenuti due diversi item, quando non sia possibile in alcun modo confusione fra uno e l’altro.

Verificare la presenza di tutto il materiale riportato in elenco (è sufficiente effettuare un riscontro fra i numeri di item dell’elenco e delle bustine) per assicurarsi che ci sia effettivamente tutto. Se viene verificata qualche mancanza si prega di comunicarlo immediatamente affinché si possa procedere al reintegro necessario.

Effettuato il riscontro materiali è possibile passare al montaggio. Il circuito stampato fornito con il kit è del tipo a doppia faccia con fori passanti metallizzati ed i componenti devono essere montati alcuni sulla faccia inferiore ed alcuni sulla faccia superiore, saldandoli ovviamente dal lato opposto a dove sono posizionati.

Per individuare il lato dove sono posizionati i componenti fare riferimento, oltre a quanto riportato in questo manuale, anche alla serigrafia (disegno) riportata sul circuito stampato stesso. I componenti devono essere montati sul lato dove sono disegnati. I due lati sono indicati sul circuito stampato con due scritte in rame su un lato, “solder side” per il lato superiore e “components side” per il lato inferiore. I lati sono inoltre contrassegnati da apposite scritte in serigrafia.

In pratica comunque sul lato superiore dovranno essere montati solamente i tre condensatori elettrolitici da 470mF 450V (C2, C105, C205) e gli zoccoli delle valvole. Tutti gli altri componenti dovranno essere montati sul lato inferiore.

Considerando che per la stragrande maggioranza coloro che affronteranno il montaggio di questo circuito non saranno sicuramente dotati di un telaio per il montaggio di schede elettroniche, dovremo ricorrere a sistemi forse un po’ empirici ma sicuramente efficaci. Iniziamo il montaggio dal lato inferiore. I primi componenti da montare sono quelli di altezza inferiore (resistenze da ¼W, ½ W, diodi) che devono essere piegati alla giusta lunghezza ed inseriti nei posti indicati. Dopo poggiare qualcosa di piano e relativamente resistente al calore (pezzo di compensato, cartone od altro) sui componenti appena inseriti e capovolgere il circuito, in modo da avere in vista il lato dove eseguire le saldature. Saldare i reofori senza paura di surriscaldare i componenti (ma senza esagerare) utilizzando il tempo e la quantità di stagno necessari per far sì che la saldatura si presenti uniforme su entrambi i lati del circuito, senza eccessivi rigonfiamenti e senza bolle o soffiature al suo interno. Normalmente, con un buon saldatore alla giusta temperatura, è sufficiente un tempo di tre-quattro secondi per ogni saldatura. Prestare attenzione ai componenti polarizzati (diodi, transistor, circuiti integrati, condensatori elettrolitici). Il disegno e la serigrafia indicano chiaramente come devono essere montati, ma in caso di dubbio considerate che la piazzola quadrata in questi componenti indica il catodo dei diodi (il lato con la fascetta colorata), il piedino 1 dei circuiti integrati ed il terminale positivo degli elettrolitici. Passare poi via via ai componenti di maggiore altezza seguendo lo stesso metodo descritto in precedenza, tagliando anche i reofori sporgenti dal circuito quando comincia ad esserci un eccessivo “affollamento” con difficoltà di raggiungere con il saldatore i punti desiderati. Nel tagliare i reofori considerare che mai e per nessun motivo dovrà essere tagliata la saldatura (la goccia di stagno fra reoforo e c/s), ma il terminale dovrà essere tagliato immediatamente all’uscita da questa. Nel caso ciò dovesse accadere accidentalmente o per eccessiva dimensione della goccia di stagno dovremo rifondere la saldatura “offesa” aggiungendo una quantità minima di stagno “vergine”, riscaldandola come se fosse una saldatura nuova. Quando si intacca una saldatura, tagliandola o forzandola si ha una modificazione a livello cristallino che la rende molto più debole meccanicamente e con maggiori difficoltà di conduzione elettrica.

Ad alcuni autocostruttori piace montare i componenti rialzati dal circuito stampato. Questa non è una cosa indispensabile in questo progetto, in quanto le dissipazioni dei componenti sono state calcolate in modo da non avere surriscaldamenti di alcun tipo, ma se per abitudine o per scelta di tipo estetico vogliamo montare le resistenze rialzate di 1 o 2 millimetri dal circuito stampato non ci sono problemi, mentre i condensatori DOVRANNO ESSERE POSTI IN STRETTO CONTATTO CON IL C/S, meglio se fissati con una piccola quantità di collante di tipo siliconico per evitare quanto più possibile vibrazioni o movimenti di ogni tipo.

A questo punto il montaggio del lato inferiore è terminato. Eseguire un lavaggio delle saldature con un pennello duro imbevuto di diluente alla nitro o trielina asciugando tamponando con un panno di cotone, fino ad aver tolto ogni traccia di pasta disossidante e quindi fino a quando il circuito ha un aspetto lucido e pulito, senza tracce scure od appiccicose. Durante il lavaggio tenere il circuito verticale in modo che il solvente non sgoccioli sul lato componenti, dove potrebbe danneggiare (esteticamente) ciò che è stato montato.

Terminato il lavaggio possiamo passare al montaggio dei componenti sull’altro lato, seguendo il solito criterio delle altezze progressive, per cui dovranno essere montati per primi gli zoccoli delle valvole e successivamente i condensatori da 470µF. Gli zoccoli delle valvole octal, quelle utilizzate in questo circuito, sono completamente simmetrici per cui è facile montarli con orientamento errato. Devono essere inseriti facendo corrispondere la tacca interna dello zoccolo con quella riportata in serigrafia. Fate molta attenzione perché non è facile togliere uno zoccolo di questo tipo da un circuito stampato doppia faccia senza danneggiare qualcosa con i normali mezzi a disposizione dell’hobbista.

