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Amplificatore single ended per
chitarra
Ciao a tutti, ciao Davide.
Suono da un po’, e sentivo
l’esigenza di avere un piccolo valvolare da usare a casa. Il mio
marshall ibrido non da buoni risultati se non ad alti volumi, che
come molti di voi sanno in appartamento non è molto saggio tenere.
Mi sono imbattuto nel “brutus”, un amplificatore prodotto da
Guglielmo Cicognani in collaborazione con Donato Begotti (chi
suona sa di chi parlo). È una piccola testata valvolare, 4/11
watt, con valvole intercambiabili e parecchie regolazioni di
suono. Un ampli da studio, e ci si puo anche suonare in giro con
la funzione 11w. (eccolo
http://www.donatobegotti.com/products/brutus.asp )
Lo sento, ed è fantastico. Il
problema è che costa 700 euro (senza cassa) e assolutamente non mi
è possibile spenderli. Contatto allora il buon Giaime, che ormai
da un po’ assillo con svariate domande e problemini, e gli spiego
la cosa. Un ampli valvolare, da studio, che possa essere tirato
come deve, pero in casa.
In qualche giorno il trapiantato
ingegnere partenopeo mi presenta questo
http://giaime.altervista.org/EL84guitar.html
È un ampli SE di el84 con una ecc83
nel pre, con uno schema semplicissimo, come potete vedere.
Inizia la fase di reperimento
materiali. Trasformatori e valvole da Novarria, (visto che gli
facciamo sempre pubblicita permettetemi una critica. È si
economico ma il motivo c’è.) il resto nel negozio di elettronica
della mia città. Mi viene in mente poi che mi sarebbe stato utile
un controllo di toni, ne parlo a Giaime e mi sbatte questa
paginetta
http://amps.zugster.net/articles/tone-stacks e mi dice di
scegliere quello che preferisco. La scelta è caduta sul Baxandall.
Bassi e alti e switch per un mid boost.
Inizia la costruzione.

Per il mobile scelgo il solito mdf,
dopo aver scartato l’idea di farlo in plexiglass. Prendo un foglio
da 10mm, me lo faccio tagliare al brico (malissimo devo dire) e
inizio a lavorarlo. Vado a memoria, le misure sono circa 30*20*9
cm, quindi piu o meno un foglio a4, poco piu. Incollo il tutto e
inizio a fare i fori. Ovviamente non sarei riuscito ad avvitare i
potenziometri e i deviatori su un cm di mdf, prendo una fresa e
inizio a scavare. Arrivo all’ultimo buco del frontale e crack,
vado troppo giu e sfondo l’mdf. Bel guaio. Al che prendo una
lastra di vetronite ramata parecchio lunga che avevo in casa, la
taglio, ne vernicio il retro di nero e la incollo dietro i fori,
con un risultato estetico anche carino, e senza problemi di
fragilità. Per il mobile scelgo un colore carico, un bel verde
smeraldo perlato (happy color saratoga). Do la prima mano, senza
aver dato il fondo. Un disastro. L’mdf si è bevuto la vernice
(cosa che non mi è mai capitata con altri colori “neutri”) e ha
lasciato i glitter in superficie… in pratica era grigio luccicoso.
Allora prendo una bomboletta di trasparente e la svuoto sul
mobile, usandola come fondo. Riprovo con il verde ed ecco che si
aggrappa. È un bel colore, i brillantini lo rendono vivo. Finisco
il tutto con trasparente opaco sempre saratoga. Recupero due
maniglie da un paio di porte di un armadietto che avevo, le
vernicio di nero e le monto ai lati. Inizia il montaggio dei
componenti. Fisso i trafi, gli zoccoli, gli switch e i pot. Sembra
gia finito…

Decido di fare l’alimentazione su
una millefiori, infatti non ho riscontrato problemi. Il resto è
montato su una di quelle basette in vetronite con dei gancetti su
cui saldare i componenti.
Il fatto è che è stata la mia prima
realizzazione point to point e non avevo ben chiaro che layout
seguire…
Come si puo facilmente intuire dalle
foto è tutto molto disordinato. Il segnale fa giri strani dovuti a
mia inesperienza e fretta. Sono stato molto tempo con i componenti
fermi li, ho trovato un giorno libero e ho montato tutto di
corsa…mai farlo, mi raccomando.
Alla prima accensione infatti, non
funzionava. Capisco di aver sbagliato il ponte raddrizzatore e lo
sistemo, ma niente. Alla fine molto gentilmente giaime mi chiede
di andare da lui per vederlo insieme, una domenica mi faccio sti
60 km…in due ore, molto pazientemente e spiegandomi bene tutto il
prode ingegnere risolve i problemi. Un paio di collegamenti
mancanti, tutto qui…collegato all’oscilloscopio pero scopriamo che
va molto presto in oscillazione, rovinando il suono, e rischiando
di rovinare anche i componenti. Cambiando un paio di punti di
massa il problema si attenua ma rimane sempre presente. È solo
colpa del layout sbagliato, bastera rifarlo con piu criterio e
tutto si risolvera. (uno stampato sarebbe l’ideale)

La configurazione finale dunque è
questa. Un entrata, una ecc83 nel pre, una el84 nel finale,
controllo volume e gain (uno controlla la ecc l’altro la el). Uno
switch che devia il segnale dal secondo triodo della ecc dando un
suono molto pulito anche se ovviamente piu basso (vedro se
toglierlo, non è molto utile), controllo di bassi e alti e uno
switch che se attivato pompa i medi. Due uscite cassa, una a 4 e
una a 8 ohm per adattarsi alle varie evenienze.
Il suono…beh, devo dire che non è
male. E’ precisissimo e se sbagli si sente, Non distorce molto, è
abbastanza “crunchoso”, diciamo che il metal è un genere che non
gli si confà. Devo dire che con un pedalino davanti (ibanez ts7
tubescreamer) le cose cambiano parecchio. Il tocco c’è e si sente
tutto, l’attacco è ben corposo (uso anche un compressore behringer
da ben 20 euro, che il suo lavoro lo fa) e definito. Infatti la
differenza tra valvolari e transistor sta molto in questo. I primi
interpretano gli effetti in maniera eccelsa, riuscendo a esprimere
il meglio sia delle valvole sia dei pedali. Sta diventando il
“mio” suono. Tra l’altro consiglio a tutti l’ibanez che per 40
euro va oltre le aspettative. Il volume al massimo attraverso un
celestion g12l è molto buono, contando che farà si e no 4watt.
Prossime probabili modifiche saranno
affiancargli un’altra el84 in parallelo (data la generosità del ta)
e montare uno zoccolo octal su cui usare, alternativamente alla el,
una 6l6, o una 6v6, magari con uno switch…vorrei anche affiancare
un'altra ecc83 per dargli piu distorsione, ma non vorrei
stravolgere lo schema, vediamo insomma.
Sicuramente una buona palestra per
chi necessita di un ampli come questo, che se opportunamente
realizzato (e magari con queste due modifiche e qualche pedale
davanti) puo diventare un perfetto valvolare da studio casalingo.
Ovviamente un sentitissimo
ringraziamento a Giaime Ugliano, senza di lui nulla sarebbe stato
possibile, e a te Davide che ci permetti di condividere queste
esperienze.
Nicola
crep85@tin.it

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