I condensatori elettrolitici da 470mF hanno il terminale positivo indicato dal simbolo o da un punto rosso vicino al terminale, o dalle indicazioni sul rivestimento esterno (che spesso indicano il negativo). In ogni caso montarli con il terminale positivo nel foro con piazzola quadrata, tenendo presente che un montaggio errato può portare ad esplosione di questi durante il collaudo con gravi danni per il circuito. Questi condensatori sono montati tutti nello stesso verso, con il terminale positivo rivolto verso l’interno del circuito stampato, per cui risulta molto semplice effettuare una verifica a montaggio terminato.

Non saldare ora il led spia di accensione. Questo sarà saldato solamente durante la fase di inserimento dello stampato nello châssis a causa delle difficoltà nel trovare la giusta altezza in questa fase.

Terminate anche queste operazioni provvedere a pulire le saldature di questi ultimi componenti utilizzando un angolo di un panno di cotone leggermente inumidito con il solvente già utilizzato in precedenza, prestando attenzione a non toccare i componenti già montati ed in particolare i condensatori in polipropilene, ai quali si potrebbero cancellare le scritte. Ripetiamo che gli eventuali danni sarebbero solamente estetici, ma se è possibile è sicuramente meglio evitarli.

Il circuito stampato è ora completamente montato. Effettuare una doppia verifica sull’esattezza del montaggio e passare poi alla fase successiva. Per quanto potenzialmente possibile collaudare il circuito anche prima del suo inserimento definitivo nel cabinet, riteniamo questa operazione non alla portata di tutti essenzialmente per questioni di sicurezza. Il collaudo sarà quindi descritto solamente ad assemblaggio completamente eseguito, più avanti in questo manuale.

 

Materiali necessari per il montaggio del circuito stampato

 

Item   Qty       Reference                                   Part

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1        1          C1                                              Condensatore poliestere 1mF 100V verticale passo 10

2        5          C2,C101,C102,C201,C202             Condensatore elettrolitico 33mF 450V assiale

3        3          C3,C105,C205                              Condensatore elettrolitico 470mF 400V snap-in f 35

4        4          C4,C5,C6,C7                                Condensatore elettrolitico 2200mF 25V verticale

5        3          C8,C9,C10                                   Condensatore elettrolitico 100mF 200V verticale

6        2          C103,C203                                  Condensatore polipropilene 0,1mF 400V assiale

7        2          C104,C204                                  Condensatore polipropilene 2,2mF 400V assiale

8        2          D1,D2                                         Ponte raddrizzatore FBU4D

9        1          D3                                              Ponte raddrizzatore W04

10      1          D4                                              LED f 5mm. testa piatta

11      5          R1,R101,R106,R201,R206             Resistenza strato metallico 470KW 1% 1/2W

12      5          R2,R105,R108,R205,R208             Resistenza strato metallico 1,5KW 5% 1W

13      1          R3                                              Resistenza strato metallico 10KW 5% 1W

14      1          R4                                              Resistenza strato metallico 150KW 5% 1W

15      1          R5                                              Resistenza strato metallico 100KW 5% 1W

16      1          R6                                              Resistenza strato metallico 220W 5% 1/2W

17      8          R102,R107,R109,R115,                 Resistenza strato metallico 1KW 1% 1/2W

                     R202,R207,R209,R215

18      2          R103,R203                                  Resistenza strato metallico 33KW 5% 1W

19      2          R104,R204                                  Resistenza strato metallico 47KW 5% 2W

20      4          R110,R111,R210,R211                  Resistenza strato metallico 2,2KW 5% 1W

21      2          R112,R212                                  Resistenza strato metallico 82KW 1% 1/2W

22      2          R113,R213                                  Trimmer CerMet 50KW orizzontale ¾ giro

23      2          R114,R214                                  Resistenza strato metallico 100KW 1% 1/2W

24      4          R116,R117,R216,R217                  Resistenza strato metallico 22W 5% 1W

25      2          R118,R218                                  Resistenza strato metallico 10W 5% 1W

26      4          -                                                 Zoccolo OCTAL ceramico da C/S

27      3          V1,V2,V3                                     Valvola doppio triodo 6SN7GT

28      1          V6                                              Valvola raddrizzatrice 5U4

29      1          -                                                 Circuito stampato doppia faccia mod. ST300SE.PCB

 

 

La precisazione di Jacopo:

 

1)      nella sezione “Materiali necessari per il montaggio del circuito stampato“ (presente nella pagina 1), è riportato il valore del condensatore C1 come da “1mF”, mentre nella pagina 2, nella sezione “300B-SE Stereo AMPLIFIER – PARTLIST” (dove sono riportati i prezzi dei componenti), il valore riportato e 1uF, che credo sia il valore giusto.

2)      Sempre nella sezione “Materiali necessari per il montaggio del circuito stampato“ (presente nella pagina 1), è riportata la lettere “W” accanto ad ogni valore delle resistenze indicate: ad es. 450KW, 100KW, 1KW, ecc. ecc. Mi pare che ci sia stato un errore di qualcuno che ha aggiunto questa “W” a tutti i valori.

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schema di un canale e alimentazione

 

 

Disposizione componenti sul circuito stampato, lato inferiore

 

 

Disposizione componenti sul circuito stampato, lato superiore

 

segue pag 2

 

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